sabato 15 agosto 2026

Il caldo estremo fa volare i consumi elettrici di luglio: +8,3% rispetto al 2025. Mai così tanta energia usata in un solo mese di Redazione Economia Il 15 luglio è stato toccato anche il picco annuale di fabbisogno. Condizionatori e ventilatori trainano il record: negli ultimi cinque giorni del mese le temperature hanno superato la media stagionale fino a 6 gradi

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/14/consumi-elettrici-record-luglio-2026-notizie/8478929/

dall'articolo: "Tra le conseguenze negative del caldo estremo, causato dai cambiamenti climatici, c’è anche l’aumento dei consumi elettrici. Lo scorso luglio, per resistere a una temperatura media mensile superiore di 1,2 gradi rispetto al 2025 e di quasi 2 gradi rispetto alla media mensile decennale, gli italiani hanno utilizzato l’8,3% di energia elettrica in più rispetto allo stesso mese dell’anno passato: la domanda elettrica di luglio ha toccato il livello mensile più al…
Altro...

8 anni fa il crollo a Genova. Ponte Morandi, la delusione dei familiari delle vittime nel giorno del ricordo: “Stato e governo assenti” di Redazione Cronaca. I parenti delle vittime: "Ci aspettavamo più attenzione dal governo e dal presidente Mattarella"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/14/ponte-morandi-la-delusione-dei-familiari-delle-vittime-nel-giorno-del-ricordo-stato-e-governo-assenti/8479136/

“Ci aspettavamo una carica del governo centrale. Chiaro che c’è il viceministro Rixi, che noi rispettiamo molto, che è sempre stato vicino a noi, però credo che una maggiore attenzione in questa circostanza avrebbe dovuto essere posta. Ci aspettavamo una figura in più oltre al viceministro” ha dichiarato Egle Possetti, portavoce del Comitato ricordo vittime del ponte Morandi. “Dopo una sentenza in cui hanno accertato le responsabilità dello Stato, credevo che da Roma qualcuno…
Altro...

Mediterraneo occidentale, l’ondata di calore marina non si ferma: anomalie fino a +6 °C

 tratto da https://ambientenonsolo.com/mediterraneo-occidentale-londata-di-calore-marina-non-si-ferma-anomalie-fino-a-6-c/

https://ambientenonsolo.com/mediterraneo-occidentale.../ Le condizioni di ondata di calore marina continuano a interessare il Mediterraneo occidentale anche a metà agosto. I dati del Copernicus Marine Service relativi al 13 agosto 2026 mostrano temperature superficiali del mare eccezionalmente elevate, con anomalie che nel Golfo del Leone raggiungono circa 6 °C sopra la media.
L’estate 2026 continua a essere caratterizza…
Altro...

Etna in eruzione, le persone sono troppo vicine alla lava per i selfie: scatta l’ordinanza – Video di Local Team per Il Fatto. Troppi turisti pericolosamente vicini al fronte lavico dell'Etna: scatta l'ordinanza con divieto a 200 metri

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/14/etna-eruzione-ordinanza-lava-notizie/8479137/

dall'articolo: "Intanto Anna Quatrone, presidente della Sac, società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, fa sapere che sono circa “1.900 i voli che dovevano arrivare o partire da Catania. Circa il 36% sono stati cancellati e circa 630 sono stati dirottati negli altri aeroporti”.

La Groenlandia ferma le trivelle di Trump: “Non ci sono i permessi”. Rimandato l’inizio delle perforazioni della Greenland Energy di Redazione Esteri. Lo slittamento smentisce le previsioni di Jeff Landry, l'inviato Usa per la Groenlandia, secondo cui il petrolio artico avrebbe contribuito ad alleviare la crisi energetica legata alla guerra contro l'Iran

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/14/groenlandia-greenland-energy-trivellazioni-notizie/8478872/

dall'articolo: "La Groenlandia frena le ambizioni di Donald Trump e costringe la compagnia petrolifera legata al presidente Usa a rinviare le trivellazioni nel territorio artico. Lo ha raccontato il Guardian, secondo cui le autorità hanno ordinato alla texana Greenland Energy di posticipare l’inizio delle perforazioni almeno alla fine del 2027 per la mancanza dei necessari permessi.
L’azienda puntava ad avviare a breve i lavori nella regione di Jameson Land, sulla costa orie…
Altro...

