domenica 12 aprile 2026

impianti a biogas, biometano domande e risposte a proposito del progetto contrastato dal comune di Pontinia nell'ex sito della Mira Lanza, incaricando professionisti e consulenti, con diversi incontri pubblici in aula consiliare e di quello approvato con prescrizioni in via Migliara 46 e 1/2 per il quale il comune ha chiesto unna mano per contrastarlo dopo autorizzazione della provincia di Latina

 Aggiornamento delle informazioni sugli impianti a biogas, biometano, biomasse

 

Solo un perdente nato pensa che gli impianti nocivi ed incompatibili non si possano fermare anche quando ci sono i pareri favorevoli, come dimostra la storia di Pontinia e di centinaia di comuni in Italia.

Come dice il Procuratore Gratteri, coraggio e dignità non si comprano al supermercato.

 

A.    Peggioramento qualità dell’aria nel comune di Pontinia

B.     Quali sono i danni alla salute previsti dalla letteratura scientifica, Istituto Superiore della sanità, dalle sostanze riscontrate nel comune di Pontinia

C.     In base al PIANO DI RISANAMENTO DELLA QUALITA’ DELL’ARIA della regione Lazio, cosa devono fare i comuni e le Istituzioni che rilasciano le autorizzazioni per nuovi impianti nel caso di peggioramento della qualità dell’aria, come per il comune di Pontinia?

D.    Quali sono, secondo la regione Lazio, rapporto ERAS i pericoli per la salute umana e i riscontri per gli impianti che trattano rifiuti (come può avvenire per centrali a biogas, biometano, biomasse) sia per i cattivi odori, sia per le emissioni

E.     Quante centrali a biogas, biomasse e biometano esistono nel comune di Pontinia?

F.      Questi impianti a biogas, biomasse, biometano servono all’azienda agricola dove sono installati?

G.    Quali sono i risultati dei controlli effettuati presso le centrali funzionanti nel comune di Pontinia?

H.    Perché il comune di Pontinia contesta l’operato dell’Arpa in merito al progetto della centrale a biogas presso stabilimento ex Mira Lanza

I.        Parere contrario del comune di Pontinia per la centrale a biogas presso ex sito della Mira Lanza

J.       Il comune di Pontinia oppure i suoi residenti o le imprese comunali avranno vantaggi o ritorni economici dagli impianti a biogas?

K.    La strada Migliara 46 e ½ consente il transito necessario per la centrale a biogas

L.     Il comune di Pontinia consente e prevede la partecipazione pubblica

M.   Dove si possono consultare i documenti relativi all’impianto a biogas della Migliara 46 e ½

N.    Quali informazioni sono state date dal comune di Pontinia per gli impianti presso ex Mira Lanza e in via Migliara 46 e ½

O.    Quanto guadagneranno i proprietari dei terreni dalla vendita alla società che realizzerà impianto a biogas della Migliara 46 e ½?

P.      il comune di Latina ha regolamentato la costruzione delle centrali a biogas, biometano e biomasse e quali garanzie chiede

Q.    Cosa può essere conferito nelle centrali a biogas, biometano, biomasse

R.     Se si cambia il materiale conferito nelle centrali a biogas, biometano e biomasse cosa succede?

S.      Quali sono gli incidenti avvenuti negli impianti a biogas, biomasse, biometano e che trattano la frazione umida

T.     Cosa esce dalle centrali a biogas, biomasse, biometano, quali sono la qualità del digestato, può essere utilizzato come concime?

U.    Qual è la qualità del biometano?

1.                  come si è saputo del progetto della centrale a biogas della Migliara 46 e ½?

2.                  Quando il comune di Pontinia ha dato notizie del progetto della centrale a biogas?

3.                  Cosa è emerso nell'incontro con l'amministrazione comunale del 30 marzo in aula consiliare

4.                  quali e quanti impianti a biogas – biomasse esistono nel comune di Pontinia?

5.                  quali sono le conclusioni dell’ISDE a proposito degli impianti a biogas e biometano?

6.                  cosa ha fatto il comune di Latina per contrastare impianti simili?

7.                  il comune di Pontinia può regolamentare la realizzazione di questi impianti a biogas, biometano e biomasse?

8.                  posso essere bocciati o annullati i regolamenti comunali?

9.                  si può fare ricorso contro l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Latina (e i relativi pareri) per la centrale a biogas della Migliara 46 e ½?

10.              chi può presentare il ricorso?

11.              per quali motivazioni si può presentare ricorso?

12.              il sindaco di Pontinia può esprimere un parere?

13.              il parere contrario sanitario del Sindaco può essere superato?

14.              cosa succede se il Sindaco esprime parere contrario sanitario?

15.              quale la reazione dei cittadini?

16.              è cambiata la posizione del comune di Pontinia dopo la dura reazione dei cittadini, in seguito all’incontro nell’aula consiliare del 30 marzo?

17.              I cittadini sono soddisfatti?

18.              Le motivazioni del Sindaco Dottor Eligio Tombolillo contro centrale a turbogas esprimendo il parere contrario a difesa della salute pubblica

19.              Impianto a biogas ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa di Pontinia

20.              Pontinia e la qualità dell'aria da migliorare per l'OMS, con il superamento del limite consigliato per 3 volte

21.              breve ripasso sui rifiuti a Pontinia:

 

 

premessa il principio di precauzione

Ogni genitore evita di alimentare i propri figli con prodotti di cui non sono certi e li avvertono di tutti i potenziali pericoli da evitare in ogni attività.

Per il principio di precauzione naturale nessuna specie animale alimenta i propri figli o cuccioli con prodotti di cui non è sicura che non possa creare danni o avvelenarli.

Il principio di precauzione impone alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di scongiurare i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, senza dover attendere che siano pienamente dimostrate l’effettiva esistenza e la gravità di tali rischi e prima che subentrino più avanzate e risolutive tecniche di contrasto. Ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri deve tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche in assenza di certezze riguardo all’esistenza o alla portata del pregiudizio per la salute delle persone che si vuole scongiurare.

I principi di proporzionalità e ragionevolezza impongono all’amministrazione il bilanciamento tra l’interesse privato alla commercializzazione dei prodotti e le contrapposte esigenze di tutela della salute pubblica, con la conseguenza per cui il peso di scelte cautelative, imposte dal dubbio residuale sui margini di rischio, debba gravare sul soggetto responsabile della condotta illecita.

https://www.giustizia-amministrativa.it/-/105486-128

 

La solidarietà e collaborazione nel mondo vegetale

“Le piante, soprattutto spontanee e cresciute libere in un bosco, costituiscono un vero e proprio super-organismo, capace di condividere strategie di difesa e di vita. Gli alberi provano dolore! Hanno una memoria! Si parlano, comunicando con un linguaggio olfattivo segreto, ma anche acustico. Si danno l’allarme, se arrivano microrganismi infestanti. Secernono allora sostanze esca che attirano i predatori degli infestanti, per liberarsene in modo efficace. Comunicano on air, appunto con segnali olfattivi e acustici, subliminali per noi, ossia al di sotto della nostra soglia di percezione cosciente, ma decifrabili con apparecchi specifici: sono state identificate vibrazioni sui 220 hertz, emesse dalle radici, capaci di orientare le estremità di nuovi germogli in quella direzione. Comunicano molto sottoterra, grazie anche a chilometri di fili di… funghi, che si comportano come i cavi in fibra ottica di internet.” https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/La-vita-segreta-degli-alberi?EW_FATHER=28514&ART_TYPE=AQUOT

 

A.    Peggioramento qualità dell’aria nel comune di Pontinia

Il peggioramento della qualità dell’aria è un dato scientifico ed analitico dimostrato con il superamento dei limiti consigliati da OMS (organizzazione mondiale della sanità).

Secondo gli ultimi dati della qualità dell’aria nella regione Lazio, questi i risultati per il comune di Pontinia: Fonte: https://www.arpalazio.it/web/guest/ambiente/aria/pubblicazioni  Pontinia, superficie kmq 112,2, media anno 2024 PM 10 ug/m3 polveri sottili: 19 ug/m3 (media consigliata da OMS 15), numero superamenti di legge: 5, media PM 2,5 ug/m3 (polveri ultrasottili): 15 , quella consigliata da OMS è 5 ug/m3 (microgrammi per metro cubo), quindi abbiamo superato per 3 volte il limite consigliato,  NO2 (biossido di azoto) media annuale ug/m3 293K: 13, superamenti: 0,  C6H6 (benzene) media 0 (si specifica che esiste una sola centralina in provincia di Latina che ne controlla i dati), CO (monossido di carbonio): superamenti 0, anche perché non c’è nessuna centralina in provincia di Latina che lo controlli, SO2 (biossido di azoto):  superamenti 0, anche perché non c’è nessuna centralina in provincia di Latina che lo controlli, ozono superamenti 3. Sappiamo tutti che non è tanto il pericolo nel superamento giornaliero quanto nella media annuale... quindi l'aria di Pontinia, nel 2024 era già a rischio... non è un caso che il comune di Pontinia abbia ottenuto un finanziamento per il risanamento della qualità dell'aria... quale modo migliore di prevenire l'inquinamento se non aumentando gli impianti e quello derivante dai mezzi di trasporto?

 

B.     Quali sono i danni alla salute previsti dalla letteratura scientifica dalle sostanze riscontrate nel comune di Pontinia, secondo l’Istituto Superiore della sanità

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/pm10-particolato-atmosferico-o-polveri-sottili#effetti-sulla-salute

Danni da polveri sottili: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/pm10-particolato-atmosferico-o-polveri-sottili#effetti-sulla-salute Gli effetti sulla salute umana del pulviscolo presente nell'aria, denominato PM10 in relazione alla grandezza delle particelle di cui è composto, dipendono soprattutto dalla sua quantità (o concentrazione) nonché dalla natura dei suoi componenti. Essi, infatti, a seconda del loro diametro, si andranno a depositare più o meno in profondità nell'apparato respiratorio. Il tipo e la gravità degli effetti determinati sulla salute è anche influenzata dalle sostanze chimiche, organiche ed inorganiche, presenti sulla superficie delle particelle. Le sostanze solubili, ad esempio, possono essere assorbite dall'organismo nel punto in cui si depositano, provocando disturbi locali.

Effetti più gravi, invece, con disturbi (sintomi) e cambiamenti della funzione respiratoria (bronchiti, asma che possono anche richiedere il ricovero ospedaliero) sono stati osservati dopo un’esposizione (pur se limitata ad uno o due giorni) a livelli alti di PM10 e PM2,5 (particelle con diametro inferiore a 2,5 micron). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha collegato il diffondersi di questi effetti ad un aumento (di 10 microgrammi per metro cubo) della concentrazione media di PM10 e PM2,5 calcolata nell'arco delle 24 ore giornaliere.

Quando il PM10 contiene elevate concentrazioni di metalli, sono frequenti infiammazioni acute delle vie respiratorie, crisi di asma, e alterazioni del funzionamento del sistema cardiocircolatorio.

L'esposizione prolungata nel tempo anche a bassi livelli di PM10 e PM2,5 è associata all'aumento di disturbi respiratori come tosse e catarro, asma, diminuzione della capacità polmonare, riduzione della funzionalità respiratoria e bronchite cronica insieme ad effetti sul sistema cardiovascolare. L’esposizione al pulviscolo più piccolo (PM2,5) è stata associata ad un aumento della mortalità per malattie respiratorie e ad un maggior rischio di tumore delle vie respiratorie. I tumori sono stati collegati anche alla presenza di sostanze cancerogene attaccate alla superficie delle particelle (come gli idrocarburi policiclici aromatici-IPA nel caso della fuliggine) che, attraverso il PM2,5 possono arrivare fino alla parte più profonda dei polmoni, dove sono assorbite dall'organismo.

