mercoledì 13 novembre 2013

Maioli Le centrali che mangiano i boschi. In montagna gli ambientalisti si organizzano

Il paesaggio della nostra montagna sta cambiando: frane interruzioni di strade sempre meno gente nei paesi pochi turisti e di contro un rinnovato utilizzo e sfruttamento dei boschi. “Autoconsumo o speculazione del mercato sulla legna da ardere?”, si chiedono le associazioni ambientaliste del territorio. “Soldi che, restano in montagna, che generano reddito locale?”, si domandano ancora.Per discutere delle centrali a biomassa che si stanno mangiando i boschi, la Rete Ambiente Parma e il Comune di Langhirano invitano ad una serata di confronto, dal titolo “Tagli della legna in montagna e biomasse”, che si terrà sabato 16 novembre alle ore 17 presso il Centro Culturale di Langhirano.Hanno già dato la loro adesione il comitato Giarola-Vaestano di Palanzano, il comitato Pro Val Parma di Corniglio, l’associazione Libera, il Wwf, il Gcr di Parma e Legambiente Alta Val Taro.
“La legge non basta, non frena la speculazione. Occorre una pianificazione dei tagli in modo che non intacchino la rinnovabilità e non accrescano il degrado di versanti e strade. E poi centrali, centrali a biomassa. Bruciare biomasse per produrre calore ed elettricità è ammesso dalle normative vigenti ed è diventato un mantra intoccabile per i governi che si succedono nel nostro paese. Quali possibilità hanno i cittadini per incidere sulle scelte energetiche dei territori come gli stessi PAES prevedono. Cittadini preoccupati per le emissioni nocive come lo è la stessa Comunità Europea con la sua Direttiva Aria: ‘che prevede che ogni nuovo impianto non accresca l’inquinamento esistente, anzi lo abbassi’”, affermano gli ambientalisti. http://www.parmaquotidiano.info/2013/11/13/le-centrali-che-mangiano-i-boschi-sos-degli-ambientalisti/

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