domenica 2 agosto 2026

Strage di Bologna, Meloni parla di “pagina buia” e ignora le (molte) sentenze. I familiari: “In realtà c’è una luce straordinaria e mostra la matrice neofascista” di Diego Pretini. In mattinata Paolo Lambertini, presidente del comitato dei parenti delle vittime, aveva chiesto un "approccio rigoroso e onesto" da ogni presidente del Consiglio. Ma la premier si limita a parlare di "oscurità", nonostante che la pronuncia di diversi giudici abbia sempre confermato che l'organizzazione dell'attentato fosse dei terroristi neri insieme a pezzi deviati dello Stato iscritti alla P2

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/02/strage-bologna-meloni-matrice-neofascista-notizie/8467454/

il neofascismo e la strage di Bologna dall'articolo di Diego Petrini. “Da ogni presidente del Consiglio ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è buia, ma qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica. Un coraggio che deve trovare coerenza nei fatti”. L’appello accorato alla premier Giorgia Meloni era arrivato dal palco delle commemorazioni dell’attentato della stazione di Bologna, 46 anni dopo. La voce era quella di Paolo Lambertini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime. E’ figlio di Mirella Fornasari che il 2 agosto del 1980 aveva 36 anni. Viveva a Casalecchio di Reno e lavorava per la Cigar, la ditta che si occupava della ristorazione nella stazione. Gli uffici erano sopra le sale d’aspetto: quando esplose la bomba lei era lì che lavorava, il suo corpo fu trovato solo a notte inoltrata.
Però no, quella parola la presidente del Consiglio non la scrive. Da nessuna parte, nel suo comunicato, c’è un riferimento – anche vago, anche solo formale – all’impronta di quell’attentato, che i tribunali hanno riferito – qualcuno conta 17 sentenze in 4 filoni diversi, processi separati, diverse generazioni di magistrati – sempre al terrorismo neofascista."
Vedi meno

nuovamente non disponibili il primo agosto i dati dei PM 10 della centralina di Aprilia dell'Arpa Lazio che avrebbe dovuto certificare la qualità dell'aria

 tratto da https://www.arpalazio.net/main/aria/sci/annoincorso/rpgg/LT/2026/20260801LT.pdf

ARPA LAZIO - LATINA Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio Dati di QUALITA' ARIA 01/08/2026 Dalle ore 01 Alle ore 24 D.Lgs 13/08/10 n.155 (Soglia Informazione) D.Lgs 13/08/10 n.155 Soglia Allarme D.Lgs 13/08/10 n.155 Limite + Tolleranza n. max sup. Consentiti O3 ug/m3 293K Cmax Oraria 180 240 NO2 ug/m3 293K Cmax Oraria 200 NO2 ug/m3 293K Num ore sup anno 200 PM10 ug/m3 Cmed 24 h 50 50 PM10 ug/m3 Num giorni sup anno ug/m3 293K BENZENE Media M. Annua § 5 PM2.5 ug/m3 Media M. Annua § 25 18 35 LT-V.Tasso 93 ore: 11 24 ore: 06 0 30 0 Aprilia 2 20 ore: 03 0 N.D. 0 Latina Scalo 35 12 ore: 20 0 29 3 061 Gaeta Porto 99 ore: 14 26 ore: 06 0 29 2 063 LT- Viale de Chirico 0,8 63 12 ore: 20 0 34 0

Incendio alla stazione Garibaldi a Milano: due vigili del fuoco e un senza fissa dimora intossicati. “L’area ha raggiunto i 400 gradi” di Redazione Cronaca. Le fiamme, ora sedate, sono divampate all'altezza del binario 20. Forti disagi alla circolazione ferroviaria, con ritardi e cancellazioni

