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Attivo un "termometro" per studiare gli ecosistemi marini
Il metodo - messo a punto dai ricercatori triestini e veneziani - serve a valutare le biomasse degli organismi. Per poi difenderli È un metodo scientifico ma è stato anche definito una sorta di "termometro" quello scoperto da un pool di ricercatori per misurare le biomasse degli ecosistemi marini per poterli così difendere. La ricerca vede tra i protagonisti studiosi di Ogs Trieste eUniversità CàFoscari di Venezia. Il team internazionale di scienziati, tra cui tre italiani, ha individuato una serie di caratteristiche comuni a tutti gli ecosistemi marini, che può essere utilizzata per analizzare il loro stato di salute. In pratica, è stato osservato che la biomassa, cioè il peso degli organismi, tende ad avere un valore massimo a un livello intermedio della catena alimentare. La posizione di questo punto di massimo - da qui la definizione di "termometro" - rappresenta un indicatore dello stato complessivo dell'ecosistema.
Questa scoperta mette quindi a disposizione di ricercatori e amministratori un nuovo strumento per identificare cambiamenti e agire rapidamente al fine di aumentare la resilienza (capacità di ripararsi dopo un danno) delle comunità biologiche e la sostenibilità dello sfruttamento delle risorse marine. Lo
studio è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Trends in Ecology and Evolution ed è il frutto della collaborazione di un team di ricercatori che operano in istituzioni di sei diversi paesi, coordinati dal National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa). http://www.repubblica.it/ambiente/2015/11/13/news/termometro_ecosistemi_marini-127254369/?ref=HRLV-16
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