Nelle persone sensibili come asmatici, individui con malattie polmonari, malattie cardiache e negli anziani è ragionevole aspettarsi un peggioramento delle loro condizioni e dei loro disturbi. I bambini fino a 12 anni, avendo una frequenza di respirazione doppia, introducono nei polmoni volumi d’aria maggiori rispetto agli adulti e possono essere a maggior rischio per alcuni effetti respiratori come gli attacchi di asma bronchiale.

Secondo l´Organizzazione Mondiale della Sanità, per il particolato non è possibile definire un valore limite al di sotto del quale non si verificano nella popolazione effetti sulla salute: per questo motivo la concentrazione di PM10 e PM2,5 nell'aria dovrebbe essere mantenuta al livello più basso possibile. Tuttavia, le nuove Linee guida dell'OMS sulla qualità dell'aria riportano che riducendo il PM10 a 20 microgrammi per metro cubo si potrebbe arrivare a una riduzione della mortalità del 15%, attraverso la diminuzione dell'incidenza delle malattie dovute a infezioni respiratorie, delle malattie cardiache e del tumore al polmone. Per il PM2,5 l'OMS propone a tutela della salute valori guida per l'esposizione della popolazione pari a 10 microgrammi per metro cubo su base annuale.

 

C.    In base alle norme di attuazione del PIANO DI RISANAMENTO DELLA QUALITA’ DELL’ARIA della regione Lazio, cosa devono fare i comuni e le Istituzioni che rilasciano le autorizzazioni per nuovi impianti nel caso di peggioramento della qualità dell’aria, come per il comune di Pontinia?

https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/documentazione/AMB_DGR_539_04_08_2020_Allegato_1.pdf

Art. 9 - Compiti dei Comuni 1) I Comuni provvedono a adeguare il Regolamento edilizio secondo le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 2, lettere d), e) e f); 2) I Comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti sono Autorità competente alla vigilanza sugli impianti termici civili, ai sensi dell’articolo 283 del D. Lgs. 152/2006; 3) I Comuni vigilano sull’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 7, commi 2 e 3 tramite i propri organi di vigilanza, intensificano le attività di controllo tese alla verifica dell’ottemperanza di quanto disposto dai medesimi articoli. I controlli ulteriori rispetto al limite di legge del 5% dovranno riguardare prioritariamente i generatori di calore a biomassa. 4) I Comuni in qualità di stazioni appaltanti, condizionano l’affidamento dei lavori pubblici, in particolare nei territori dei Comuni ricadenti nelle classi 1 e 2, a ditte che utilizzano mezzi a basso impatto ambientale; 5) Promuovere la realizzazione di infrastrutture di carburanti alternativi e disciplinare il traffico veicolare in modo da favorire la circolazione e la sosta nelle aree urbane di veicoli alimentati con carburanti alternativi; 6) Promuovere la realizzazione di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici, all’interno e all’esterno dalle stazioni di rifornimento carburanti 7) Promuovere l’inserimento, nelle concessioni relative al servizio di car sharing, rilasciate dal 2021, di prescrizioni volte a prevedere l’utilizzo di auto alimentate con carburanti a basso impatto ambientale nella prestazione del servizio; 8) Sviluppare i “Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS)” (gestione traffico, infomobilità, smart roads); 9) Individuare le zone situate al di sotto della quota di 300 (trecento) metri s.l.m ai fini dell’applicazione di quanto previsto dall’art.5 comma 2) lett.a.

Art. 9 bis - Compiti Autorità competente al rilascio dell’AIA L’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al D. Lgs. n.152/2006 e successive modificazioni: • prescrive, sulla base della valutazione delle migliori tecnologie disponibili, opportune misure al fine di ottenere la massima riduzione possibile degli inquinanti;

verifica che la documentazione prodotta dal gestore secondo quanto previsto dalla D.G.R.

n.288/06 contenga nella scheda D6 uno studio conforme all’Allegato tecnico 2 Procedura

Tecnica n.2;

• verifica, anche nel caso di emissioni diffuse, attraverso la valutazione dello studio prodotto

dal gestore, secondo le modalità previste dalla Procedura tecnica n 2 dell’Allegato 2, che le

nuove emissioni non concorrano ad incrementare significativamente i livelli di concentrazione

degli inquinanti nel territorio e comunque non conducano ad uno stato di qualità dell’aria

prossimo o eccedente i limiti di legge e non vanifichino le azioni di risanamento stabilite dal

presente piano.

 

D.    Quali sono, secondo la regione Lazio, rapporto ERAS i pericoli per la salute umana e i riscontri per gli impianti che trattano rifiuti (come può avvenire per centrali a biogas, biometano, biomasse) sia per i cattivi odori, sia per le emissioni

l'impatto sulla salute delle emissioni odorigine e degli impianti per rifiuti. PROGETTO ERAS LAZIO 2 RELAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA. Sistema sanitario regionale. Dipartimento epidemiologia. ASL Roma 1. Regione Lazio. Aggiornamento novembre 2023

 

tratto da https://deplazio.it/images/PDF/altri-fattori-rischio/relazione_eras2.pdf. Effetti nocivi delle emissioni odorigene. In totale sono stati individuati 96 esiti diversi. I più comuni sono stati mal di testa, nausea/vomito, irritazione agli occhi e tosse che sono anche quelli per i quali esiste una plausibilità biologica (Figura 1). malessere generale, 53 sintomi respiratorie basse vie. 53 sintomi alte vie respiratorie. 45 sintomi gastro intestinali. 29 disturbi dell'umore. 23 irritazioni membrane mucose. 13 cattivi odori. 11 eritema. 8 CVD (Cardiovascular Disease - Malattia Cardiovascolare) indica l'insieme delle patologie che colpiscono cuore e vasi sanguigni, prima causa di morte nel mondo. Include infarto, ictus e coronaropatie, spesso causate da aterosclerosi). 7 accessi pronto soccorso.

Tredici studi hanno valutato i disturbi da odore nella popolazione in relazione alla loro vicinanza alle industrie, alla percezione degli odori, alla frequenza o intensità degli odori e all'esposizione ad ammoniaca (NH3). In alcuni studi sono state individuate correlazioni significative tra i gruppi di esposizione (alta/bassa esposizione e confronto) e le categorie di preoccupazione ambientale (test χ^2). In generale la valutazione di esposizione ed esiti è stata considerata ad alto rischio di bias date le diverse classificazioni usate negli studi. Sette studi che non hanno tenuto conto di alcun confondente sono stati classificati a rischio di bias "decisamente alto". La metanalisi ha messo in evidenza un’associazione positiva tra esposizione a odore industriale e mal di testa (OR pooled = 1.17 (95% CI: [1.03-1.31]; I 2 = 66.5%, p-valore = 0.004), nasuea/vomito (OR pooled = 1.16 (95% CI: [0.97-1.36]); I 2 = 22.9%, p-value=0.233) e tosse (OR pooled = 1.26 (95% CI: [1.11- 1.45]); I2 = 55%, p-value=0.038). Conclusioni Dagli studi disponibili in letteratura si evidenzia un effetto dell’esposizione ad odorigeni di origine industriale su mal di testa, nausea e tosse. Tuttavia, la qualità degli studi non consente di dare un giudizio adeguato e conclusivo circa l’effetto delle molestie olfattive. Sono dunque necessari studi condotti con un approccio che minimizzi il risk of bias che includano anche sottogruppi più vulnerabili quali bambini, anziani, donne in gravidanza, persone con patologie pregresse per comprendere meglio l'associazione tra le emissioni odorigine industriali e gli effetti sulla salute umana.

 

Esposizione impianti per rifiuti: Il 25% della popolazione esposta a concentrazioni di H2S superiori al 75° percentile risiede in zone caratterizzate anche da alti livelli di PM10 atmosferico, mentre il 73% della coorte, che risiede in zone con le concentrazioni di H2S inferiori al 25° percentile, è caratterizzata anche da più bassi livelli di PM10. Il 40% della coorte maggiormente esposta ad H2S risiede entro 150 m dalle strade principali e l’8% vicino ad autostrade. Infine il 15% degli esposti a livelli di H2S superiori al 75° percentile risiede entro 1 Km dalle principali industrie della regione rispetto al 1% del gruppo dei meno esposti. Vengono di seguito illustrati i risultati della analisi di mortalità, ospedalizzazione e incidenza di tumori. Analisi della mortalità Nella tabella 2 – a) Uomini; b) Donne – si mostrano l’associazione tra i livelli di concentrazione di H2S e la mortalità della coorte. Sono riportati i risultati ottenuti considerando la concentrazione di H2S come variabile categorica suddivisa in 4 livelli di esposizione: <25° percentile (ref.), 25-50° percentile, 50-75° percentile, > 75° percentile Uomini I residenti esposti a concentrazioni di H2S > 75° mostrano eccessi di mortalità per tumore del polmone rispetto ai residenti in aree caratterizzate da una concentrazione di H2S inferiore al 25° percentile della distribuzione (HR=1.27 IC95%1.04-1.55). Al contrario, si osserva un rischio di mortalità inferiore all’atteso per malattie ischemiche del cuore (HR=0.79 IC95% 0.64 -0.96) sempre tra i più esposti (> 75° percentile) rispetto ai meno esposti (<25° percentile). Donne Le donne esposte ad alte concentrazioni di H2S non mostrano eccessi di mortalità per nessuna causa in studio rispetto alle donne meno esposte. Analisi delle ospedalizzazioni In tabella 2 – a) Uomini; b) Donne – si mostrano i rischi relativi di ospedalizzazione della coorte totale ottenuti dal modello di Cox per concentrazione di H2S. La tabella riporta i risultati ottenuti considerando l’esposizione come variabile categorica (<25°percentile, 25°-50° percentile, 50°-75° percentile e >75° percentile). Uomini I rischi di ospedalizzazione per cause naturali della popolazione maschile esposta a più alti livelli di H2S (>75° percentile) risultano in eccesso rispetto alla popolazione meno esposta (<25° percentile) (HR=1.04 IC95% 1.00-1.07). Rispetto agli esposti a livelli <25° percentile, si riscontrano eccessi per tumore della laringe nella classe di esposti 50°-75° percentile (HR=1.84 IC95%1.09-3.10), per tumore della vescica tra gli esposti nella classe 50°-75° percentile e >75° percentile (HR=1.80 IC95% 1.22- 2.66 e HR=2.13 IC95%1.38-3.31 rispettivamente) e tra gli esposti >75° percentile per infezioni acute delle vie respiratorie (HR=1.13 IC95% 1.00-1.28). Donne Rispetto alle donne che risiedo in zone a più bassa esposizione (<25° percentile), quelle esposte a livelli di concentrazione di H2S tra 50°-75° percentile e >75° percentile presentano eccessi di ospedalizzazione per cause naturali (HR=1.03 IC95% 1.01-1.06 e HR=1.05 IC95% 1.02-1.09 rispettivamente). Eccessi di rischio tra le più esposte si osservano anche per ASM (HR=1.31 IC95% 1.00-1.73). DISCUSSIONE E CONCLUSIONI Lo studio ha riguardato tutta la popolazione che nel Lazio risiede entro 5 Km dalle discariche per Rifiuti urbani. L’analisi basata sui confronti interni (esposti a concentrazioni più elevate vs esposti a concentrazioni più basse) ha sostanzialmente confermato i risultati del precedente studio, fornendo risultati pressoché sovrapponibili. L’analisi di mortalità non ha fornito elementi di grande rilievo, ad eccezione di una più elevata mortalità tra gli uomini per tumore del polmone. Al contrario, per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri non sono stati più osservati aumenti per malattie cardiovascolari ma persistono gli eccessi per le malattie respiratorie. Il quadro di salute dei residenti maggiormente esposti, con problematiche principalmente a carico dell’apparato respiratorio, depone quindi per un effetto nocivo potenzialmente attribuibile ad emissioni di sostanze irritati, come l’acido solfidrico, batteri o endotossine. L’effetto si osserva avendo tenuto conto in fase di analisi di altri fattori che possano aver compromesso la qualità dell’aria nei pressi delle discariche (inquinanti generati da traffico veicolare o da altri siti industriali presenti nelle vicinanze). La letteratura recente13-15, del resto, ha suggerito una relazione molto stretta tra esposizione ad idrogeno solforato in prossimità di discariche e danni all’apparato respiratorio.

