lunedì 30 novembre 2015

Amianto, Boeri: “In Italia ancora 32 milioni di tonnellate. A questo ritmo per la bonifica serviranno 85 anni”

Il presidente Inps ha anche auspicato maggiore flessibilità dell'età di uscita dal lavoro, cosa che andrebbe anche a vantaggio dei lavoratori esposti al minerale cancerogeno per i quali sono previsti particolari benefici nell'accesso all'assegno “E’ un quarto di secolo che l’amianto è stato messo al bando l’amianto, ma siamo ancora lontani dalla soluzione del problema: ci sono 32 milioni di tonnellate ancora presenti sul territorio. Al ritmo attuale delle azioni di bonifica, noi riusciremo a liberarci del problema amianto di qui a 85 anni, un’infinità”. Tito Boeri, presidente dell’Inps, lo ha detto durante l’assemblea nazionale sull’amianto che si è tenuta lunedì mattina in Senato. “Ci sono problemi di natura istituzionale e resistenze delle singole imprese in nome dei costi“, ha spiegato Boeri, evidenziando che ci sono stati “notevoli ritardi dovuti alle resistenze delle singole aziende per i costi, a problemi di natura istituzionale, con le Regioni che non hanno approvato i piani, e ad una complessità normativa che rende importante l’adozione di un testo unico”.
L’economista, poi, ha auspicato passi avanti nella flessibilità di uscita dal posto di lavoro anche per i lavoratori esposti per oltre 10 anni all’amianto. Che hanno già diritto per legge a particolari benefici nell’accesso alla pensione. “È molto difficile misurare l’aspettativa di vita dei singoli lavoratori nelle singole carriere. In questo senso se andassimo verso un sistema pensionistico che sfrutta di più la flessibilità in uscita supereremmo questo problema”, ha detto il presidente Inps. “Siamo all’interno di un quadro normativo complesso, che pone in essere differenze di trattamento tra i lavoratori”. Per questo bisognerebbe “perseguire con forza” un sistema pensionistico che sfrutti maggiormente “la flessibilità quanto alla data in cui è possibile percepire una pensione”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/30/amianto-boeri-in-italia-ancora-32-milioni-di-tonnellate-a-questo-ritmo-per-bonifica-serviranno-85-anni/2265211/

Citterio chiede la cancellazione degli articoli: il diritto di cronaca esiste ancora? „La Citterio cita in tribunale Parmatoday chiedendo la cancellazione degli articoli riguardo al cogeneratore di Sant'Ilario“

Citterio chiede la cancellazione degli articoli: il diritto di cronaca esiste ancora?

Citterio porta in tribunale ParmaToday e chiede la cancellazione degli articoli. Il diritto di cronaca esiste ancora?

La Citterio cita in tribunale Parmatoday chiedendo la cancellazione degli articoli riguardo al cogeneratore di Sant'Ilario. Viene chiesto il sequestro d'urgenza del sito di ReteAmbienteParma. Per l'azienda di salumi è vietato parlare dell'impianto che brucia i resti della lavorazione delle carni.
Citterio chiede la cancellazione degli articoli: il diritto di cronaca esiste ancora?
ParmaToday si è sempre caratterizzata per aver dato voce a chi non ha voce, ai cittadini che si organizzano in Comitati ed alle associazioni con il solo fine di tutelare il futuro del proprio territorio e dei propri figli. Come le lotte per la difesa del suolo e quelle contro la nascita dell'impianto di incenerimento di Ugozzolo. Fummo i primi a raccogliere le voci dei Comitati che si opposero alla mega opera, attualmente in funzione. Ed ancora, voce ai comitati  che si oppongono alla Tirreno-Brennero, vincendo anche il premio 'Cigno d'oro' 2013 di Legambiente per un'inchiesta sulla Tirreno-Brennero, voce a chi denuncia gli sversamenti nei torrenti, voce al Comitato dei cittadini di Rubbiano contro Laterlite. 
E lo abbiamo fatto dando voce anche a chi negli anni ha chiesto spiegazioni alle Istituzioni sull'impatto ambientale dell'impianto di cogenerazione di Citterio, informando in alcuni casi le Istituzioni stesse sullo stop dell'impianto. Lo abbiamo fatto anche perchè altre testate hanno ignorato le preoccupazioni dei cittadini: siamo stati sul posto per ascoltare le voci dei residenti.
Ora l'azienda Citterio, dopo anni di silenzio e senza aver mai richiesto una rettifica o segnalato alcuna lamentela sugli articoli, porta in tribunale ParmaToday ed il rappresentante di ReteAmbiente Parma, Giuliano Serioli, nonchè la testata Parmaquotidiano. Si chiede un provvedimento di urgenza, con l'oscuramento del sito di ReteAmbiente e la cancellazione di tutti gli articoli presenti su Parmatoday relativi al cogeneratore di San'Ilario.
Dopo il giudizio sull'oscuramento del sito ReteAmbienteParma e degli articoli di Parmatoday, previsto nelle prossime settimane presso il tribunale di Parma, la Citterio ha già precisato la volontà di agire per richiedere un'ingente risarcimento del danno verso il detto comitato. il suo fondatore Giuliano Serioli, ParmaToday e Parmaquotidiano.
ParmaToday fa parte di una società per azioni che edita 40 giornali digitali e potrà certamente sostenere le spese per la sua difesa.  Ma che dire dei rappresentanti del comitato? In caso di sconfitta loro dovranno rispondere con i loro beni personali.
Ecco che, a prescindere dal giudizio del giudice, questo procedimento porterà a spaventare chi si è attivato, chi ha posto domande, e chi si è preoccupato della tutela dell'ambiente.
Noi non ci pieghiamo a questa richiesta che ci sembra abbia come obbiettivo principale quello di bloccare ogni discussione in merito all'impianto, spegnendo l'interesse dei cittadini sui temi ambientali.
Non cancelleremo i nostri articoli e continueremo a seguire la vicenda del cogeneratore. Per tutelare i cittadini, i nostri lettori, ed il nostro diritto di cronaca, e sopratutto  la nostra dignità.
E per tutelare la dignità di quei cittadini che si sono esposti in questi anni solo per il bene comune, e che oggi per questo, rischiano di subire un procedimento che può stravolgere le loro vite.

