domenica 3 maggio 2026

qualità dell'aria, chi l'ha vista? anche il due maggio, la sesta volta nell'anno, il terzo giorno consecutivo, non sono validi i dati delle polveri sottili PM 10 della centralina di Gaeta dell'Arpa Lazio

 tratto da https://www.arpalazio.net/main/aria/sci/annoincorso/rpgg/LT/2026/20260502LT.pdf

ARPA LAZIO - LATINA Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio Dati di QUALITA' ARIA 02/05/2026 Dalle ore 01 Alle ore 24 D.Lgs 13/08/10 n.155 (Soglia Informazione) D.Lgs 13/08/10 n.155 Soglia Allarme D.Lgs 13/08/10 n.155 Limite + Tolleranza n. max sup. Consentiti O3 ug/m3 293K Cmax Oraria 180 240 NO2 ug/m3 293K Cmax Oraria 200 NO2 ug/m3 293K Num ore sup anno 200 PM10 ug/m3 Cmed 24 h 50 50 PM10 ug/m3 Num giorni sup anno ug/m3 293K BENZENE Media M. Annua § 5 PM2.5 ug/m3 Media M. Annua § 25 18 35 LT-V.Tasso 118 ore: 17 22 ore: 06 0 10 0 Aprilia 2 32 ore: 07 0 13 0 Latina Scalo 38 12 ore: 20 0 19 3 061 Gaeta Porto 108 ore: 17 42 ore: 24 0 N.V. 2 063 LT- Viale de Chirico 0,9 43 12

 ARPA LAZIO - LATINA

Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio

Dati di QUALITA' ARIA 02/05/2026

Dalle ore 01 Alle ore 24

D.Lgs 13/08/10 n.155 (Soglia Informazione)

D.Lgs 13/08/10 n.155 Soglia Allarme

D.Lgs 13/08/10 n.155

Limite + Tolleranza

n. max sup. Consentiti

O3

ug/m3 293K

Cmax Oraria

180

240

NO2

ug/m3 293K

Cmax Oraria

200

NO2

ug/m3 293K

Num ore sup

anno

200

PM10

ug/m3

Cmed 24 h

50 50

PM10

ug/m3

Num giorni

sup anno

ug/m3 293K

BENZENE

Media M.

Annua §

5

PM2.5

ug/m3

Media M.

Annua §

25

18 35

 LT-V.Tasso 118

ore: 17

22

ore: 06

0 10 0

 Aprilia 2 32

ore: 07

0 13 0

 Latina Scalo 38 12

ore: 20

0 19 3

 061 Gaeta Porto 108

ore: 17

42

ore: 24

0 N.V. 2

 063 LT- Viale de Chirico 0,9 43 12


Il dilemma dell’onnivoro: così monocolture e fertilizzanti chimici minacciano la Terra Sostenitore. L’uomo moderno vede negli animali solo lo sfruttamento, non l’insegnamento possibile derivato dal loro modo di essere nel mondo

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/30/crisi-alimentare-monocolture-fertilizzanti-biodiversita-news/8368183/

dall'articolo di Nadia D’Agaro: "Risale alla metà di aprile l’allarme della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), su una possibile crisi alimentare globale in seguito alla chiusura dello stretto di Hormuz e il conseguente mancato rifornimento di fertilizzanti chimici per l’agricoltura, ma non sono mancati gli avvertimenti degli scienziati sul pericolo di una agricoltura che sfrutta in modo massiccio, intensivo, scriteriato, il suolo: già nel 2006, cioè vent’anni fa, esce negli Usa il saggio di Michael Pollan, Il dilemma dell’onnivoro, il cui primo capitolo è dedicato a una pianticella, modesta, forte, assertiva e invadente, una superpianta: il mais: “Parte prima; La catena industriale: l’impero del mais; 1.Storia di una pianta; 2.La fattoria; 3.Il silo; 4.La fabbrica della carne. il feedlot…”
La “Corn Belt”, la “cintura del mais”, è una regione degli Stati Uniti medio-occidentali dove il mais è la coltura dominante, o meglio, la monocoltura dominante. E dove non si coltiva altro che una pianta, per nutrire gli animali d’allevamento intensivo, la biodiversità vegetale, che pure ha una ragione di esistere sulla Terra quanto la biodiversità animale, si ammala, deperisce, muore, e trascina con sé nella sua morte tutta la catena alimentare."

PFAS: il veleno invisibile che entra nelle nostre vite

 tratto da https://ambientenonsolo.com/pfas-il-veleno-invisibile-che-entra-nelle-nostre-vite/

dall'articolo di ambiente e non solo: "Non è un documentario, ma un legal thriller ispirato a una storia vera. Diretto da Todd Haynes e interpretato da un intenso Mark Ruffalo, Dark Waters (2019) racconta la lunga battaglia dell’avvocato Robert Bilott contro la multinazionale chimica DuPont, accusata di aver contaminato le acque di un’intera comunità con una sostanza tossica appartenente alla famiglia dei PFAS, i cosiddetti “forever chemicals”.
Il film prende avvio da un episodio apparentemente marginale: un allevatore della Virginia Occidentale chiede aiuto a Bilott perché centinaia di capi di bestiame stanno morendo in circostanze misteriose. Quello che sembra un caso locale si trasforma in un’indagine decennale che porta alla luce uno scandalo enorme: la diffusione del PFOA (o C8), usato per la produzione del Teflon, ha contaminato falde acquifere, suoli e corpi umani, con conseguenze sanitarie drammatiche.
La forza di Dark Waters è la sua capacità di rendere cinematografico un tema scientifico e complesso. Non servono effetti speciali: la tensione nasce dal conflitto tra verità e potere, tra salute pubblica e profitto aziendale. Il film mostra come la DuPont fosse a conoscenza della pericolosità del PFOA da decenni, ma abbia deliberatamente scelto di nascondere dati e minimizzare i rischi. La contaminazione non era un incidente, ma il risultato di un sistema che privilegiava l’economia sulla vita delle persone.
Mark Ruffalo — attore da anni impegnato in battaglie ambientali — interpreta Bilott con sobrietà e tenacia. Il suo personaggio non è un eroe invincibile, ma un uomo che paga un prezzo personale altissimo per la scelta di portare avanti la causa: isolamento professionale, rischi economici, tensioni familiari. Proprio questa dimensione umana rende la sua battaglia ancora più autentica e toccante.
Dal punto di vista ambientale, il film ha avuto un impatto notevole: ha contribuito a far conoscere al grande pubblico il problema dei PFAS, sostanze ancora oggi presenti in prodotti di uso quotidiano (padelle antiaderenti, tessuti impermeabili, imballaggi alimentari) e resistenti alla degradazione naturale. In Italia, regioni come Veneto e Piemonte hanno dovuto affrontare emergenze legate alla contaminazione delle acque da PFAS, a dimostrazione che il tema non riguarda solo gli Stati Uniti.
Dark Waters funziona su due livelli. È un thriller avvincente, che tiene lo spettatore incollato allo schermo seguendo l’indagine legale e scientifica. Ma è anche un film politico e civile, che invita a riflettere sul rapporto tra cittadini, imprese e istituzioni. Mostra come la giustizia ambientale sia un percorso lungo e faticoso, ma indispensabile per difendere il diritto fondamentale a un ambiente sano.
Recensire Dark Waters significa aprire una finestra su una delle questioni ambientali più urgenti e meno visibili: la presenza di sostanze chimiche persistenti nel nostro quotidiano. Guardare questo film significa capire che l’inquinamento non è solo fumi e smog, ma anche contaminazioni silenziose, invisibili, che entrano nell’acqua che beviamo e nel cibo che mangiamo.
Dark Waters è un’opera necessaria perché trasforma dati e rapporti tecnici in una storia di persone. E ci ricorda che dietro ogni numero ci sono comunità, famiglie, vite umane che hanno diritto alla verità e alla giustizia.
Articoli di Ambientenonsolo sui PFAS

Emergenze ambientali in Lombardia, con 1425 segnalazioni nel 2025 raggiunto il massimo storico

 tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/temi/emergenze-ambientali/emergenze-ambientali-in-lombardia-con-1425-segnalazioni-nel-2025-raggiunto-il-massimo-storico/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=emergenze-ambientali-in-lombardia-con-1425-segnalazioni-nel-2025-raggiunto-il-massimo-storico

A questo link il rapporto completo pubblicato sul sito dell’Agenzia. Cresce il trend delle segnalazioni ambientali arrivate alla Sala Operativa della Protezione Civile della Lombardia e conseguentemente pervenute all’Agenzia. Nel 2025 ha raggiunto il massimo storico di 1425, con un aumento del 65 per cento in dieci anni.

“Arpa Lombardia si conferma un pilastro del sistema regionale, osserva l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Giorgio Maione. Grazie a una presenza capillare, l’Agenzia garantisce un servizio di prossimità, supportato dall’alta competenza del personale. L’incremento delle segnalazioni è l’indice di una crescente sensibilità ambientale dei cittadini e della loro fiducia nelle istituzioni: una comunità consapevole è il primo presidio del territorio. Questi dati certificano la capacità del nostro sistema di intercettare e risolvere tempestivamente le criticità, consolidando un modello di tutela che mette al centro la salute e la protezione del capitale naturale attraverso un monitoraggio costante e d’eccellenza”.
“C’è un forte segnale di responsabilità civica – spiega la presidente di Arpa Lombardia, Lucia Lo Palo – sia da parte della comunità tutta sia da parte di chi ogni giorno è impegnato a svolgere al meglio il proprio lavoro per la tutela ambientale”.
Non tutte le segnalazioni giunte ad Arpa Lombardia per fortuna hanno rivestito carattere di “emergenza ambientale”, non costituendo quindi un pericolo per l’ambiente. Di queste, 582 (41 per cento) sono state “filtrate” e gestite durante il normale orario di lavoro e senza un intervento. La maggioranza delle segnalazioni processate riguarda le molestie olfattive (86,8 per cento). Sul totale delle segnalazioni pervenute, ben 656 hanno comportato un’attivazione per le squadre di Arpa Lombardia.
Il cittadino nel 42,5 per cento dei casi è la prima fonte di attivazione, seguito dai Vigili del Fuoco (22,4 per cento), mentre l’inquinamento dei corpi idrici superficiali (CIS) è la causa principale di intervento (50,5 per cento dei casi), con prevalenza di schiume, morie di pesci e sversamenti di idrocarburi.

Biodiversità e monitoraggi nel delta del Saloum: il contributo di Arpa Liguria

 tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-liguria/biodiversita-e-monitoraggi-nel-delta-del-saloum-il-contributo-di-arpa-liguria/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=biodiversita-e-monitoraggi-nel-delta-del-saloum-il-contributo-di-arpa-liguria

Il percorso, che proseguirà fino al 2028, punta a rendere la riserva autonoma nella gestione delle informazioni ambientali e nella definizione di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Leggi la notizia completa sul sito di ARPA Liguria.