 

E.     Quante centrali a biogas, biomasse e biometano esistono nel comune di Pontinia?

È stato chiesto all’Amministrazione Comunale di Pontinia l’elenco ma trattandosi di autorizzazioni diverse (PAS di competenza comunale oppure autorizzazioni da provincia, regione, Ministero) il comune di Pontinia ne sta ricercando l’elenco e l’ubicazione, oltre ovviamente alla potenza e capacità produttiva. E’ stato inoltre chiesto l’elenco delle centrali in corso di approvazione.

 

F.     Questi impianti a biogas, biomasse, biometano servono all’azienda agricola dove sono installati?

Dalle informazioni finora ricevute dall’amministrazione comunale nessun impianto esistente o progettato serve ad una azienda agricola in quanto il conferimento avviene o può avvenire da ogni parte senza limiti. Quindi nessun impianto è per autosufficienza aziendale.

 

G.    Quali sono i risultati dei controlli effettuati presso le centrali funzionanti nel comune di Pontinia?

Non abbiamo notizie in merito, non conoscendone elenco ed ubicazione.

 

H.    Perché il comune di Pontinia contesta l’operato dell’Arpa in merito al progetto della centrale a biogas presso stabilimento ex Mira Lanza

Durante la conferenza dei servizi, anche se non riportato nel verbale che segue, il sindaco di Pontinia dottor Eligio Tombolillo, ha chiesto ad Arpa Lazio e alla provincia di Latina di assumersi le responsabilità in merito alla tutela della salute pubblica.

Tratto da https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-153-2021/folder/375718810874

Estratto dal verbale dell’ultima conferenza dei servizi presso la regione Lazio: Avv.

Vittorina Teofilatto, consulente legale Comune di Pontinia.

Il Comune si oppone ad un procrastinarsi ulteriore della conferenza di servizi in considerazione del fatto che il progetto è stato fin dall’inizio deficitario sotto vari aspetti che sono stati affrontati sotto forma di parere dalle diverse amministrazioni partecipanti alla conferenza stessa. A fronte di queste carenze istruttorie la Società non ha esaustivamente adempiuto alle integrazioni richieste e pertanto ricorrono i presupposti per l’archiviazione del procedimento. Tra l’altro la presenza di pareri negativi su aspetti essenziali per l’attuazione del progetto in particolare rispetto alla matrice acqua fa ritenere che potrebbero anche ricorrere i presupposti per una determinazione in senso negativo della Regione Lazio.

Si ritiene che altri pareri favorevoli non possano superare le criticità rappresentate nei pareri negativi.

Avv. Vittorina Teofilatto, consulente legale Comune di Pontinia.

Il Comune fa presente che dagli atti e dai pareri anche recentemente resi emerge che vi è una carenza istruttoria e alla Società è stato dato sufficiente tempo per le integrazioni. In ogni caso il Comune si riporta a tutti i pareri resi e alla relazione del Dott. Rosso che è negli atti del procedimento.

Avv. Vittorina Teofilatto, consulente legale Comune di Pontinia.

Fa presente che le interlocuzioni tra ARPA Lazio e Comune sono state tutte antecedenti all’invio della relazione predisposta dal Dott. Rosso per conto del Comune e motivata dal fatto che ARPA Lazio si è rifiutata di partecipare al tavolo tecnico del Comune di Pontinia. In queste interlocuzioni è emersa la contraddittorietà e anche la superficialità del parere emesso a definizione del provvedimento per la valutazione dei valori di fondo. Rispetto a tali contraddittorietà il Dott. Rosso ha risposto nella relazione che è stata successivamente inviata alla Provincia, ad ARPA e a tutti i partecipanti alla conferenza di servizi. La Provincia di Latina ha recentemente chiesto ad ARPA Lazio di dare riscontro alla relazione che ARPA stessa non conosceva prima e durante le interlocuzioni con il Comune, ARPA Lazio non ha evaso tale richiesta della Provincia riportandosi alle interlocuzioni precedenti. Pertanto non si può affermare che ARPA Lazio abbia preso una posizione di ribadire gli esiti del procedimento e tanto meno la Provincia può fondarsi su queste interlocuzioni. Il Comune è ancora in attesa di determinazioni da parte della Provincia di Latina, doverose vista la gravità dei fatti.

Dott. Eligio Tombolillo, Sindaco Comune di Pontinia.

Chiede ufficialmente ad ARPA e alla Provincia e alla Regione Lazio ognuno per le proprie competenze di rispondere per quale motivo solo due piezometri presenti all’interno dell’area di progetto presentano dei valori CSC al di sopra della norma mentre altri piezometri all’interno del sito e altri 9 pozzi al di fuori del sito non risulta nessun superamento. Pertanto questi dati avvalorano l’ipotesi formulata dal Comune che vi siano dei superamenti all’interno del sito interessato di origine antropica e non di origine naturale.

Avv. Vittorina Teofilatto, consulente legale Comune di Pontinia.

Si precisa che ARPA Lazio non ha partecipato al tavolo tecnico comunale e non ha preso posizione rispetto alla relazione del Dott. Rosso e nella relazione del 2025 a definizione del procedimento per la determinazione dei valori naturali di fondo ha escluso la riconducibilità alle attività pregresse per il superamento delle soglie sulla base delle dichiarazioni della Reckitt Benckiser Italia SpA di cui ha dichiarato di prendere atto senza quindi senza aver compiuto una istruttoria sul punto.

Avv. Vittorina Teofilatto, consulente legale Comune di Pontinia.

ARPA Lazio ha manifestato la la sua indisponibilità a partecipare al tavolo tecnico comunale sulla scorta di una relazione del Comune di avvio al tavolo tecnico quindi non è mai entrata nel merito delle valutazioni tecniche effettuate successivamente nell'ambito del tavolo tecnico.

 

I Parere contrario del comune di Pontinia per la centrale a biogas presso ex sito della Mira Lanza

biogas Mira Lanza il parere contrario finale del comune di Pontinia in difesa della salute pubblica. La conferenza di oggi era RELATIVA ALLO STUDIO DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE LOC. MESA – PONTINIA (RM) COMMITTENTE: COMUNE DI PONTINIA, procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa Pontinia. Progetto impianto a biometano, da rifiuti e liquami bufalini. Sono arrivati pareri negativi PAI della provincia d Latina e del consorzio di Bonifica... manca parere Arpa e regione propone rinvio, il comune di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/04/biogas-mira-lanza-il-parere-contrario.html

 

J.      Il comune di Pontinia oppure i suoi residenti o le imprese comunali avranno vantaggi o ritorni economici dagli impianti a biogas?

Nessun ritorno economico, nessun vantaggio, nessun ristoro, nessuna strada sarà riparata. La

sentenza del TAR per l’impianto analogo a Borgo Carso, qualora qualcuno non abbia ancora conoscenza delle norme e non può certo dirsi esperto della materia. Anzi il comune di Pontinia sarà costretto ad adeguare la Migliara 46 e ½. Spese pubbliche e speculazioni private.

 

K.    La strada Migliara 46 e ½ consente il transito necessario per la centrale a biogas?

La larghezza della sede stradale è di m 3,50, la larghezza standard per autocarri, autoarticolati e rimorchi è di m 2,55… quindi se si incontra una bicicletta questa si deve fermare. Non occorre aver fatto nemmeno le scuole medie per capire che la strada non è idonea. Cosa succede in caso di incidente o incendio? Da dove potrebbero arrivare i mezzi di soccorso e di emergenza trattandosi di una strada chiusa e senza sbocco?

 

L.     I Il comune di Pontinia consente e prevede la partecipazione pubblica

La partecipazione pubblica è un obbligo previsto dalle direttive europee Direttiva Quadro 2000/60/CE] e il mancato coinvolgimento viene sanzionato dalla Comunità Europea. Inoltre lo prevede lo statuto comunale https://dait.interno.gov.it/documenti/statuti/statuto-comune-lt-pontinia.pdf

Art. 7 - DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE

1. Il Comune riconosce nella partecipazione popolare le condizioni essenziali per lo sviluppo

della vita sociale e promuove l'effettiva partecipazione dei cittadini, singoli ed associati, alla determinazione degli indirizzi generali, alla definizione dei programmi, all'attivazione e alla verifica delle attività gestionali inerenti lo sviluppo economico, civile, sociale e culturale della comunità.

2. Nella salvaguardia della reciproca autonomia, il Comune valorizza le libere forme associative, le organizzazioni di volontariato e gli Enti morali che detengono una effettiva rappresentanza di interessi generali ed operano senza scopo di lucro nei settori: sociale, educativo e sanitario, dell'assistenza, della cultura, dello sport, del tempo libero, della tutela dei consumatori e degli utenti, della salvaguardia della natura e dell'ambiente, della difesa dei diritti civili ed umani nonché ogni altra forma di associazione che ispirandosi a valori laici o religiosi, persegua finalità a carattere umanitario e ne facilita l'esercizio.

Art. 8 - CONSULTAZIONI

1. Il Consiglio Comunale e la Giunta, di loro iniziativa o su richiesta degli organismi

di partecipazione possono promuovere consultazioni preventive di determinate

categorie di cittadini e/o delle rispettive formazioni associative su programmi,

iniziative e proposte che rivestono per le medesime diretto e rilevante interesse.

2. Particolare rilevanza avranno i Comitati di quartiere e/o di zona, il cui scopo è

nell'ordine di raccordo con l'Amministrazione locale, al fine di dare riscontro alle problematiche, iniziative e proposte avanzate dai suddetti Comitati. Apposita regolamentazione determinerà consistenza numerica, valenza politica, zone rappresentate, procedure elettorali.

3. La consultazione è promossa allo scopo di conoscere l'orientamento dei soggetti interpellati. Essa una volta garantita la chiarezza della materia oggetto della consultazione, le trasparenze delle tecniche utilizzate e l'adeguata pubblicizzazione dei risultati finali, può essere indetta mediante l'indizione di incontri ed assemblee, distribuzione di questionari, organizzazioni di inchieste sociologiche o demoscopiche e/o per acquisire pareri e proposte in merito all’attività amministrativa.

4. L'esito dell'avvenuta consultazione viene riportato nel testo dell'atto deliberativo

con il quale il Comune assume le determinazioni finali.

5. Per le questioni di rilevante interesse collettivo di categorie, a richiesta di almeno

un numero di Consiglieri a maggioranza semplice dell'intero Consiglio Comunale,

dovranno essere indette consultazioni popolari entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta.

6. La consultazione popolare potrà essere effettuata solo se verrà richiesta da un

numero non inferiore al 20% degli elettori.

7. Gli esiti delle consultazioni non sono vincolanti, ma ogni diversa determinazione

che si rimette alla competenza del Consiglio Comunale, dovrà essere ampiamente motivata.

8. Le consultazioni di cui al presente articolo riguardano le materie di esclusiva

competenza comunale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali.