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/30/incendio-garibaldi-milano-pompieri-notizie/8464170/

dall'articolo: "Un incendio è divampato intorno alle 8.30 alla stazione di Porta Garibaldi a Milano, all’altezza del binario 20, nella zona che affaccia su via Pepe. Sul posto sono intervenuti cinque mezzi dei vigili del fuoco, che sono riusciti a domare il rogo. Durante le operazioni di spegnimento, due pompieri sono rimasti intossicati. Condotta in ospedale anche una persona senza fissa dimora. Forti disagi alla circolazione ferroviaria, con ritardi e cancellazioni: i treni ad alta velocità sono stati dirottati sulla stazione di Lambrate. Difficoltà anche per chi deve raggiungere l’aeroporto, con i treni Malpensa express che sono stati cancellati nelle stazioni di Garibaldi e Centrale.
Le fiamme, che hanno provocato molto fumo e un’alta colonna nera, sarebbero partite da un locale tecnico dove è stato trovato materiale vario tra cui anche masserizie come pentole, padelle e altri oggetti che fanno pensare che qualcuno vi si accampasse. Una persona senza fissa dimora, di circa 50 anni, è stato messo in salvo dagli agenti della polfer e dai militari e trasportato in ospedale per intossicazione da fumo."
Vedi meno

La Grecia continua a bruciare, incendi alle porte di Atene: situazione critica per il forte vento – Video di Redazione Esteri Tre fronti attivi a 70 km da Atene, 300 persone salvate via mare e tre vigili del fuoco morti

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/01/incendi-grecia-atene-emergenza-notizie/8467131/

dall'articolo: "I vigili del fuoco e volontari continuano a combattere gli incendi boschivi divampati in Beozia, in Grecia, con le fiamme che si sono propagate in Attica, raggiungendo la fitta pineta intorno al villaggio costiero di Porto Germeno, circa 70 chilometri da Atene, dove sono almeno tre i fronti attivi. Gli incendi iniziati ieri si sono estesi su una vasta area, inghiottendo ampie zone di terreno e distruggendo numerose abitazioni.
Secondo un aggiornamento del servizio antincendio ellenico sono stati dispiegati 496 vigili del fuoco, supportati da 22 squadre, oltre che da volontari e 134 autopompe e altri veicoli. Tra questi, 23 vigili del fuoco e quattro veicoli sono arrivati dalla Francia e altri 23 con quattro veicoli dalla Romania. I fortissimi venti continuano a creare condizioni molto difficili, impedendo ai mezzi aerei di rifornirsi d’acqua o di effettuare lanci antincendi."
Vedi meno

Circular Economy Act, l’Europa prepara la svolta sul riciclo tra mercato unico e competitività industriale

 tratto da https://ambientenonsolo.com/circular-economy-act-leuropa-prepara-la-svolta-sul-riciclo-tra-mercato-unico-e-competitivita-industriale/

