tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/17/pfas-farmaci-alternative-studio-notizie/8388597/
dall'articolo di Andrea M. Jarach: "Per molti farmaci i produttori potrebbero già oggi fare a meno di utilizzare i PFAS. È quanto emerge da un nuovo studio dell’Istituto farmaceutico dell’Università di Friburgo e dell’Agenzia nazionale tedesca per l’Ambiente di cui danno notizia le reti NDR e WDR. Al contempo, gli autori dello studio sottolineano però che i potenziali rischi associati alle alternative non sono ancora stati oggetto di ricerche sufficienti e che la scelta del miglior trattamento terapeutico spetta alla discrezione dei medici curanti. Dal 2023, l’Unione Europea sta lavorando a una normativa organica per questo gruppo di sostanze, che comprende oltre 10mila composti chimici distinti, con l’obiettivo di limitarne l’utilizzo. L’industria farmaceutica ne verrebbe peraltro in gran parte esentata perché i produttori indicano che mancano alternative, per la cui ricerca occorrerebbe tempo e risorse, mentre i PFAS conferiscono maggiore stabilità e una più lunga durata di conservazione ai medicinali. Questi assunti vengono contraddetti dallo studio dell’Istituto farmaceutico dell’Università di Friburgo e dell’Agenzia nazionale tedesca per l’Ambiente, secondo cui esiste già oggi un’alternativa priva di PFAS per 97 dei 111 principi attivi farmaceutici che li contengono esaminati. Prodotti già in commercio o comunque approvati in altri Paesi, ma laddove manchino ancora, le alternative sarebbero comunque prossime all’approvazione alla commercializzazione, o in una fase avanzata di sviluppo. Lo studio, riferendosi alla Germania, indica che sono approvati 70 principi attivi contenenti PFAS, per 61 dei quali esisterebbero però alternative."
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