tratto da https://ambientenonsolo.com/la-crisi-ecologica-e-una-crisi-delluomo/
La crisi ecologica è una crisi dell’uomo

di Fabio Cavallari
[Gli articoli di Fabio Cavallari per Ambientenonsolo]
Ci sono luoghi dove gli uomini si incontrano per discutere del futuro del pianeta. E poi ci sono luoghi dove il pianeta entra nella stanza e guarda gli uomini mentre parlano.
Al Borgo Laudato si’, nei giardini di Castel Gandolfo, è accaduta una cosa semplice e quasi scandalosa per il nostro tempo. Sessanta università si sono sedute attorno allo stesso tavolo. Studiosi, ricercatori, religiosi, economisti, tecnici. Sono arrivati da continenti diversi per parlare di sostenibilità e di quella parola che Papa Francesco ha rimesso al centro della discussione globale e che molti continuano a pronunciare come una formula, senza misurarne il peso.
Ma il punto non è il convegno. Non è nemmeno l’alleanza. Il punto è la domanda che un incontro come questo porta con sé, anche quando non viene pronunciata.
Che cosa significa davvero salvare la Terra.
La nostra epoca ha trasformato l’ambiente in un problema da gestire. Grafici, obiettivi climatici, piani energetici, tecnologie salvifiche. Tutto necessario. Ma tutto anche terribilmente insufficiente. Perché il problema ecologico non nasce fuori dall’uomo. Nasce dentro l’uomo. La Terra non si sta degradando da sola. La stiamo degradando noi.
E questo fatto elementare sposta la questione ambientale da un piano tecnico a un piano antropologico. Non riguarda soltanto le emissioni o l’energia. Riguarda il modo in cui l’uomo guarda il mondo, lo abita, lo consuma, lo desidera. Per questo la parola più radicale contenuta nella Laudato si’ non è “ambiente”.
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