mercoledì 24 giugno 2026

Caccia, approvato in Senato il ddl “sparatutto”. Conte: “Va contro la Costituzione”. Bonelli: “Meloni insegue mondo venatorio e armieri”. In piazza ambientalisti e animalisti di Alberto Marzocchi. Passa tra le proteste - fuori dall'Aula - il provvedimento fortemente sostenuto da Fratelli d'Italia e Lega che liberalizza l'attività venatoria, stravolgendo la legge 157/92

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/23/ddl-caccia-malan-approvato-senato-notizie/8427879/

dall'articolo di Alberto Marzocchi: "Fucili in spiaggia, strage di uccelli, favori ai bracconieri e al traffico illecito di avifauna, più specie cacciabili e aree in cui è permessa l’attività venatoria più estese. Il disegno di legge 1552 (ddl Malan), fortemente voluto dal ministro Lollobrigida, è stato approvato in Senato coi voti del centrodestra (80 favorevoli, 56 contrari e due astenuti). Il via libera è arrivato nonostante il richiamo della Commissione europea e del Consiglio d’Europa, dal momento che il testo espone il nostro Paese al rischio di procedure d’infrazione per la violazione dei due capisaldi giuridici per la tutela della biodiversità: la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli.
La protesta in piazza delle associazioni con M5s, Avs e Pd
Mentre i senatori di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia votavano a favore del ddl “sparatutto”, in piazza sono scese le associazioni ambientaliste e animaliste (Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf), scientifiche ed escursionistiche, dando vita a una protesta costruttiva, con uno speaker’s corner grazie al quale hanno spiegato i contenuti della riforma e le ragioni della loro contrarietà. Insieme alle associazioni, il Movimento 5 stelle."
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realizzazione di una linea BT con fiancheggiamento e attraversamento del fosso nel Comune di Fondi (LT) (E-DISTRIBUZIONE SPA

 tratto da https://albopretorio.provincia.latina.it/jalbopretorio/AlboPretorio?servizio=dettaglio&idPratica=73322&

R.D. 523/1904 – R.D. 368/1904 - L.R. n. 53/98 – R.R. 1/2022 Concessione ai soli fini idraulici per la realizzazione di una linea BT con fiancheggiamento e attraversamento del fosso nel Comune di Fondi (LT) (E-DISTRIBUZIONE SPA O.I. 3597 AUT_60798593)

Registro
2026/1241
Tipologia
Provvedimenti dirigenziali
In pubblicazione
23/06/2026 al 09/07/2026
Ente Proponente
Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile - Provvedimenti Dirigenziali 2026/512

Allegati

AirQino, quando i dati sull’aria diventano decisioni per città più sane

 tratto da https://ambientenonsolo.com/airqino-quando-i-dati-sullaria-diventano-decisioni-per-citta-piu-sane/

dall'articolo di Marco Talluri: "La centralina AirQino è un dispositivo multisensore progettato per il monitoraggio continuo di diversi parametri ambientali. Può rilevare polveri sottili PM2,5 e PM10, ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio, composti organici volatili totali, anidride carbonica, oltre a variabili microclimatiche come temperatura e umidità relativa. I dati vengono acquisiti in tempo reale, geolocalizzati e trasmessi attraverso sistemi di connessione a una piattaforma digitale.
Il valore della tecnologia, però, non sta solo nel dispositivo fisico. Sta nel processo che consente di rendere il dato affidabile, interpretabile e utile. I sensori AirQino vengono sottoposti a procedure di calibrazione e confronto con strumenti di riferimento, in modo da migliorare la qualità delle misure e la loro comparabilità con i dati prodotti dalle reti ufficiali.
Alessandro Zaldei (CNR) indica il margine di precisione dei sensori: 10% per PM2,5 e PM10, 15% per ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio e composti organici volatili totali, 10% per l’anidride carbonica e 5% per temperatura e umidità relativa. Sono valori che collocano AirQino nel campo del monitoraggio indicativo ad alta risoluzione, utile per descrivere la variabilità dell’inquinamento su scala iperlocale.
Questa affidabilità viene rafforzata dal processo di calibrazione. I dispositivi AirQino vengono confrontati con sensori e analizzatori di riferimento, in particolare strumenti Horiba, in condizioni controllate di laboratorio, dove vengono simulate diverse concentrazioni di inquinanti e calcolati gli algoritmi di calibrazione. In questo modo il dato grezzo viene trasformato in informazione elaborata e più robusta, adatta a supportare analisi ambientali e decisioni pubbliche.
Questo passaggio è decisivo. Le tecnologie a basso costo, da sole, non bastano. Per diventare strumenti utili alla pubblica amministrazione devono essere validate, mantenute, controllate e inserite in una filiera scientifica chiara. È qui che il ruolo del CNR-IBE diventa centrale: non solo nella progettazione del sistema, ma anche nell’elaborazione dei dati, nella reportistica e nel supporto all’interpretazione."
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AirQino, quando i dati sull’aria diventano decisioni per città più sane

Misurare l’aria non significa più soltanto registrare un dato ambientale. Significa rendere visibile ciò che normalmente resta invisibile, capire come cambia la qualità dell’aria da una strada all’altra, individuare le aree più esposte, valutare l’efficacia delle politiche urbane e offrire alle amministrazioni strumenti concreti per proteggere la salute dei cittadini.

È in questa prospettiva che si colloca AirQino, la piattaforma di monitoraggio ambientale nata dalla collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la BioEconomia e TEA Group, e oggi al centro di una riflessione più ampia sul rapporto tra scienza, innovazione tecnologica e governo del territorio.

Metano, rinviare le regole UE sarebbe un errore. In audizione al Senato su DDL, il WWF chiede al Governo di difendere l'attuazione del Regolamento Europeo sulle emissioni di metano

 tratto da https://www.wwf.it/pandanews/clima/metano-rinviare-le-regole-ue-sarebbe-un-errore/

dall'articolo: "Mentre prosegue in Parlamento l’esame del DDL 1836, che disciplina, tra l’altro, l’attuazione in Italia del Regolamento UE 2024/1787 sulle emissioni di metano nel settore energetico, il WWF Italia ribadisce l’urgenza di una rapida, piena e ambiziosa implementazione del Regolamento Europeo approvato a giugno 2024 e invita il Governo italiano a sostenere questa posizione anche nel corso del Consiglio Energia del 26 giugno.
La CO₂ rimane il principale fattore responsabile della crisi climatica, ma il metano è responsabile di circa un terzo del riscaldamento globale: ha un effetto serra circa ottanta volte più potente dell’anidride carbonica, ma si degrada nell’atmosfera nel giro di uno o due decenni, a differenza della CO₂ che permane anche per centinaia di anni. Quindi una riduzione drastica delle emissioni di metano potrebbe portare a un calo visibile della temperatura nel giro di poco tempo. Proprio ieri, in occasione della London Climate Action Week, il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha lanciato un Appello all’azione globale sul metano, sollecitando un’attenzione particolare a quelle provenienti dall’industria dei combustibili fossili: carbone, petrolio e gas.
Le forti criticità
Nel corso delle audizioni parlamentari sul provvedimento, WWF Italia ha evidenziato forti criticità nell’attuazione, ribadendo come il sistema sanzionatorio rappresenti un elemento essenziale per garantire l’efficacia del Regolamento. Il DDL risulta infatti inadeguato rispetto al criterio europeo secondo cui le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e le ammende devono almeno privare i responsabili dei benefici economici derivanti dalla violazione.
La riduzione delle emissioni di metano costituisce una delle azioni più rapide ed efficaci per contrastare la crisi climatica. Un aumento o una riduzione delle emissioni di metano può avere degli effetti tangibili sul cambiamento climatico già sul breve periodo. Intervenire sulle perdite lungo la filiera energetica permette di ottenere benefici economici recuperando gas che altrimenti verrebbe disperso in atmosfera.
Un Regolamento che rafforzerebbe la sicurezza energetica
L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che gran parte delle emissioni del settore petrolio e gas possa essere abbattuta con tecnologie già disponibili e nel caso dell’Italia più del 50% delle emissioni di metano si potrebbero evitare a costo zero netto.
Per questo motivo, a livello europeo destano preoccupazione le richieste avanzate da alcuni Stati membri di rinviare l’applicazione delle disposizioni del Regolamento relative alle importazioni di petrolio e gas. Le motivazioni addotte fanno riferimento a presunti rischi per la sicurezza energetica europea. Si tratta di argomentazioni che non trovano riscontro nei dati disponibili, anzi, diversi studi recenti dimostrano infatti il contrario. Un’analisi appena pubblicata da Rystad Energy per Environmental Defense Fund Europe evidenzia come il Regolamento europeo sul metano possa invece rafforzare, e non indebolire, la sicurezza energetica dell’Unione.
Si consideri che nei paesi da cui importiamo gas e petrolio, come Algeria, Egitto, Libia, Azerbaijan e Stati Uniti ogni anno vengono sprecati decine di miliardi di metri cubi di gas, spreco e danno ambientale che si potrebbe evitare con misure implementabili in tempi rapidi ed economici.
Un rinvio dannoso per l’economia
Il Regolamento, quindi, contribuisce a rafforzare la sicurezza energetica europea, incentivando il recupero di volumi significativi di gas oggi dispersi lungo la filiera produttiva e di trasporto. Rinviare l’entrata in vigore delle misure sulle importazioni significherebbe posticipare benefici ambientali ed economici già raggiungibili in tempi brevi, oltre a creare ulteriore incertezza normativa per gli operatori che stanno investendo per adeguarsi ai nuovi standard europei.
Il WWF Italia chiede quindi al Governo di sostenere in sede europea una posizione coerente con gli obiettivi climatici dell’Unione e con gli impegni assunti attraverso il Global Methane Pledge, respingendo qualsiasi proposta di rinvio dell’attuazione del Regolamento e promuovendone invece un’applicazione ambiziosa ed efficace."
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Ridurre le emissioni di #metano rafforza la sicurezza energetica europea e rallenta la #crisiclimatica. Per questo oggi siamo stati in audizione al Senato per chiedere al governo di attuare il Regolamento europeo su questo tema👇 wwf.it/pandanews/clim

regione Lazio Valutazione di Incidenza Ambientale - V.Inc.A.

 tratto da https://www.regione.lazio.it/cittadini/tutela-ambientale-difesa-suolo/valutazione-incidenza-ambientale-vinca/progetti