 

Il 12 dicembre 2023 la Commissione europea ha adottato una nuova raccomandazione C( 2023) 8627 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32023H2836  sulla

promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile, ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Questa raccomandazione fa parte del “Pacchetto Difesa della Democrazia” che ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la responsabilità democratica, incoraggiando l'impegno civico e la partecipazione dei cittadini alle nostre democrazie.

 

M. Dove si possono consultare i documenti relativi all’impianto a biogas della Migliara 46 e ½

La documentazione dell’autorizzazione era stata pubblicata nell’albo pretorio della Provincia di Latina che però è stata tolta dal sito e quindi non più consultabile. https://albopretorio.provincia.latina.it/jalbopretorio/AlboPretorio?servizio=dettaglio&idPratica=72594&. L'autorizzazione si può consultare https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/il-testo-dellautorizzazione.html

Il box della regione Lazio dove si può consultare tutta la documentazione di progetto è https://regionelazio.app.box.com/v/T107-VISTER-SOCIETAAGRICOLA/folder/327824656228

 

N.    Quali informazioni sono state date dal comune di Pontinia per gli impianti presso ex Mira Lanza e in via Migliara 46 e 1/2

L’amministrazione comunale di Pontinia ha convocato vari incontri pubblici presso l’aula consiliare per l’impianto nel sito dell’ex Mira Lanza dando ampie spiegazioni, promuovendo addirittura la costituzione di un Comitato, incaricando diversi Professionisti per contrastare quell’impianto, anche parlandone più volte in Consiglio Comunale, con apposite delibere.

            Nessuna informazione invece su quello della Migliara 46 e ½ e su tutti gli altri impianti in corso di realizzazione o approvazione. Solo in seguito all’approvazione, da parte della provincia di Latina e alla richiesta dell’Associazione Commercianti ne ha parlato in un’apposita assemblea aperta in aula consiliare e poi con una riunione con il Funzionario Comunale e un gruppo di cittadini.

 

O.    Quanto guadagneranno i proprietari dei terreni dalla vendita alla società che realizzerà impianto a biogas della Migliara 46 e ½?

L’importo pattuito è di €/ha 90.000,00 per un totale di € 720.000,00 + € 225.000,00 per un totale di € 945.000,00.

 

P.     il comune di Latina ha regolamentato la costruzioni delle centrali a biogas, biometano e biomasse e quali garanzie chiede

La recente ed importante richiesta di installazione degli impianti di impianti per il trattamento degli

effluenti di allevamento e delle biomasse finalizzate alla produzione di biometano - energia elettrica – termica impone al Comune di dotarsi di protocolli operativi chiari e di dare le informazioni necessarie per la presentazione delle istanze e la gestione degli impianti. Si rende necessaria la stesura di un Regolamento comunale che disciplini in maniera organica la realizzazione e il funzionamento degli impianti di produzione di biometano, energia elettrica e termica derivante dal trattamento degli effluenti di allevamento e dalle biomasse, nell’ottica di armonizzare la sensibilità ambientale preservando i cittadini ed il territorio comunale nel rispetto degli obiettivi di decarbonizzazione attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili incentivate dalla normativa europea e nazionale.

La conoscenza dei vincoli normativi relativi ai materiali in ingresso, al monitoraggio degli impianti ed alla gestione dei materiali in uscita è un presupposto essenziale per una conduzione efficace e sicura di tale tipologia di impianti nell’ottica di riduzione degli eventuali impatti negativi sul territorio e sulla popolazione residente.

Nel Regolamento comunale sono trattati gli argomenti tecnici più rilevanti per la gestione degli

impianti ed in particolare la definizione dei materiali impiegabili nella digestione, la gestione del digestato ed il controllo delle emissioni in atmosfera.

Il Regolamento comunale è composto in totale da n. 14 articoli dove viene disciplinata la

realizzazione degli impianti, gli ambiti di applicazione e le procedure abilitative ed autorizzative secondo la vigente normativa, in linea col d.lgs. 199/2021 ed il d. Lgs. 190/2024 che disciplinano la promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili comprensive quelle da effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biosas e biometano.

La classificazione dei materiali negli impianti viene eseguita secondo quanto normato dal Testo

Unico Ambientale (D. lgs 152/2006). Specificatamente a norma dell’art. 185 di tale decreto nel Regolamento comunale sono identificati una serie di materiali e di contesti che possono far si che un materiale classificato rifiuto, pur non perdendo questa natura, si sottrae alla disciplina dei rifiuti per seguire specifiche di smaltimento o riutilizzo anche laddove il materiale non possa essere ricondotto a sottoprodotto. Fra i materiali sottratti alla disciplina sui rifiuti ricadono i reflui zootecnici, normati da regole di settore (DM 7 Aprile 2006). Tale esclusione si applica in modo certo solo se si tratta di materiali provenienti da attività agricola e destinati all’agricoltura o alla produzione di energia.

L’art. 9 del Regolamento comunale elenca i materiali utilizzabili come gli assimilati agli effluenti di

allevamento (DM 7 aprile 2006), le biomasse con esclusione dei sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano (Reg.CE 1069/2009 categoria 2 e della categoria 3 sono consentiti solo: lo stallatico e la mondiglia) come definiti dalla tabella 1.A dell’allegato 1 del DM 06 luglio 2012 che viene riportata al paragrafo “note e raccomandazioni” del Regolamento.

Per gli impianti da ubicare in zona agricola nel Regolamento è consentito che tali attività siano

esclusivo appannaggio degli imprenditori agricoli o degli stessi in regime di multimprenditorialità, in linea con la normativa regionale, L. R. n. 38/99, art. 54 e segg.. Viene inoltre normata la distanza minima dalle zone di produzione di prodotti DOP e IGP dei singoli produttori riguardanti il Comune di Latina. Viene introdotta la deroga alle aziende agricole munite di P.U.A. che dimostrino la preesistenza dell’attività di allevamento.

Per l’utilizzo del digestato (art. 183 del D. Lgs 152/2006) dovranno essere acquisite tutte le

autorizzazioni di legge ed in linea con quanto previsto dal Regolamento Regionale n. 1/2025 “Disciplina dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e di talune acque reflue” pubblicato sul BURL n.12 del 10/02/2015” inoltre il Regolamento comunale stabilisce che non potrà essere sparso sul terreno il materiale derivante da impianti di combustione.

Per quanto attiene le emissioni in atmosfera (ArpaLazio), elemento ambientale più critico di questi

impianti, nel Regolamento comunale si impone necessariamente di porre la massima cura nel rispetto rigoroso dei limiti emissivi stabiliti dalle norme (art. 272-bis del D.Lgs 152/2006 e indirizzi applicativi dettati dal MASE con il Decreto Direttoriale n. 309 del 28/06/2023). E’ fatto obbligo all’operatore conoscere i limiti emissivi, acquisire garanzie contrattuali dal fornitore circa il rispetto dei limiti emissivi dei macchinari, eseguire le analisi fumi e delle polveri sottili nei modi e nei tempi prescritti dall’autorizzazione ed intervenire tempestivamente in caso di possibile superamento dei limiti. L’art. 7 comma 2 delle Norme di Attuazione del Piano per il Risanamento della qualità dell’Aria della Regione Lazio obbliga i gestori di impianti e di attività che producono emissioni polverulente o di altri inquinanti, non soggette ad autorizzazione alle emissioni in atmosfera, ad adottare misure atte a limitare la dispersione degli inquinanti nell’ambiente. Per gli impianti si applicano i limiti di emissione di cui (all’art. 6, comma 3, lettera b), delle

Nell’art. 13 del Regolamento comunale norma l’Approvvigionamento e la tracciabilità dei prodotti da impiegare e vine stabilita la quantità e la distanza entro cui tale approvvigionamento può avvenire (50% entro 30 km da confine comunale e il restante e ntro 10 km).

Vengono normate le misure di mitigazione da adottare nella realizzazione degli impianti e le misure

compensazione da realizzare in accordo con l’A.C.. e viene dato ampio spazio, comprensivo dei riferimenti legislativi, alla documentazione tecnico-amministrativa da allegare (art. 13.1) all’atto della presentazione della PAS (Procedura Abilitativa Semplificata ex art. 8 del D. Lgs 190/2024) infine sono elencate all’art. 14 le sanzioni in applicazione del mancato rispetto di quanto stabilito nel Regolamento comunale.

 

Q.    Cosa può essere conferito nelle centrali a biogas, biometano, biomasse

Le centrali a biogas e biomasse utilizzano una vasta gamma di materiali organici, spesso provenienti da scarti agricoli, agroindustriali o zootecnici, per produrre energia rinnovabile (elettricità, calore o biometano) attraverso processi di digestione anaerobica (biogas) o combustione/gassificazione (biomasse secche).

Ecco i principali materiali utilizzati:

1. Sottoprodotti Agricoli e Zootecnici (Le materie prime più comuni)

Liquami zootecnici: Letame e liquami provenienti da allevamenti (bovini, suini, avicoli).

Colture dedicate (o insilati): Mais insilato, triticale, sorgo, erbai, coltivati specificamente per la produzione energetica.

Residui agricoli: Paglia, stocchi di mais, potature.

2. Scarti Agroindustriali e Rifiuti Organici

FORSU: Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani.

Rifiuti dell'industria alimentare: Siero di latte, scarti di lavorazione di frutta e verdura, vinacce, scarti di macellazione.

Olii vegetali esausti: Utilizzati talvolta in impianti di cogenerazione.

3. Biomasse Secche (Per centrali a combustione)

Cippato: Legno sminuzzato proveniente da residui forestali o arboricoltura.

Pellet: Legno pressato.

Nocciolino: Sottoprodotto della lavorazione delle olive.

Processo di utilizzo

I materiali organici freschi vengono solitamente caricati in prevasche, miscelati e inviati ai digestori (fermentatori), dove batteri in assenza di ossigeno convertono la sostanza organica in biogas (miscela di metano e CO2). Il materiale residuo (digestato) può essere utilizzato come fertilizzante di alta qualità.

 

R.    Se si cambia il materiale conferito nelle centrali a biogas, biometano e biomasse cosa succede? Variazioni essenziali e non essenziali

La modifica di un impianto in A.I.A.

Anche in questo caso si ritiene opportuno riesaminare le definizioni fornite alle lettere l) ed

l-bis) del comma 1 dell’art. 5 del D.L.vo n.152/2006, in base alle quali:

è modifica di una installazione (la definizione si riferisce, erroneamente, ancora

all’impianto) una variazione delle sue caratteristiche o del suo funzionamento, ovvero un suo potenziamento, che possa produrre effetti sull’ambiente;

è modifica sostanziale di una installazione (anche in questo caso la definizione si riferisce

impropriamente all’impianto): la variazione delle caratteristiche del funzionamento ovvero un potenziamento della medesima che, secondo l’autorità competente, produca effetti negativi e significativi sull’ambiente. In particolare, per le categorie per le quali nell’allegato VIII è indicato un valore di soglia, è sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di una delle grandezze oggetto della soglia, pari o superiore al valore della soglia stessa.[8]

Il gestore dell’installazione ogni qual volta decide di eseguire una modifica deve rispettare

l’iter procedurale previsto dall’art. 29 nonies del D.L.vo n.152/2006: “«1. Il gestore comunica all’autorità competente le modifiche progettate dell’impianto, come definite dall’articolo 5, comma 1, lettera l). L’autorità competente, ove lo ritenga necessario, aggiorna l’autorizzazione integrata ambientale o le relative condizioni, ovvero, se rileva che le modifiche progettate sono sostanziali ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera l-bis), ne dà notizia al gestore entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione ai fini degli adempimenti di cui al comma 2 del presente articolo. Decorso tale termine, il gestore può procedere alla realizzazione delle modifiche comunicate.»

Da una rapida lettura del seguente articolo la procedura risulta essere molto chiara e

sembrerebbe quindi ancor più semplice del caso sopra menzionato di una comunicazione di modifica dell’AUA. Si ricorda però che anche in caso di modifica non sostanziale dell’AIA è necessario darne comunicazione all’ente competente altrimenti si rischia una sanzione amministrativa.

Su quest’ultimo punto è intervenuta anche la Corte di Cassazione Penale con la nota

sentenza n.44887 del 28 ottobre 2014 [9] che precisava quanto segue: “Il rinnovato testo normativo dell’ art. 29, co. quattordecies, D. lvo n. 152/2006 dispone che nel caso in cui per l’esercizio dell’impianto modificato è necessario l’aggiornamento del provvedimento autorizzativo, colui il quale sottopone la installazione ad una modifica non sostanziale senza avere effettuato le previste comunicazioni o senza avere atteso il termine di cui all’art. 29 nonies, co. 1, è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.500,00 a euro 15.000,00. Nella specie è stata ritenuta migliorativa la modifica che si concretizzatasi nella sostituzione di precedenti caldaie con un’unica nuova.”

Nel caso invece in cui l’autorità competente reputi sostanziale la modifica, invita il gestore a

presentare una nuova domanda di autorizzazione, corredata da una relazione contenente un aggiornamento delle informazioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art.29-ter. Pertanto si dovrà procedere con la già esaminata procedura stabilita dagli art. 29-ter e 29-quater, ivi comprese, quindi, le misure di pubblicità e di partecipazione del pubblico interessato. Tale modo di procedere rende evidente che un’omessa espressione da parte dell’autorità competente, entro il termine previsto, abilita, di fatto, l’intervento progettato, non lasciando ad essa la possibilità di diniegare a posteriori; si è in presenza, quindi, di una sorta di silenzio assenso, che obbliga l’autorità competente ad esprimersi tassativamente entro il termine di 60 giorni, qualora giudichi sostanziale la modifica. La procedura prevista in caso di modifica sostanziale può comunque essere attivata direttamente dal gestore.[10]

Sempre nell’ottica di fornire ulteriori spunti di chiarimento sulla definizione di modifica

sostanziale e dello specifico caso di silenzio assenso della P.A. è interessante segnalare anche un’altra sentenza in particolare la n. 221 del 9 gennaio 2018, dove la sezione III della Corte di Cassazione Penale, si era pronunciata in merito al superamento del quantitativo massimo di rifiuti per i quali il gestore era stato autorizzato: “Il meccanismo del silenzio assenso può avere ad oggetto variazioni non sostanziali rispetto al precedente contenuto dell’AIA, mentre per ciò che concerne le variazioni sostanziali – e la variazione avente ad oggetto la quantità dei rifiuti trattabili costituisce una variazione che, attendendo alla attività stessa di gestione dei rifiuti, ha le caratteristiche, una volta intervenuta, di modificare, incidendo direttamente sui parametri ambientali, la sostanza stessa della AIA- esse non possono essere assentite se non a seguito di specifico ed espresso provvedimento da parte dell’Amministrazione cui è demandata la cura dell’interesse pubblico coinvolto, nella specie la Amministrazione provinciale”. Tratto da https://www.tuttoambiente.it/commenti-premium/la-modifica-un-impianto-autorizzato-u-modifica-ritenersi-sostanziale/

 

S.      Quali sono gli incidenti avvenuti negli impianti a biogas, biomasse, biometano e che trattano la frazione umida

Gli incidenti negli impianti di biogas sono principalmente causati da guasti tecnici, carenze di manutenzione, errori umani ed eventi atmosferici, portando a esplosioni, incendi, cedimenti strutturali (squarci nei digestori) e perdite di gas tossici. Gli eventi critici includono cedimenti delle cupole, rotture di tubazioni e asfissia negli spazi confinati.

Incidenti ed Esempi Noti (Europa e Italia):

Germania: Il registro degli incidenti indica un aumento dei casi, rendendo necessario un monitoraggio costante della sicurezza.

Incidente BioPower (Lendinara - RO): Un digestore si è squarciato, causando un notevole sversamento e danno strutturale.

Incidenti in Spazi Confinati: Casi di asfissia durante operazioni di pulizia di cisterne o silos, spesso dovuti alla presenza di gas tossici non rilevati, come nel noto caso avvenuto a Ravenna.

Rischi Comuni: Fuoriuscite dalle cupole gasometriche e cedimenti strutturali sono i rischi maggiori, spesso mitigati attraverso una rigorosa manutenzione e monitoraggio delle zone ATEX (atmosfere esplosive).

Principali Cause Tecniche e Operative:

Cedimenti strutturali: Rotture nei serbatoi di stoccaggio e rottura delle tubazioni.

Malfunzionamenti: Problemi alle valvole e ai sistemi di convogliamento del gas.

Errori di manutenzione: Carenze nel controllo degli impianti che portano a situazioni di emergenza.

La gestione sicura richiede un controllo rigoroso durante l'avviamento e la manutenzione ordinaria e straordinaria, specialmente per prevenire incidenti in spazi confinati e incendi, come evidenziato dalle linee guida per la prevenzione agricola.

 

T.     Cosa esce dalle centrali a biogas, biomasse, biometano, quali sono la qualità del digestato, può essere utilizzato come concime?

Compost e digestato contaminati: Il digestato, se usato come fertilizzante, può contenere antibiotici, metalli tossici, residui chimici, microplastiche e PFAS. Può anche favorire la diffusione di antibiotico-resistenza e la contaminazione della catena alimentare. https://www.isdenews.it/biometano-sostenibilita-in-discussione-isde-lancia-lallarme-sui-possibili-rischi-ambientali-e-sanitari-degli-impianti-di-digestione-anaerobica-e-pubblica-un-nuovo-position/

 

Il materiale residuo derivante dal processo di produzione del biogas e destinato ad uso agronomico è un rifiuto - e non un sottoprodotto - se ottenuto con l'impiego di sostanze diverse da quelle comprese nel relativo elenco ministeriale.

Lo si evince dalla risposta ad interpello 121740/2025 con cui il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica richiama le condizioni perché il digestato destinato ad uso agronomico — ossia il materiale che residua dal processo biologico di trasformazione della sostanza organica per la produzione di biogas — possa essere considerato sottoprodotto e quindi non rifiuto.

Perché sia sottoprodotto, devono essere rispettate le previsioni specifiche previste dal Dm Politiche agricole 25 febbraio 2016, individuate nel rispetto di quelle generali definite dall'articolo 184-bis del Dlgs 152/2006.

In particolare, ricorda il Ministero, il digestato deve essere prodotto da impianti alimentati esclusivamente con i materiali e le sostanze elencate nell'articolo 22 del decreto ministeriale 25 febbraio 2016 (tra cui paglia, sfalci e potature, effluenti di allevamento).

Il Ministero chiarisce quindi che non è sottoprodotto il digestato ottenuto con l'impiego, oltre che dei materiali inclusi nell'elenco richiamato, di "biomasse solide e liquide che hanno cessato di essere rifiuti (End of waste) ai sensi dell'articolo 184-ter del Dlgs n. 152 del 2006".

Tratto da https://www.reteambiente.it/news/61504/digestato-minambiente-su-qualifica-di-rifiuto/

 

Tuttavia, per un loro corretto impiego, occorre essere consapevoli del fatto che a causa del loro basso rapporto C/N e del loro scarso contenuto di acidi umici e fulvici tali prodotti hanno un effetto limitato o nullo sul miglioramento delle proprietà fisiche e biologiche dei suoli. Nel caso dei compost, inoltre, è necessario valutare attentamente la qualità delle materie prime di partenza. Tratto da https://agribiositaliana.it/approfondimento/digestato-e-compost-quale-valore-agronomico/

 

U.    Problemi e pericoli dell’immissione in rete del biometano

possono emergere anche delle situazioni che comportano delle criticità, come ad esempio:

tratto da https://blog.byautoma.com/scenari-critici-nellimmissione-del-biometano-in-rete-e-la-soluzione/

La pressione misurata all’ingresso del regolatore tende ad aumentare progressivamente a

causa dell’aumento della produzione di biometano nel sistema di upgrading. In questo caso il rischio è che si verifichi un fenomeno di sovrappressione.

La portata del sistema di upgrading è superiore alla portata massima ammissibile di

biometano, ovvero il produttore immette più biometano di quanto concordato contrattualmente con il distributore del gas. Tale condizione non comporta normalmente rischi per la sicurezza dell’impianto, ma ha conseguenze economiche per il produttore che incorre in sanzioni o penali previste dal contratto per il superamento dei limiti di immissione.

Il biometano proveniente dal sistema di upgrading non dispone di una pressione

sufficiente per superare la pressione della rete, che in questo caso è elevata a causa di una ridotta domanda o di una condizione di contropressione. Anche se la produzione è regolare, la pressione di rete ostacola l’iniezione, portando al possibile arresto del sistema.

La pressione di rete subisce un aumento temporaneo a causa della diminuzione del

consumo . In queste condizioni, la pressione di rete potrebbe raggiungere il setpoint del regolatore causando quindi il blocco dell’iniezione.

Il biometano proveniente dal sistema di upgrading non soddisfa i parametri di qualità

richiesti. Si ha quindi un problema a livello di sistemi/ apparecchiature (allarmi di sicurezza, allarmi di prevenzione, guasti, interruzione di corrente) che costringe l’impianto a fermarsi.

 

Riepilogo

1.      come si è saputo del progetto della centrale a biogas della Migliara 46 e ½?

Risposta: Tramite la ricerca settimanale dei vari albi pretori della provincia e della regione. La provincia di Latina ha pubblicato l'autorizzazione il 19 marzo https://albopretorio.provincia.latina.it/jalbopretorio/AlboPretorio?servizio=dettaglio&idPratica=72594&. Il materiale non è più disponibile nel sito in quanto la provincia di Latina toglie la pubblicazione dall'albo pretorio che dovrà essere richiesto con accesso agli atti. L'autorizzazione si può consultare https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/il-testo-dellautorizzazione.htmlil testo dell'autorizzazione dell'impianto a biometano,”

 

 E' stata riportata la notizia della pubblicazione nell'albo pretorio della provincia (come tanti altri progetti, notizie e studi) nel blog Pontinia Ecologia “a meno di 500 m dal centro abitato (incrocio tra via Migliara 47 e via don Luigi Sturzo m 490), 580 m dal cimitero comunale, 980 m dalle scuole di Borgo Pasubio, 1 km dalla Chiesa di Sant'Anna con tutti i pareri favorevoli, senza nessuna informazione ai cittadini e quindi senza consentirne la partecipazione, approvata l'ennesima centrale a biogas, per la costruzione ed esercizio di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biogas da biomasse di origine vegetale, reflui zootecnici e sottoprodotti dell’industria agro-alimentare, con successiva sezione di upgrading del biogas per la produzione di biometano, con capacità produttiva pari a 505 Smc/h, e delle relative opere ed infrastrutture connesse, da ubicarsi nel Comune di Pontinia, Via Migliara 46 ½ DX, Foglio n. 59 p.lle 15, 26 e 27” https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/a-meno-di-500-m-dal-centro-abitato.html (visualizzato da oltre 1.500 persone) e inviato a qualche contatto nei social tra le tante notizie che si condividono. Ne è venuta a conoscenza Daniela Lombardi che, da presidente del comitato dei commercianti di Pontinia, ha informato il Direttivo e chiesto incontro al Sindaco.

 

2.      Quando il comune di Pontinia ha dato notizie del progetto della centrale a biogas?

Risposta: durante il consiglio comunale del 24 marzo anche per via della presenza dei componenti del comitato spontaneo contrario alla centrale a biogas.

