domenica 30 agosto 2026

L’acqua sommerge tutto, una casa resta in piedi in mezzo alla devastazione: le immagini della disastrosa inondazione in Nepal di Redazione Esteri. La piena trascina veicoli, fango e detriti lungo una strada completamente travolta dall'alluvione

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/28/alluvione-nepal-tibet-inondazione-notizie/8490742/

dall'articolo: "La furia dell’acqua travolge tutto, mentre alcune persone cercano riparo ai piani superiori di un edificio. Sono le immagini terrificanti, diffuse sui s…
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qualità dell'aria nella regione secondo i dati delle centraline dell'Arpa Lazio. Nella settimana dal 17 al 23 agosto, nessuna centralina ha superato i limiti di legge per polveri sottili, biossido di azoto o ozono.

 tratto da https://www.facebook.com/photo/?fbid=1499810932191839&set=a.320571590115785

#CheAriaFa a Roma e nel Lazio?
Nella settimana dal 17 al 23 agosto, nessuna centralina ha superato i limiti di legge per polveri sottili, biossido di azoto o ozono.
Qui per maggiori informazioni: https://www.arpalazio.it/web/guest/ambiente/aria

Incendi in Algeria, il fumo attraversa il Mediterraneo mentre sull’Italia arriva la polvere del Sahara

 tratto da https://ambientenonsolo.com/incendi-in-algeria-il-fumo-attraversa-il-mediterraneo-mentre-sullitalia-arriva-la-polvere-del-sahara/

