Pontinia (LT) dall'ambiente, alla difesa dei diritti civili e sociali, dalla politica alla tecnica. Si riportano stralciriportandone autori. Nota: qualora si ritenga la pubblicazione (o i commenti) siano lesivi o notizie superate si prega di comunicarlo con mail giorgio.libralato@gmail.com e saranno rimossi. Oppure allo stesso modo si può esercitare il diritto di replica. Qualora si ritenga che una pubblicazione o parte di essa ledano i diritti di copyright o di autore saranno rimossi
Morto che parla. “È morto Alessandro Di Battista, ex deputato M5S” (Corriere.it, 26.9). Il Corriere, invece, è defunto da parecchi anni. E lui modestamente lo nacque. “In Italia c’è un certo numero di coglioni che elegge idioti” (Carlo Calenda, leader Azione, Un giorno da Pecora, Rai Radio1, 24.9). Tanto per dare un senso all’esistenza in […]
“Se la magistratura ha tempo da perdere su una cosa così, su un’associazione svizzera che fa del bene…”. Lo dice Emanuele Filiberto di Savoia a San Filippo Neri, Torino, dopo la Messa capitolare che chiude la due giorni del Capitolo Generale degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia — tra ammissioni al Lingotto e […]
Nel Ceará le bande si contendono il territorio tra omicidi e regolamenti di conti. L’estrema destra incolpa il presidente: per Bolsonaro e soci è il primo tema della campagna elettorale
Roccagorga senza acqua, La Penna: “La Regione sostenga interventi urgenti sulla rete idrica. “Da anni segnaliamo le criticità. Non possiamo continuare a
tratto da https://www.wwf.it/pandanews/societa/crisi-climatica-in-italia-9-intervistati-su-10-colpiti-da-eventi-estremi-negli-ultimi-5-anni/
Negli ultimi cinque anni nove italiani intervistati su dieci hanno vissuto eventi climatici estremi come ondate di calore, piogge intense e siccità. È quanto emerge dall’indagine* partecipata “La crisi climatica è già qui: cosa sta cambiando per te?”, promossa da WWF Italia e Movimento Laudato Si’ insieme ad altre realtà civiche, con Green&Blue di Repubblica come media partner.
Il questionario, distribuito a partire dal 5 giugno fino al 15 settembre, è stato sviluppato con il supporto scientifico della divisione REMHI (Modelli Regionali ed impatti geo-idrologici) del CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che ne ha garantito il rigore terminologico e la coerenza con la letteratura scientifica e normativa. L’indagine ha raccolto le risposte di 2.423 cittadini e cittadine maggiorenni residenti in tutte le regioni italiane*.
Gli eventi estremi ormai parte della quotidianità
La prima indicazione significativa è quanto gli eventi estremi facciano ormai parte della nostra vita, modificando la quotidianità e le abitudini di ciascuno di noi. L’89% di chi ha risposto dichiara, infatti, di aver vissuto almeno un evento estremo nella propria zona negli ultimi cinque anni. A dominare sono le ondate di calore, indicate come frequenti**dal 97%, seguite da precipitazioni intense (83%) e siccità (74%). E gli effetti si sentono nella vita di ogni giorno: il 96% ha sofferto il caldo negli spostamenti quotidiani, il 91% ha faticato a lavorare o studiare e il 63% ha avuto problemi respiratori o affaticamento. Più di una persona su due ha vissuto problemi di fornitura energetica o blackout.
La percezione del rischio è altissima: il 95% ritiene che gli eventi estremi siano aumentati nella propria zona e il 93% considera necessario rafforzare prevenzione e adattamento. Eppure, le risposte concrete risultano spesso essere limitate e per lo più al livello individuale o famigliare. Molte persone hanno cambiato le proprie abitudini, pianificando diversamente la giornata per evitare il caldo (92%) o proteggendo la casa (88%), ma gli interventi che richiedono più impegno sono meno diffusi: solo la metà dei rispondenti dichiara di aver installato o migliorato condizionatori o ventilazione, una quota ancora minore invece schermature solari (28%), nuove piantumazioni (14%). E solo l’11% ha partecipato a reti di aiuto nel quartiere o nella comunità.