Potrebbe interessarti:http://www.parmatoday.it/cronaca/citterio-cogeneratore-serioli-rete-ambiente.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/ParmaToday


Potrebbe interessarti:http://www.parmatoday.it/cronaca/citterio-cogeneratore-serioli-rete-ambiente.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/ParmaToday

Italia record morti premature Ue per inquinamento Rapporto Agenzia ambiente, 84.400 decessi nel 2012

L'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria. La stima arriva dal rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea): il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. Tre i 'killer' sotto accusa per questo triste primato. Le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l'ozono, quello nei bassi strati dell'atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia. 

Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell'Ue a 28 e 432mila nel complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio. L'impatto stimato dell'esposizione al biossido di azoto e all'ozono invece è di circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei. L'area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, con Brescia, Monza, Milano, ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d'aria, sfiorata invece da Venezia. Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall'Oms di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2015/11/30/italia-record-morti-premature-ue-per-inquinamento_cec366c6-ee6f-4f1d-9797-ecbe080e5356.html

Giappone riapre caccia a balene, malgrado divieto Corte Aja Verdi e attivisti chiedono nave dogana per sorvegliare

Il Giappone riapre la caccia alla balena nell'Antartico, in barba alla diffida della Corte internazionale di giustizia dell'Onu. Tokyo, dopo un anno di pausa nella controversa pratica, ha annunciato la sua decisione, che è stata subito subissata da critiche delle organizzazioni ambientaliste e animaliste. 

Il Giappone giustifica la propria caccia con motivazioni non commerciali ma "scientifiche" e ogni anno - tranne che nel 2015 -, con l'inizio dell'estate antartica in dicembre, mette in mare la sua flotta di baleniere hi-tech, sebbene ogni anno riduca il numero di prede dichiarate. Ma la caccia alla balena era stata esplicitamente vietata dalla Corte di Giustizia dell'Aja, che nel marzo 2014 aveva diffidato il Giappone dall'uccidere i cetacei, accusando Tokyo di mascherare fini prettamente commerciali ammantandoli con pretese di "scientificità" per aggirare la moratoria mondiale, in vigore da anni. 

E anche la Commissione internazionale sulla caccia alle balene (Iwc) in giugno ha contestato le "prove" fornite dal Giappone per giustificare la valenza scientifica della sua richiesta di uccidere 4.000 balene nell'arco di 12 anni. Niente da fare: le baleniere partirono ugualmente, anche se non arpionarono nulla. Ma quest'anno il governo giapponese ha ribadito il suo punto di vista, che le prove addotte sono da ritenere sufficienti e la flotta di baleniere, che negli ani passati hanno ingaggiato feroci duelli in mare contro la flotta "nemica" di Greenpeace, salperà per l'Antartico a fine dicembre. Unica concessione: la sentenza della Corte dell'Aja sarà "tenuta in considerazione" dal Giappone, che per il 2016 ridimensionerà ulteriormente di due terzi il numero di prede a "sole" 333. 

"Non accettiamo in alcun modo o in alcuna forma il concetto dell'uccisione di balene per autoproclamati 'motivazioni scientifiche'", ha commentato a caldo Greg Hunt, ministro per l'Ambiente dell'Australia, uno dei Paesi in prima fila nella difesa della moratoria mondiale, in vigore dal 1987.

Australia protesta, Verdi e attivisti chiedono nave dogana per sorvegliare 
Dure reazioni in Australia all'annuncio che il Giappone ha deciso di snobbare una decisione della Corte Internazionale di Giustizia e in questa estate australe riprenderà la caccia 'scientifica' al largo dell'Antartide, compresa un'area entro la zona economica esclusiva dell'Australia e proclamata 'santuario' dei grandi cetacei.

I Verdi e il gruppo attivista Sea Shepherd hanno esortato il governo australiano a inviare una nave del servizio dogane per sorvegliare e raccogliere prove legali contro il Giappone, mentre il ministro dell'Ambiente Greg Hunt ha espresso forte opposizione alla decisione di Tokyo. E la ministra degli Esteri Julie Bishop dichiara di aver fatto "rimostranze al più alto livello per sollecitare il Giappone a non riprendere la caccia alle balene quest'anno e a rispettare i propri obblighi internazionali". La conferma del Giappone del suo piano di uccidere quasi 4000 balene in 12 anni è venuta da una lettera alla Commissione Baleniera Internazionale.

Prima della sospensione nell'estate 2014/15, nell'estate precedente le baleniere giapponesi avevano ucciso 251 minke, o balene dal rostro. Secondo il senatore dei Verdi Nick McKim, la situazione richiede un'azione più decisa da parte di Canberra. "E' passato il tempo delle parole, è tempo di azione ed è per questo che bisogna mandare lì una nave della dogana per sorvegliare e raccogliere evidenze contro il Giappone per future cause in tribunale", ha detto McKim, mentre l'opposizione laburista chiede al governo di sollevare la questione durante il vertice di Parigi sul clima.

"Spetta ora al primo ministro Malcolm Turnbull di rimostrare al più alto livello presso la delegazione giapponese al vertice", ha detto il portavoce laburista per l'Ambiente Mark Butler. Secondo il comandante di Sea Shepherd, Peter Hammarstedt, "il recente annuncio del Giappone è un dito nell'occhio della Corte Internazionale di Giustizia e uno schiaffo in faccia al governo australiano". "Le autorità doganali australiane potrebbero anche sequestrare beni e mezzi appartenenti alla flotta baleniera perché vi è un giudizio della Corte Federale d'Australia che ha multato la compagnia che le opera, per aver ucciso balene entro un santuario in acque australiane", ha aggiunto. Sea Shepherd tuttavia quest'estate non condurrà con la sua flotta l'annuale campagna per ostacolare le baleniere nei mari antartici, poiché due delle sue navi sono in bacino di carenaggio e una terza, la Steve Irwin, è impegnata a contrastare la pesca illegale del pregiato e minacciato toothfish o austromerluzzo nelle stesse acque. 

Questo mese la compagnia che opera le baleniere giapponesi nei mari antartici, la Kyodo Senpaku Kaisha, è stata condannata dalla Corte Federale d'Australia a multe per un milione di dollari australiani (650 mila euro) per aver violato un suo ordine del 2008 di cessare la caccia alle balene nell'area proclamata dall'Australia santuario dei grandi cetacei. La caccia commerciale alle balene è proibita dal 1986, ma il Giappone ha continuato a ucciderle usando come scappatoia un'esenzione della Commissione Baleniera Internazionale per la ricerca scientifica. Tokyo non riconosce la sovranità dell'Australia sulle acque al largo dell'Antartide e ha continuato la caccia in ogni estate australe nonostante l'ingiunzione del 2008, mentre lo scorso anno la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che la caccia non era veramente scientifica. 
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA  http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2015/11/30/giappone-riprende-caccia-alle-balene-proteste-australia_c98861c2-3814-496e-9f3a-5c09ba977ff6.html

Galletti, cancellare ogni traccia di amianto in Italia Boeri, ancora 85 anni per bonifica completa

"Nella lunga e difficile strada che dobbiamo continuare a percorrere per cancellare ogni traccia di amianto dall'Italia c'è bisogno della collaborazione di tutti: di un impegno quanto mai serrato di alleanza istituzionale tra i vari livelli di governo". Così il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti in un messaggio all'Assemblea nazionale sull'amianto promossa dalla Commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali, a Palazzo Giustiniani.
"Sul territorio italiano sono ancora presenti 32 milioni di tonnellate di amianto. A questo ritmo di bonifica, occorrerebbero ancora 85 anni, un'infinità" per risolvere il problema, sottolinea il presidente Inps Tito Boeri, parlando di "notevoli ritardi dovuti alle resistenze delle singole aziende per i costi, a problemi di natura istituzionale, con le Regioni che non hanno approvato i piani, e ad una complessità normativa che rende importante l'adozione di un testo unico".

Il ministro fa poi presente "il qualificato lavoro" dell'incontro, che rappresenta "un prezioso punto di riferimento nell'impegno istituzionale verso un obiettivo che ciascuno di noi, per le rispettive responsabilità, non può che sentire proprio: 'liberare' l'Italia dall'amianto".

"Il ministero dell'Ambiente sta proseguendo con determinazione la sua opera di bonifica - osserva Galletti - lo sta facendo sia nei siti d'interesse nazionale sia promuovendo azioni nelle migliaia di 'micro-realtà' sparse sul territorio che rappresentano un pericolo continuo per i cittadini". 

Galletti, 44.000 siti sparsi in Italia
"L'aggiornamento al novembre 2015 fa rilevare oltre 44.000 siti sparsi sul suolo nazionale". E' quanto afferma il ministro Galletti facendo presente che su tratta di "un dato parziale, visto che alcune regioni non stanno provvedendo ad aggiornare la mappatura, in alcuni casi risalente a quasi sei anni fa, rendendo ancor più complessa l'azione di monitoraggio e di intervento. Una criticità questa che è necessario superare al più presto".
Boeri, difficile misura speranza vita, flessibilità aiuta
"E' molto difficile riuscire a misurare con esattezza la speranza di vita dei singoli e delle specifiche carriere, anche per questo credo che una maggior flessibilità" per l'accesso alla pensione "sia qualcosa da perseguire con forza", continua il presidente Inps Tito Boeri. "Occorrerebbe sfruttare al massimo - sottolinea Boeri - le opportunità che la flessibilità può dare in quanto alla data in cui poter uscire".

Grasso, bonifica è emergenza per Italia
Gli interventi contro l'inquinamento da amianto sono "il segno, finalmente, di una seria preoccupazione del Parlamento per l'attività di bonifica, il cui completamento è davvero una emergenza oggi in Italia". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso aprendo i lavori del convegno sul tema "Riforme, giustizia, sviluppo: una sfida ancora aperta. Verso un testo unico".