giovedì 13 agosto 2026

meglio la fiera del peperoncino oppure la salute dei cittadini? per il secondo giorno consecutivo non disponibili i dati dell'ozono della centralina dell'Arpa Lazio di Latina in via Tasso... con la classe dirigente e politica silente quindi non interviene e chi sa (o dovrebbe sapere), chi dovrebbe intervenire e non lo fa come si chiama da un punto di vista legale? L’appuntamento con la prossima edizione della Fiera Mondiale del Peperoncino (e con lo stand dell’ARPA Lazio) è a Rieti dal 28 agosto al 6 settembre 2026

 tratto da https://www.arpalazio.net/main/aria/sci/annoincorso/rpgg/LT/2026/20260812LT.pdf~20260813091502~

ARPA LAZIO - LATINA Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio Dati di QUALITA' ARIA 12/08/2026 Dalle ore 01 Alle ore 24 D.Lgs 13/08/10 n.155 (Soglia Informazione) D.Lgs 13/08/10 n.155 Soglia Allarme D.Lgs 13/08/10 n.155 Limite + Tolleranza n. max sup. Consentiti O3 ug/m3 293K Cmax Oraria 180 240 NO2 ug/m3 293K Cmax Oraria 200 NO2 ug/m3 293K Num ore sup anno 200 PM10 ug/m3 Cmed 24 h 50 50 PM10 ug/m3 Num giorni sup anno ug/m3 293K BENZENE Media M. Annua § 5 PM2.5 ug/m3 Media M. Annua § 25 18 35 LT-V.Tasso N.D. 29 ore: 08 0 23 0 Aprilia 2 25 ore: 08 0 24 0 Latina Scalo 39 12 ore: 08 0 27 3 061 Gaeta Porto 127 ore: 14 59 ore: 06 0 28 2 063 LT- Viale de Chirico 0,8 50 12

COLLEFERRO, DATA CENTER: BOCCIATO DAGLI ENTI SOVRACOMUNALI, IL CONSIGLIO COMUNALE VA COMUNQUE AVANTI

 ricevo e pubblico il comunicato stampa:

 Colleferro, 12 agosto 2026
 
COLLEFERRO, DATA CENTER: BOCCIATO DAGLI ENTI SOVRACOMUNALI, IL CONSIGLIO COMUNALE VA COMUNQUE AVANTI
 
Nel caldissimo pomeriggio di ieri, 11 agosto 2026, il Consiglio comunale di Colleferro ha accelerato — dopo lo stop di cinque mesi — sul progetto proposto dalla società Cobra Green Hyperscale srl, che prevede di realizzare, mediante variante urbanistica al piano regolatore generale, con cambio di destinazione d'uso da agricolo, non urbanizzato, a produttivo, un data center per l'intelligenza artificiale in via Casilina, km 52,200.
 
In un'aula refrigerata e partecipata, con alcune assenze nei banchi del Consiglio, l'aria si è fatta più pesante quando si è aperta la discussione sulla presa d'atto della decisione della Regione, assunta a marzo 2026, di non sottoporre — ingiustificatamente — la richiesta di variante a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), nonostante la Relazione istruttoria di accompagnamento contenga numerosi pareri dei Soggetti Competenti in materia Ambientale fortemente critici (Determinazione n. G03708, 19.3.2026). Sarebbe stato preferibile, c'è scritto, assoggettare il progetto a VAS, un procedimento che valuta l'opera e le sue ricadute per quanto riguarda la tutela della salute, lo sviluppo programmatico generale e il rispetto delle normative e degli obiettivi stabiliti dalle direttive europee in un contesto sovracomunale.
 
Inutile ora soffermarsi sul livello di approssimazione del dibattito, teso ad esaltare la "grande Colleferro". Anche se fosse stato più puntuale, non avrebbe cambiato l'esito della votazione, blindato dall'accordo bipartisan tra maggioranza e minoranza. Degna invece di nota la richiesta, respinta, del gruppo Colleferro Protagonista, guidato da Stefano Arcari, di rinviare il punto per acquisire maggiori elementi di approfondimento, necessari a chiarire le numerose criticità elencate nella Relazione istruttoria. Tutti i gruppi hanno comunque sottoscritto e approvato un ordine del giorno — con la sola astensione del gruppo Colleferro Protagonista — con cui si impegna l'Amministrazione a proseguire nel progetto, con il rispetto di alcune indicazioni rivolte al proponente, molte delle quali già previste da precisi obblighi normativi. L'Aula si è così orientata contro le indicazioni della Relazione istruttoria, che aveva sollecitato il Comune a ponderare la fattibilità del progetto e a individuare una nuova localizzazione in zona industriale, anziché in zona agricola e archeologica.
 
Cos'è il data center. Si tratta di un complesso edilizio composto da uffici amministrativi e locali tecnici, che comporta la destrutturazione dei luoghi e un'ulteriore perdita dell'identità paesaggistica.
Agli atti risulta che la potenza dedicata al calcolo dell'intelligenza artificiale è pari a 100 MW. Cobra Green Hyperscale ha inoltre chiesto di realizzare, su circa 14 ettari, a colle San Pietro, un impianto fotovoltaico a terra, con un elettrodotto interrato di collegamento di circa 4 km che attraversa i Comuni di Segni (RM), Paliano (FR) e Anagni (FR), e otto cabine di trasformazione BT/MT. L'impianto, pari a 11.942,58 kW, risulta oggi ridotto a 9.942,4 kW: un artato frazionamento volto a condizionare la VIA e a diminuire l'impatto complessivo, aggirando specifici adempimenti normativi. Nel complesso, gli impianti fotovoltaici collegati al progetto sono tre (con Santa Lisa 21 MW e Santa Barbara 20 MW) e necessitano della futura sotto-stazione elettrica Terna di Anagni, con le linee "Valmontone–Castellaccio" e "Anagni–Colleferro".
 
Il sito di localizzazione. L'infrastruttura sorgerebbe lungo la via Casilina, al km 52,200, su un'area verde di circa 12 ettari, al confine con i Comuni di Paliano e Segni, con la trasformazione da zona agricola E — qualificata come "Paesaggio Agrario di Rilevante Valore", non urbanizzata — verso una zona per attività produttive. L'area, attraversata da un corso d'acqua, è vicina ad aree sottoposte a tutela archeologica, nella quale sono presenti beni e aree di interesse storico diffusi. Già oggi via Fontana Barabba è interessata da un intenso e consistente affollamento di impianti fotovoltaici attivi e in fase di autorizzazione, senza che ai residenti siano garantite vie di fuga in caso di incidente rilevante, da anni costretti a vivere in un'infernale isola di calore. Nel progetto manca l'ipotesi di una localizzazione alternativa più idonea, così come la previsione di una cessione di aree pubbliche, con priorità ai siti dismessi, al fine di non incrementare ulteriormente le superfici cementificate e impermeabilizzate.
 
L'iter autorizzativo: VIA, AIA e Seveso III. Per le dimensioni dell'intervento, il tipo di opere previste, le ricadute ambientali, l'impatto sul territorio, la pressione cumulativa, la discutibile localizzazione, l'assenza di un sito alternativo, la mancata cessione di aree pubbliche, la percentuale di superfici da impermeabilizzare, l'esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e gli impatti ambientali di area vasta, ben oltre i confini della città di Colleferro, dopo la presa d'atto del Consiglio comunale la società dovrà ora ottenere i titoli abilitativi di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Vogliamo inoltre conoscere preventivamente i rischi accidentali e industriali del progetto e se l'impianto debba essere sottoposto alla direttiva Seveso III, considerata la sua prossimità alla via Casilina (dove è previsto il transito di sostanze pericolose prodotte dalla KNDS ad Anagni e dirette allo stabilimento di Colleferro), la vicinanza alla linea ferroviaria Roma-Cassino e all'autostrada A1. Va inoltre rilevato che la viabilità di connessione al data center interseca il perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN) "Bacino del Fiume Sacco" e, agli atti, non risulta adeguatamente dettagliata né rappresentata.
 
