giovedì 30 aprile 2020

Cucciolo di balenottera minore spiaggiato nel litorale romano

https://www.wwf.it/news/notizie/?53520/Cucciolo-di-balenottera-spiaggiato-nel-Lazio
WWF Solo l'autopsia potrà chiarire le cause di morte del cucciolo di baleottera minore
E' stata ritrovato, ieri 29 aprile, nel pomeriggio, un cucciolo di balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata) spiaggiato sul litorale di Fregene. Probabilmente si tratta dello stesso individuo, molto giovane, che era stato avvistato il 22 aprile mentre nuotava nelle acque del porto di Anzio. Si tratta di una specie di misticete (cetaceo dotato di fanoni e che si nutre di zooplancton - krill) occasionale per il Mar Mediterraneo, quindi può essere avvistata, per quanto sia un evento raro, ma non vive e non si riproduce nei nostri mari. Solitamente, nel Mediterraneo, si avvista nei pressi dello Stretto di Gibilterra e a largo delle coste spagnole e nord-africane tuttavia. Occasionalmente può spingersi anche fino alle nostre coste.
WWF.IT
La specie, occasionale nel Mediterraneo, è oggetto di caccia da parte dei giapponesi nei mari dell’emisfero boreale

una coppia di aironi avvistata nel canale Botte a Pontinia

ovviamente non è fatto eccezionale che questi animali siano presenti nel nostro territorio. In particolari nel Botte si vedevano decenni fa regolarmente, prima che emigrassero in base alle loro rotte. La particolarità sta nel fatto che, anche loro, come altre specie, siano diventati intraprendenti e più sicuri. Ma non sanno che da lunedì l'uomo tornerà ad essere una minaccia
Airone cenerino(l'immagine riportata è tratta da  https://blogger.googleusercontent.com/img/proxy/AVvXsEiY6K_n1Wyxq_BQXdNsLzkSu_8BEHE0DYPjn9dHPtjRghlztwZJCoHyzljKmk7H6UT0od53PYiPE_CZ08xuKxlIb1Qdg8y-4wwCOAfR_4jI3ve_ZLZm1piATmW37wxdxHM4q0iN5e9ayyQvJ_0QrSYP73PFFVGSGfuHUmyTCdCugCZakQnDpDLZvkSJ04YjstGrg7acvRQ=)

Il rapporto delle Nazioni unite sullo sviluppo delle risorse idriche Pubblicato in occasione della giornata mondiale dell'acqua, il 22 marzo, tratta in dettaglio gli effetti dei cambiamenti climatici su questa risorsa essenziale

In occasione della Giornata mondiale dell’Acqua del 22 marzo, l’ONU ha pubblicato il rapporto sullo risorse idriche.
https://www.snpambiente.it/2020/04/30/rapporto-mondiale-delle-nazioni-unite-sullo-sviluppo-delle-risorse-idriche-2020/
(Snpa ambiente informa) Secondo il rapporto, i cambiamenti climatici influenzeranno la disponibilità , la qualità e la quantità di acqua per le necessità essenziali dell’essere umano, minacciando così l’effettivo godimento dei diritti umani all’acqua e ai servizi igienico-sanitari potenzialmente per miliardi di persone.
Le alterazioni idrologiche causate dai cambiamenti climaticicostituiranno una sfida che andrà ad aggiungersi alla gestione sostenibile delle risorse idriche, già oggetto di notevoli pressioni in numerose aree del mondo.
Sicurezza alimentare, salute, insediamenti urbani e rurali, produzione di energia, sviluppo industriale, crescita economica ed ecosistemi dipendono tutti dalle risorse idriche, risultano quindi vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici.
SNPAMBIENTE.IT
In occasione della Giornata mondiale dell’Acqua del 22 marzo, l’ONU ha pubblicato il rapporto sullo risorse idriche. Secondo il rapporto, i cambiamenti climatici influenzeranno la disponibilità , la qualità e la quantità di acqua per le necessità essenziali dell’essere umano, minaccian...

Il Bosco di Rezzo, meraviglia del Parco delle Alpi Liguri Il sito è descritto nel nuovo portale multilingue turismorezzo.com

https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/imperia-sanremo/2020/04/29/news/il-bosco-di-rezzo-meraviglia-del-parco-delle-alpi-liguri-1.38783551
di Giò Barbera la Stampa l Bosco di Rezzo, tra i più grandi della Liguria, inserito nel Parco delle Alpi Liguri, è una delle meraviglie descritte nel nuovo portale turistico multilingue «turismorezzo.com». E’ la più vasta faggeta della Liguria attraversata dall’antica via Marenca. Un’oasi naturalistica di grande importanza perché custodisce una ricca flora con specie endemiche, quali la genziana ligustica e vari tipi di orchidee. Ma anche la fauna è altrettanto ricca vista la presenza di esemplari di camoscio,

Coronavirus, passeggiate e corse a distanza, niente altalena né pic-nic: da Milano a Palermo, le nuove regole per tornare al parco

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/30/coronavirus-passeggiate-e-corse-a-distanza-niente-altalena-ne-pic-nic-da-milano-a-palermo-le-nuove-regole-per-tornare-al-parco/5787284/
La fase inizia con la riapertura graduale delle aree verdi: le città seguiranno delle regole comuni - distanze e niente ritrovi tra amici - ma con delle specifiche indicazioni. Mascherine, prenotazioni e controlli: ecco cosa cambia nelle città italiane

Greenpeace Allevamenti intensivi, polveri sottili e Covid-19 di Elisa Murgese

L’elevato livello di inquinamento in Nord Italia dovrebbe essere considerato un co-fattore addizionale dell’alto tasso di mortalità di questa zona”, si legge su uno studio pubblicato su ScienceDirect a fine marzo. Un mese dopo, una ricerca dell’Università di Harvard ribadisce come “un piccolo aumento
https://www.greenpeace.org/italy/storia/7352/allevamenti-intensivi-polveri-sottili-e-covid-19/
di Elisa Murgese Greenpeace Ispra: “Nel Bacino Padano salute più a rischio”
Agli studi internazionali, sono seguiti quelli nostrani. “Si può ipotizzare un ruolo del PM nel rendere più severo lo stato di infiammazione dei pazienti Covid-19”, conferma all’Unità Investigativa di Greenpeace Italia Annamaria Colacci di Arpae Emilia-Romagna. “Nel Bacino Padano l’esposizione prolungata al particolato determina che la salute della popolazione può essere più a rischio che in altre aree”, continua Riccardo De Lauretis di ISPRA.
GREENPEACE.ORG
Con la collaborazione di ISPRA pubblichiamo per la prima volta quasi 30 anni di rilevazioni delle PM, e i settori che concorrono alla loro formazione

Covid, esposizione al particolato e allevamenti intensivi”.

https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/7350/riscaldamento-e-allevamenti-intensivi-in-pianura-padana-causa-del-54-delle-polveri-fini/
Il rischio, altrimenti, avverte ISPRA, è che “mentre abbiamo centrato i limiti emissivi per tutte le sostanze per il 2020, se la situazione attuale non cambierà per l’Italia sarà molto sfidante, per non dire difficile, stare entro i limiti fissati per il 2030”.

Greenpeace Riscaldamento e allevamenti intensivi, in pianura padana causa del 54% delle polveri fini di Greenpeace

https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/7350/riscaldamento-e-allevamenti-intensivi-in-pianura-padana-causa-del-54-delle-polveri-fini/
Greenpeace A formare lo smog della Pianura Padana, oltre a ossidi di azoto e di zolfo, concorre in maniera importante l’ammoniaca che, liberata in atmosfera, si combina con questi componenti generando le polveri fini. Cruciale il ruolo degli allevamenti, responsabili di circa l’85 per cento delle emissioni di ammoniaca in Lombardia. Secondo l’Arpa regionale, l’ammoniaca che fuoriesce dagli allevamenti “concorre mediamente a un terzo del PM della Lombardia, ma durante gli epis...
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Coronavirus, a Prato le aziende cinesi non riaprono né ora né il 4 maggio: “È troppo presto, situazione sanitaria ci preoccupa”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/30/coronavirus-a-prato-le-aziende-cinesi-non-riaprono-ne-ora-ne-il-4-maggio-e-troppo-presto-situazione-sanitaria-ci-preoccupa/5786030/
di Giacomo Salvini il fatto quotidiano Non hanno riaperto le fabbriche lunedì e non lo faranno nemmeno dal 4 maggio. La maggior parte della comunità cinese di Prato, circa 25mila persone e 4.800 aziende di pronto moda , ha deciso di rinviare la “fase due” quando la curva dei contagi sarà sotto controllo, senza seguire gli imprenditori italiani del settore tessile che in città hanno già riaperto da lunedì per la manutenzione delle macchine .“È troppo presto per riaprire – dice...
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ILFATTOQUOTIDIANO.IT
Non hanno riaperto le fabbriche lunedì e non lo faranno nemmeno dal 4 maggio. La maggior parte della comunità cinese di Prato, circa 25mila persone e 4.800 aziende di pronto moda , ha deciso di rinviare la “fase due” quando la curva dei contagi sarà sotto controllo, senza seguire gli imprendi...
Gli imprenditori italiani del settore tessile in città hanno già riaperto da lunedì, ma la maggior parte della comunità cinese preferisce aspettare. Il consigliere Marco Wong a ilfattoquotidiano.it: "Confindustria? Le associazioni fanno il loro mestiere e lo capisco , ma noi vogliamo attenerci alle indicazioni degli esperti"

Coronavirus, Conte: “Misure di prudenza anche se impopolari. Dobbiamo tutelare la salute non raccogliere consenso. Ancora dentro la pandemia, se i contagi scendono nuovi allentamenti a maggio”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/30/coronavirus-conte-misure-di-prudenza-anche-se-impopolari-dobbiamo-tutelare-la-salute-non-raccogliere-consenso-ancora-dentro-la-pandemia-se-i-contagi-scendono-nuovi-allentamenti-a-maggio/5786889/

Il presidente del Consiglio parla a Montecitorio dopo una giornata segnata dalla lettera di dieci governatori di centrodestra al Quirinale. “Questo piano non è un programma elettorale per raccogliere il consenso”. Poi il premier ipotizza, per le prossime settimane, la differenziazioni tra regioni. E sul fronte economico annuncia la preparazione di un nuovo dl, che potrebbe essere ribattezzato Rinascita. I leghisti tolgono le mascherine per protesta contro il capo dell'esecutivo, che deve ritardare l’intervento

(Comitato residenti Colleferro) Consorzio Minerva al suo primo bilancio: perdite consistenti e nuove dimissioni nella dirigenza.

comunicato stampa

Consorzio  Minerva al suo primo bilancio:  perdite consistenti e nuove dimissioni nella dirigenza.

I proclami dei  Sindaci dei Comuni di Colleferro, Labico, Genazzano, Carpineto Romano, Nemi, Gavignano, Gorga, soci del neocostituito Consorzio Minerva scarl sono clamorosamente smentiti dai fatti che hanno accompagnato la sua breve vita amministrativa.
Nella difficile crisi globale innescata dalla pandemia di coronavirus, la realtà locale mostra una situazione economica fuori controllo per mancata gestione secondo i criteri di efficienza ed efficacia: i Comuni della valle del Sacco, soci del Consorzio, dovranno portare in Consiglio comunale il " ripiano delle perdite e la sua ricapitalizzazione”, come annunciato dal Consiglio comunale di Carpineto Romano nella seduta del 9 marzo 2020.

Il Consorzio Minerva, costituito il 27 settembre 2018 e diventato operativo il 2 dicembre 2019, registra, in soli 3 mesi, una perdita di 150.000 €, addebitabile ad un management che, selezionato tramite un bando "mordi e fuggi", ha responsabilità gestionali, ma la scelta della dirigenza e il conseguente deficit sono ascrivibili interamente all’indirizzo politico dettato dagli stessi Comuni soci.

La perdita è dovuta all’aumento dei costi di start up rispetto alle previsioni e poiché supera i 2/3 del capitale sociale (circa 60 mila €), Minerva dovrebbe essere messa in liquidazione, come stabilisce il codice civile. Per sopravvivere ed evitare ciò è stato proposto ai Comuni soci la sua ricapitalizzazione.

A questo dissesto, in attesa del nuovo PEF ( che si spera definitivo) e del contratto di servizio da sottoporre ai Comuni soci, Colleferro, come capofila, con la Determinazione dirigenziale del 23.4.2020 ha adottato una proroga tecnica per i prossimi 3 mesi, con un impegno di spesa di 933.000 €.

Per salvare in parte questa situazione e un probabile aumento della Tari, ai Comuni soci serve un capro espiatorio e il 28 aprile 2020 arriva la notizia dell’allontanamento dall'incarico del dott. Ermolli, Direttore generale del Consorzio.

Riteniamo che l’inefficienza economia, errate stime o previsioni economiche siano un preteso, quando la sola impreparazione e improvvisazione a gestire la vita amministrativa del Consorzio mediante scelte politiche avventate è quella dei Sindaci, che si sono fatti trascinare in un’impresa proposta dal Sindaco di Colleferro, Sanna, Comune capofila, prestandosi a fare da stampella al fallimento di Lazio Ambiente spa e alla volontà della Regione di disfarsene quanto prima.

Impresa in cui, dietro lo scopo di salvaguardare l’occupazione, si vuole continuare a fare profitti sui rifiuti con un megaprogetto senza capitale economico, impianti, attrezzature proprie e dando come unica garanzia le somme presenti e future che, negli anni a venire, saranno versate dai contribuenti.

Quest’ottica speculativa porta da una parte al malumore crescente nei cittadini per il mancato riconoscimento economico dello sforzo della raccolta differenziata (promessa e non avvenuta riduzione dei costi) e dall’altra, in assenza di un patrimonio iniziale, al fallimento dei risultati previsti a meno di un sostegno continuo di liquidità e finanziamenti statali e/o regionali (non facili da reperire in tempi di crisi). Come era prevedibile, un simile progetto potrebbe mettere a rischio anche i posti di lavoro per cui dicevano di battersi.

La nostra contrarietà l’abbiamo espressa fin dall’inizio e l’abbiamo ribadita quando abbiamo appreso dalla stampa che il professionista incaricato di redigere lo studio di fattibilità è risultato coinvolto, per altra vicenda legata ai rifiuti, in una inchiesta giudiziaria.

Contrarietà e dubbi che trovano conferma anche nel procedimento seguito per la scelta del management, su cui, abbiamo richiamato l'attenzione dei Comuni e degli organi preposti al rispetto della legalità, trasparenza, correttezza e idoneità dei criteri di selezioni messi in atto dal Consorzio.

Come già scritto in altro comunicato, la nomina del Direttore generale, Ermolli, ha tardato ad essere formalizzata perché si voleva consentire al Consorzio di sanare alcune questioni di incompatibilità e far maturare al candidato tutti i requisiti non posseduti al momento di assumere l'incarico, come il titolo per l'iscrizione all'Albo gestori ambientali, pur essendo obbligatorio all'atto della candidatura.

Vale la pena ricordare che quel bando è stato riaperto, immotivatamente, per ben tre volte con modalità improvvisate. Il candidato con comprovati titoli ed esperienza specifica nel settore era Rizzo, il quale, dopo l'ennesima riapertura del bando ha ritirato la domanda, denunciando pubblicamente quanto poi emerso.

A dicembre 2018, nel corso di un Consiglio Comunale tenutosi a Colleferro, venne infatti comunicato che il nuovo Direttore era stato individuato nella persona di Ermolli, con esperienza nel settore delle bonifiche (nessuna nella gestione dei rifiuti), nomina che verrà ufficializzata solo a giugno 2019.

Analogamente accadeva per l'Amministratore unico, Ciacci. Il bando “mordi e fuggi” fu pubblicato solo sul sito del Comune di Colleferro, a differenza di quanto indicato nel testo e neanche in Gazzetta Ufficiale, per circa 20 giorni e, guarda caso, in prossimità della scadenza temporale di 1 anno dal suo precedente incarico alla Asm di Rieti. Solo così, in assenza di trasparenza ed eliminando prerequisiti importanti come la laurea, è stato possibile superare per 2 o 3 giorni l'inconferibilità dell’Amministratore unico.

Inoltre, la pianificazione dei servizi per i Comuni soci è stata attribuita ad un raggruppamento temporaneo d’impresa formato dalla ESPER  srl e Ambiente Italia, società già viste all'opera in altri Comuni dell'area romana, incaricate dalla Giunta Zingaretti della redazione e aggiornamento del nuovo Piano regionale rifiuti  (creando un possibile conflitto di interessi) e che, proprio a Colleferro, ha progettato la realizzazione di un megacompound per trattare i rifiuti industriali provenienti da tutti i TMB del Lazio.

Tale gestione non sorprenda. Era prevedibile che la scelta del Consorzio, lungi dall'essere una svolta storica, come è stata presentata dai Sindaci, si reggeva sul presupposto di liquidare Lazio Ambiente spa, società regionale in forte perdita, affidando il compito a Fortini, e subentrare in quel lucroso segmento dei rifiuti fatto di politica assistenziale, a cui ambiscono i partiti a livello regionale.

La politica locale intende continuare a gestire i rifiuti secondo le vecchie logiche che hanno prodotto fallimenti e impunità, inquinamento diffuso nella martoriata valle del Sacco e opacità, anche evitando di pubblicare atti ostensibili nel sito istituzionale del Consorzio in spregio agli obblighi di trasparenza e anticorruzione.

Per superare tali gravi mancanze abbiamo proceduto con richieste di accessi agli atti, alle quali l’Amministratore unico cerca di prendere tempo ritardando l'invio dei documenti, mai pubblicati, nonostante precise disposizioni di legge.

Ai Comuni e ai dirigenti del Consorzio ricordiamo che esistono obblighi normativi nei confronti dei contribuenti e dei cittadini di Colleferro, Comune socio di maggioranza di Minerva, pagatori della Tari, quindi, azionisti di fatto delle loro condotte, che oggi conducono la società consortile a consistenti perdite di bilancio. I Comuni non hanno voluto, attraverso l'Assemblea dei soci, controllare e monitorare l'attività del Consorzio, ponendosi fuori dalle regole dello Statuto societario. 

Dopo la pubblicazione delle delibere dei Consigli comunali che hanno votato la ricapitalizzazione valuteremo l’eventuale danno erariale da far valere nelle sedi opportune.

Colleferro, 30.4.2020

                                                                                                                Ina Camilli

                                                                                                        Rappresentante Comitato residenti Colleferro

Contrada Fontana degli Angeli