mercoledì 13 maggio 2015

Eternit, lo Stato diserta il processo TORINO, NIENTE COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE COME AVEVA PROMESSO IL GOVERNO ALLE VITTIME

SCHMIDHEINY: “VIOLANO MIEI DIRITTI UMANI
L’ex proprietario della multinazionale parla di “caccia
alle streghe”. È accusato di omicidio volontario
di Andrea Giambartolomei
Torino
Una violazione dei diritti umani”.
Così viene giudicato il
processo Eternit bis dall’entourage
di Stephan Schmidheiny, imprenditore
svizzero ed ex proprietario
della multinazionale del cemento-
amianto. “In Piemonte è in corso
una caccia alle streghe suscettibile di
essere strumentalizzata in chiave
politica”, ha spiegato un anonimo
all’Ansa ieri mattina al termine della
prima udienza preliminare contro il
manager.
I PM TORINESI Gianfranco Colace
e Raffaele Guariniello hanno chiesto
il suo rinvio a giudizio per omicidio
volontario pluriaggravato in merito
alla morte di 258 tra ex dipendenti e
abitanti di Bagnoli, Casale Monferrato,
Cavagnolo e Rubiera, città in
cui c’erano stabilimenti dell’Eternit.
Un’accusa forte tanto quanto le dichiarazioni
dello staff di Schmidheiny,
frasi smussate solo dal professore
Astolfo Di Amato che difende l’el -
vetico insieme al collega Guido Carlo
Alleva: “L’espressione è colorita,
ma il concetto è corretto perché il
principio del ne bis in idem è enunciato
dalla Convenzione europea
dei diritti umani e quindi un processo
che vìola questo principio è
un processo che vìola questa convenzione”.
Secondo questo brocardo
una persona non può essere processata
due volte per lo stesso fatto e
per la difesa di Schmidheiny questo
sarebbe il caso: sebbene sia cambiato
il tipo di reato contestato, da disastro
ambientale e omissione di
cautele a omicidio
volontario, i fatti
per cui viene processato
sono gli
stessi del processo
Eternit” termina -
to il 20 novembre
scorso in un nulla
di fatto per colpa
della prescrizione.
Subito la procura
aveva reagito chiudendo
questa seconda
indagine,
mentre il 25 novembre
il presidente
del consiglio Matteo Renzi
aveva fatto una promessa all’Asso -
ciazione dei familiari delle vittime
dell’amianto (Afeva) di Casale
Monferrato: “Ha assicurato che lo
Stato si costituirà parte civile in caso
di altro processo”, aveva riferito il
portavoce dell’associazione Bruno
Pesce a Palazzo Chigi. Tuttavia, ieri
davanti al gup Federica Bompieri si
sono presentate solo poche decine
di parti offese insieme a sindacati,
Afeva, Inail, Medicina Democratica
e Comune di Casale Monferrato.
Mancavano gli altri
enti pubblici locali
e mancava lo
Stato. E dire che la
scorsa settimana
l’Afeva aveva ricordato
al primo
ministro la sua
promessa. Così hanno fatto pure i
segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil
chiedendo a Renzi “di onorare gli
impegni assunti subito dopo la sentenza
della Cassazione”. Per Nicola
Pondrano, ex operaio dell’Eternit
diventato presidente del Fondo vittime
dell’amianto, “ci sono quattordici
udienze preliminari e ci auguriamo
che nel corso delle prossime
udienze ci sia una convergenza del
mondo istituzionale e politico al
nostro fianco”. Alcuni si stanno
preparando solo ora: la presidente
della Provincia di Alessandria Rita
Rossa fa sapere che aspetteranno il
rinvio a giudizio, mentre il governatore
del Piemonte Sergio Chiamparino
spiega che la Regione non ha
ricevuto notifiche dalla procura e
che gli uffici legali stanno predisponendo

gli atti.pluriaggravato per la morte di 258 tra operai e cittadini. il fatto quotidiano 13 maggio 2015

Nessun commento: