Tre centrali a biomasse nel raggio di poche centinaia di metri nella piana di Bojano e riparte la protesta delle associazioni ambientaliste. Si tratta di tre siti per la...
BOJANO Tre centrali a biomasse nel raggio di poche centinaia di metri nella piana di Bojano e riparte la protesta delle associazioni ambientaliste. Si tratta di tre siti per la produzione di energia proveniente rispettivamente da combustione di cippati nel primo, di olii naturali nel secondo, e da pollina nel terzo, il più grande, quello da 11.5 megawatt, con una capacità di produrre energia sufficiente ad accendere le lampadine di un paese di oltre diecimila abitanti.
Le altr due, invece, servirebbero per alimentare i fabbisogni di 1400 famiglie. Sull’esecutività del progetti, già presentati in Regione, gli ambientalisti temono un’accelerazione, da quanto riferisce l'associazione Matese Arcobaleno.
«Dobbiamo correre ai ripari - dice il presidente Mario Lucarelli - perchè la mancanza di opposizione, soprattutto per la prima centrale, quella di San Polo Matese, certamente farà scattare l'avvio delle procedure di costruzione di tutte le altre. Combatteremo con tutte le forze perchè non vengano costruite in un sito dove insiste un agroalimentare di qualità, e soprattutto a ridosso della montagna del Matese, con tutte le sue peculariatà naturalistiche e paesaggistiche». Tutte insieme, le centrali potrebbero servire una popolazione di oltre tredicimila abitanti, che sono preoccupati però per quello che potrebbe venire fuori dai camini di combustione: «Le centrali si andrebbero ad aggiungere - continua Lucarelli - a un nucleo industriale che già di per sè comporta qualche problema ambientale. La nostra protesta trova il conforto e il sostegno delle aziende interessate e dei Comuni». Anche i cittadini vogliono scendere in piazza, per respingere qualsiasi tentativo di collocare le centrali in un'area come quella della pianura boianese a ridosso della montagna, e quindi della stazione sciistica di Campitello Matese, a pochissimi chilometri dal sito archeologico di Altilia, vicino alle sorgenti del fiume Biferno e in contiguità con aziende che lavorano per un agroalimentare di qualità.
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