(le prime 4 foto sono di Vincenzo Serra anni '94/95 che si ringrazia per la gentile concessione. L'immagine a colori durante gli scavi nell'invaso Essezero di 10 anni fa. La foto aerea in basso rappresenta i primi invasi all'inizio dell'attività della discarica)
lunedì 23 febbraio 2026
dopo Vincenzo Rondoni è morto anche Bruno Landi. Dei 3 imputati di un processo iniziato 21 anni fa (nel 2005) resta il solo Colucci Nicola. Il processo al Tribunale di Latina dopo troppi rinvii riprenderà il 24 marzo. Si riuscirà ad arrivare ad un giudizio prima di quello divino? Esisterà mai un minimo di giustizia per Monte Inferno? Se per la morte di Rondoni dell'8/08/2023 (già assessore al comune di Latina con il sindaco Finestra) c'era stato il cordoglio dell'amministrazione comunale di Latina, se per Landi ci sarà quello della regione (e probabilmente non solo) in quanto presidente della stessa per due mandati, per le vittime incolpevoli del disastro ambientale di Borgo Montello che continua a seminare malattie le stesse Istituzioni sono rimaste in silenzio. Nel passato lo hanno permesso questo disastro. Allo stesso modo non hanno attuato la gestione post mortem e nemmeno la bonifica che potrebbe ridurre gli effetti nefasti di una condotta criminale in quella che Carmine Schiavone definiva "provincia di Casale"
il 15 dicembre 2014 è stato disposto il rinvio a giudizio, in seguito al processo di procedura penale n. 849 del 2005 RGNR 2259/05 per l'inquinamento delle falde dentro e fuori la discarica di Borgo Montello contro Ecoambiente, il Giudice dottor G. Marcelli ha disposto tre rinvii a giudizio a carico di Bruno Landi, Colucci e Rondoni.
questo il testo del rinvio a giudizio:
Rondoni Vincenzo
Landi Bruno
Colucci Nicola
Imputati dei reati p. e p. dagli artt. 81, 110, 40 cpv e 440 cp perché in concorso tra loro in tempi diversi Landi Bruno n.q. di amministratore delegato della società Ecoambiente srl, Rondoni Vincenzo quale presidente del consiglio di amministrazione della citata società contrattualmente incaricata della gestione di parte dei rifiuti solidi urbani della provincia di Latina e Colucci Nicola quale imprenditore di fatto, mediante l’omesso controllo circa la sicurezza degli invasi denominati S1, S2, S3 ed S0 e mediante la mancata esecuzione di opere di imperme4abilizzazione dei citati impianti benché le stesse carenze strutturali fossero note ai predetti attraverso plurimi atti e documenti comunicati in successione alla citata società e per essa agli indagati (ordinanza n. 36 del 18/08/98 del sindaco di Latina, relazione dell’Ente del 1995 e del 1996 commissionata dal Comune di Latina, plurime comunicazioni dell’ArpaLazio in ordine agli accertamenti tecnici effettuati nel sito), determinando di conseguenza reiterati fenomeni di fuoriuscita dei percolati dai siti indicati, percolato contenente tra l’altro sostanze pericolose quali piombo, rame e zinco determinavano l’adulterazione e la contraffazione delle acque di falda poste in prossimità del detto sito rendendole pericolose per la salute pubblica, in Latina commesso a tutt’oggi aprile 2011, reato permanente.
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