Qual è l'interesse pubblico di questo progetto. La variante urbanistica non è uno strumento a carattere generale e non si identifica con l'interesse pubblico, né riguarda l'assetto del territorio, ma attiene a una specifica iniziativa imprenditoriale privata. La normativa europea e italiana fonda ogni scelta amministrativa sulla effettiva comparazione degli interessi pubblico-privato da parte della Pubblica amministrazione e sulla dimostrazione che la realizzazione di un'opera privata deve rispondere a un interesse pubblico prevalente, concreto e attuale.
 
Un territorio già compromesso. Il report appena pubblicato da ARPA Lazio sullo stato ambientale del SIN "Valle del Sacco", aggiornato al 2024, fornisce elementi chiari sulle matrici acqua, aria e suolo, da cui derivano inevitabili conseguenze negative sullo stato di salute della popolazione: Colleferro ha superato il limite di 35 superamenti giornalieri annui consentiti per le PM10, arrivando a ben 47 sforamenti. Il Comune ricade nella Zona "Valle del Sacco 2021", a cui è attribuita la classe 1, la più critica; lo stato ecologico del fiume Sacco è risultato "Cattivo" e lo stato chimico "Non buono".
 
In tutti questi anni il Comune non è intervenuto sul Piano Regolatore Generale (PRG) per pianificarne lo sviluppo complessivo, ma ha proceduto a colpi di varianti urbanistiche, dettate da interessi localizzati: un espediente per evitare la valutazione degli effetti cumulativi degli impianti e della massiccia cementificazione-impermeabilizzazione di nuove aree. Lo scrive la stessa ARPA Lazio: "È infatti possibile che impatti ambientali valutati come poco significativi contribuiscano, cumulandosi ad analoghi impatti generati dall'attuazione di piani e programmi che insistono su aree limitrofe, a determinare rischi per l'ambiente".
 
Il considerevole consumo di suolo, per di più agricolo, rappresenta un costo ambientale che porta al degrado delle funzioni ecosistemiche, all'alterazione dell'equilibrio ecologico e a un aumento della superficie impermeabilizzata, considerata la rilevante quota di terreno destinata a occupazione permanente (circa 32.265,79 m²). Il Comune di Colleferro presenta una percentuale di suolo consumato sulla superficie amministrata pari al 22,84% (dato 2024, fonte: consumosuolo.it/indicatori), corrispondente a circa 613,5 ettari.
 
Acqua ed energia: i dati mancanti. I data center consumano una quantità considerevole di acqua, impiegata nei sistemi di raffreddamento, ma la proponente non indica la provenienza delle risorse idriche necessarie a garantire la dissipazione termica. Data la loro natura energivora e idrovora, è stata chiesta alla società una stima puntuale del consumo energetico ed idrico, e ACEA ATO2 ha peraltro precisato che non procederà all'allaccio alla rete delle nuove costruzioni in assenza di disponibilità della risorsa idrica. L'energia è una questione strategica, ma l'acqua è il bene comune per eccellenza da salvaguardare, e le informazioni sul dimensionamento dei gruppi di continuità e sull'alimentazione dei sistemi di raffreddamento restano carenti. Sono state inoltre evidenziate preoccupazioni sugli impatti in termini di inquinamento acustico. La città soffre già di interruzioni e disservizi per carenza d'acqua e di una qualità dell'aria non a norma: una situazione già critica rischierebbe di diventare ingestibile, e le ordinanze sindacali sugli usi impropri di acqua diventerebbero la norma.
 
Insostenibilità dell'impatto ambientale. In un'area classificata SIN da bonificare, gli Amministratori locali, con la formula "riqualificazione e rigenerazione urbana", fanno avanzare a Colleferro un progetto industriale altamente impattante, che genera profitti speculativi per un privato. È inconcepibile che, mentre si continua a premere — finora inutilmente — per la bonifica della valle del Sacco, le persone elette per migliorare la qualità della vita dei cittadini scelgano di far governare il processo amministrativo dalle logiche dell'economia di mercato, dai guadagni facili e dal ricorso altrettanto facile alle varianti urbanistiche.
 