Fabbri(Pd), sfida aperta, testo unico entro giugno
"L'amianto e' una sfida ancora aperta come confermano i dati scientifici che ci portano a prevedere per il 2020 il picco massimo di malattie ad esso correlate". Lo ha affermato nella sua relazione Camilla Fabbri, presidente della commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro di Palazzo Madama, che in Senato ha promosso l'Assemblea nazionale sull'amianto. "Il Testo unico - ha proseguito Fabbri - che come Commissione proponiamo con l'obiettivo di presentarlo entro giugno, si rende indispensabile nel quadro intricato di norme (sono infatti 400 tra regionali e statali e, spesso in contraddizione) con finalità ricognitiva ma anche costitutiva, cioè il nostro obiettivo é quello anche di revisionarle, qualora fosse opportuno, e di inserire nuove proposte. Resta forte - ha concluso la senatrice dem - la volontà di continuare il mio impegno per poter vedere approvato il ddl sulle spese legali alle vittime e ai familiari dal vittime e il ddl per la riconversione aree industriali dismesse".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2015/11/30/galletti-cancellare-ogni-traccia-di-amianto-in-italia_3f261288-f163-4812-8bfb-dcc1ae7d3f32.html

Lazio Piano Regionale Attività Estrattive (PRAE)

Il documento è un importate atto di programmazione settoriale, stabilito dalla legge regionale 6 dicembre 2004, n.17 e s.m.i. relativa alle "Norme per la coltivazione delle cave e torbiere della Regione Lazio" ed, in particolare, dall'art.9 “Piano regionale delle attività estrattive” che si riporta a seguire:
  1. Il piano regionale delle attività estrattive, di seguito denominato PRAE, è l’atto di programmazione settoriale che stabilisce, nell’ambito della programmazione socio-economica e territoriale regionale, gli indirizzi e gli obiettivi di riferimento per l’attività di ricerca di materiali di cava e torbiera e di coltivazione di cava e torbiera, nonché per il recupero ambientale delle aree interessate.
  2. Il PRAE, ai fini del corretto utilizzo delle risorse naturali compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e del territorio nelle sue componenti fisiche, biologiche, paesaggistiche e monumentali, in particolare, contiene:
    • il quadro tecnico ed economico del settore;
    • le previsioni della produzione complessiva dei materiali estrattivi riferite al periodo di vigenza del PRAE;
    • la stima del fabbisogno complessivo dei vari tipi di materiali estrattivi secondo ipotesi di medio e lungo periodo per graduare nel tempo l’utilizzazione delle aree interessate;
    • la stima del fabbisogno relativa ai materiali sostituibili attraverso il riutilizzo dei materiali derivanti da demolizioni, restauri, ristrutturazioni, sbancamenti e drenaggi, che comunque deve essere pari ad almeno il 10 per cento nel primo anno di vigenza del PRAE e tendere al perseguimento dell’obiettivo del 50 per cento nei successivi anni;
    • il censimento delle cave e torbiere in esercizio con la quantificazione dei materiali residui autorizzati e non ancora estratti;
    • il censimento delle cave e torbiere dismesse;
    • la individuazione degli ambiti territoriali gravati da vincoli ostativi all’attività estrattiva di natura ambientale, paesaggistica, culturale o relativi alla difesa del suolo, previsti dalla legislazione vigente, con l’indicazione di criteri e scale di compatibilità;
    • la rappresentazione di quanto indicato alle lettere e), f) e g) sulla base della carta tecnica regionale di cui al titolo II della legge regionale 18 dicembre 1978, n. 72 (Quadro regionale di riferimento territoriale e carta tecnica regionale) e successive modifiche;
    • i criteri di definizione ed individuazione dei poli estrattivi di rilevante interesse per l’economia, tenendo conto delle aree già interessate da attività estrattive;
    • le disposizioni tecniche per la progettazione e la coltivazione delle cave e torbiere e per il recupero ambientale delle aree interessate, con l’indicazione di linee guida per la localizzazione delle aree suscettibili di attività estrattiva;
    • i criteri di definizione delle distanze minime di rispetto per la coltivazione di cave e torbiere in prossimità dei centri abitati, in relazione alla tipologia dei materiali da estrarre.
  3. Il PRAE può essere aggiornato ogni cinque anni.
  4. Il PRAE, che assume efficacia giuridica di piano di settore ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio) e successive modifiche, ed i relativi aggiornamenti sono approvati, previo parere della CRC, secondo le procedure previste dalla legge regionale 11 aprile 1986, n.17 (Norme sulle procedure della programmazione), in quanto compatibili.
La documentazione citata è inoltre disponibile presso:
  • La sede dell'Autorità Procedente: Regione Lazio - Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti - Via R. R. Garibaldi n. 7 - 00145 - Roma;
  • La sede dell'Autorità Competente: Regione Lazio - Direzione Regionale Ambiente - Area Valutazione Impatto Ambientale - Viale del Tintoretto 423 - 00142 - Roma;
  • Le sedi delle Province di: ROMA - FROSINONE - LATINA - RIETI - VITERBO.
IL TESTO DEL PIANO [Nota Bene: per una corretta visualizzazione dei file è necessario copiare i tre font (file con estensione .ttf) contenuti nella cartella font.zip all'interno della cartella c:/windows/fonts del proprio pc.]
 

Giobbe Covatta portavoce verdi: è ora di finirla con le manfrine, l'Ilva va chiusa


https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xfp1/v/t1.0-9/12316624_10205065809585885_426460015886042457_n.jpg?oh=aedc00cf2e484ae9bc9c41a4351da205&oe=56EF278C

California, Porter Ranch: impianto stoccaggio perde metano (da un mese)

