tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/06/cacciatori-italia-numeri-reali-notizie/8496827/
dall'articolo di Alberto Marzocchi: "Solo per fare qualche esempio recente, uno dei più importanti quotidiani nazionali, soltanto l’anno scorso, parla di 600mila doppiette. Un altro, invece, pochi mesi fa, di 500mila. Una narrazione veicolata in genere dalle associazioni venatorie e dalla politica. La verità è che i tesserini venatori effettivamente rilasciati nella stagione 25/26 sono 429.484. Un dato molto lontano da quello della propaganda, utile a giustificare leggi e riforme pro-caccia agli occhi dell’opinione pubblica, secondo tutti i sondaggi ampiamenti contraria all’attività venatoria per fini ludici: l’ultimo, in ordine di tempo, è quello della Fondazione Cappellino, secondo cui il 94% degli italiani “vorrebbe abolire o limitare la caccia, oppure al massimo mantenere la normativa attuale (Istituto Piepoli)”, mentre “per il 78% degli italiani, secondo Ipsos, la caccia è eticamente inaccettabile per la sofferenza inflitta agli animali”.
La Lac, grazie al lavoro di Augusto Atturo, rappresentante ambientalista nella Commissione faunistico-venatoria della Regione Liguria, ha svolto l’accesso civico generalizzato (art. 5 del D. Lgs. 33/2013), con istanze via pec, agli uffici competenti delle 19 Regioni e delle due Province autonome. La richiesta è stata specifica: fornire il dato del numero dei tesserini venatori effettivamente rilasciati ai soli residenti per le ultime due stagioni. “In questo modo risulta possibile conteggiare il numero dei praticanti effettivamente in attività – spiega Atturo – con un dato molto più realistico di quello delle licenze di porto di fucile anche ad uso caccia rilasciate dalle questure, in genere divulgato con sensibili sfasamenti temporali e che include anche persone che poi non si recano a caccia nella stagione venatoria in corso”. La conclusione è che “l’acquisizione dei dati certificati (con relativo numero di protocollo per ciascuna istanza e relativa risposta regionale, ndr) restituisce un quadro ben diverso dalle stime approssimative, di fonte universitaria, ministeriale, associativa ed industriale che circolano, di volta in volta, in pseudo-studi e comunicati stampa vari”. Peraltro, tra un anno e l’altro, cioè 24/25 e 25/26, si assiste a un calo del 2,7%, ovvero da 441.261 praticanti a 429.484."
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