 

3.      Cosa è emerso nell'incontro con l'amministrazione comunale del 30 marzo in aula consiliare

Risposta: l'amministrazione comunale è a conoscenza del progetto dello scorso anno, ha partecipato all'unica conferenza dei servizi a maggio 2025, esprimendo un parere (non contrario) con alcune prescrizioni. Dai dati resi noti dall'amministrazione comunale l'impianto di progetto ha la disponibilità di ricevere oltre 4 volte la produzione di deieizioni derivanti dagli allevamenti di bufali (circa 27 mila capi) e mucche (circa 7 mila capi), La rappresentante dell'ISDE della provincia di Latina, dottoressa Franca Maragoni ha spiegato le criticità di questo tipo di impianti reperibili al link https://www.isdenews.it/biometano-sostenibilita-in-discussione-isde-lancia-lallarme-sui-possibili-rischi-ambientali-e-sanitari-degli-impianti-di-digestione-anaerobica-e-pubblica-un-nuovo-position/ Durante l'incontro, cui hanno partecipato, pur non potendo entrare nell'aula consiliare, circa 150 cittadini. Diversi hanno chiesto la posizione dell'amministrazione e il Sindaco ha dichiarato di essere favorevole al tipo di impianto, pur ribadendo le criticità per l'impianto in questione, relativamente all'ubicazione e alla viabilità. Vedere parere del comune di Pontinia: Domanda di Autorizzazione Unica, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs n. 387/03, per la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano, e delle relative opere ed infrastrutture connesse, da fonti rinnovabili, nel Comune di Pontinia (LT), Via Migliara 46 ½ DX, di potenza nominale di 500 Smc/h. - Conferenza di Servizi Decisoria art. 14, c. 2, Legge n. 241/1990 – Richiedente: VISTER SOC. AGR. A R.L. con sede legale in Piazza IV Novembre, n. 4, Milano (MI). https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/parere-del-comune-di-pontinia-domanda.html

parere del comune di Pontinia. Domanda di Autorizzazione Unica, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs n. 387/03, per la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano, e delle relative opere ed infrastrutture connesse, da fonti rinnovabili, nel Comune di Pontinia (LT), Via Migliara 46 ½ DX, di potenza nominale di 500 Smc/h. - Conferenza di Servizi Decisoria art. 14, c. 2, Legge n. 241/1990 – Richiedente: VISTER SOC. AGR. A R.L. con sede legale in Piazza IV Novembre, n. 4, Milano (MI).

 Vedere post di presentazione dell'evento: https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/lattesa-per-lincontro-chiesto.htmlmartedì 31 marzo ore 20 incontro, aperto alla cittadinanza, in aula consiliare a Pontinia in Piazza Indipendenza per discutere dell'ennesimo impianto a biogas recentemente approvato dalla provincia di Latina, nel comune di Pontinia, a confine con il Sisto e quindi con il comune di Sabaudia, sulla Migliara 46 e 1/2 a meno di mezzo km dal centro abitato”.

 

4.      quali e quanti impianti a biogas – biomasse esistono nel comune di Pontinia?

Risposta: sicuramente un impianto sulla Migliara 45, un altro nella zona agricola di Mazzocchio, La Cotarda, in via Migliara 51 (zona Mesa), nella zona industriale di Mazzocchio, un altro di progetto in via Fanelli e l'ultimo, l'unico contestato dall'attuale maggioranza, in progetto all'ex Mira Lanza. Come dichiarato dall'amministrazione comunale gli impianti presenti nel territorio (senza contare quelli di progetti) sono già esuberanti rispetto al fabbisogno della produzione locale sia di biomassa, che di umido e delle deieizioni degli impianti di allevamento. Quindi, qualora l'impianto della Migliara 46 e ½ dovesse entrare in funzione avrà bisogno di rifiuti da fuori provincia, stando anche da quanto dichiarato dai proponenti dell'impianto nell'ex Mira Lanza.

 

5. quali sono le conclusioni dell’ISDE a proposito degli impianti a biogas e biometano?

Risposta (pag. 21 e 22) 8. Conclusioni Il contenuto del presente documento suggerisce che gli impianti di DA finalizzati alla produzione di biogas/biometano e digestato: 1. Possono non essere sostenibili dal punto di vista ambientale. In particolare, la frazione organica con la quale gli impianti sono alimentati potrebbe essere gestita in maniera più sostenibile privilegiando la riduzione della produzione (specie nel caso delle biomasse di origine animale, ad elevato impatto ambientale e sanitario), l’autocompostaggio e il compostaggio aerobico tradizionale, scelta di primo livello tra le possibili modalità di gestione della frazione organica dei rifiuti. Inoltre, il fabbisogno energetico locale dovrebbe essere coperto, laddove necessario, privilegiando l’efficientamento energetico e le fonti realmente rinnovabili ed escludendola produzione di energia mediante combustione, come invece avverrebbe con la produzione e l’utilizzazione di biometano. 2. Possono contribuire ad incrementare le emissioni di gas ad effetto clima-alterante. Tale effetto è proporzionale all’incremento numerico e dimensionale degli impianti, alla quantità di digestato prodotto ed al suo utilizzo. Contributo significativo deriva dalle emissioni fuggitive di metano, gas dotato di potenzialità clima-alteranti enormemente maggiori rispetto alla CO2. 3. Rappresentano una sorgente addizionale di emissioni inquinanti in atmosfera (inquinanti gassosi, particolato, bioaerosol), oltre che di inquinamento olfattivo. È importante ricordare che le emissioni inquinanti non riguardano solamente composti chimici organici e/o inorganici ma anche batteri, funghi e tossine di origine microbica. La produzione di inquinanti impone la pianificazione di un adeguato e costante monitoraggio ambientale e sanitario non solo dei lavoratori ma anche dei residenti nelle aree limitrofe agli impianti. È anche importante ricordare che molti degli inquinanti prodotti dagli impianti di DA sono attualmente non normati, nonostante siano noti i rischi per la salute umana. Questo potrebbe generare pericolose sottostime e inadeguatezze sia nelle valutazioni d’impatto ambientale e sanitario preliminari (ante operam) sia nelle misure di monitoraggio e controllo ambientale. È anche rilevante ricordare come la quantità di inquinanti generata dalla DA dipenda non solo da ciò che viene direttamente emesso dall’impianto ma anche dalla formazione di inquinanti secondari anche questi pericolosi per la salute umana, il cui impatto non viene generalmente considerato nel corso degli iter autorizzativi.

4. Generano effetti negativi ambientali e sanitari secondari alla produzione e all’utilizzo del digestato. Tali effetti sono legati alla produzione di gas clima-alteranti e all’incapacità della DA di ridurre in maniera utile il contenuto di specifiche sostanze chimiche tossiche organiche e inorganiche e di batteri potenzialmente pericolosi presenti nelle biomasse che alimentano l’impianto. Inoltre, la presenza nelle biomasse di antibiotici, antibatterici, metalli e microplastiche è in grado di promuovere la selezione di geni di antibiotico-resistenza e di batteri antibiotico-resistenti che, oltre a generare rischi sanitari per esseri umani e animali, possono alterare la comunità microbica naturale dei suoli e la loro funzione, ed entrare nella catena alimentare.

5. Generano inquinamento olfattivo in grado di alterare la qualità della vita dei residenti nelle aree

limitrofe, e causare possibili effetti negativi sulla salute umana. Tale rischio è legato sia al ciclo di DA che al compostaggio aerobico previsto per il successivo trattamento del digestato prodotto.

6.      Possono generare incidenti rilevanti secondari alla produzione di gas infiammabili e all’utilizzo di elevate temperature e pressioni. Tale rischio, da non sottovalutare, è ipotizzabile in base ad evidenze presenti nella letteratura internazionale e derivanti da analisi di incidenti precedenti che hanno coinvolto impianti realizzati a livello Europeo. Per la gestione delle biomasse organiche è necessario quindi orientarsi in primis verso una riduzione della produzione e prevedere un trattamento meno impattante e rischioso di quello anaerobico, come può essere quello aerobico gestito in maniera corretta.

 

6.      cosa ha fatto il comune di Latina per contrastare impianti simili?

Risposta: il comune di Latina per l'impianto progettato in zona agricola a Borgo Carso, davanti e vicino case sparse, quindi lontano dai centri abitati come nel caso del progetto della Migliara 46 e ½, ha dato parere contrario e poi annullato la procedura, costituendosi al TAR per il ricorso della società proponente. Per il TAR non vale il solo parere contrario per il traffico e la sede stradale (prescrizione del comune di Pontinia). Il Comune di Latina ha quindi approfondito la questione e il ricorso al Consiglio di Stato è stato dichiarato estinto in seguito ad ulteriori documenti del Comune di Latina. Il comune ha quindi emesso ordinanza per la riduzione ed il divieto di transito per messi pesanti sulla stessa strada apponendovi la relativa segnaletica.

 

7.      il comune di Pontinia può regolamentare la realizzazione di questi impianti a biogas, biometano e biomasse?

Risposta: certamente. Il comune di Latina lo ha approvato recentemente proprio per impedire il proliferarne in modo sbagliato, incompatibile con la produzione agricola di qualità per tutelare l'economia, il territorio e la salute pubblica. La richiesta di regolamentazione è arrivata direttamente nell'incontro del 30 marzo in aula consiliare dall'ex Sindaco di Pontinia e presidente della provincia di Latina, ing. Carlo Medici, in continuità con quanto regolamentato dal consiglio regionale e provinciale, oltre che dalla conferenza dei sindaci.

 

8.      posso essere bocciati o annullati i regolamenti comunali?

Risposta: se non vengono fatti rispettando, nell'ordine, Direttive Europee, normative nazionali, regionali, sentenze e circolari. Se invece si procede nel rispetto delle stesse no. Come ha fatto il comune di Latina. Come le delibere in materia di Direttiva Seveso (impianti a rischio di incidente rilevante) e per la gestione pubblica dell'acqua dal comune di Pontinia che, oltre ad aver fatto giurisprudenza in materia di preconcessioni edilizie e dissesto, l'ha tatto in materia di Direttiva Seveso.

 

9.      si può fare ricorso contro l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Latina (e i relativi pareri) per la centrale a biogas della Migliara 46 e ½?

Risposta: sì entro 60 giorni dalla pubblicazione (quindi entro il 18/5) al TAR oppure entro 120 (17/6) al Capo dello Stato.

 

10.  chi può presentare il ricorso?

Risposta: il comune di Pontinia, i cittadini (anche singolarmente), i comitati e le associazioni che dimostrino di avere interesse.

 

11.  per quali motivazioni si può presentare ricorso?

Risposta: per le stesse che hanno consentito al comune di Pontinia di evitare (unico comune in Italia) impianto a turbogas e impianto a biomasse (da 20 MW).

 

12.  il sindaco di Pontinia può esprimere un parere?

Risposta: certamente, come ha già fatto il Sindaco di Pontinia, dottor Eligio Tombolillo, ai sensi del testo unico in materia di salute pubblica in quanto si tratta di industria insalubre. Vedere a tale proposito il punto riportato sotto.

 

13.  il parere contrario sanitario del Sindaco può essere superato?

Risposta: no se viene espresso, come ha fatto il Sindaco di Pontinia per le centrali a turbogas e biomasse con le motivazioni sanitarie, come riportato in tre distinti pareri del Consiglio di Stato.

 

14.  cosa succede se il Sindaco esprime parere contrario sanitario?

Risposta: la procedura della conferenza dei servizi viene interrotta e passa all'ente Superiore (regione o Ministero o Presidenza del Consiglio dei Ministri). Per i progetti delle centrali a biomasse e turbogas progettati nel comune di Pontinia, dopo essere arrivati alla presidenza del consiglio dei ministri, sono stati definitivamente accontonati..

 

15. quale la reazione dei cittadini?

Risposta: oltre alle varie osservazioni sulla società “inattiva” e quindi senza bilancio, all'inutilità dell'impianto per la sovraproduzione rispetto alla necessità giustificato solo dall'ennesima speculazione, quindi senza motivazioni tecniche, si è passato ai timori per la sicurezza e sopratutto per la salute pubblica, come evidenziato dall'ISDE Latina. Sono stati ricordati i precedenti pareri del Sindaco di Pontinia (allora come oggi Dottor Eligio Tombolillo) che ha espresso il diniego ad altri impianti insalubri ed inquinanti (turbogas e biomasse) a tutela della salute pubblica, in base al regio decreto articolo 216 e 217 testo unico in materia di salute pubblica. (vedere il testo normativo https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1934_1265.htm)

 

16. è cambiata la posizione del comune di Pontinia dopo la dura reazione dei cittadini, in seguito all’incontro nell’aula consiliare del 30 marzo?

Risposta https://latinatu.it/centrale-biometano-a-pontinia-anche-il-comune-contrario-al-progetto/

“In merito alla realizzazione del nuovo impianto di biogas previsto in Via Migliara 46 e 1/2, l’Amministrazione Comunale intende fare chiarezza sulla propria posizione, a tutela della cittadinanza e del territorio. L’Amministrazione ribadisce di non essere contraria a priori alla tecnologia del biogas. Fino ad oggi, gli impianti di questo tipo presenti sul territorio si sono dimostrati un valido compromesso ambientale e una risorsa strategica.

Essi rappresentano, infatti, una buona alternativa allo spandimento dei reflui zootecnici, una pratica che ha ormai raggiunto livelli critici di saturazione nel nostro Comune.

Tuttavia, l’approccio favorevole verso la tecnologia non esonera i singoli progetti da una rigorosa valutazione d’impatto locale. Nello specifico, l’impianto di Via Migliara 46 e 1/2 desta perplessità per i seguenti motivi: impatto sulla viabilità: Il previsto incremento del traffico pesante rischia di compromettere la sicurezza e la fluidità della circolazione locale, compreso il trasporto pubblico; rischio Odorigeno.

Nonostante l’Amministrazione abbia prontamente esposto tali criticità agli enti sovraordinati (Arpa e Provincia), a oggi non sono giunti riscontri atti a mitigare le preoccupazioni sollevate. Di conseguenza, di concerto con le figure tecniche e unitamente ai cittadini stiamo valutando qualsiasi ulteriore iniziativa per ostacolare tale progetto”.

 

17. I cittadini sono soddisfatti?

Risposta: Sicuramente no, visto che hanno convocato una nuova assemblea spontanea per

l’8 aprile . (vedere https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/04/no-al-biogas-ridosso-delle-abitazioni-e.html no al biogas a ridosso delle abitazioni e a meno di 500 m dal centro

abitato di Pontinia e a meno di 1 km la Chiesa di Sant'Anna, scuole dall'asilo nido, materne, elementari, medie, palestre, negozi, abitazioni, attività sanitarie. Nuovo incontro informativo alla popolazione mercoledì 8 aprile alle 20,30 presso il Topazio in via del Tavolato. La resistenza contro gli impianti per rifiuti e indesiderati continua)

 

18. Le motivazioni del Sindaco Dottor Eligio Tombolillo contro centrale a turbogas esprimendo il parere contrario a difesa della salute pubblica (articoli 216 e 217 REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265):  Il sindaco dottor Eligio Tombolillo è stato determinato a difendere il territorio e la salute dei suoi cittadini considerato che - secondo l’Agenzia Sanitaria Regionale del Lazio il comune di Pontinia ha il più alto indice (nel Lazio) di incidenza tumorale nell’apparato respiratorio femminile; - secondo il registro tumori della popolazione dell’Azienda Usl della provincia di Latina il distretto di Latina (che comprende i comuni di Latina, Sermoneta e Pontinia) aveva la più alta incidenza nelle malattie e nella mortalità per neoplasia uomo e donna dell’apparato respiratorio. A supporto delle motivazioni contrarie del Sindaco di Pontinia la consulenza e l'autorevole parere del Dr. Federico Valerio- S.S. Chimica Ambientale- Istituto Nazionale Ricerca Cancro, Genova, le biomasse che saranno usate come combustibile, anche dopo depurazione dei fumi prodotti, provocheranno l'immissione nell'ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti (polveri sottili ed ultra sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine..) con effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta. Il parere del Sindaco di Pontinia dottor Eligio Tombolillo nella conferenza dei servizi, presso la Provincia di Latina del 27 gennaio 2009, per la centrale a biomasse proposta nel comune di Pontinia dalla Pontinia Rinnovabili srl . Il sindaco di Pontinia ha espresso il suo parere negativo, articolato e spiegato in 4 pagine, supportandolo con studi espressi in 22 pagine che dimostrano, tra l’altro:

- secondo l’Agenzia Sanitaria Regionale del Lazio il comune di Pontinia ha il più alto indice (nel

Lazio) di incidenza tumorale nell’apparato respiratorio femminile;

- secondo il registro tumori della popolazione dell’azienda Usl della provincia di Latina il distretto

di Latina (che comprende i comuni di Latina, Sermoneta e Pontinia) ha la più alta incidenza nelle

malattie e nella mortalità per neoplasia uomo e donna dell’apparato respiratorio;

- la mancanza della filiera corta.

Si richiama altresì il parere relativo alla stessa centrale a biomasse la relazione Dr. Federico Valerio

- S.S. Chimica Ambientale - Istituto Nazionale Ricerca Cancro, Genova,

Solo per citare qualche passaggio della prestigiosa relazione del Professor Federico Valerio, che

allega 2 pagine di bibliografia a sostegno, con 27 citazioni: nostra conclusione pertanto che

l’inquinamento ambientale indotto dall’impianto a biomasse che si intende realizzare a

Mazzocchio-Pontinia, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiora l’attuale qualità dell’ria

con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini

(PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi

stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici)

e probabilmente di metalli pesanti.

I rischi sanitari indotti da questa contaminazione, per quanto piccoli possano essere stimati, non

sono giustificati dai benefici collettivi indotti dalla realizzazione dell’impianto, il cui principale

scopo quello di massimizzare gli utili dei proponenti, in base agli attuali incentivi alla produzione di

elettricità da biomasse.

Diversi indicatori dello stato di salute della popolazione laziale segnalano nel territorio del comune

di Pontinia alcuni tra i più elevati fattori di rischio, in particolare per l’apparato respiratorio. In

questo contesto, riteniamo inopportuno aggiungere, con la centrale a biomasse, nuovi fattori di

rischio che si andrebbero inevitabilmente ad aggiungere ad altri, presumibilmente già presenti.

Riteniamo pertanto fondata e corretta, nonché pertinente ai suoi specifici compiti d’istituto, la scelta

del Sindaco di Pontinia di opporsi alla realizzazione di quest’opera. Questa opposizione ancor più

giustificata dal fatto che la centrale a biomasse proposta non assolutamente una scelta obbligata,

tantomeno una scelta strategica allo sviluppo del Paese. .Prof. Federico Valerio.

Vedere il parere sanitario contrario all'impianto a biomasse proposto dalla Pontinia Rinnovabili emesso dal sindaco di Pontinia dottor Eligio Tombolillo ai sensi del REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265 articoli 216 e 217 per la tutela della salute pubblica https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/il-parere-sanitario-contrario.html

 

per chi fosse interessato al progetto della biogas alla Mira Lanza può consultare il box della regione

https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-153-2021/folder/150984062221. Gli ultimi documenti caricati riportano la mia richiesta di parteciparvi e la nota dell'Arpa Lazio in risposta al Comune e alla Provincia come ha detto ieri sera il Sindaco.

 La Presidenza del Consiglio dei Ministri scrive per il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa Pontinia. Progetto impianto a biometano, da rifiuti e liquami bufalini, la Regione Lazio Ufficio VIA convoca la terza e conclusiva seduta della conferenza di servizi il 7 aprile https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/la-presidenza-del-consiglio-dei.html

 

parere AUBAC impianto a biometano ex Mira Lanza RECKISER ITALIA S.p.A. – località Mesa SS 7 Appia Comune di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/parere-aubac-impianto-biometano-ex-mira.html

 

parere dell'ENAC, ex Mira Lanza impianto a biometano Mira Lanza SS7 Appia località Mesa comune di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/parere-dellenac.html

 

impianto a biometano Mira Lanza il comune di Pontinia chiede la riapertura del procedimento di bonifica del sito dopo la relazione del professionista incaricato, in seguito alla richiesta di chiarimenti all'Arpa Lazio in merito alla mancata rispondenza dei dati riscontrati dal professionista incaricato https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/impianto-biometano-mira-lanza-il-comune.html

 

impianto a biometano: anche la Provincia di Latina chiede chiarimenti all'Arpa Lazio. Procedura di bonifica del sito: Ex stabilimento MIRA LANZA – RECKITT BENCKISER ITALIA S.p.A. – Comune di Pontinia – Richiesta di controdeduzioni tecniche alla relazione del geologo Dr. Francesco Rosso https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/impianto-biometano-anche-la-provincia.html

 

impianto a biometano Mira Lanza il comune di Pontinia chiede chiarimenti all'Arpa Lazio in merito alla mancata rispondenza dei dati riscontrati dal professionista incaricato https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/blog-post.html

 

Verifica della determinazione dei Valori di Fondo Naturale del Sito ex Mira Lanza RELAZIONE TECNICA RELATIVA ALLO STUDIO DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE LOC. MESA – PONTINIA (RM) COMMITTENTE: COMUNE DI PONTINIA, procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa Pontinia. Progetto impianto a biometano, da rifiuti e liquami bufalini https://pontiniaecologia.blogspot.com/2026/03/verifica-della-determinazione-dei.html

 

Elenco siti contaminati del 2022 della regione Lazio

 

Nell’elenco dei siti contaminati risultava la Reckitt Benckiser Italia S.p.A. - (Ex stabilimento Mira Lanza), indirizzo Via Appia Km 86,150, località Mesa - Pontinia (LT) LATINA- codice del procedimento 12059A0183, indirizzo Via Appia Km 86+150, 04014, data di attivazione 06/07/2021, motivo dell’inserimento D.LGS. 152/06 ART. 245, NO_SIN, latitudine 41,380903, longitudine 13,1106, tipo corrente procedimento NON NOTO D.LGS. 152/06 Procedimento in corso Altro - Notifica attivazione procedimento o MIPRE o MISE o indagini preliminari, etc. e comunque Piano di Caratterizzazione non ancora approvato, No sito orfano, soggetto Privato Soggetto interessato - Utilizzatore In attesa di accertamenti analitici

 

Stralcio informazioni ricavati dal parere di VIA della Regione Lazio rilasciato con Prot. 92345 del 01/03/11 Favorevole con prescrizioni

Provincia LT, comune Pontinia, progetto di RIASSETTO URBANO, richiesto dalla Società RECKITT BENCKISER ITALIA S.P.A. per recupero e riconversione complesso industriale dismesso ex Mira Lanza, con cambio di destinazione d'uso da industriale a commerciale

Nella valutazione di impatto ambientale, sul sito ex Mira Lanza di Mesa di Pontinia si dichiarava che l’attività industriale si era svolta dal 1965 al 1989.

Tale valutazione di impatto ambientale era riferita al progetto del centro commerciale della RECKITT BENCKISER ITALIA S.P.A. anche noto come intervento della Nuova edilizia srl approvata dall'ufficio regionale competente con parecchie prescrizioni si informa che sono stati effettuati scavi campione dove sono stati rinvenuti detriti derivanti da demolizione, tubazioni in ca, asfalto.

Nella valutazione di impatto ambientale del progetto del mega centro commerciale approvata si informa che sono stati effettuati scavi campione dove sono stati rinvenuti detriti derivanti da demolizione, tubazioni in ca, asfalto.

Dai fabbricati si dichiara che devono essere allontanati residui di ossidi di ferro, carbonati calcio, sali di alluminio, calce in polvere, reflui con tensioattivi, amianto friabile.

L'area è gravata dai vincoli della fascia di rispetto di ml 150 dall'argine del canale Linea Pio (legge 1497 e PTPR), piano assetto idrogeologico (PAI), fascia di rispetto archeologico già individuate come da lettera a, comma 3, articolo 13 LR 24/98 per il vincolo idrogeologico.

Sono interessati corsi d'acqua in posizione occidentale e a nord del lotto. 

Per tali indagini occorreva chiedere informazioni alla Soprintedenza Archeologica che avrebbe dovuto coordinare eventuali interventi.

Area VIA Regione Lazio e Fonte: http://www.arpalazio.net/main/suolo/elencoimpianti.php

Nella descrizione dell'impatto si dichiara la rimozione di specie vegetali che potrebbe aumentare l'erosione, l'impatto dei venti, la diminuzione dell’umidita', le conseguenti maggiori temperature, aumento dell'escursione termica.

Tra gli alberi da rimuovere, purtroppo, si dichiaravano anche di alberi di alto valore storico testimoniale.

Per mitigare tale impatto dovranno essere messe a dimora almeno 623 alberi di alto fusto (acero campestre).

Le indagini condotte con il magnetometro hanno evidenziato alcune anomalie con successivo approfondimento con tomografia elettrica con una decina di siti anomali a rischio dove procedere con pozzetti esplorativi che hanno fatto rinvenire detriti, tubazioni, asfalto sepolti sotto terra.

Si affermava che il recupero avverrà in un'area molto compromessa per manufatti obsoleti, degradati.

Devono essere messe in sicurezza e bonificate addirittura le acque superficiali e le falde sotterranee.

Finora si dichiarano allontanate dal sito le materie prime, le parti metalliche (serbatoi, macchinari) e una parte del materiale contenente amianto (la copertura dei fabbricati per una superficie di circa 8.500 mq), lastre in alluminio e altro.

Erano in corso invece la qualificazione dei rifiuti esistenti, la rimozione dei rifiuti solidi nella vasca del depuratore, il monitoraggio delle matrici ambientali, la verifica sui pozzi, le analisi chimiche sui campioni prelevati, le analisi di laboratorio del terreno, la verifica dei livelli di contaminazione.

Finora si dichiarava che tutti gli esami di inquinamento rientrano nella norma.

Dai fabbricati si dichiara che devono essere allontanati residui di ossidi di ferro, carbonati calcio, sali di alluminio, calce in polvere, reflui con tensioattivi, amianto friabile, lastre di alluminio e altro materiale.

Negli interventi di mitigazione viene evidenziato il forte impatto naturale, ambientale e architettonico sulla strada Appia che muterà completamente il suo aspetto ultra centenario.

Tale impatto ovviamente non può essere risolto e vanno realizzate opere di genere diverso sulle rotatorie necessarie per garantire la sicurezza stradale.

Anche per questo si prevedeva di riqualificare il Mausoleo di Clesippo con estirpazione delle essenze vegetazionali, pulitura con sabbiatura del Mausoleo stesso e la posa in opera di segnaletica informativa, la staccionata in legno, panchine di sosta e lampione alimentato da impianto fotovoltaico.

Si prevedeva la rimozione di tutti i materiali contenenti amianto, indagine ambientale su tutto il sito, indagini chimico-fische su campioni di terreno, acque sotterranee. I

Non sono noti al Comune di Pontinia se è stata aggiornata la caratterizzazione dei rifiuti e se sono state ripetute le indagini ambientali su suolo e sottosuolo, in quale modo e con quale ricerca considerato che Arpa Lazio, settore bonifiche, ha dichiarato che sono state effettuati campionamenti solo parziali dei piezometri.

20. Pontinia e la qualità dell'aria da migliorare per l'OMS, con il superamento del limite consigliato per 3 volte

Fonte: https://www.arpalazio.it/web/guest/ambiente/aria/pubblicazioni  Pontinia, superficie kmq 112,2, media anno 2024 PM 10 ug/m3 polveri sottili: 19 ug/m3 (media consigliata da OMS 15), numero superamenti di legge: 5, media PM 2,5 ug/m3(polveri ultrasottili): 15 , quella consigliata da OMS è 5 ug/m3 (microgrammi per metro cubo), quindi abbiamo superato per 3 volte il limite consigliato  ,  NO2 media annuale ug/m3 293K: 13, superamenti: 0,  C6H6  media 0, CO: superamenti 0, SO2:  superamenti 0, ozono superamenti 3. Sappiamo tutti che non è tanto il pericolo nel superamento giornaliero quanto nella media annuale... quindi l'aria di Pontinia, nel 2024 era già a rischio... non è un caso che il comune di Pontinia abbia ottenuto un finanziamento per il risanamento della qualità dell'aria... quale modo migliore di prevenire l'inquinamento se non aumentando gli impianti e quello derivante dai mezzi di trasporto?

 

Per chi volesse fare un breve ripasso sui rifiuti a Pontinia:

Gli anni '90 furono un decennio tragico per il sud pontino. Nel 1997, durante un'ispezione della commissione Scalia, i parlamentari scoprirono, in un deposito di Pontinia, 11.600 bidoni contaminati, molti dei quali ancora pieni di scorie. Un ritrovamento che ha poi occupato diverse pagine della relazione finale. https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/10/rifiuti-tossici-nel-sud-del-lazio-aperta-inchiesta-dopo-dichiarazioni-di-schiavone/738879/#:~:text=Gli%20anni%20'90%20furono%20un,diverse%20pagine%20della%20relazione%20finale.

 

L’impero Cosentino Il gruppo è composto da Aversana gas, Aversana Petroli (ingrosso); Ip Service (distributori di benzina); Immobiliare 6C e Agripont, che ha comprato una fattoria di 180 ettari a Pontinia, in provincia di Latina. Ma la società centrale è la Aversana Petroli, 80 milioni di euro di fatturato, fondata nel 1975 da papà Silvio ‘o Americano’, come lo chiamavano tutti per i rapporti di affari con gli Alleati nel primo dopoguerra. https://pontiniaecologia.blogspot.com/2012/11/pontinia-megastore-casalesi-sistema.html

 

Pontinia, discarica Migliara 49, lungo Ufente, Fontana di Muro, interruzione strada

https://pontiniaecologia.blogspot.com/2012/03/pontinia-discarica-migliara-49-lungo.html

 

Fontana di muro la via dei laghi e dei vandali di Pontinia https://pontiniaecologia.blogspot.com/2012/07/fontana-di-muro-la-via-dei-laghi-e-dei.html

La Aversana Petroli di Cosentino, impero da 80 ml

 https://ilmanifesto.it/archivio/2003149679

 

A proposito della difesa degli impianti a biogas secondo l’associazione Legambiente, se qualcuno vi dovesse sfidare a trovare gli interessi di questa “associazione” in proposito:

Nello Trocchia minacciato dal boss, aveva scritto due anni fa: Legambiente: indovina con chi siamo in affari Legambiente promuove imprese per ricavare biogas dai rifiuti. Ma sceglie un partner già coinvolto con i Casalesi. Ed è polemica

di Andrea Palladino e Nello Trocchia

Ha l’odore acre del biogas la svolta i imprenditoriale di Legambiente, il colosso dell’associazionismo green italiano. Energia dai rifiuti, ricavata da impianti gestiti attraverso una rete di srl e spa, tutte concentrate sul business del futuro.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/29/news/indovina-con-chi-siamo-in-affari-1.143547

 

Legambiente: indovina con chi siamo in affari promuove imprese per ricavare biogas dai rifiuti. Ma sceglie un partner già coinvolto con i Casalesi

Legambiente promuove imprese per ricavare biogas dai rifiuti. Ma sceglie un partner già coinvolto con i Casalesi. Ed è polemica

di Andrea Palladino e Nello Trocchia Ha l’odore acre del biogas la svolta i imprenditoriale di Legambiente, il colosso dell’associazionismo green italiano. Energia dai rifiuti, ricavata da impianti gestiti attraverso una rete di srl e spa, tutte concentrate sul business del futuro. http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/29/news/indovina-con-chi-siamo-in-affari-1.143547

 

Un settore su cui Legambiente stessa fa affari, soprattutto attraverso la società controllata Azzero CO2. E su cui fanno affari alcuni suoi dirigenti nazionali grazie ad alcune srl, come Ambiente Italia. Legambiente? “Una lobby economico-politica”. L’accusa degli altri ambientalisti

di

Luigi Franco

Italia Nostra e la Rete della Resistenza sui Crinali puntano il dito contro l'appoggio incondizionato dato alle fonti rinnovabili dell'associazione verde. Tra liti con i circoli locali, potenziali conflitti di interesse per la partecipazione in società che fanno business, legami con il Pd e il nuovo partito Green Italia https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/legambiente-una-lobby-economico-politica-laccusa-degli-altri-ambientalisti/1003687/

 

legambiente la joint venture finita male con la Mad del gruppo Cosmari nel 2013, L'Epresso rivela indovina con chi siamo in affari

https://pontiniaecologia.blogspot.com/2015/07/legambiente-la-jon-venture-finita-male.html

 

La Legambiente (secondo le informazioni del sito nazionale) viene finanziata da Sorgenia che costruisce centrali elettriche inquinanti: turbogas, biomasse, biogas.

 

Legambiente (in base alle visure della CCIAA) nel 2013 aveva le quote societarie di AzzeroCO2. Azzero C02 (quindi anche Legambiente) partecipa le società Recall – Esco Lazio. La Esco Lazio (e quindi AzzeroC02 e quindi Legambiente) è collegata alla società Agri Power che gestisce la contestata centrale a biogas di Borgo Bainsizza, ovviamente definita “modello” da Legambiente.

 

truffa con le centrali a biogas ancora protagonista Agri Power società partecipata da Legambiente https://pontiniaecologia.blogspot.com/2014/09/truffa-con-le-centrali-biogas-ancora.html

Grosseto, 26 settembre 2014 - Gli agenti della Digos e della forestale hanno sequestrato nel pomeriggio l'impianto a biogas di Cinigiano di proprieta' dell'azienda Agri Power Plus dopo un provvedimento del Tribunale di Grosseto. Secondo quanto si apprende una persona risulterebbe indagata.  https://sgonfiailbiogas.blogspot.com/2014/09/truffa-biogas-sequestrata-centrale-in.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExT1pWWDhRQlBUdWl4RmVocHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6_3v6DwigdnR9zc8-FJ9XytUZqdqW6v9-j6Rq07n4h0OFbRSbba1AolD49aw_aem_kW40FPwL7D7WUcBQ8Y5K7w

 

Il presidente e dominus politico della fondazione è Ermete Realacci, ex presidente di Legambiente, ora deputato del Pd al vertice della Commissione ambiente. In qualche caso, però, anche Symbola si è vista contestare il problema di fondo di tutte ?le fondazioni politiche: il possibile conflitto d’interessi tra i finanziatori privati e ?i parlamentari che in base alla Costituzione dovrebbero restare indipendenti da qualsiasi lobby. Il problema più recente e vistoso riguarda una maxi-discarica privata in Piemonte. https://lespresso.it/c/politica/2016/1/14/ermete-realacci-e-la-discarica-bocciata/42536