domenica 26 aprile 2026

E bbasta!

 tratto da https://ambientenonsolo.com/e-bbasta/


E bbasta!

Siamo immersi nell’energia, ma continuiamo a importarla

di Angelo Tartaglia (ingegnere nucleare e fisico. Già professore di fisica presso il Politecnico di Torino. Si occupa da anni di sostenibilità e di comunità energetiche rinnovabili).

Il nostro paese dipende da altri per il 75% del suo fabbisogno energetico (1) e questa dipendenza comprende l’importazione diretta di petrolio e gas, oltreché quella di energia elettrica generata altrove. Da qui i guai connessi con le guerre e il tormentone su “Da chi compriamo? Da questi o da quelli? E sono buoni o sono cattivi?”.

Petrolio e gas provengono comunque da “serbatoi” sotterranei riempiti nel corso di milioni di anni e che noi svuotiamo in pochi anni per trasferirne il contenuto in atmosfera (dopo avergli fatto attraversare qualche motore o combustore). Ai primi di aprile del corrente anno il contenuto di CO2 in atmosfera ha raggiunto le 433 parti per milione (2) (nel 1960 erano meno di 320) continuando a crescere a ritmo accelerato. Ovviamente qualunque serbatoio, man mano che vi accedo, si svuota e in effetti, per quanto riguarda gli idrocarburi fossili, le “riserve” economicamente accessibili potrebbero durare ancora qualche decennio: tantissimo per chi è prigioniero del “qui e ora” e poi “Perché dovrei preoccuparmi dei posteri? Cos’hanno mai fatto i posteri per me?” (3).

Adesso la guerra nel golfo ci mette anche più in difficoltà manifestando in forma acuta la nostra dipendenza. In questa situazione chi ha responsabilità decisionali si inventa la necessità di “differenziare le fonti” senza nulla cambiare nell’impostazione di fondo. Ecco quindi il rilancio di una “quota di nucleare”: anche in questo caso la materia prima (uranio): a) dipende da altri e la dobbiamo importare; b) se davvero il nucleare divenisse una fonte importante del fabbisogno globale la durata economicamente accettabile dei giacimenti sarebbe comparabile con quella del petrolio. Poi, piccolo dettaglio, la fissione lascia un’eredità nociva che resta tale per migliaia di anni, in forma di residui radioattivi (“Perché dovrei preoccuparmi… etc.”).

Il colmo dell’assurdo però è che in sé l’energia non ha alcun bisogno di essere importata. Noi nell’energia ci siamo immersi; tutt’al più il problema che abbiamo è quello di convertirla localmente, dalla forma in cui si presenta, in elettricità o calore: insomma abbiamo bisogno di impianti di conversione e di distribuzione, mentre la materia prima non è una merce da acquistare chissà dove.

PORTO COMMERCIALE DI GAETA: INQUINAMENTO E PISCICOLTURA, I TEMI SOLLEVATI DALLE ASSOCIAZIONI

 tratto da https://latinatu.it/porto-commerciale-di-gaeta-inquinamento-e-piscicoltura-i-temi-sollevati-dalle-associazioni/

Il Cio non copre il buco olimpico: 150 mln sul conto di Lombardia, Veneto e Trentino di Giuseppe Pietrobelli

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/25/il-cio-non-copre-il-buco-olimpico-150-mln-sul-conto-di-lombardia-veneto-e-trentino/8365983/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=oggi-in-edicola&utm_term=2026-04-25

dall'articolo di Giuseppe Pietrobelli: "In un arco di appena due mesi, dal 10 gennaio al 31 marzo 2026, un tesoro di 242 milioni di euro è stato trasferito dalle casse del commissario straordinario per le Paralimpiadi, l’ingegnere Giuseppe Fasiol, a quelle di Fondazione Milano Cortina 2026, il Comitato organizzatore dei Giochi invernali. Un’iniezione di soldi provvidenziale per i signori delle Olimpiadi, possibile grazie a un travaso alquanto discutibile di risorse (anche se autorizzato da una legge della scorsa estate) dai bilanci pubblici a quelli di un ente ostinatamente arroccato a rivendicare la propria natura privatistica, con lo scopo di sanarne il disavanzo. Non è tutto: altri 122 milioni sono pronti a seguire la stessa strada, facendo salire a oltre 350 milioni il regalo di Stato per coprire i buchi di Fondazione MiCo. Tanta solerzia non è però bastata, visto che il 9 aprile, quando si è riunito il primo cda post-olimpico, il presidente Giovanni Malagò e l’ad Andrea Varnier hanno dovuto illustrare una preoccupante situazione finanziaria, come ha anticipato il Fatto Quotidiano. Mancano circa 300 milioni di euro rispetto alle previsioni, a causa di troppe spese (230 milioni) e incassi non sufficienti (80 milioni). L’extra-costo da 381 milioni di euro è poi ridotto a un deficit previsto di 305 milioni, grazie a 76 milioni di uno stanziamento per le Paralimpiadi risalente al 2019."

Milano-Cortina 2026

Il Cio non copre il buco olimpico: 150 mln sul conto di Lombardia, Veneto e Trentino

In un arco di appena due mesi, dal 10 gennaio al 31 marzo 2026, un tesoro di 242 milioni di euro è stato trasferito dalle casse del commissario straordinario per le Paralimpiadi, l’ingegnere Giuseppe Fasiol, a quelle di Fondazione Milano Cortina 2026, il Comitato organizzatore dei Giochi invernali. Un’iniezione di soldi provvidenziale per i signori […]

di Giuseppe Pietrobelli

Il blitz di Meloni: eliminati i vincoli per raddoppiare 4 gasdotti esteri di Giacomo Salvini. Più import da Libia, Azerbaigian e Algeria

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/26/il-blitz-di-meloni-eliminati-i-vincoli-per-raddoppiare-4-gasdotti-esteri/8366654/

dall'articolo di Giacomo Salvini: "La norma – firmata dai due relatori di maggioranza Tilde Minasi (Lega) e Claudio Fazzone (Forza Italia) – introduce una forma di semplificazione per rendere più rapidi i tempi per realizzare le nuove infrastrutture e ampliando la capacità di importare gas. In particolare viene introdotta una deroga specifica rispetto alle regole ordinarie: per questi interventi non possono essere introdotte nuove forme di compensazione e di riequilibrio territoriale previste per gli impianti dichiarati di “interesse strategico nazionale”. Tutto questo solo se viene accertato dalla commissione Via (Valutazione Impatto Ambientale) del ministero che il nuovo intervento non comporti un peggioramento dell’impatto ambientale rispetto alle condizioni attuali."

L’Ue chiude all’Italia: “Per l’energia ci sono i prestiti del Recovery” di Carlo Di Foggia. Il vertice, Spagna favorevole, no di Olanda e Germania

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/25/la-ue-chiude-allitalia-per-lenergia-ci-sono-i-prestiti-del-recovery/8366065/

dall'articolo di Carlo Di Foggia: "Non che ci si aspettasse una svolta, ma il vertice Ue informale di Cipro si chiude senza aperture all’Italia, che almeno stavolta ha ottenuto la sponda di altri paesi come la Spagna: niente flessibilità sui conti per affrontare la crisi energetica innescata dalla guerra nel Golfo. Il “blocco nordico”, a partire da Germania e Paesi Bassi, è contrario ad allentare le regole fiscali, come pure a una tassa comune sui profitti energetici. Nella conferenza stampa finale, Ursula von der Leyen lo ribadisce: niente attivazione della clausola che sospende il Patto di Stabilità già usata per la pandemia Covid. “Può essere attivata solo in caso di grave recessione nell’Ue. Per fortuna, questa non è la situazione”, spiega la presidente, che rimanda la discussione ai prossimi Ecofin di maggio, i vertici dei ministri delle Finanze. All’Italia e ad altri che hanno necessità, Von der Leyen ha invitato a utilizzare i fondi ancora disponibili del Next Generation Eu e quelli di coesione per progetti energetici: “Dei 300 miliardi per investimenti nel settore energetico, 95 miliardi non sono stati impegnati”.

Il riarmo del governo senza soldi: navi, aerei e carri per 36 miliardi di Lorenzo Giarelli Studio Milex. L’esecutivo ha portato in Parlamento 78 programmi d’acquisto per i prossimi 15 anni: 5 miliardi nel ’26 e ’27

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/25/il-riarmo-del-governo-senza-soldi-navi-aerei-e-carri-per-36-miliardi/8366063/

dall'articolo di Lorenzo Giarelli: "Il ministro Giancarlo Giorgetti lo ha detto subito: con i chiari di luna della crisi e dei vincoli di bilancio, sarà necessario “ridefinire le priorità”. Con buona pace del collega Guido Crosetto, per il leghista significa anche rivedere i fondi destinati alla Difesa, gli unici a godere di ottima salute. C’è però un punto fermo, al netto di qualsiasi scelta futura: convinto di dover assecondare le richieste degli Usa, da inizio legislatura il governo Meloni ha iniziato un ingente piano di riarmo, tra le cui voci spiccano i 78 programmi di acquisto già inviati in Parlamento. Si tratta di spese per carri armati, aerei, navi, missili, insomma la parte hard dell’aumento delle spese militari al 3,5% chiesto dalla Nato (c’è poi un altro 1,5% per generico comparto sicurezza). Quanto pesano questi programmi? L’Osservatorio Milex, che da anni si occupa di analisi nel settore Difesa, ha calcolato un valore degli impegni approvati pari a 36 miliardi spalmati in 15 anni, di cui quasi 5 soltanto nel prossimo biennio (i programmi totali si stima costeranno molto di più, intorno agli 85 miliardi, ma è bene stare solo su quanto approvato)."

ABBANDONO RIFIUTI A SEZZE: 24 SANZIONI

 tratto da https://latinatu.it/abbandono-rifiuti-a-sezze-24-sanzioni/

ABBANDONO RIFIUTI A SEZZE: 24 SANZIONI

  
 

Ventiquattro sanzioni nell’ultimo mese per contrastare l’abbandono illecito di rifiuti sul territorio comunale. È il risultato dell’attività di controllo avviata dalla Polizia

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