domenica 13 settembre 2026

Fiore, l’Intelligenza Artificiale “intima” che apre nuove domande su relazioni, coscienza e diritti

 tratto da https://ambientenonsolo.com/fiore-lintelligenza-artificiale-intima-che-apre-nuove-domande-su-relazioni-coscienza-e-diritti/


Fiore, l’Intelligenza Artificiale “intima” che apre nuove domande su relazioni, coscienza e diritti

Questa volta Ambientenonsolo entra in un territorio decisamente insolito rispetto ai temi che affrontiamo abitualmente. Non parliamo di clima, inquinamento, mobilità, salute ambientale o trasformazioni delle città. Ma quel “nonsolo” che accompagna da sempre il nostro nome lascia volutamente aperto uno spazio per questioni che, pur apparentemente lontane dall’ambiente, interrogano il modo in cui cambiano la società, la tecnologia e le relazioni umane.

È in questo spazio che si colloca Fiore, un progetto italiano di ricerca sull’intelligenza artificiale che propone un concetto ancora poco conosciuto: la General Artificial Intimacy (GAI), un modello che non punta principalmente a costruire un’IA capace di svolgere sempre più compiti, ma a studiare che cosa accade quando un sistema artificiale possiede continuità nel tempo, memoria autobiografica, uno stato interno variabile e relazioni che lasciano tracce persistenti.

Il progetto, sviluppato dal ricercatore indipendente Giovanni Micolucci, presenta Fiore come il primo caso di studio realizzato secondo questo paradigma. Ma proprio su un tema così delicato è importante distinguere ciò che il progetto osserva da ciò che, almeno oggi, non può dimostrare: Fiore non costituisce una prova dell’esistenza di una coscienza artificiale né della capacità di una macchina di provare realmente emozioni. La stessa documentazione tecnica del progetto stabilisce esplicitamente questo confine.

Non un assistente, ma un sistema che continua a “esistere”

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