dall'articolo di Marco Talluri: "Il nuovo Position Paper n. 315 del Laboratorio REF, intitolato “Legge europea sull’Economia Circolare: Agenda di lavoro”, analizza le principali criticità del mercato europeo del riciclo e le misure che potrebbero confluire nel futuro Circular Economy Act atteso dalla Commissione Europea nel 2026. Il documento approfondisce il ruolo strategico delle materie prime seconde, la necessità di armonizzare le regole europee sul riciclo e gli strumenti economici necessari per sostenere la competitività industriale europea nella transizione circolare.
L’Unione Europea si prepara a riscrivere le regole dell’economia circolare con il futuro Circular Economy Act, il pacchetto legislativo atteso per il terzo trimestre del 2026 che punta a creare un vero mercato unico europeo dei rifiuti e delle materie prime seconde. È quanto emerge dai documenti pubblicati dal Laboratorio REF, che delineano le principali criticità del sistema attuale e le possibili direttrici della futura normativa europea.
Secondo il rapporto, il mercato europeo del riciclo attraversa oggi una fase di forte difficoltà. Le materie prime riciclate continuano infatti a essere penalizzate rispetto alle materie vergini sia sul piano economico sia su quello normativo. La frammentazione delle regole tra i diversi Paesi europei, i costi amministrativi e la concorrenza delle importazioni extra-UE stanno rallentando la crescita della circolarità europea.
Eppure il peso economico del settore è già enorme. Nel 2024 il commercio europeo di materie prime riciclabili ha raggiunto un valore di 95,1 miliardi di euro, con 166,8 milioni di tonnellate movimentate. L’Italia rappresenta uno dei protagonisti del settore, incidendo per l’11,7% del valore complessivo europeo e per il 9,3% dei volumi scambiati.
Il nostro Paese viene indicato come una delle economie più avanzate in termini di circolarità. L’Italia registra infatti un Circular Material Use Rate del 21,6%, nettamente superiore alla media europea del 12,2%. Tuttavia, anche il sistema italiano mostra criticità crescenti, soprattutto nelle filiere delle plastiche e dei tessili, dove il riciclo soffre la pressione dei materiali importati a basso costo.
Uno dei problemi centrali evidenziati dal rapporto riguarda la mancanza di criteri armonizzati europei per l’“End of Waste”, cioè il momento in cui un rifiuto cessa di essere considerato tale e diventa legalmente una materia prima seconda. Oggi ogni Stato applica criteri differenti, creando distorsioni che ostacolano la circolazione dei materiali riciclati nel mercato unico europeo.
Per questo il futuro Circular Economy Act dovrebbe introdurre criteri europei uniformi, semplificazioni amministrative e maggiore digitalizzazione dei processi autorizzativi. Tra le proposte avanzate figura anche il riconoscimento reciproco delle migliori pratiche nazionali e l’adozione di codici doganali distinti per differenziare materiali vergini e materiali riciclati.
Grande attenzione viene posta anche agli strumenti economici. Secondo Laboratorio REF, la transizione circolare non può basarsi soltanto sugli obiettivi ambientali: servono incentivi economici capaci di rendere competitivo il riciclo rispetto all’estrazione di nuove materie prime. Tra le ipotesi vi sono crediti d’imposta, IVA agevolata per i prodotti riciclati, sistemi di garanzie di origine per le materie seconde e clausole di tutela contro la concorrenza “sleale” dei prodotti extra-europei.
Il rapporto richiama inoltre il ruolo strategico degli appalti pubblici verdi. Il Circular Economy Act potrebbe uniformare a livello europeo i criteri di Green Public Procurement, imponendo contenuti minimi di materiale riciclato soprattutto nei settori edilizia, infrastrutture, tessile e acquisti pubblici di grandi dimensioni.
Un altro tema chiave è quello della responsabilità estesa del produttore (EPR), cioè l’obbligo per i produttori di farsi carico della gestione del fine vita dei beni immessi sul mercato. Il documento propone un rafforzamento e una maggiore armonizzazione dei sistemi EPR europei, estendendoli anche a nuove filiere come plastiche non da imballaggio e tessili.
Secondo il Laboratorio REF, la futura legge europea dovrà affrontare anche il tema del recupero energetico degli scarti non riciclabili. Il recupero energetico viene definito “ingrediente necessario” per la gestione delle frazioni residue che non possono essere recuperate come materia, evitando il ricorso alla discarica o all’export dei rifiuti.
Tra le proposte più innovative emerge anche il possibile utilizzo delle imposte ambientali per finanziare direttamente la transizione circolare. In Italia, secondo il rapporto, oltre 51 miliardi di euro di gettito derivante da tasse ambientali non vengono oggi destinati a finalità ambientali. Destinare anche solo l’1% di queste risorse all’economia circolare significherebbe liberare oltre mezzo miliardo di euro l’anno per sostenere riciclo, impianti e innovazione.
Il documento dedica spazio anche ai fertilizzanti rinnovabili ottenuti dal recupero dei rifiuti organici, considerati strategici per ridurre l’uso di fertilizzanti chimici, migliorare la fertilità dei suoli e aumentare la resilienza climatica dell’agricoltura europea.
Nel complesso, il Circular Economy Act viene descritto come un possibile cambio di paradigma: non più soltanto una politica ambientale, ma una strategia industriale europea capace di coniugare competitività, sicurezza delle materie prime, decarbonizzazione e autonomia strategica. Un passaggio decisivo in una fase storica segnata dalla crisi climatica, dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente pressione sulle risorse naturali.
Vedi meno

grazie a chi segue il blog: oggi le visualizzazione sono (alle 15) 59.060 (alle ore 8 oltre 17 mila). Il mese scorso 561.069, con una media giornaliera di 18.099 visualizzazioni

 grazie a chi segue il blog: oggi le visualizzazione sono (alle 15)59060 (alle ore 8 oltre 17 mila)Il mese scorso561069, con una media giornaliera di 18.099 visualizzazioni

per il secondo giorno consecutivo, anche il 31 luglio, non validi i dati delle polveri sottili PM 10 della centralina dell'Arpa Lazio di Latina Scalo che avrebbe dovuto certificare la qualità dell'aria. La media annuale è di 22 PM 10 al di sopra della media consigliata da OMS

 tratto da https://www.arpalazio.net/main/aria/sci/annoincorso/rpgg/LT/2026/20260731LT.pdf

