tratto da https://ambientenonsolo.com/lepa-cancella-la-storica-endangerment-finding-un-attacco-diretto-alla-regolazione-climatica-negli-stati-uniti/
L’EPA cancella la storica “endangerment finding”: un attacco diretto alla regolazione climatica negli Stati Uniti

Il 12 febbraio 2026 l’Environmental Protection Agency (EPA) statunitense ha adottato ufficialmente la regola finale che revoca il “Greenhouse Gas Endangerment Finding” del 2009, la determinazione scientifica e legale che riconosceva i gas serra come una seria minaccia alla salute pubblica e al benessere umano e serviva da base normativa per limitare le emissioni di gas climalteranti.
Testo ufficiale del provvedimento EPA: https://www.epa.gov/regulations-emissions-vehicles-and-engines/final-rule-rescission-greenhouse-gas-endangerment
Il provvedimento — intitolato “Final Rule: Rescission of the Greenhouse Gas Endangerment Finding and Motor Vehicle Greenhouse Gas Emission Standards Under the Clean Air Act” — abroga non solo la determinazione del 2009, ma anche gli standard successivi che ne derivavano per le emissioni dei veicoli e dei motori a combustione.
Che cosa abroga e perché è importante
L’endangerment finding era stata adottata dopo la storica sentenza della Corte Suprema dei Stati Uniti nel caso Massachusetts v. EPA del 2007, che aveva stabilito che i gas serra rientrano nella definizione di “inquinanti dell’aria” secondo il Clean Air Act.
Quella determinazione ha consentito all’EPA di imporre limiti sulle emissioni da automobili, camion e altre sorgenti industriali. Eliminandola, l’agenzia federale perde di fatto l’autorità normativa per regolare i gas serra sotto la Sezione 202(a) del Clean Air Act, almeno per quanto riguarda i veicoli — il principale settore di emissioni negli Stati Uniti.
Reazioni politiche e istituzionali
L’amministrazione di Donald Trump ha definito la revoca come “la più grande azione di deregolamentazione nella storia americana”, sostenendo che ridurrà costi normativi e alleggerirà i consumatori.
La mossa ha suscitato forti proteste da parte di ex funzionari governativi come Barack Obama e John Kerry, nonché di governatori di Stati come Gavin Newsom, che hanno annunciato battaglie legali contro la decisione.
Impatti attesi
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