sabato 5 settembre 2026

Vendite al dettaglio giù a luglio, calano anche i consumi alimentari. Consumatori: “Italiani costretti a una dieta forzata” di Redazione Economia. Secondo mese consecutivo di calo per le vendite al dettaglio. Rispetto all'anno prima le famiglie italiane spendono di più per riempire il carrello di meno

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/04/vendite-dettaglio-calo-consumi-alimentari-notizie/8496995/

dall'articolo: "A luglio i consumi in Italia hanno rallentato, registrando il secondo calo mensile consecutivo. Rispetto a un anno prima l’Istat registra invece una crescita delle vendite al dettaglio dello 0,8% in valore, ma in volume diminuiscono dello 0,6%. Un andamento particolarmente evidente per il comparto alimentare: le vendite calano dell’1% in volume a fronte di un aumento dello 0,3% in valore. Vale a dire che si paga di più per riempire il carello di meno.
L’inflazione innescata dalle tensioni in Medio Oriente, dunque, continua a mostrare i suoi effetti negativi sui consumi degli italiani. Le vendite al dettaglio calano sia in valore (-0,4%) che in volume (-0,5%) rispetto a giugno, secondo calo mensile consecutivo che interessa sia i beni alimentari che quelli non alimentari. Il quadro riporta ai numerosi elementi di incertezza che potrebbero pesare sui consumi, tra cui anche il forte aumento dei prezzi dei carburanti.
Su scala annua, come detto, se crescono le vendite in valore (+0,8%), in volume il ribasso è dello 0,6%. L’aumento delle vendite, su base annua, è riferito unicamente alla grande distribuzione e al commercio elettronico. Numeri che spingono sia le associazioni delle imprese che quelle dei consumatori a mettere l’accento su un andamento dei consumi decisamente debole. Sebbene “le stime odierne non preoccupano oltre misura”, è l’analisi di Confcommercio, il calo mensile delle vendite “rappresenta, tuttavia, un campanello d’allarme per molte imprese della distribuzione commerciale, soprattutto quelle di minore dimensione”. Per Federdistribuzione i dati confermano “una dinamica ancora debole dei consumi”, in un contesto caratterizzato “da persistenti elementi di incertezza”. Contesto che per l’associazione deve spingere l’esecutivo, “in previsione dei prossimi provvedimenti sull’economia del Paese”, a predisporre “interventi mirati a sostenere la ripresa della domanda interna“, destinando le risorse disponibili “al rafforzamento del potere d’acquisto delle famiglie e al sostegno delle imprese”.
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