Succede a Porter Ranch, nella San Fernando Valley di Los Angeles. Sorge qui un impianto di stoccaggio di gas, risalente al 1972. A Ottobre una fuga di metano che nessuno sa fermare. E cosi perdite e puzza invadono Porter Ranch da un mese, per ora senza soluzione.
L’impianto si chiama Aliso Canyon Storage Facility e le perdite risalgono al 23 Ottobre 2015. E’ stata una fessura lungo un tubo che scorre a 3 chilometri sottoterra a portare alla fuga di gas in superficie. Non si sa bene dove sia questa fessura, si sa però che la tubatura, di 20 centimetri di diametro circondato da uno strato protettivo di altri 30, ha ceduto.
Dal sottosuolo arrivano in superficie la bellezza di 50 mila chilogrammi di metano l’ora, pari al 25% di tutte le emissioni dell’intero stato della California. Una quantità enorme. Oltre al metano, dal sottosuolo arrivano mercaptani, additivi che sanno di zolfo e che causano problemi di nausea, svenimenti, bruciore agli occhi, mal di testa e perdite di sangue dal naso, come i residenti di Porter Ranch ben sanno. Quanto tempo ci vorrà per sistemare la perdita? Non si sa. Forse uno, due, tre mesi, o almeno questo è quello che dice la Southern California Gas Company che gestisce lo stoccaggio di Aliso Canyon. Hanno provato a fermare le perdite pompando fluidi nel sottosuolo ma non ci sono riusciti. Si pensa di trivellare un nuovo pozzo per fermare o per convogliare il metano altrove, ma ci vorranno molti mesi per completare l’opera.  Il supervisore della città Micheal Antonovich dice che il fatto che non si sappia quando si tornerà alla normalità è “insensato ed irresponsabile”.
La Southern California Gas Company però cerca di tranquillizzare tutti perché la puzza e le perdite non rappresentano, secondo loro, un pericolo “imminente”.  Si, certo, perché non devono respirare loro ne metano ne mercaptani! Oltre a queste sostanze, nella zona sono stati registrati alti tassi di benzene, un carcerogeno e di etano e propano. I livelli di metano sono di 616 parti per milione, contro i 2 che vengono normalmente registrati.
Le autorità hanno ordinato alla Southern California Gas Company di rendere pubblici tutti i dati sulle perdite, fornendo video e dati strutturali. Oltre ad Aliso Canyon Storage Facility la ditta in questione gestisce altri tre campi di stoccaggio di gas nella California del Sud. Quello di Porter Ranch è un campo dismesso di petrolio.  Ma la gente protesta e non ci sta a respirare aria fetida e così la Southern California Gas Company ha evacuato circa 130 famiglie con altre 550 richieste da processare. Verranno mandati in alberghi nei dintorni e pagati un massimo di $250 per stanza per notte, più vitto e tasse.  Le multe potrebbero arrivare a 75,000 dollari al giorno. Arrivano volantini e rssicurazioni. Le proteste non si placano.
Finora l’unica soluzione che hanno trovato è stata di spruzzare dei deodoranti in città, idea che i residenti hanno immediatamente bocciato – già ne basta una di puzza.
E’ una storia di cui non conosciamo ancora il finale. Anche in Italia ci viene detto che tutti gli impianti di stoccaggio sono sicuri, e che mai e poi mai potranno avere perdite, o problemi di alcun genere.Anzi, secondo chi li gestisce sono pure a prova di sisma. Sono sicura che anche a Porter Ranch tanti anni fa dissero la stessa cosa.  Ma chi poteva immaginare nel 1972 che una piccola e banale fessura quaranta anni dopo avrebbe portato a un mese di perdite di metano in atmosfera, senza che nessuno sappia oggi cosa fare? E non si tratta di un piccolo spiffero di metano – si tratta di un quarto delle emissioni di tutto lo stato di California.
Intanto, qui le immagini della centrale di stoccaggio e delle proteste a Porter Ranch. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/30/california-porter-ranch-impianto-stoccaggio-perde-metano-da-un-mese/2264254/

Inquinamento, in Italia record Ue di morti premature: “Nella Penisola 84.400 decessi su 491mila”

Un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente attribuisce il record negativo a tre agenti killer: le micro polveri sottili, il biossido di azoto e l’ozono presente nei bassi strati dell’atmosfera. L'area più colpita è quella della Pianura Padana, in particolare Brescia, Monza e Milano ma anche Torino Tra i 28 Paesi dell’Unione europea l’Italia è quello con il più alto numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento dell’aria. Ad attestarlo è un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea): la Penisola nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. Tre gli agenti killer responsabili del record negativo: le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello presente nei bassi strati dell’atmosfera (O3). A questi inquinanti lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.
Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell’Ue a 28 e 432mila nel complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio. L’impatto stimato dell’esposizione al biossido di azoto e all’ozono invece è rispettivamente di circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei.  L’area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, in particolare Brescia,Monza Milano ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d’aria, sfiorata invece da Venezia. Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall’Oms di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.
L’inquinamento atmosferico, nota l’Aea, è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa. Riduce la durata di vita delle persone e contribuisce alla diffusione di gravi patologie come malattie cardiache, problemi respiratori e cancro.

inquinamento tabellapm 2.5

WWF FISH FORWARD – PESCE SOSTENIBILE PER L’AMBIENTE, PER LE PERSONE E PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Un progetto cofinanziato dall’Ue per una maggior sostenibilità economica, sociale ed ecologica del consumo di pesce – all’insegna dell’Anno europeo per lo sviluppo
Nel 2015, WWF ha avviato un progetto ambizioso in 11 Stati membri dell’Unione europea: un progetto per aumentare la consapevolezza dei consumatori sulle possibili conseguenze ecologiche e sociali del consumo di pesce. Il problema di fondo è che i nostri mari sono sovrasfruttati.
Con una quota del 23%[1], l’Ue è la più grande importatrice al mondo di prodotti ittici. La metà di quanto viene importato[2] proviene da Paesi in via di sviluppo. La pesca e l’allevamento ittico hanno effetti diretti sull’alleviamento della povertà e sulla sicurezza alimentare di più di 800 milioni di persone[3].
Una campagna di sensibilizzazione mostrerà come il nostro consumo di pesce sia in grado di cambiare il mondo, e come, attraverso l’acquisto indipendente e consapevole di prodotti sostenibili, ogni consumatore possa dare un contributo a un’economia globale più responsabile per gli esseri umani e per la natura.
I pilastri del progetto
  • Maggior comprensione tra i consumatori della necessità di fare acquisti sostenibili
  • Presentazione, attraverso diversi casi-studio, delle condizioni di vita di comunità di pesca nei Paesi in via di sviluppo
  • Motivazioni e consulenze rivolte alla vendita al dettaglio per quanto riguarda il reperimento di prodotti ittici sostenibili e responsabili per le relative gamme
  • Promozione di leggi e linee guida a sostegno della produzione ittica sostenibile e responsabile
  • Preparazione di studi scientifici

Paesi aderenti al progetto:
Bulgaria, Germania, Francia, Grecia, Italia, Croazia, Austria, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna

Durata del progetto:
Gennaio 2015 – dicembre 2017

Implementazione del progetto:
WWF
Gestione e coordinamento del progetto:
WWF-Austria
Finanziamento:
WWF & EU in cofinanziamento http://www.fishforward.eu/it/fish-forward-project/the-project/

Brasile, fanghi tossici nell’Atlantico. Sarà un’altra strage di pesci

Francamente preferirei senza dubbio alcuno non scrivere questo post. Ma ritengo importante dare aggiornamenti su questacatastrofe senza precedenti di cui ho già dato segnalazione. Mi rendo perfettamente conto che un blog come tanti altri, sebbene ospitato in un giornale importante, non possa fare molto. Ma tant’è.
La verità è che il mondo sta facendo finta di niente e tutti stanno cercando di insabbiare, finché possibile, la realtà della situazione. Il fatto è che il Brasile ha rapporti commerciali importanti con molti paesi e, come già dimostrato molte volte, nessuno osa alzare la voce con il suo governo. Oggi Dilma Rousseff parteciperà alla conferenza sul clima, accolta in uno dei super hotel dove ama di solito farsi ospitare con il suo nutrito staff. Purtroppo non ha perso occasione di denunciare la sua malafede o, perlomeno, la sua scarsa capacità di empatia con il suo popolo, alla faccia di quelli che si ostinano a sostenerla. Visto che si è limitata a “sorvolare” l’area del disastro, senza prendersi la briga (anche solo per ragioni professionali e di immagine) di scendere a terra per condividere con tutti l’immane tragedia e, come sostiene il giornalista brasilianoWagner Barcelar di Governador Valadares, sentire il puzzo di pesce morto dovuto alla strage di animali quasi totale che ha colpito il Rio Doce. L’aria è irrespirabile. La marea di fanghi tossici si è ormai, com’era previsto, riversata nell’Atlantico e sarà un’altra strage.Greenpeace ha chiesto un’investigazione approfondita sulla compagnia responsabile del disastro, la Samarco. Il governo federale e quello del Minas Gerais stanno tentando di farla passare, con il loro deplorevole teatrino, come una catastrofe naturale che addirittura avrebbe danneggiato l’azienda. È tutto da vedere ciò che accadrà adesso nell’oceano, dove la marea di fanghi tossici è totalmente fuori controllo. Il problema di fondo, sostiene Wagner Barcelar, è che l’azienda la sta passando liscia poiché i deputati del Minas Gerais (e non solo) hanno avuto le loro campagne elettorali pagate proprio dalla Samarco. Sono in una botte di ferro, come tutti i corruttori del mondo. In condizioni diverse, continua Barcelar, sarebbero stati subito arrestati, anche in questo paese dove la legge prevede l’arresto anche solo per un uccello tropicale catturato. Qui si tratta di una strage senza precedenti per il Minas Gerais e tra le prime cinque catastrofi ambientali di tutti i tempi nel mondo (tra le quali, tanto per dare un’idea, si trova quella di Chernobyl). Il magazine on-line PlayGround chiama il disastro la Fukushyma brasiliana.
Dieci morti e centinaia di senza tetto, un territorio vastissimo devastato per decenni, ma soprattutto la morte totale del Rio Doce e il rischio di malattie neurologiche e cancro, anche sulla lunga distanza, per chi abita nella zona contaminata, specie per chi dovesse bere l’acqua intossicata.
Un disastro immane. Silenzio stampa. Proprio a voler trovare qualcosa di positivo in questa tragedia l’evidenza di come gli interessi economici e di potere siano in grado di passare sopra a qualsiasi altra cosa a livello persino mondiale. I media stessi non sono nient’altro, di solito, che organi del potere.
Francamente mi chiedo fino a che punto tutto potrà essere tenuto nascosto nel mainstream mediatico, visto che l’Oceano Atlantico è un bene di tutti, già a rischio per ragioni climatiche e di altra natura.
Chissà se qualcuno alla conferenza avrà il coraggio e l’onestà di chiedere a Dilma cosa intende fare con l’azienda responsabile e, in generale, con il territorio già ampiamente compromesso (anche per numerose altre ragioni) del “suo” paese. di  | 30 novembre 2015 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/30/brasile-fanghi-tossici-nellatlantico-sara-unaltra-strage-di-pesci/2263192/
Brasile, frana devasta intero villaggio

APPROVAZIONE PROGRAMMA MANIFESTAZIONI 80^ ANNIVERSARIO FONDAZIONE E INAUGURAZIONE DI PONTINIA.

DICEMBRE 5 dicembre 2015 ore 21 Teatro Fellini UNA BUGIA TIRA L’ALTRA Scritto e diretto da Luigi Russo
 6 dicembre 2015 Piazza Kennedy | MAP Museo Agro Pontino ore 10 – 19 | MERCATINO PONTINO DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO ore 17 | L’Equilibrio mostra fotografica con premiazione concorso fotografico Festival Pontino degli Artisti di Strada |in collaborazione con Ass. ne Culturale Cantiere Creativo (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 8 dicembre 2015 via F. Corridoni Natale in Via Filippo Corridoni in collaborazione con Commercianti di Via Filippo Corridoni (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 10 dicembre 2015 MAP Museo Agro Pontino Ore 18 | MATTOTTI Proiezione documentario del Regista Renato Chiocca e talk con il Regista in collaborazione con Circolo Filò (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 11 dicembre 2015 Teatro Fellini – Map Museo Agro Pontino  ore 10.00 - workshop Antonio Rossi in collaborazione con Istituto Comprensivo G. Verga (Teatro Fellini) - premiazione concorso video '80 scuola (Istituto Comprensivo Manfredini e G. Verga)  ore 18.00 talk con lo studioso Antonio Rossi riguardo il suo lavoro di ricerca (MAP Museo Agro Pontino) (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 12 dicembre 2015 MAP Museo Agro Pontino Ore 18 | MAP opening inaugurazione opera site-specific del duo artistico Bianco Valente (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 12 Dicembre 2015 ore 21 Teatro Fellini IO SONO MISIA Con Lucrezia Lante della Rovere ________________________________________________________________________________ 13 dicembre 2015 MAP Museo Agro Pontino ore 11.00 | QUANDO LA TERRA ERA PROMESSA | Storie dell’Agro Pontino e Romano | Testimonianze di Mario Tieghi presentazione libro e talk con l’autore (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 15 dicembre 2015 Teatro Fellini ore 17.30 | Cerimonia di consegna delle Benemerenze sportive e delle medaglie al valore atletico in collaborazione con CONI LAZIO (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 17 dicembre 2015 MAP Museo Agro Pontino ore 18 | Gli Ipocriti di Eleonora Mazzoni presentazione libro e talk con la scrittrice intervengono Graziano Lanzidei, Circolo Filò Giorgio Specioso, scrittore in collaborazione con Circolo Filò (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 18 dicembre 2015 MAP Museo Agro Pontino – Teatro Fellini  ore 18 MAP opening inaugurazione opera site-specific dell'Artista Daniele Spanò  ore 21 Concerto e musiche (Teatro Fellini) (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 19 dicembre 2015 GIORNATA DI CELEBRAZIONE E INAUGURAZIONE Palazzo Comunale | Parco della Rimembranza | Padiglione Ex Torre Idrica | Teatro Fellini  ore 14.30 saluti istituzionali (Palazzo Comunale) alla presenza delle istituzioni della Città di Utena /Goro parata celebrativa con tutte le associazioni del territorio e performance di apertura delle majorettes  ore 15.30 inaugurazione PARCO della RIMEMBRANZA (in collaborazione con Banda Città di Pontinia e Gruppo Majorettes)  ore 16.30 inaugurazione Padiglione Ex Torre Idrica - Mostra fotografica (Metamorfosi e Metafisiche)  ore 17.00 performance MODULO  ore 19.00 spettacolo pirotecnico  ore 21.00 concerto Giovani Filarmonici e Coro (Teatro Fellini) (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 20 dicembre 2015 MAP Museo Agro Pontino - Teatro Fellini Ore 10 – 17 Rievocazione storica (Auto d’epoca e biciclette) in collaborazione con ModuloProject e Motoraduno Ore 21 concerto Teatro Fellini Gruppo bandistico Gabriele de Iulis (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 21/22 dicembre 2015 ore 21 Teatro Fellini Spettacolo A cura di Scuola di danza CREALE (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 26 dicembre 2015 ore 21 Teatro Fellini Concerto Una voce per gli amici del Cielo (INGRESSO LIBERO) ________________________________________________________________________________ 27 dicembre 2015 ore 18.30 Teatro Fellini Concerto Orchestra di Mandolini di Napoli GENNAIO 6 Gennaio 2016 ore 21 Teatro Fellini Concerto A cura dei Giovani filarmonici Pontini (INGRESSO LIBERO)
22 Gennaio 2016 ore 21 Teatro Fellini MILLE VOLTE MONICA | omaggio a Monica Vitti A cura di Francesco Sala ________________________________________________________________________________ 31 Gennaio 2016 ore 21 Teatro Fellini UNO SGUARDO DAL PONTE | di Arthur Miller Regia di Enrico Lamanna ________________________________________________________________________________ PIATTAFORMA - LOGISTICA MAP MUSEO AGRO PONTINO | VISUAL TRACK P.zza Kennedy 1 04014 Pontinia (LT) tel 0773 867422 www.museoagropontino.it info@museoagropontino.it Referente per il Museo: il Direttore Alessandro Cocchieri Referenti per Visual Track: Lorenza Lorenzon Marianna Frattarelli

acqualatina spreconi e felici i segreti dei dissalatori. Aprilia troppi debiti, multiservizi nel baratro. Formia il piano che salva il pastificio Paone, proposta di concordato in bianco per continuare l'attività e tutelare i lavoratori. Ancora incidenti stradali mortali, a Tor Tre Ponti i lampioni non funzionano da tempo. Latina Scalo e la malamministrazione fiaccolata nel quartiere senza servizi. Sanità recupero ticket il grande bluff a carico dei deboli. Economia l'agonia del latte in 10 anni settore distrutto. Cisterna i lavoratori traditi da Maserpack


