tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/19/protesta-autotrasportatori-scaffali-vuoti-supermercati-notizie/8543184/
lunedì 19 ottobre 2026
Scaffali sguarniti e corsa all’acquisto nei supermercati: è l’effetto della protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori nel Sud. “Situazione insostenibile” di Luisiana Gaita. Tra le regioni con maggiori difficoltà la Sicilia, la Puglia, soprattutto in Capitanata e la Campania: frutta, verdura e carne spesso introvabili. E arrivano le prime segnalazioni anche dal Lazio.
Cop 17 Biodiversità, WWF: "Basta promesse". Il WWF Italia denuncia i ritardi del nostro Paese nell'attuazione degli impegni assunti per proteggere e ripristinare la natura
tratto da https://www.wwf.it/pandanews/animali/cop-17-biodiversita-wwf-basta-promesse/
Piano Sociale per il Clima della Grecia: 4,77 miliardi per una transizione giusta
tratto da https://ambientenonsolo.com/piano-sociale-per-il-clima-della-grecia-477-miliardi-per-una-transizione-giusta/
Piano Sociale per il Clima della Grecia: 4,77 miliardi per una transizione giusta

La transizione climatica europea entra nella prova più difficile: evitare che i suoi costi ricadano sulle fasce più fragili. Con il via libera al Piano Sociale per il Clima della Grecia da 4,77 miliardi di euro, Bruxelles mette alla prova uno degli strumenti chiave pensati per accompagnare l’entrata in vigore dell’ETS2. Il caso greco offre indicazioni importanti anche per l’Italia, dove il confronto su povertà energetica, mobilità e giustizia sociale è ancora tutto da tradurre in scelte concrete.
La Commissione europea ha approvato il Piano sociale per il clima della Grecia, il quinto Piano nazionale approvato (dopo quelli di Svezia, Lituania, Lettonia e Malta nell’ambito del Social Climate Fund e, finora, quello di maggiori dimensioni. Tra il 2026 e il 2032 saranno mobilitati 4,77 miliardi di euro per accompagnare famiglie, utenti dei trasporti e microimprese più vulnerabili nella transizione energetica e nella decarbonizzazione della mobilità.
Il Piano greco costituisce un esempio particolarmente interessante di come le politiche climatiche europee possano essere accompagnate da strumenti redistributivi. Le risorse provenienti dal prezzo delle emissioni vengono infatti utilizzate per ridurre la povertà energetica e dei trasporti, intervenendo contemporaneamente su abitazioni, riscaldamento e raffrescamento, trasporto pubblico, accessibilità e mobilità individuale.
Il Fondo sociale per il clima e l’arrivo dell’ETS2
Il Fondo sociale per il clima è stato istituito dall’Unione europea per attenuare gli effetti sociali dell’estensione del sistema europeo di scambio delle emissioni ai combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale, il cosiddetto ETS2.
Il nuovo sistema attribuirà un prezzo alle emissioni di CO₂ derivanti, fra l’altro, dai combustibili impiegati per riscaldare gli edifici e nel trasporto stradale. Il Fondo sociale per il clima è operativo dal 2026, mentre l’ETS2 dovrebbe entrare in funzione nel 2028.
Il principio è quindi quello di utilizzare una parte delle entrate derivanti dal carbon pricing per aiutare proprio le persone che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell’affrontare la transizione.
A livello europeo, il Fondo dovrebbe mobilitare almeno 86,7 miliardi di euro nel periodo 2026-2032, combinando le risorse europee con il cofinanziamento degli Stati membri.
Perché la Grecia è particolarmente esposta
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tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/temi/ambiente-e-salute/progetto-vebs-il-buon-uso-degli-spazi-verdi-e-blu-per-la-promozione-della-salute-e-del-benessere/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=progetto-vebs-il-buon-uso-degli-spazi-verdi-e-blu-per-la-promozione-della-salute-e-del-benessere
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Dal deficit di attenzione nei bambini alle malattie respiratorie negli anziani: il progetto Vebs conferma l’effetto terapeutico di parchi, foreste, fiumi, laghi e mari e propone le prescrizioni verdi/blu. |
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41 MILIONI LATINA AMBIENTE, LBC AL COMUNE: “NESSUNA AMBIGUITÀ SUI CONFLITTI D’INTERESSE”
tratto da https://latinatu.it/41-milioni-latina-ambiente-lbc-al-comune-nessuna-ambiguita-sui-conflitti-dinteresse/
Tia, Latina Bene Comune all’ente di Piazza del Popolo: “Nessuna ambiguità sui possibili conflitti di interesse” Una richiesta formale alla sindaca Matilde
CONTINUA A LEGGERECaccia fuori dai terreni privati, la Regione Toscana mette i bastoni tra le ruote. WWF Un diritto sancito dalla legge nazionale che la regione Toscana sta osteggiando, ponendo limiti e restrizioni
tratto da https://www.wwf.it/pandanews/animali/caccia-fuori-dai-terreni-privati/
Tartarughe marine, 358 nidi sulle coste italiane nel 2026: il calo è fisiologico, restano le minacce umane
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Tartarughe marine, 358 nidi sulle coste italiane nel 2026: il calo è fisiologico, restano le minacce umane

Dopo il boom delle ultime stagioni, nel 2026 le nidificazioni di Caretta caretta lungo le coste italiane rallentano. I nidi censiti durante l’estate sono stati circa 358, contro gli oltre 700 del 2025, i circa 600 del 2024 e più di 400 del 2023. Il calo, però, non indica un’inversione di tendenza: secondo i dati raccolti dal progetto europeo LIFE TURTLENEST, coordinato da Legambiente, si tratta soprattutto di una dinamica naturale legata al ciclo riproduttivo delle tartarughe marine.
Le femmine di Caretta caretta, infatti, non depongono ogni anno. Dopo una stagione riproduttiva hanno bisogno in genere di due o tre anni per ricostituire le riserve energetiche necessarie alla produzione delle uova. Una riduzione delle nidificazioni era quindi attesa ed è coerente con quanto osservato anche in altre aree del Mediterraneo.
Il quadro generale resta comunque significativo: l’Italia continua a rappresentare una delle principali aree di nidificazione del Mediterraneo occidentale e il progressivo riscaldamento delle acque, insieme all’arrivo di nuove femmine che esplorano coste finora meno frequentate, continua a favorire l’espansione della specie verso nuovi territori.

Sicilia ancora prima, nidificazioni sempre più a nord
La distribuzione geografica conferma il ruolo centrale del Mezzogio
Balneazione 2026 nel Lazio: i primi dati ARPA sulla stagione appena conclusa
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Tutti i risultati sono pubblicati nella pagina dedicata ai dati in materia di acqua (cliccare su “acque di balneazione” e poi su “esiti controlli anno 2026”).
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