SCHMIDHEINY:
“VIOLANO MIEI DIRITTI UMANI
L’ex
proprietario della multinazionale parla di “caccia
alle
streghe”. È accusato di omicidio volontario
di
Andrea
Giambartolomei
Torino
Una
violazione dei diritti umani”.
Così
viene giudicato il
processo
Eternit bis dall’entourage
di
Stephan Schmidheiny, imprenditore
svizzero
ed ex proprietario
della
multinazionale del cemento-
amianto.
“In Piemonte è in corso
una
caccia alle streghe suscettibile di
essere
strumentalizzata in chiave
politica”,
ha spiegato un anonimo
all’Ansa
ieri
mattina al termine della
prima
udienza preliminare contro il
manager.
I
PM TORINESI Gianfranco
Colace
e
Raffaele Guariniello hanno chiesto
il
suo rinvio a giudizio per omicidio
volontario
pluriaggravato in merito
alla
morte di 258 tra ex dipendenti e
abitanti
di Bagnoli, Casale Monferrato,
Cavagnolo
e Rubiera, città in
cui
c’erano stabilimenti dell’Eternit.
Un’accusa
forte tanto quanto le dichiarazioni
dello
staff di Schmidheiny,
frasi
smussate solo dal professore
Astolfo
Di Amato che difende l’el -
vetico
insieme al collega Guido Carlo
Alleva:
“L’espressione è colorita,
ma
il concetto è corretto perché il
principio
del ne
bis in idem è
enunciato
dalla
Convenzione europea
dei
diritti umani e quindi un processo
che
vìola questo principio è
un
processo che vìola questa convenzione”.
Secondo
questo brocardo
una
persona non può essere processata
due
volte per lo stesso fatto e
per
la difesa di Schmidheiny questo
sarebbe
il caso: sebbene sia cambiato
il
tipo di reato contestato, da disastro
ambientale
e omissione di
cautele
a omicidio
volontario,
i fatti
per
cui viene processato
sono
gli
stessi
del processo
“Eternit”
termina -
to
il 20 novembre
scorso
in un nulla
di
fatto per colpa
della
prescrizione.
Subito
la procura
aveva
reagito chiudendo
questa
seconda
indagine,
mentre
il 25 novembre
il
presidente
del
consiglio Matteo Renzi
aveva
fatto una promessa all’Asso -
ciazione
dei familiari delle vittime
dell’amianto
(Afeva) di Casale
Monferrato:
“Ha assicurato che lo
Stato
si costituirà parte civile in caso
di
altro processo”, aveva riferito il
portavoce
dell’associazione Bruno
Pesce
a Palazzo Chigi. Tuttavia, ieri
davanti
al gup Federica Bompieri si
sono
presentate solo poche decine
di
parti offese insieme a sindacati,
Afeva,
Inail, Medicina Democratica
e
Comune di Casale Monferrato.
Mancavano
gli altri
enti
pubblici locali
e
mancava lo
Stato.
E dire che la
scorsa
settimana
l’Afeva
aveva ricordato
al
primo
ministro
la sua
promessa.
Così hanno fatto pure i
segretari
regionali di Cgil, Cisl e Uil
chiedendo
a Renzi “di onorare gli
impegni
assunti subito dopo la sentenza
della
Cassazione”. Per Nicola
Pondrano,
ex operaio dell’Eternit
diventato
presidente del Fondo vittime
dell’amianto,
“ci sono quattordici
udienze
preliminari e ci auguriamo
che
nel corso delle prossime
udienze
ci sia una convergenza del
mondo
istituzionale e politico al
nostro
fianco”. Alcuni si stanno
preparando
solo ora: la presidente
della
Provincia di Alessandria Rita
Rossa
fa sapere che aspetteranno il
rinvio
a giudizio, mentre il governatore
del
Piemonte Sergio Chiamparino
spiega
che la Regione non ha
ricevuto
notifiche dalla procura e
che
gli uffici legali stanno predisponendo
gli
atti.pluriaggravato
per la morte di 258 tra operai e cittadini. il fatto quotidiano 13 maggio 2015
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