dall'articolo di Marco Talluri: "Una vasta emergenza incendi sta colpendo il nord dell’Algeria, con almeno 12 vittime e 54 feriti. Le immagini satellitari di Copernicus mostrano grandi pennacchi di fumo spingersi verso est sul Mediterraneo, fino all’area compresa tra Tunisia e Sicilia. Nelle stesse ore un’importante intrusione di polvere sahariana ha raggiunto anche l’Italia, dove le misure del CNR-ISAC a Monte Cimone hanno registrato concentrazioni di PM10 prossime a 100 µg/m³. Due fenomeni diversi che, quasi contemporaneamente, stanno modificando la composizione dell’atmosfera sul Mediterraneo centrale.
Una grave emergenza incendi sta interessando da alcuni giorni il nord dell’Algeria. Secondo i dati disponibili al 28 agosto 2026, il bilancio è di almeno 12 morti e 54 feriti, sei dei quali in condizioni critiche. Le vittime sono state registrate soprattutto nelle province di Jijel, Béjaïa e Tizi Ouzou: cinque a Jijel, quattro a Béjaïa e tre a Tizi Ouzou. Le autorità algerine hanno segnalato oltre 150 incendi in una sola giornata, in una situazione resa particolarmente critica da temperature eccezionalmente elevate e forti venti.
Ma gli effetti degli incendi non si fermano alle aree direttamente raggiunte dalle fiamme. Le grandi quantità di fumo immesse nell’atmosfera vengono trasportate dalle correnti anche per centinaia o migliaia di chilometri, trasformando un incendio locale in un problema di qualità dell’aria su scala molto più vasta.
Il fumo degli incendi algerini sul Mediterraneo
Un’immagine acquisita il 27 agosto da uno dei satelliti Copernicus Sentinel-3 mostra con particolare evidenza quanto sta accadendo. I pennacchi provenienti dagli incendi lungo la costa settentrionale dell’Algeria si estendono verso est sul Mediterraneo e lungo la costa nordafricana in direzione della Tunisia. Altri strati di fumo sono visibili più a est, sul mare tra Tunisia e Sicilia. Le colonne che si innalzano in prossimità della costa algerina indicavano inoltre che diversi incendi erano ancora attivi al momento del passaggio del satellite.
L’immagine satellitare è particolarmente significativa perché documenta contemporaneamente due differenti fenomeni di trasporto atmosferico. Oltre al fumo degli incendi, più a ovest è infatti ben distinguibile un vasto pennacchio di polvere proveniente dal Sahara. Fumo da biomassa e particolato minerale desertico erano quindi presenti nello stesso momento in differenti settori del Mediterraneo centrale.
Non significa necessariamente che fumo e polvere abbiano interessato con la stessa intensità gli stessi territori al suolo: le masse di aerosol possono infatti viaggiare a quote differenti e seguire traiettorie diverse. L’immagine restituisce però con grande efficacia la complessità della circolazione atmosferica mediterranea e mostra come sorgenti molto lontane possano influenzare in poche ore vaste regioni.
Sul Monte Cimone PM10 vicino a 100 µg/m³
Proprio nelle stesse ore l’arrivo della polvere sahariana è stato osservato direttamente anche in Italia. La nota diffusa dal CNR-ISAC documenta un significativo episodio di trasporto di particolato presso l’Osservatorio climatico Ottavio Vittori di Monte Cimone, a 2.165 metri di quota nell’Appennino settentrionale.
A partire dalle prime ore del 27 agosto gli strumenti hanno rilevato un rapido aumento delle particelle grossolane superiori a un micrometro, tipiche della polvere minerale desertica. La concentrazione di PM10 ha raggiunto valori prossimi a 100 µg/m³, mentre il numero delle particelle grossolane è salito fino a circa 5 particelle per centimetro cubo, oltre dieci volte la soglia di riferimento utilizzata dall’Osservatorio.
L’effetto era visibile anche a occhio nudo. Le immagini della webcam riportate nella nota CNR mostrano il passaggio, fra il 26 e il 27 agosto, da una situazione di buona visibilità a un’atmosfera fortemente velata. La visibilità è scesa da oltre 20 chilometri a circa 12 chilometri.
Una nube di polvere estesa per chilometri in altezza
Il fenomeno non ha riguardato soltanto gli strati più vicini al terreno. Le osservazioni lidar effettuate a Monte Cimone hanno individuato aerosol distribuiti attraverso diversi chilometri di troposfera, con strutture particolarmente intense tra 2 e 5 chilometri di quota, successivamente discese verso gli strati inferiori dell’atmosfera.
Le retrotraiettorie ricostruite con il modello NOAA HYSPLIT hanno confermato l’origine sahariana della massa d’aria, mentre le previsioni CAMS indicavano contemporaneamente concentrazioni elevate di aerosol e polvere sull’Italia e sul Mediterraneo. La combinazione di misure al suolo, remote sensing e modellistica permette quindi di ricostruire anche tridimensionalmente il percorso delle masse di particolato.
Il dato è rilevante anche dal punto di vista della qualità dell’aria. Sul Monte Cimone il PM10 ha ampiamente superato i 45 µg/m³ indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità come valore guida per la media giornaliera, mostrando quanto un episodio di origine naturale possa contribuire alle concentrazioni di particolato misurate anche a grande distanza dalle aree desertiche.
Fumo e sabbia: aerosol diversi, un problema comune per l’atmosfera
Fumo degli incendi e polveri desertiche hanno caratteristiche molto differenti. Gli incendi producono una miscela complessa di gas e particelle, fra le quali il PM2,5 riveste particolare importanza sanitaria perché può penetrare profondamente nell’apparato respiratorio. Le polveri sahariane sono invece costituite prevalentemente da particelle minerali più grandi e possono incidere soprattutto sulla componente grossolana del PM10.
Entrambi i fenomeni dimostrano però quanto la qualità dell’aria non dipenda esclusivamente dalle emissioni prodotte nelle città o nei territori immediatamente circostanti. L’atmosfera trasporta gli aerosol su scala regionale e continentale e può sovrapporre sorgenti differenti, naturali e antropiche, rendendo indispensabile integrare le reti di misura locali con osservazioni satellitari, strumenti in quota e modelli di previsione.
L’Osservatorio di Monte Cimone ha proprio questa funzione: situato oltre i 2.000 metri e lontano dalle principali sorgenti locali di inquinamento, è la principale stazione italiana per lo studio della composizione dell’atmosfera in quota e l’unica GAW-WMO Global Station italiana e mediterranea. Le sue osservazioni consentono di distinguere gli episodi di trasporto a lunga distanza dalle variazioni dovute alle sorgenti locali e di studiare le interazioni fra aerosol, qualità dell’aria e clima.
Fire Emissions Watch: seguire gli incendi quasi in tempo reale
In questo contesto assume particolare interesse il nuovo strumento messo a disposizione dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS). Si chiama Fire Emissions Watch ed è un’applicazione interattiva che permette di esplorare quasi in tempo reale l’attività degli incendi e le relative emissioni in tutto il mondo.
Il sistema utilizza il dataset Global Fire Assimilation System (GFAS), basato sulle osservazioni satellitari, per stimare le emissioni prodotte dagli incendi. Queste informazioni vengono integrate con le previsioni del modello atmosferico dell’ECMWF, permettendo di seguire anche il successivo trasporto dei pennacchi di fumo. È possibile consultare valori giornalieri, mensili e cumulativi dall’inizio dell’anno, mettendo gli eventi in corso a confronto con la serie storica. Fire Emissions Watch – Copernicus CAMS
Un Mediterraneo attraversato dagli aerosol
L’immagine del 27 agosto offre quindi una fotografia particolarmente efficace del Mediterraneo come spazio atmosferico interconnesso. A sud, gli incendi algerini rilasciano fumo che attraversa il mare; dal Sahara vengono sollevate grandi quantità di polvere minerale che raggiungono l’Europa; in Italia gli strumenti di Monte Cimone riescono a misurarne l’arrivo e a seguirne l’evoluzione verticale.
Sono fenomeni differenti e non vanno confusi, ma la loro simultaneità ricorda quanto sia importante seguire non soltanto ciò che viene emesso, ma anche dove viene trasportato. Per gli incendi, soprattutto, il danno non coincide con la superficie percorsa dalle fiamme: il fumo può trasformarsi in un’esposizione sanitaria a grande distanza, coinvolgendo popolazioni che non vedono alcun incendio all’orizzonte.
Per approfondire su Ambientenonsolo
Incendi estremi in Europa occidentale, milioni di persone esposte a livelli pericolosi di inquinamento – sul trasporto a lunga distanza del fumo e gli effetti sulla qualità dell’aria.
Estate 2025: incendi record in Europa, le emissioni più alte degli ultimi 23 anni – un precedente in cui fumo degli incendi, polvere sahariana e ozono hanno interessato contemporaneamente l’atmosfera europea.
Copernicus: luglio 2026 tra i più caldi di sempre, oceani ai massimi storici e incendi alimentati da caldo e siccità– sul contesto climatico dell’attuale stagione degli incendi.
Copernicus: avvisi sugli aerosol atmosferici, dalle sabbie sahariane agli incendi – sugli strumenti utilizzati per seguire i grandi trasporti di aerosol.
Copernicus lancia Fire Emissions Watch: i dati globali sugli incendi diventano accessibili in tempo quasi reale – Una nuova piattaforma del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS) permette di visualizzare e analizzare quasi in tempo reale le emissioni prodotte dagli incendi boschivi in tutto il mondo.
Per comprendere in modo organico inquinanti, effetti sulla salute, dati, limiti attuali e nuovi standard europei, leggi il nostro approfondimento “Qualità dell’aria in Italia: inquinanti, salute, limiti e dati”. https://ambientenonsolo.com/qualita-dellaria-in-italia.../"
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Palazzo “crivellato” dalla grandine nel Bresciano: “Chicchi grandi come palle da baseball” di Local Team per Il Fatto. Le immagini girate da un drone mostrano un palazzo danneggiato dalla grandine a Castrezzato. Allerta arancione a Milano venerdì e sabato, parchi e piscine chiusi

