giovedì 3 settembre 2026

Incendi, estate 2026 segnata dal fuoco tra Europa e Nord Africa: oltre 1,2 milioni di ettari coinvolti

 tratto da https://ambientenonsolo.com/incendi-estate-2026-segnata-dal-fuoco-tra-europa-e-nord-africa-oltre-12-milioni-di-ettari-coinvolti/

dall'articolo di Marco Talluri: "Nell’Unione europea quasi 647mila ettari bruciati dall’inizio dell’anno
I dati aggiornati al 1° settembre 2026 indicano che nei soli Paesi dell’Unione europea sono bruciati dall’inizio dell’anno circa 646.600 ettari, interessati da oltre 1.900 incendi. Il dato resta inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025, che è stato l’anno peggiore della serie EFFIS, ma è comunque molto superiore alla media degli ultimi vent’anni. Al 26 agosto, infatti, i 637mila ettari bruciati nell’UE erano più del doppio della media 2006-2025, pari a circa 313mila ettari.
Il confronto con il 2025 aiuta a comprendere la dimensione del fenomeno. Lo scorso anno nell’intera Unione europea furono percorsi dal fuoco oltre 1,07 milioni di ettari, mentre considerando anche gli altri territori europei, il Medio Oriente e il Nord Africa monitorati da EFFIS la superficie complessiva raggiunse 2,24 milioni di ettari.
Caldo e siccità hanno creato condizioni favorevoli agli incendi
La stagione 2026 è stata caratterizzata da una combinazione particolarmente critica di temperature elevate, precipitazioni scarse e suoli secchi. Copernicus ha indicato luglio come un mese eccezionalmente caldo e asciutto in vaste aree dell’Europa occidentale: il periodo giugno-luglio è stato il più caldo mai registrato per questa parte del continente, con una temperatura media di 21,62 °C, circa 2,79 °C sopra la media 1991-2020.
Le condizioni di siccità accumulate dalla primavera hanno inoltre ridotto l’umidità dei suoli e della vegetazione, aumentando la quantità di combustibile disponibile. A luglio, vaste zone di Spagna, Francia, Germania e altre regioni dell’Europa occidentale e centrale hanno registrato precipitazioni e umidità del suolo molto inferiori alla norma.
Questo non significa che caldo e siccità “causino” direttamente ogni incendio: l’innesco può dipendere da attività umane, incidenti, fulmini o altri fattori. Ma condizioni meteorologiche estreme possono rendere più facile l’accensione, più rapida la propagazione e più difficile lo spegnimento."
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