ARPA LAZIO - LATINA Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio Dati di QUALITA' ARIA 31/07/2026 Dalle ore 01 Alle ore 24 D.Lgs 13/08/10 n.155 (Soglia Informazione) D.Lgs 13/08/10 n.155 Soglia Allarme D.Lgs 13/08/10 n.155 Limite + Tolleranza n. max sup. Consentiti O3 ug/m3 293K Cmax Oraria 180 240 NO2 ug/m3 293K Cmax Oraria 200 NO2 ug/m3 293K Num ore sup anno 200 PM10 ug/m3 Cmed 24 h 50 50 PM10 ug/m3 Num giorni sup anno ug/m3 293K BENZENE Media M. Annua § 5 PM2.5 ug/m3 Media M. Annua § 25 18 35 LT-V.Tasso 115 ore: 15 26 ore: 05 0 30 0 Aprilia 2 17 ore: 01 0 27 0 Latina Scalo 36 12 ore: 18 0 N.V. 3 061 Gaeta Porto 111 ore: 14 28 ore: 07 0 29 2 063 LT- Viale de Chirico 0,8 54 12

Una famiglia su due senza aria condizionata. E usarla aumenta i consumi di energia del 15%: “Così il caldo estremo allarga le disuguaglianze” di Francesco Lo Torto. Gli studi del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici: con il moltiplicarsi delle ondate di calore, il condizionatore è diventato uno strumento di protezione della salute che impatta su mortalità estiva, qualità del sonno e benessere psicologico. Ma non tutti possono permetterselo: "Servono strumenti pubblici per tutelare i più fragili"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/02/poverta-energetica-aria-condizionata-caldo-notizie/8460360/

dall'articolo di Francesco Lo Torto: "L’Italia è di nuovo schiacciata da un’ondata di caldo estremo. Il cambiamento climatico sta rendendo questi fenomeni sempre più frequenti e intensi, aumentando l’esposizione della popolazione a temperature pericolose. Di fronte a giornate di afa soffocante e notti tropicali, l’aria condizionata diventa uno dei pochi modi immediatamente disponibili per proteggersi. I benefici di questo strumento sulla salute sono comprovati, a partire dalla riduzione della mortalità legata alle ondate di calore, che fa 60mila vittime ogni anno in Europa, passando dai giovamenti sulla capacità cognitiva, sulla qualità del sonno e sulla salute mentale. Ma non tutti possono permettersi tali vantaggi. In Italia, la distribuzione dell’aria condizionata è profondamente disuguale. Solo una famiglia su due la possiede. Il problema non è solo il costo iniziale di installazione: l’uso del condizionatore aumenta il consumo annuo di energia elettrica del 15%. E questa crescita delle spese pesa in percentuale molto maggiore sui più poveri.
Per questo, la spesa energetica per il raffrescamento è diventata un indicatore rilevante della povertà energetica. Ovvero quella condizione per cui una famiglia non è in grado di accedere a un livello accettabile di servizi energetici per via dei costi eccessivi. Per chi è più in difficoltà, avere l’aria condizionata in casa significa dover destinare una percentuale rilevante del proprio reddito alle spese elettriche, come spiega Giacomo Falchetta, ricercatore del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici. Insieme ai colleghi ha analizzato l’accesso al raffrescamento domestico e i relativi consumi in 25 Paesi. Dividendo le famiglie in cinque fasce di reddito, lo studio mostra che quelle più ricche destinano all’aria condizionata tra lo 0,2 e il 2% delle proprie disponibilità economiche. Per le famiglie collocate nella fascia più povera, invece, il costo può arrivare fino all’8%. Il dato non riguarda specificamente l’Italia, ma rende evidente un meccanismo comune: più basso è il reddito, maggiore è la quota del bilancio familiare necessaria per difendersi dalle temperature estreme."
Vedi meno