mercoledì 18 novembre 2015

Greenpeace Fermiamo quella sporca filiera!

lo scorso settembre, nel corso della nostra campagna contro la pesca distruttiva,abbiamo raccolto le drammatiche testimonianze dei lavoratori imbarcati su diversi pescherecci tailandesi... Ciò che è emerso ti scioccherà: lavoratori senza diritti, imprigionati, picchiati, privati di cibo e di sonno.
Troppo spesso queste violazioni macchiano le filiere di prodotti che potrebbero arrivare fino alle nostre tavole. Recentemente uno scandalo simile ha coinvolto uno dei fornitori di Thai Union, il più grande produttore al mondo di tonno in scatola, proprietario del marchio italiano Mareblu.
Quella del tonno è una pesca fuori controllo che sta svuotando i mari, uccidendo baby-tonni, squali e tartarughe, e che troppo spesso viola i diritti dei lavoratori.
Thai Union, uno dei principali attori della pesca mondiale, può e deve incidere in modo efficace sul settore, eliminando dalle proprie filiere pratiche di pesca inaccettabili e tristemente diffuse. L'italiana Mareblu (di proprietà di Thai Union) ci aveva promesso il 100% del tonno sostenibile entro il 2016, ma ad oggi non arriva neanche allo 0,2%: ora ha la responsabilità di fare scelte precise e accurati controlli sulla provenienza del tonno che vende!

SCRIVI A MAREBLU affinché elimini dalle proprie scatolette tonno proveniente da una pesca distruttiva e dia garanzie sulla tutela dei diritti dei pescatori.
Come consumatori, chiedere di rispettare gli impegni presi è un nostro diritto e dovere.
Grazie, solo insieme possiamo dare voce a chi voce non ha.

Giorgia Monti
Campagna Mare
@giorgiamontiGP

PS: lo scorso mese con i nostri volontari abbiamo manifestato di fronte alla sede italiana di Mareblu e oltre 19 mila persone hanno inviato le loro richieste al Direttore Generale dell'azienda… Fallo anche tu, è importante: scrivi a Mareblu.

Nessun commento: