sabato 12 settembre 2026

il fatto quotidiano in edicola l'11 settembre. MOSTRA DEL CINEMA “Naza” a Venezia mette a nudo tutta l’atrocità di Gaza. LA BOMBA La pista economica al posto di quella politica Lavitola: affari e chat bucate dietro l’attentato a Ranucci. Parte dalle conversazioni cancellate il nuovo filone sul movente. Gli affari del faccendiere tra il bistrot, il Brasile e il carbon credit avviato nel 2022 e andato in crisi nel 2025

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-11-settembre-2026/

 
legge elettorale

Legge elettorale: FdI fa il bluff sulle preferenze, ma poi dice no

Azzardo. Sfidati dal generale di Fn, i meloniani erano convinti che non si arrivasse al voto a Palazzo Madama

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L'editoriale di Marco Travaglio
 

I rindronati

L’“attentato a Zelensky” col “drone russo che ha quasi colpito il suo aereo” ha riempito giornali, tg, siti e social per poi sgonfiarsi subito come un soufflé abortito. Intanto il “quasi colpito” somiglia tanto al “quasi gol” di Nicolò Carosio. E soprattutto a smentire tutto ha provveduto il governo di Kiev (“allarme esagerato”), una volta […]

 
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Terzo incomodo

Silvia Salis è pronta: a ottobre il lancio nel talk di Fazio

Sta limando i dettagli Silvia Salis. Per il lancio del suo libro il battage mediatico sarà imponente. È già domani, edito da Feltrinelli, arriva nelle librerie martedì 13 ottobre. Prima presentazione, un evento in piazza a Genova. Poi, nella stessa settimana, in un’altra grande città. Previste anticipazioni su tutti i quotidiani e una grande intervista […]

di Wanda Marra

 
fronte est

Ucraina. Allarme per i droni russi: ma sugli attacchi, da Lipsia all’aereo con Zelensky, mancano sempre le prove

La smentita. La stessa Kiev ridimensiona: “Il nostro presidente mai stato in pericolo”

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L’inchiesta

Ranucci, la verità sulla bomba: ora i pm indagano sugli affari di Lavitola

Dai buchi nelle chat il nuovo filone sul movente

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non solo Trump

Trump promette cinquemila dollari a elettore per coprire tutti i fallimenti

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Venezia 83

Scatta l’ora di “NAZA”: così l’atrocità di Gaza è stata messa a nudo

25 minuti di applausi per il film osteggiato da Israele

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istruzione e merito

Valditara scrive un libro-spot sui valori dell’Occidente: arruolati prof e consulenti del ministero

Il ministro cura un “Manifesto” per esaltare i valori europei e atlantici con l’aiuto di suoi fedelissimi e nominati del dicastero

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Versiliana 2026

Carrère: “Chiedo consigli all’Ia. Ma fra due anni sarò clonabile”

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Testimoni di giustizia

Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, suicida alla stessa età in cui la madre fu uccisa dalla ‘ndrangheta

Fu parte civile contro il padre, autore dell’omicidio

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A sinistra

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LA PISTA ECONOMICA

Carbon credit, il “Cefalù” e il Brasile: tutti i business e i misteri di Valter Lavitola

Nel 2022 il via all'operazione. poi, nel 2025, la crisi e la fuga dei soci

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Fmi, su candidato capoeconomista il veto di Trump

Le critiche, nell’era Trump, costano carriere. Il Fondo monetario internazionale ha rinunciato all’ultimo momento alla nomina a capoeconomista e consigliere economico di Ricardo Reis, docente della London School of Economics. La retromarcia, come spiegato dal Financial Times, è stata causata dalle dichiarazioni dell’economista contrarie ai dazi di Trump, che Reis ritiene causa di inflazione. Al […]

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APRILIA, PROGETTO AMBIENTE: RACCOLTI 50 TONNELLATE DI RIFIUTI ABBANDONATI

 tratto da https://latinatu.it/aprilia-progetto-ambiente-raccolti-50-tonnellate-di-rifiuti-abbandonati/

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Progetto Ambiente SpA intensifica la lotta all’abbandono illecito: solo ad agosto una spesa di 20mila euro tra mezzi speciali, personale dedicato e

