sabato 14 novembre 2015

nucleare Progetto "Canale Europeo E40": C'è rischio contaminazione da Chernobyl

Secondo alcuni esperti ambientali, il progetto di collegamento a catena di fiumi e canali in Polonia, Bielorussia ed Ucraina, rischia di “diffondere” ancora il fallout radioattivo del disastro nucleare di Chernobyl del 1986.
Il progetto, che completerebbe un enorme corso d’acqua trans europeo, è ideato per aumentare gli scambi tra gli stati del Nord Europa, per promuovere il turismo e favorire il trasporto su vie di comunicazioni più ecologiche.
Imbarcazioni fluviali piccole, non navi marittime, già attraversano la sezione esistente del canale, tra la capitale ucraina, Kiev, e Brest, città nel sud-ovest della Bielorussia, al confine con la Polonia.
Questo percorso si snoda attraverso la zona di esclusione di Chernobyl, realizzata, dopo l’incidente, per tener fuori le persone in una delle aree a contaminazione radioattiva più alte del mondo.

Aspetti ambientali
Andrei Rehesh, segretario della Commissione per lo sviluppo della via fluviale “E40”, l’organo europeo per la realizzazione del progetto trans europeo, ha dichiarato ai giornalisti di aver fatto visita al canale vicino a Brest, verificando il regolare traffico attraverso la zona di esclusione. La rotta arriverebbe ad avvicinarsi a circa 500 metri dalla centrale nucleare di Chernobyl.

La sua commissione è stata istituita per indagare sugli aspetti economici, tecnici ed ambientali di questa opera. il prossimo rapporto è atteso nel mese di Novembre.
Il corso d’acqua è in gran parte stato completato all’interno di Ucraina e Bielorussia, ma la sezione da Brest a Varsavia ha bisogno di lavori di scavo per realizzare la profondità giusta al transito di imbarcazioni di dimensioni più elevate.
Se il progetto venisse approvato si realizzerà un canale di circa 200 chilometri di lunghezza. I sostenitori dell’opera sperano di portare il traffico merci da 1 milione a 4 milioni di tonnellate annue.

“Quadruplicando la quantità di merci potrebbe aumentare il rischio di rilasciare radioattività contenuta in questi sedimenti”. lo ha dichiarato il dottor Nickolai Denisov, dell’ONG Zoï Environment Network, di Ginevra, nel corso di un’intervista a Climate News Network: “Questa notizia è significativa in considerazione dell’aumento del traffico fluviale.

I radionuclidi di Chernobyl si sono concentrati nei sedimenti dei letti dei fiumi vicini e collegati, tra cui il Dnepr, che fornisce a Kiev acqua potabile.
Soprattutto se alcune sezioni del percorso venissero dragate, come parte del progetto di espansione per consentire il passaggio anche delle navi marittime, causerebbero “disturbi” e movimenti significativi dei sedimenti. C’è una chiara necessità di ricerca sulle possibili implicazioni” dice Denisov.
C’è già un collegamento fra Mar Baltico e Nero con i fiumi Meno e Danubio, ma si trova a circa 1000 chilometri di distanza da questo percorso. 
Se il tutto venisse approvato, tra Brest e Varsavia potranno viaggiare imbarcazioni più grandi rispetto a quelle attuali da diporto.

I punti della vendita
Uno dei punti del programma di “vendita” del progetto, dicono i sostenitori, è quello di fornire un modo più ecologico di muoversi nell’Europa nord-orientale. 
Secondo questi, le emissioni di anidride carbonica, nel rapporto tonnellata/chilometro, nel trasporto di merci via fluviale, sono 1.5 volte inferiori rispetto a quelle ferroviario e cinque volte in mento rispetto a quello su strada.
In un momento di alta tensione dei rapporti tra Ucraina e Russia, il sistema dovrebbe rendere più facile l’arrivo del grano ucraino sui mercati dell’Europa occidentale.

Denisov pensa che questo non porrà comunque alcun problema:
“Non credo che i russi siano interessati più di tanto al progetto. Il collegamento verrà effettuato attraverso la Bielorussia che è un fedele alleato di Mosca, e anche se questo permetterà a Kiev di inviare le sue esportazioni verso l’Europa occidentale più facilmente, si tratta solo di uno dei tanti collegamenti tra i due Paesi”.

Con la relazione della Commissione che dovrebbe essere presentata nel mese di novembre, una decisione politica sul “se continuare il progetto” potrebbe già arrivare dal prossimo anno, anche se gli analisti si aspettano che questa arriverà più tardi.

[SOSTIENI IL NOSTRO PROGETTO "RADINKA"] http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2313

Nessun commento: