venerdì 29 maggio 2026

Il Fatto internazionale. Emmanuel Carrère: "La guerra finirà male per Kiev". Gran Bretagna, Blair attacca Starmer e il Labour: "Troppo a sinistra"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/il-fatto-internazionale-del-29-maggio-2026/

Prosegue l’appuntamento con la newsletter internazionale dai contenuti inediti. Qui trovate alcune “cartoline” dalle principali capitali mondiali che vi raccontano quello che sta succedendo, quello che vi siete persi, quello che potrà succedere.

Buona lettura

Emmanuel Carrère: “Guerra in Ucraina? Finirà male per Kiev. In Russia non si parla più di Guerra e Pace, ma di operazione speciale per la pace”

Lo scrittore: "Nella capitale ucraina un sentimento quasi schizofrenico, sono stato colpito dall'eroismo ma anche dalla stanchezza estrema"

di Michela A.G. Iaccarino

Francia, tutti vogliono la “tassa Total”: 2 miliardi allo Stato stangando gli extraprofitti sul petrolio

La proposta della sinistra. “Non mi opporrò”, ha detto il ministro dell’Economia Roland Lescure. Il governo chiede di ridurre ulteriormente il prezzo del carburante, ma il colosso rifiuta e minaccia rialzi in caso di supertassa. Marine Tondelier: “Un odioso ricatto”. Oggi l'assemblea dei soci tra le proteste di Ong e ambientalisti

di Luana De Micco

Gran Bretagna, Blair striglia il labour e Starmer per la deriva a sinistra: “Tornare al centro”. Il partito: “Ignora le disuguaglianze”

L'ex premier inglese critica le tutele sul lavoro, gli aumenti salariali, le politiche ambientaliste, mentre esorta al dialogo con Trump. Ma il suo istituto ha ricevuto ingenti finanziamenti dal magnate Larry Ellison, fondatore di Oracle, vicinissimo al tycoon

di Sabrina Provenzani

Turchia, Erdogan perde consenso e colpisce l’opposizione usando i giudici. Ma gli investitori stranieri lo vogliono in sella

Dopo l'arresto del sindaco İmamoğlu, una corte d’Appello ha destituito Özgür Özel dalla presidenza del Partito popolare repubblicano (Chp), il principale rivale del Sultano. Il motivo? Una controversia sul congresso di 2 anni fa. Dal 2024 centinaia di esponenti arrestati con l'accusa di corruzione

di Roberta Zunini

Reati ambientali, rinnovato il protocollo d’intesa in Emilia-Romagna

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Cambiamento climatico, il Cnr sviluppa un nuovo strumento per valutare i piani di adattamento delle città

 tratto da https://ambientenonsolo.com/cambiamento-climatico-il-cnr-sviluppa-un-nuovo-strumento-per-valutare-i-piani-di-adattamento-delle-citta/


Cambiamento climatico, il Cnr sviluppa un nuovo strumento per valutare i piani di adattamento delle città

La crisi climatica sta mettendo sempre più sotto pressione le aree urbane europee, ma molti piani di adattamento delle città risultano ancora fragili, poco coerenti e insufficientemente orientati alla protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione. È quanto emerge da una nuova ricerca coordinata dall’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Imaa), che ha sviluppato un innovativo strumento per valutare la qualità dei piani urbani di adattamento climatico.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature npj Urban Sustainability, è stato realizzato da un team internazionale composto da 16 università ed enti di ricerca e rappresenta uno dei più ampi tentativi di analisi comparativa delle strategie urbane contro gli impatti del cambiamento climatico.

Al centro della ricerca c’è l’ADAptation plan Quality Assessment tool for the Global Covenant of Mayors (ADAQA-GCoM), uno strumento progettato per analizzare i piani di adattamento elaborati dalle città aderenti al Global Covenant of Mayors for Climate and Energy, la più grande rete mondiale di amministrazioni locali impegnate nella lotta alla crisi climatica e nella transizione energetica.

La metodologia sviluppata dal Cnr consente di attribuire un punteggio qualitativo ai diversi elementi che compongono i piani climatici urbani: dalle informazioni di base agli obiettivi di adattamento, dalle misure previste fino agli strumenti di monitoraggio, valutazione e partecipazione pubblica. Uno degli aspetti più innovativi riguarda inoltre il cosiddetto “consistency check”, cioè la verifica della coerenza interna tra vulnerabilità identificate, obiettivi fissati e azioni proposte.

Lo strumento è stato applicato a 2.205 piani di adattamento adottati tra il 2007 e il 2023 da città di 35 Paesi, prevalentemente europei. L’analisi mostra un quadro molto eterogeneo e, in molti casi, preoccupante.

Secondo Filomena Pietrapertosa

ARPA Lazio pubblica studio su metalli e metalloidi nel SIN Bacino del Sacco

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L’ARPA Lazio ha appena pubblicato il report “Studio sulla presenza di metalli e metalloidi nei suoli di aree esterne e interne al SIN “Bacino del fiume Sacco”, che si incardina tra gli interventi previsti dall’Accordo di programma per la messa in sicurezza e la bonifica dello stesso SIN (Sito di Interesse Nazionale) stipulato nel marzo 2019 tra la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente.
Lo studio intendeva verificare se la presenza di metalli e metalloidi riscontrati in precedenti procedimenti di bonifica in aree interne al SIN (quali ad esempio Arsenico, Berillio, Cobalto, Tallio o Vanadio) potesse essere ricondotta a fenomeni naturali.
L’ARPA Lazio ha preso 150 campioni di suolo esterni al SIN, in una fascia ampia 3 km attorno a tutto il perimetro del sito (detta “buffer”), e l’analisi dei dati ottenuti – confrontati con quelli sui suoli all’interno dell’area – ha permesso di evidenziare eccedenze per alcuni elementi confrontabili tra i due contesti, avvalorando quindi l’ipotesi che queste eccedenze possano essere attribuite a caratteristiche mineralogiche dei terreni invece che all’impatto delle attività produttive presenti sul territorio.
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Il report può essere consultato o scaricato da qui: https://www.arpalazio.it/documents/20124/0022a741-fbc9-3cce-ec9c-53036c9ca11f

eDNA, confronto scientifico sul monitoraggio ambientale

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Un confronto transfrontaliero

Il Forum scientifico è uno dei quattro tavoli del PITER ALPIMED+ ECOTERR, progetto di cooperazione italo-francese finanziato dal programma europeo Interreg Alcotra 2021-2027. Accanto al forum scientifico si sono svolti il forum economico, quello dei cittadini e quello dei progetti, con l’obiettivo comune di contribuire alla definizione della Strategia Alpi-Mediterraneo 2030-2050.

Il confronto coordinato da Arpa Liguria e Regione Liguria ha permesso di condividere esperienze, criticità e prospettive di applicazione dell’eDNA nei contesti alpini e mediterranei, con l’obiettivo di rafforzare metodi validati e confrontabili a supporto della tutela della biodiversità.

Trasporti personalizzati, aiuti alle famiglie e giornate al mare: così DisHub illumina la disabilità pediatrica grave di Elisabetta Ambrosi. Dal primo viaggio in pullman fino ai corsi di yoga per i medici: così a Bologna un'associazione di volontari rompe il muro del silenzio che circonda i genitori alle prese con la problematica

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/27/dishub-disabilita-pediatrica-bologna-notizie/8400765/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=fatto-for-future&utm_term=2026-05-27

Trasporti personalizzati, aiuti alle famiglie e giornate al mare: così DisHub illumina la disabilità pediatrica grave

Dal primo viaggio in pullman fino ai corsi di yoga per i medici: così a Bologna un'associazione di volontari rompe il muro del silenzio che circonda i genitori alle prese con la problematica

di Elisabetta Ambrosi

Il bestiario degli insetti in casa, l’esperto: “Non tutti vengono per nuocere come le zanzare. Il calabrone è utile e lo scorpione innocuo” di Elisabetta Ambrosi. Lo zoologo Nicola Bressi: "A scuola non si insegna più scienze naturali e abbiamo dimenticato la biodiversità. Mi scrivono per chiedermi che animale sia quello nella foto, e magari si tratta di una semplice ape". E poi ci sono i topi: il coinquilino peggiore

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/27/insetti-casa-esperto-zanzare-topi-notizie/8399476/

Il bestiario degli insetti in casa, l’esperto: “Non tutti vengono per nuocere come le zanzare. Il calabrone è utile e lo scorpione innocuo”

Lo zoologo Nicola Bressi: "A scuola non si insegna più scienze naturali e abbiamo dimenticato la biodiversità. Mi scrivono per chiedermi che animale sia quello nella foto, e magari si tratta di una semplice ape". E poi ci sono i topi: il coinquilino peggiore

di Elisabetta Ambrosi

dall'articolo di Elisabetta Ambrosi: "Altri insetti “no”?
Gli scarafaggi, ma solo perché contaminano il cibo con dei batteri e lo fanno marcire perché diventi più digeribile, meglio evitare la convivenza.
Anche gli scorpioni hanno una cattiva fama.
Ingiustificata, se parliamo di quelli italiani. La loro puntura è meno dolorosa di quella di un’ape e sono molto meno pericolosi.
Altri insetti innocui?
La scutigera, una specie di millepiedi grigio che spesso si ritrova intrappolato nei lavandini con zampe e antenne lunghe. Le scutigere mangiano il ragno violino, le tarme e le blatte, sono insetticidi biologici perfetti e possono vivere per ben sette anni. Ma nessuno la conosce, come la maggior parte degli insetti. Purtroppo abbiamo dimenticato cosa sia la biodiversità, a scuola non si insegna più scienze naturali. E pensi che molti mi scrivono per chiedermi che animale sia quello nella foto, quando magari si tratta di una semplice ape da miele."
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Clima, World Meteorological Organization: nel 2026-2030 temperature ancora vicine ai record e 91% di probabilità di superare temporaneamente 1,5 °C

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Clima, World Meteorological Organization: nel 2026-2030 temperature ancora vicine ai record e 91% di probabilità di superare temporaneamente 1,5 °C

Il nuovo “Global Annual to Decadal Climate Update 2026-2035” indica un quinquennio ancora dominato dal riscaldamento globale. L’Artico continuerà a scaldarsi molto più della media planetaria, mentre aumentano le probabilità di un nuovo anno record entro il 2030.

Le temperature medie globali continueranno con ogni probabilità a restare su livelli record o prossimi ai record nei prossimi cinque anni. È il messaggio centrale del nuovo Global Annual to Decadal Climate Update 2026-2035 della World Meteorological Organization, l’Organizzazione meteorologica mondiale, prodotto dal Met Office del Regno Unito.

Secondo il rapporto, tra il 2026 e il 2030 la temperatura media annua globale vicino alla superficie sarà compresa, con un intervallo di confidenza del 90%, tra 1,3 °C e 1,9 °C sopra la media del periodo preindustriale 1850-1900. La probabilità che almeno un anno del quinquennio superi temporaneamente la soglia di 1,5 °C è stimata al 91%, mentre la probabilità che l’intero quinquennio 2026-2030 abbia una media superiore a 1,5 °C è indicata al 75%.

Il dato non significa, precisa il rapporto, che l’obiettivo dell’Accordo di Parigi sia già formalmente superato. La soglia di 1,5 °C prevista dall’Accordo riguarda infatti il riscaldamento di lungo periodo, generalmente valutato su periodi pluridecennali, e non il dato di un singolo anno. Tuttavia, il fatto che superamenti temporanei diventino sempre più probabili indica quanto il sistema climatico globale sia ormai vicino a quel limite.

Un altro elemento rilevante riguarda la possibilità di un nuovo record assoluto. Secondo l’aggiornamento, c’è l’86% di probabilità che almeno un anno tra il 2026 e il 2030 superi il 2024, attualmente indicato come l’anno più caldo mai registrato, con circa 1,55 °C sopra la media preindustriale. Resta invece considerata “eccezionalmente improbabile”, con una probabilità inferiore all’1%, la possibilità che un singolo anno del quinquennio superi i 2 °C di riscaldamento rispetto al periodo 1850-1900.

L’Artico si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta