lunedì 1 giugno 2026

Eolico: dall’Ispra le linee guida per gli studi di impatto ambientale (Redazione Nextville)

 tratto da https://www.nextville.it/news/63853/eolico-dallispra-le-linee-guida-per-gli-studi-di-impatto-ambientale

Il nuovo documento redatto e pubblicato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale potrà aiutare i proponenti nella redazione degli studi di impatto ambientale (Sia) per gli impianti eolici, consentendo così un processo di permitting più rapido ed efficiente.
Dopo le linee guida dello scorso ottobre dedicate agli impianti fotovoltaici e agrivoltaici, l’Ispra pubblica ora un documento analogo focalizzato stavolta sugli impianti eolici onshore.
Anche questo documento vuole rappresentare un riferimento tecnico-metodologico per la redazione degli studi di impatto ambientale, offrendo indicazioni chiare e uniformi per la valutazione degli impatti.
Studi completi e ben strutturati, infatti, consentono di ridurre le richieste di integrazione da parte delle autorità competenti e di limitare l’inserimento di condizioni ambientali nei pareri di compatibilità. Questo si traduce in un processo autorizzativo più rapido ed efficiente.
L’elemento innovativo delle linee guida Ispra consiste nel fatto che, per ogni tematica ambientale di interesse (biodiversità, suolo e sottosuolo, geologia, ecc.) per la tipologia di opera presa in considerazione, il proponente ritrova una serie di informazioni utili alla redazione dello studio di impatto ambientale.
Tali informazioni riguardano la corretta caratterizzazione dell’area in cui si inserisce il progetto, la valutazione precisa degli impatti potenziali con le relative misure di mitigazione e la definizione di un completo progetto di monitoraggio ambientale, che consente di seguire nel tempo le evoluzioni e gli effetti dell’opera sull’ambiente.
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il fatto quotidiano in edicola

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-1-giugno-2026/

 
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Il caso

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Il personaggio

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L'intervista - Roberto della Seta

“La rivoluzione verde è fallita: la considerano un capriccio da ricchi”

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L’addio

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1º giugno 1926

Cento volte di Marilyn, carnefice ed eroina di Norma Jeane Baker

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I Commenti
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domenica 31 maggio 2026

Austria, chiusa l’autostrada del Brennero per una manifestazione ambientalista Redazione

 tratto da https://www.editorialedomani.it/fatti/austria-chiusa-lautostrada-del-brennero-per-una-manifestazione-ambientalista-l4i8gw2u



Austria, chiusa l’autostrada del Brennero per una manifestazione ambientalista

EUDR: perché escludere la pelle dal Regolamento anti-deforestazione è un regalo alle lobby dall'articolo di Martina Borghi per Greenpeace

 Tratto da https://www.greenpeace.org/italy/storia/30953/eudr-pelle-regolamento-anti-deforestazione/

Sapevi che la pelle e i suoi derivati sono legati alla deforestazione?

Perdiamo quasi il 40% delle foreste globali per ricavare pascoli per il bestiame. E quel bestiame, tra le altre cose, finisce macellato anche per produrre prodotti in pelle

dall'articolo di Martina Borghi: "Il legame tra pelle e deforestazione
La filiera bovina, in cui è inclusa anche la pelle, è tra le principali cause della distruzione delle foreste. In Amazzonia, ad esempio, vaste aree naturali vengono riconvertite in pascoli: proprio qui, tra il 2001 e il 2022, l’espansione dei pascoli ha distrutto una superficie forestale grande quanto la Spagna.
Ma non è l’unico problema: il commercio della pelle spesso è tutt’altro che trasparente. A confermarlo è il rapporto di Human Rights Watch secondo cui il principale produttore mondiale di carne bovina, JBS, potrebbe aver esportato verso l’Unione europea carne e pellami provenienti da allevamenti illegali.
E il fatto che l’Italia risulti tra i principali mercati di destinazione per i prodotti in pelle non è certo lusinghiero."
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Torino, l’emergenza black-out durerà tutta l’estate: almeno 5 anni per sistemare la rete di Pdr

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/31/torino-lemergenza-black-out-durera-tutta-lestate-almeno-5-anni-per-sistemare-la-rete/8404372/

dall'articolo di PDR: "I torinesi ormai hanno perso il conto dei black-out che si sono susseguiti dallo scorso giovedì, quando tutta l’area metropolitana della città è stata colpita da una raffica di interruzioni dell’elettricità che hanno causato problemi alla viabilità, strutture commerciali chiuse e tanti disagi per migliaia di residenti. Anche ieri la situazione non è migliorata – e non migliorerà tanto presto – con diversi quartieri, dal centro alla periferia, che sono rimasti ancora una volta senza corrente per ore.
Iren, la municipalizzata che gestisce l’energia a Torino di cui il Comune è il primo azionista e serve 573mila utenti finali in basa tensione e 860mila in media tensione, ha già ammesso che la situazione è assai complicata. Colpa, hanno spiegato i vertici di Iren, di una vecchia rete e del forte aumento dei consumi, fino al 30% superiore alla media, legato all’ondata di caldo di questi giorni che ha fatto esplodere l’uso dei climatizzatori. “I giunti di rete nel terreno non dissipano calore e si fondono”, ha sottolineato Iren. Insomma, servono centinaia di milioni e anni, perché non si possono risolvere prima i disservizi legati allo stress termico sui cavi e a un’infrastruttura decisamente vecchia. Che tradotto significa che non si tratta di un singola circostanza che fa collassare la rete: sono una miriade di piccoli cedimenti disseminati in tutta la rete urbana."
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