mercoledì 13 novembre 2013
Pontinia, il Comune rischia di dover restituire i soldi alla Regione e alla Prov i n c i a Fondi «congelati» per i rifiuti Il caso Trasco impedisce l’utilizzo dei finanziamenti ottenuti per la differenziata
Latina Oggi 13 novembre 2013
DI FEDERICO DOMENICHELLI
Il Comune di Pontinia dovrebbe
aumentare la percentuale
di raccolta differenziata
all’interno del proprio
territorio per evitare il
rischio di incorrere in eventuali
multe o di dover semplicemente
restituire i soldi ottenuti
con i finanziamenti regionali
e provinciali. Le
sanzioni per il mancato raggiungimento
dei limiti imposti
da legge in materia di
rifiuti non sono così improbabili,
visto che altri enti locali
in passato erano stati
bacchettati dalla Corte dei
Conti, che in quei casi ha
pure condannato le persone
responsabili a dover pagare i
danni erariali. Ma ovviamente
il Comune di Pontinia è un
caso a sé, che nulla ha a che
fare con tale vicenda. L’ente,
come più volte hanno sottolineato
anche associazioni e
tecnici, non ha però rispettato
il limite imposto dalla legge
(il 65%), visto che ad oggi,
come ci ha spiegato l’asses -
sore all’ambiente Valterino
Battisti, il livello di differenziata
è fermo al 24%. Per
rispettare la soglia minima
dovrebbe quindi incrementare
del 41% il servizio: una
vera e propria impresa. Certo,
il Comune ha ottenuto
finanziamenti provinciali e
regionali proprio per incrementare
tale percentuale, ma
i soldi sono «congelati». Una
situazione un po’ paradossa -
le. La causa? Il motivo è
sempre legato al futuro incerto
della Trasco, la società che
svolge il servizio di raccolta
dei rifiuti. Non sapendo quale
sarà la sorte della partecipata
- ci spiega l’assessore
Battisti - non è possibile utilizzare
i finanziamenti per
acquistare mezzi e strumenti
e di conseguenza non è possibile
migliorare il servizio.
«È tutto bloccato e dobbiamo
aspettare di capire quale sarà
il futuro della partecipata -
precisa l’assessore all’a mbiente
- per poter operare.
Non facendo la differenziata
sul territorio, non solo c’è
grande rammarico per non
rispettare la normativa vigente,
ma soprattutto - conclude
- per non poter tutelare l’am -
biente». Così ad oggi la situazione
è questa: i finanziamenti
ci sono, i progetti per
migliorare il servizio pure,
ma l’ente ha le mani legate
perché ancora non ha risolto
la questione della società partecipata
«Trasco». E quel tetto
del 65% di raccolta differenziata,
almeno per ora, resta
un miraggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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