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/28/grandine-bresciano-palazzo-castrezzato-notizie/8491046/

dall'articolo di Local Team per il Fatto: "Il maltempo ha colpito la Lombardia e in particolare la provincia di Brescia, dove nel comune di Castrezzato la facciata di un palazzo è stata crivellata da una violenta grandinata nella mattina di venerdì 28 agosto. Le impressionanti immagini sono state girate da un drone.
Sempre nel Bresciano, nel comune di Chiari i chicchi di grandine hanno raggiunto la grandezza di palline da tennis, mentre la provincia di Monza è stata colpita da forti piogge e grandinate, soprattutto nella zona di Legnano."
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Tromba d’aria e grandine travolgono Cremona: crollata la guglia del Duomo, famiglie evacuate e 10mila auto colpite. Più di 40 feriti di Redazione Cronaca. I vigili del fuoco sono impegnati in più di 500 interventi per mettere in sicurezza le aree colpite, liberare le carreggiate dagli alberi e dai rami caduti e per raggiungere le persone in difficoltà. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni "segue con attenzione la situazione", ha fatto sapere Palazzo Chigi

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/29/temporale-cremona-duomo-danni-notizie/8491472/

dall'articolo: "Strade ostruite da rami e detriti, alberi abbattuti, tetti danneggiati, automobili colpite. Il giorno dopo il violento temporale che ha colpito Cremona, la città si trova a fare i conti con i danni: “Sono pesanti e ancora non sono quantificabili” ha dichiarato il sindaco Andrea Virgilio. Un bilancio più preciso infatti dovrebbe arrivare dopo la riunione del Centro operativo comunale della Protezione Civile, ma per il momento si parla di 43 feriti: “Quattro persone sono ricoverate per fratture al femore, tutti gli altri invece sono stati dimessi perché non erano in gravi condizioni” ha detto il direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Asst di Cremona Enrico Storti.“Grandine e vento a 90 chilometri orari hanno provocato danni ingenti soprattutto nella zona sud della città” ha dichiarato il sindaco Virgilio nella riunione del Centro operativo. “In venti minuti è caduta una quantità di pioggia pari all’80% di quella che si registra solitamente nell’intero mese di agosto. La grandine ha raggiunto anche i dieci centimetri di diametro”. Arrivano anche le prime reazioni da parte del mondo politico: “La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue con attenzione la situazione a Cremona ed è in costante contatto con il Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, con il Sottosegretario Alfredo Mantovano, con il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con le autorità locali, per monitorare l’evolversi dell’emergenza e verificare le necessità del territorio” ha riferito in una nota Palazzo Chigi. "
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Arpa Lombardia avvia una nuova struttura tecnica specialistica per gestire le risorse idriche sotterranee

 tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/temi/acqua/arpa-lombardia-avvia-una-nuova-struttura-tecnica-specialistica-per-gestire-le-risorse-idriche-sotterranee/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=arpa-lombardia-avvia-una-nuova-struttura-tecnica-specialistica-per-gestire-le-risorse-idriche-sotterranee

il fatto quotidiano in edicola. REPORT CAUSA DI LAVORO PER DISCRIMINAZIONE E DEMANSIONAMENTO La lettera di Ranucci per la battaglia in Rai. LA PRIMA MOSSA IL GIORNALISTA VUOLE SPIEGAZIONI SULLA SUA ‘INCOMPATIBILITÀ’. POSSIBILE UNA CAUSA PER UN REINTEGRO IN VIDEO IN TEMPI BREVI. LA CENA, NEUTRALIA E LE BUGIE A “S I G” Lavitola per il maxi-affare africano puntava ai soldi di Dell’Utri e aveva un altro factotum: Ivan il brasiliano. BONUS PER LE PRIVATE Caro-scuola: 1500 euro, ma Valditara aiuta le “paritarie”. L’ENTE DI BRUNETTA Cnel, ma quanto ci costi: 10 milioni in un anno (-41%. La missione del capo della Cia Ratcliffe a Mosca è una saga infinita. Kiev e molti alleati Ue dicono di essere stati informati, ma la verità è che non sapevano nulla. PORTATO ALL’AVA N A Forse operato Di Battista, ricovero d’urgenza a Cuba. L’ex 5Stelle nell’isola per realizzare un reportage per il “Fatto”. Solidarietà trasversale dei politici e non solo, da Conte a Schlein, da Meloni a Tajani. Volo sanitario pronto, però decideranno i medici. DECINE DI MILIARDI DI $ Ora Trump vuole rapinare le riserve del (fu) Venezuela. IMPOSSIBILI DA 5 ANNI Petizione a Kiev per fare domande libere a Zelensky

tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-30-agosto-2026/

 
il caso report

I legali di Ranucci alla Rai: pronto il ricorso d’urgenza

Missiva. Gli avvocati chiedono “i fatti” alla base della cacciata: “Chi ha deciso?”. Il ritorno in video per “discriminazione” può esser rapido. Anche Presutti cenava da Lavitola

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Siccome pensa di averci ormai mitridatizzati a ogni veleno, il nostro sgoverno ha pensato bene di arruolare come consulente per la guerra a non si sa bene chi l’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov. Un mese fa Zelensky l’aveva licenziato: non, come si usa da quelle parti, perché fosse agli arresti o stesse per […]

 
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