Chiedi al tuo edicolante Latina Oggi e il Giornale

http://www.latinaoggi.eu/news/latinaoggi-eu/6941/Chiedi-al-tuo-edicolante-Latina-Oggi.html

WWF Una ola planetaria per salvare il clima

Il WWF ha marciato oggi in tutto il mondo insieme al popolo del clima chiedendo a gran voce  un accordo vincolante sui gas serra ai  Governi che partecipano al Summit di cui è prevista l’apertura  questo pomeriggio. Alla Marcia Globale per il Clima, che vede oltre 2000 eventi in 175 luoghi del pianeta, partecipa anche il WWF con lo slogan “SAVE THE CLIMATE, SAVE THE HUMANS”, perché combattere il riscaldamento climatico vuol dire soprattutto salvare l’intera umanità, visti gli scenari estremamente preoccupanti prospettati dalla comunità scientifica.

  A Roma, insieme ai volontari dell’Associazione giunti dalla Lombardia, dall'Abruzzo, dal Molise, dalla Toscana, dalla Sicilia e dalla Calabria, c’era la Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi:“Ieri e oggi in tutto il mondo stanno facendo sentire la propria voce le persone che temono sì gli effetti del cambiamento climatico, ma non hanno paura del cambiamento, sanno che un mondo decarbonizzato sarà un mondo di nuove opportunità. Siamo fieri che Roma, insieme ad altre città grandi e piccole in tutta Italia, si connetta a tanti altri cittadini del mondo. Il cambiamento climatico è un rischio di fronte al quale l’umanità intera deve agire collaborando, insieme. Ci auguriamo che questo spirito nuovo nasca e cresca nella COP21, ma certo senza la volontà e la leadership di ciascuno di noi gli egoismi, gli interessi di parte e di corto respiro rischiano di avere di nuovo il sopravvento.

Aggiunge Dante Caserta, Vice presidente del WWF Italia presente alla Marcia – “Oggi ai Governi riuniti a Parigi diciamo: prendete esempio da noi. Da noi cittadini e da noi organizzazioni della società civile che siamo qui, uniti da un obiettivo che va oltre le nostre differenze, che riguarda il pianeta, la natura, l’equità, l’intera umanità.  Da Roma e da migliaia di città in tutto il mondo parte un’onda che chiede di vincere la sfida che conta, quella di non superare 1,5- 2°C di riscaldamento globale, perché sulle indicazioni scientifiche non si negozia. Per questo da Parigi ci aspettiamo una base solida e concreta in tal senso, con capacità di visione e di puntare alto”.

A Roma il WWF ha anche organizzato uno spazio tutto dedicato ai bambini  attivo dalle 11.30 fino alle 17.30 in Via dei Fori Imperiali con laboratori creativi gratuiti, ‘trucca-bimbi’ e costruzione di maschere  con le ‘facce’ di animali a rischio per il riscaldamento globale,  animazione con rap e body percussion. http://www.wwf.it/news/notizie/?19780

Il programma della Conferenza sul clima Cop21 Interventi leader, eventi pubblici, conclusione l'11 dicembre

Quasi due settimane di negoziati, eventi e dibattiti in una lotta contro il tempo per arginare il cambiamento climatico provocato dall'inquinamento dell'uomo. La XXI Conferenza Onu sul clima che prende il via oggi a Le Bourget, appena fuori Parigi, proseguirà sino a venerdì 11 dicembre, con l'obiettivo di raggiungere un accordo vincolante. I leader, a differenza di Copenhagen quando arrivarono per la conclusione dei lavori, questa volta apriranno la conferenza con l'intento di dare un segnale forte. 
APERTURA DEI LEADER - Domani ci sarà l'inaugurazione ufficiale della Cop21, con la presenza di circa 150 capi di Stato e di governo e la partecipazione di 195 Paesi. Tutti i leader faranno il loro intervento, da Obama a Putin passando per il premier Matteo Renzi, che parlerà nel pomeriggio. 
EVENTI DI ALTO LIVELLO - Organizzati su temi specifici si terranno tra lunedì 30 e martedì 1. Focus sulle foreste, sulla resistenza ai cambiamenti climatici (con il segretario dell'Onu Ban Ki-moon), sul lancio dell'alleanza sul solare (con il premier indiano Narendera Modi), sul 'carbon pricing' (con il direttore del Fmi Christine Lagarde), e sull'Africa (con il presidente francese Francois Hollande). 
INIZIATIVE PER IL PUBBLICO - Apertura a tutti, dal primo all'11 dicembre, degli 'Spazi generazioni clima' che ospitano società civile e ong con dibattiti, stand, tavole rotonde, esposizioni. Previsto un incontro con i sindaci il 4 dicembre, organizzato dal sindaco di Parigi Anne Hidalgo all'Hotel de Ville. 
GIORNATE TEMATICHE - Ce ne saranno quattro: il 2 dicembre sarà la Giornata degli agricoltori, il 3 la Giornata delle giovani e future generazioni, il 4 dell'educazione, l'8 sarà invece dedicato sia all'Africa che al genere. 
CHIUSURA - Una pausa sarà presa domenica 6 dicembre per preparare il rush finale dei negoziati, con il 7 e l'8 le dichiarazioni di alto livello di Stati e gruppi, per arrivare il 10 all'adozione delle conclusioni e l'11 alla chiusura con l'auspicata adozione dell'accordo.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2015/11/29/il-programma-della-conferenza-sul-clima-cop21_0eed03ce-5c64-47c6-842f-9459f39f9522.html