In Cina, al contrario, il rapporto tra emissioni ed energia consumata non si è mai ridotto. Ciò dipende ovviamente dalla scelta (probabilmente obbligata) di investire massicciamente nel settore del carbone che produce in questo momento la quasi totalità della sua energia elettrica.
Quale futuro?
Decarbonizzare è uno degli strumenti di cui i paesi dispongono per ridurre le emissioni ed è il vero oggetto della conferenza di Parigi. L’altro strumento, che ha avuto nel tempo una dinamica assai più aggressiva, è misurato dal rapporto tra energia consumata e Pil. L’efficienza energetica è migliorata moltissimo negli stessi 42 anni che separano 1971 e 2013, e questo ci ha protetto da guai peggiori. Tutte le misure proposte dai paesi a Parigi (i cosiddettiIntended Nationally Determined Contributions) si basano su una logica che passa attraverso la decarbonizzazione da una parte e l’incremento dell’efficienza energetica dall’altra.
Il grafico 2 mostra una possibile composizione della riduzione di emissioni in due scenari recentemente presentati nel World Energy Outlook della Agenzia internazionale dell’energia. Oltre la metà della riduzioni attese sembra poter provenire da una migliore efficienza negli usi finali, mentre il settore delle rinnovabili nel suo complesso potrebbe partecipare per circa un quarto agli obiettivi previsti al 2040. Sono le due direzioni che i grandi paesi emettitori hanno davanti. Ed è sui progressi ulteriori e decisi su questi fronti che si misurerà l’efficacia di un eventuale accordo che Parigi dovesse sortire tra una settimana.

Grafico 1
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Grafico 2
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Bio degli autori
Marzio Galeotti è Professore ordinario di Economia dell’ambiente e dell’energia presso la Facoltà di scienze politiche, economiche e sociali dell’Università degli studi di Milano. Dopo la laurea in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano ha conseguito il dottorato in economia (Ph.D.) presso la New York University di New York. E’ Research Fellow ricerca presso il Centro di ricerca sull’economia e politica dell’energia e dell’ambiente (IEFE) dell’Università Luigi Bocconi. E’ stato Expert Reviewer del terzo, quarto e quinto rapporto sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), gruppo di lavoro III sulla mitigazione e membro della delegazione italiana alla 9a sessione dell’IPCC Working Group III (Mitigation) (30 aprile – 3 maggio 2007) e alla 26a sessione dell’IPCC (4 maggio 2007) a Bangkok, Tailandia. E’ stato coordinatore del programma di ricerca in modellistica e politica dei cambiamenti climatici della Fondazione Eni Enrico Mattei. Ha pubblicato estesamente in riviste scientifiche nelle aree della scienza economica, dell’economia delle ambiente e dell’energia. Redattore de lavoce.info.
Alessandro Lanza ha conseguito il Ph.D in Economics presso l’University College of London. È stato Chief Economist dell’Eni e Direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei e Principal Administrator dell’International Energy Agency (Energy and Environment Division). Autore di molte pubblicazioni su temi legati ad energia e ambiente è stato anche Autore principale (Lead Author) per il Third Assessment Report ed il Fifth Assessment Report per conto del IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change). http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/05/cop21-a-parigi-si-fa-presto-a-dire-meno-carbonio/2280085/