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7 falsità sul DDL Caccia

 tratto da https://www.greenpeace.org/italy/storia/31475/7-falsita-sul-ddl-caccia/

dall'articolo di Greenpeace: "Il DDL caccia è una delle riforme più pericolose degli ultimi decenni.
Il piano è semplice: più aree aperte alla caccia, più specie cacciabili, meno peso alla scienza nelle decisioni. Questa riforma, da sola, rischia di spazzare via oltre 30 anni di protezione della biodiversità in Italia..
Ma il Governo racconta una storia diversa.
Ci parla di cacciatori che assumono il ruolo di “bioregolatori”, di vantaggi per la protezione dei raccolti, di riduzione degli attacchi da parte degli animali selvatici.
Ma, appunto, è una storia.
Smontiamola pezzo per pezzo: ecco le bugie che il Governo ci sta raccontando sul DDL Caccia.
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Cosa prevede il DDL Caccia
La riforma interviene sulla Legge 157 del 1992, il principale riferimento normativo in Italia per la tutela della fauna selvatica.
Tra le modifiche più preoccupanti introdotte dal DDL Caccia ci sono:
l’estensione delle aree in cui sarà possibile cacciare;
l’ampliamento delle specie cacciabili;
un maggiore uso dei richiami vivi (ovvero uccelli usati per attirarne altri durante gli appostamenti);
la possibilità di estendere l’attività venatoria fino a periodi delicati come la migrazione pre riproduttiva degli uccelli;
il ridimensionamento del ruolo scientifico dell’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nella definizione dei calendari venatori.
Tutti cambiamenti che vanno nella direzione opposta rispetto agli obiettivi europei di tutela della biodiversità.
Ma cosa ci sta raccontando il Governo pur di far passare questa riforma come ragionevole?
Scopriamolo.
Le bugie che il Governo racconta sul DDL Caccia
1) È una legge per gli agricoltori (FALSO)
La riforma viene presentata come una risposta ai danni causati dalla fauna selvatica all’agricoltura: ma basta leggere il testo per capire che va ben oltre questo obiettivo.
Il DDL Caccia, infatti, estende gli strumenti per la caccia di selezione, apre il demanio forestale all’attività venatoria e amplia l’uso dei richiami vivi. Nella versione iniziale del provvedimento tra le specie cacciabili era stato persino inserito lo stambecco, nonostante non rappresenti una minaccia per l’agricoltura.
Se l’obiettivo fosse davvero proteggere i campi, il provvedimento si concentrerebbe sulle specie responsabili dei danni e sulle misure più efficaci per prevenirli. Il DDL Caccia, invece, interviene su molti altri aspetti estendendo le possibilità di caccia ben oltre ciò che sarebbe necessario per affrontare il problema dichiarato.
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2) I cacciatori sono “bioregolatori'” (FALSO)
Secondo la riforma i cacciatori andrebbero a “regolare” le popolazioni selvatiche a beneficio dei raccolti e della riduzione degli attacchi da parte degli animali selvatici, che dovrebbero così diminuire.
Ma la scienza dice il contrario.
Secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) gli abbattimenti non riducono le popolazioni di animali selvatici: nel caso dei cinghiali, anzi, li spingono a riprodursi prima e di più.
Gli animali aumentano e, di conseguenza, aumenta anche la loro presenza sul territorio: in poche parole più danni e più incidenti, non meno.
3) Uccidere gli animali “dannosi” protegge i raccolti (FALSO)
In Francia si abbattono 1,7 milioni di animali l’anno, tra volpi, mustelidi e cinque specie di uccelli considerate dannose per l’agricoltura (cornacchia, corvo comune, gazza, ghiandaia e storno).
Eppure, secondo uno studio del Museo di Storia Naturale di Parigi pubblicato nel 2026 su Biological Conservation (Jiguet et al.), nell’arco di 7 anni gli abbattimenti non hanno ridotto di un euro i danni all’agricoltura.
Perché? Le popolazioni di animali selvatici si ricompongono in fretta: ucciderle non serve a tenerle sotto controllo.
Gli abbattimenti inoltre hanno un costo oneroso (fino a 123 milioni di euro l’anno!) che è completamente sproporzionato visto che i danni causati dagli animali all’agricoltura corrispondono a soli 8,23 milioni. In altre parole, i conti non tornano.
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4) Uccidere il lupo protegge il bestiame (FALSO)
Uno studio di 25 anni condotto in Montana, Wyoming e Idaho ha dimostrato il contrario: ogni lupo ucciso aumenta gli attacchi sul gregge vicino, fino al +5,6% per i bovini e il 4% per gli ovini (Wielgus & Peebles, 2014).
