martedì 6 dicembre 2016

Ecco l’accordo Procure-Ilva: allo Stato la holding dei Riva AMBIENTESVENDUTO La cassaforte delle acciaierie sotto processo cambia gestione: nominati tre commissari governativi. E oggi “Riva forni elettrici”chiederà il patteggiamento a Taranto

Oggi si terrà
in Corte
di assise
a Taranto
l’udienza
per il
presunto
disastro
ambientale
dell’Ilva.
La ”Riva forni
elettrici”
proporrà il
patteggiamento.
I giudici oggi
potrebbero
decidere sul
trasferimento
del processo,
come
richiesto dai
legali, e sulla
posizione
dell’ex
governatore
Nichi
Vendola,
accusato di
concussione
Dopo l’ok dei pm
Offerti 241 milioni per la
bonifica del siderurgico
Le parti civili rischiano
di non prendere un euro
FRANCESCO CASULA
Taranto
La cassaforte dei Riva è
morta. O meglio è passata
nelle mani dello Stato.
Riva Fire, acronimo di
Finanziaria Industriale Riva Emilio,
è infatti da qualche giorno
in amministrazione straordinaria
dopo aver cambiato denominazione:
la holding
dell’ex patron dell’acciaio italiano
Emilio Riva, morto qualche
anno fa, controllava l’Ilva e
venerdì scorso ha cambiato denominazione
diventando la
“Partecipazioni industriali”,
ma soprattutto ha cambiato gestione.
IL MINISTERO per lo Sviluppo
Economico ha, infatti, nominato
come commissari straordinari
Enrico Laghi, Piero Gnudi
e Corrado Carruba. Il triumvirato
voluto da Matteo Renzi ai
vertici dell’Ilva, quindi, ora gestirà
anche il futuro della società
capogruppo dell’ex impero
della famiglia Riva, travolta dalle
accuse e dai processi a Taranto
e a Milano.
Il cambio di denominazione,
apparentemente necessario
per testimoniare la discontinuità
rispetto al passato, e il trasferimento
nelle mani dello Stato
sono le ultime mosse dopo l’ac -
cordo raggiunto nei giorni scorsi
tra i legali dell’Ilva in amministrazione
straordinaria, le società
dei Riva, le procure di Milano
e Taranto e il governo. Un
accordo annunciato in tutta
fretta da Renzi negli ultimi giorni

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