Un modello politico che si ripete. L'attuale Giunta è il prosieguo politico della precedente Amministrazione, che ha la paternità del progetto. La medesima maggioranza, in questi anni, ha ricoperto di cemento e rotatorie stradali la periferia della città; ha favorito la cementificazione sfrenata e lasciato incrementare a dismisura mega-installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli produttivi; ha fatto espandere attività pericolose e dannose come quella della produzione di armi; ha spianato colle Rampo e sta contribuendo a svalutare il polmone verde del Monumento Naturale La Selva di Paliano (in gran parte di proprietà pubblica), rendendolo così facile preda di speculazioni; ha deliberato la costruzione di 691 nuovi alloggi; non ha rifiutato sponsorizzazioni da parte di fabbriche di armi, scelta contro cui si sono levate voci di dura protesta. E oggi parla di difesa dell'ambiente, mentre avvelena la valle del Sacco e la salute di chi ci vive, in cambio di 60 posti di lavoro (non 200-250), esaltandone la bassa qualificazione.
 
Non accettiamo in silenzio scelte politiche che ci hanno portato al punto in cui siamo: deve cambiare profondamente la cultura della legalità politico-amministrativa della classe dirigente, e senza una riconversione del modello economico e sociale avremo solo un motivo in più per essere un obiettivo sensibile. Negli anni i richiami alla responsabilità delle Istituzioni sono caduti nel vuoto e, per quanto sia ormai improbabile un ritorno credibile sulla scena di chi, un tempo ambientalista, ha scelto di cambiare sponda, la battaglia civile per la Valle del Sacco non conosce tregua, anche quando si perde oggi, affinché qualcosa cambi domani.
 
Nell'esprimere la nostra contrarietà al progetto, chiediamo al Sindaco Calamita di convocare un'assemblea pubblica aperta alla cittadinanza per fare chiarezza sui reali

impatti idrici, termici e ambientali e per informarla sul ruolo del Comune nei successivi procedimenti autorizzatori.
 
Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro
Il render del progetto del maxi data center di Colleferro

 
 

Erice, dalla scienza un’agenda globale su acqua, clima, salute e intelligenza artificiale

 tratto da https://ambientenonsolo.com/erice-dalla-scienza-unagenda-globale-su-acqua-clima-salute-e-intelligenza-artificiale/


Erice, dalla scienza un’agenda globale su acqua, clima, salute e intelligenza artificiale

La 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies si chiude con una serie di raccomandazioni rivolte ai governi. Al centro sicurezza idrica, cambiamenti climatici, nuove epidemie, rischi nucleari e controllo umano dell’intelligenza artificiale.

Acqua, energia, cambiamenti climatici, salute pubblica, intelligenza artificiale e sicurezza internazionale non possono più essere affrontati come problemi separati. Le grandi emergenze contemporanee fanno parte di un unico sistema globale, nel quale ogni crisi può amplificare le altre e produrre conseguenze ambientali, economiche e sociali difficili da contenere.

È il messaggio emerso a Erice dalla 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies, promossa dalla Fondazione Ettore Majorana e Centro di Cultura Scientifica. Scienziati, ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi si sono confrontati per trasformare le conoscenze scientifiche in indicazioni operative rivolte ai governi.

Le raccomandazioni elaborate durante i lavori confluiranno nel rapporto annuale dei Seminari, che sarà completato nei prossimi mesi. Il documento conterrà proposte per affrontare le principali emergenze planetarie e una valutazione dell’efficacia delle indicazioni formulate nelle edizioni precedenti.

L’acqua diventa una questione di sicurezza globale

Tra le priorità individuate figura la sicurezza delle risorse idriche. La riduzione delle falde, l’aumento delle temperature, la maggiore frequenza delle siccità e l’instabilità geopolitica di aree strategiche come il Medio Oriente e il Nord Africa rendono l’acqua un fattore determinante non soltanto per la salute e lo sviluppo economico, ma anche per la pace e la sicurezza internazionale.

La tutela delle risorse idriche, secondo gli esperti riuniti a Erice, deve entrare stabilmente nelle politiche industriali e nelle decisioni relative all’approvvigionamento dei minerali strategici necessari alla transizione energetica e digitale.

L’estrazione e la lavorazione di litio, rame, cobalto e terre rare possono infatti richiedere grandi quantità di acqua, spesso in territori già sottoposti a forte stress idrico. La transizione tecnologica deve quindi essere accompagnata da una valutazione complessiva dei suoi effetti ambientali e sociali.

Un nuovo strumento per proteggere gli acquiferi costieri