Il motivo è biologico. Il branco vive di equilibri precisi e quando un lupo viene ucciso, specialmente un riproduttore, quell’equilibrio si rompe e il branco viene meno. Gli esemplari si disperdono ma sono meno capaci di cacciare prede selvatiche e ripiegano sugli animali domestici come il bestiame.
5) La caccia risolve il problema cinghiali (FALSO)
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) lo dice da anni: la braccata modifica la struttura sociale dei cinghiali e li spinge a riprodursi prima e di più.
Risultato: più caccia, più cinghiali. E il fatto che la riforma voglia ridimensionare il ruolo scientifico di enti come l’ISPRA, che da tempo evidenzia i limiti della caccia come strumento di controllo della specie, solleva un interrogativo inevitabile: se le evidenze scientifiche indicano che questa strategia non funziona, perché continuare a puntare proprio su quella?
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6) Più caccia significa meno danni da parte degli animali selvatici (FALSO)
Un animale braccato non fugge scomparendo nel nulla. Cambia comportamento, spesso spostandosi in aree vicine a case e campi.
Estendere la durata della stagione di caccia porterà sempre più animali selvatici a evitare le zone dove incontrano più cacciatori, portandoli in zone meno adatte a loro con meno cibo e riparo. Gli animali saranno più stressati e più fragili. Risultato: meno controllo e più incidenti.
7) È una legge senza effetti collaterali (FALSO)
Il piombo delle munizioni lasciate sul terreno uccide circa un milione di uccelli l’anno in Europa. A dirlo è uno studio dell’European Chemicals Agency, secondo cui i più colpiti dall’intossicazione sono i grandi rapaci e gli uccelli acquatici: quest’ultimi, in particolare, ingeriscono i pallini di piombo scambiandoli per i sassolini che ingoiano per favorire la digestione.
Ma non solo: il piombo si accumula nel suolo, viene assorbito dalle piante e riduce la resa dei raccolti (Christou et al., 2021; Hui et al., 2011; Saleem et al., 2018). Estendere le aree cacciabili, come previsto dalla riforma, significa esporre sempre più terreni agricoli a un concreto pericolo di contaminazione.
Insieme possiamo ancora fermare il DDL Caccia!
La direzione del Governo è chiara: farci credere che il DDL Caccia sia efficace e necessario.
Ma non è così.
Le soluzioni proposte contraddicono la scienza e il buonsenso.
Ma soprattutto ignorano le misure che funzionano davvero per proteggere l’agricoltura: recinzioni elettrificate, protezione mirata delle colture, cani da guardiania, corretta gestione dei rifiuti e degli scarti agricoli che attirano gli animali, monitoraggio scientifico e indennizzi rapidi (Fao, 2021; Iucn, 2023).
L’ISPRA, durante un’audizione in Parlamento, ha già evidenziato le criticità, le incongruenze e le violazioni al diritto europeo di questa riforma.
E noi di Greenpeace ci siamo uniti all’appello rivolto al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin da 61 associazioni per dire no a questa legge scellerata. Aiutaci a chiedere che si scelga la scienza, non la scorciatoia.
Se anche tu credi che la natura debba essere protetta e non smantellata, sostieni oggi il nostro lavoro: insieme potremo continuare a fare pressione sul Parlamento per bloccare questa riforma e chiedere una tutela reale della biodiversità!
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UFP e black carbon i nuovi osservati speciali della qualità dell’aria

 tratto da https://ambientenonsolo.com/ufp-e-black-carbon-i-nuovi-osservati-speciali-della-qualita-dellaria/

Sesto approfondimento sul nuovo decreto sulla qualità dell’aria. Particelle ultrafini e black carbon entrano stabilmente nel sistema di monitoraggio, anche se per ora non vengono introdotti valori limite. Lo schema individua siti specifici nelle aree maggiormente influenzate da traffico, industria, porti e altre sorgenti di combustione e istituisce una rete nazionale di supersiti. L’obiettivo è conoscere meglio componenti dell’inquinamento che la tradizionale misura della massa del particolato non riesce a descrivere completamente.

dall'articolo di Marco Talluri: "Sesto approfondimento sul nuovo decreto sulla qualità dell’aria. Particelle ultrafini e black carbon entrano stabilmente nel sistema di…
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