mercoledì 13 novembre 2013

L’assessore Cirilli: tali prescrizioni devono essere inserite in sede di Aia. Ma restano i dubbi Rifiuti di origine controllata L’obiettivo: mettere la discarica solo a disposizione degli impianti di Latina

Latina Oggi 13 novembre 2013 L’ ORDINE DEL GIORNO CIRILLI L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI LATINA DECISO A CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI A LATINA DE MARCHIIS IL CAPOGRUPPO CONSILIARE DEL PARTITO DEMOCRATICO PUNTA ALLA BONIFICA DEL SITO DI MONTELLO LO SCENARIO IN FUTURO LE PORTE DEL SITO DI MONTELLO POTREBBERO RESTARE CHIUSE PER LA «RIDA» DI PIERFEDERICO PERNARELLA L’aspetto saliente dell’or - dine del giorno approvato all’unanimità lunedì sera dal Consiglio comunale ruota intorno al secondo punto. Quello in cui si dice che nella discarica di Borgo Montello dovranno essere conferiti soltanto gli scarti dei rifiuti trattati da impianti presenti nel Comune di Latina. Tale indicazione è necessaria al raggiungimento del primo punto dello stesso ordine del giorno: stop a nuovi ampliamenti e chiusura del ciclo dei rifiuti. Obiettivi condivisibili che pongono finalmente un paletto alla crescita, finora smisurata e incontrollata, della seconda discarica più grande del Lazio. L’assessore Cirlli, all’indomani del Consiglio, pone l’accento sul fatto che «per la prima volta sono stati fissati i presupposti di una pianificazione del presente e del futuro della discarica. Pianificazione che fissa le quantità da conferire e soprattutto prevede la chiusura del ciclo». Tale cambio di passo, sottolinea l’assessore, è stato fatto grazie ad «un fronte comune e questo mi pare un dettaglio non trascurabile». Anche per il capogruppo del Pd, Giorgio De Marchis, l’ordine del giorno può rappresentare l’inizio di un nuovo percorso perché «subordina il rilascio delle autorizzazioni alla chiusura del ciclo e alla programmazione di interventi di bonifica». Nessuno, è chiaro, si fa illusioni. L’ordine del giorno è una manifestazioni di intenti, tutti da tradurre in fatti. Non un’im - presa facile, anzi. Particolarmente impervia si prospetta la strada da percorrere per raggiungere proprio il punto secondo cui nella discarica di Montello dovrebbero finire solo gli scarti lavorati da impianti presenti nel Comune di Latina. Impianti, come noto, di cui a tutt’oggi il capoluogo pontino non dispone. C’è un progetto, già autorizzato, ed è quello di cui si è discusso lunedì in Consiglio comunale: il progetto di EcoAmbiente. Ce ne sarebbe un altro, quello di Indeco, ma è ancora in alto mare. Attualmente gli impianti Tmb in funzione si trovano al di fuori del capoluogo: quello di Rida ad Aprilia, e l’altro della società «Saf» di Castelforte. Stando all’ordi - ne del giorno tali impianti in futuro non potranno più conferire gli scarti di lavorazione nella discarica di Montello. E Cirilli a tal proposito dice di più: «Ci attiveremo perché tale prescrizione venga inserita in sede di Aia». Sarà possibile mettere in pratica una indicazione del genere? Come renderla compatibile con l’obbligo di prossimità che impone di conferire i rifiuti o i loro scarti nella discarica più vicina? Una discarica a servizio dell’intera provincia può essere ridotta all’uso di impianti di una sola città? Va detto pure che l’impianto di Ecoambiente, che dovrebbe trattare 180 mila di tonnellate rifiuti all’anno, non riuscirà a soddisfare l’intero fabbisogno provinciale. C’è per caso in ballo la possibilità che anche Indeco costruisca il suo impianto Tmb? E se così non fosse, che fine faranno allora gli scarti dei rifiuti degli altri Comuni pontini trattati ad Aprilia o Castelforte? Questo per dire che resta suggestiva l’idea di creare un sistema di scarti di rifiuti di origine controllata, per evitare che la discarica di Latina venga invasa dagli scarti romani e dunque condannata all’amp lia men to infinito, ma nei fatti non è così di facile applicazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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