Il peso sui bilanci familiari
Il clima pesa anche sui bilanci familiari. L’85% segnala un aumento delle spese per il raffrescamento, e una persona su tre dichiara di aver subìto danni materiali o economici. Tra queste, la fascia più frequente è quella tra 1.000 e 5.000 euro. A questo si aggiunge una tutela assicurativa fragile: più di un terzo dei rispondenti dichiara di non avere alcuna copertura contro i danni da eventi estremi e, tra chi ha chiesto un rimborso, meno della metà lo ha ottenuto per intero, mentre il 48% solo in parte. Due persone su tre hanno atteso da uno a sei mesi. Non sorprende che una persona su due dichiari di non essere del tutto certa di avere le risorse per investire in prevenzione.
Mentre le persone cercano di adattarsi al clima che cambia, l’azione delle amministrazioni sembra essere poco percepita, soprattutto sul fronte strutturale. Le misure più notate sono le disinfestazioni contro zanzare e altri parassiti e le allerte via SMS, telefono o media, cioè interventi di comunicazione e di emergenza. Molto meno percepiti sono i piani di emergenza locali, il ripristino della natura per prevenire le alluvioni e le opere per rendere accessibili le emergenze a chi ha disabilità. Nel confronto, va tenuto conto che chi risponde tende a valutare più favorevolmente le proprie azioni di quelle delle istituzioni, forse anche perché non sempre le azioni delle amministrazioni locali sono conosciute e certamente non sono ancora inserite in un contesto nazionale, visti i ritardi nell’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
Il ruolo di Urban Nature
La lotta alla crisi climatica non può prescindere dal ruolo della natura nelle aree urbane. Dove presente il verde mitiga le ondate di calore e le alluvioni. Per questo, Il 3 e 4 ottobre torna Urban Nature, l’iniziativa nazionale del WWF, giunta alla sua decima edizione, che coinvolge i cittadini nella tutela della natura in città, per difendere la biodiversità urbana e promuovere ambienti più sani e sicuri. L’evento di quest’anno sarà diffuso in oltre 100 piazze italiane, con stand e iniziative per valorizzare la natura urbana, in linea con l’impegno del WWF per rigenerare gli spazi verdi cittadini.
Il sondaggio di YouGov
Occorre sottolineare che i risultati del sondaggio condotto da YouGov alla fine di agosto 2026[1] su sei Paesi europei -Regno Unito (Gran Bretagna), Italia, Francia, Germania, Spagna e Danimarca, offrono il contesto dell’indagine condotta dal WWF in Italia. In particolare, Francia, Italia e Spagna sono i Paesi nei quali si è più consapevoli del legame tra ondate di calore e cambiamento climatico. In tutti i Paesi c’è un’altissima insofferenza verso chi tende a sottostimare l’anomalia rispetto al passato e la portata delle ondate di calore. Da rilevare che in Italia un’alta percentuale di cittadini ha sperimentato personalmente gli incendi e tempeste/alluvioni, come mostra la tabella.
Altissima la consapevolezza che le azioni per far fronte alla crisi climatica portano benefici alle persone (vedi tabella che segue) e che mitigazione (taglio delle emissioni climalteranti) e adattamento (misure per adeguare economia, infrastrutture e società al cambiamento climatico già in atto, nonché considerare e prevenire i rischi) sono entrambe importanti e vanno condotte insieme.
Due giornate intense e molto partecipate, caratterizzate da un confronto aperto, numerosi interventi e un coinvolgimento attivo dei dirigenti e funzionari di ARPA Basilicata. È questo il primo elemento che mi sembra importante sottolineare al termine del corso di formazione che il direttore di Ambientenonsolo ha tenuto il 25 e 26 settembre a Potenza su “La comunicazione in un’agenzia ambientale”.
La disponibilità dei partecipanti a mettersi in gioco nelle esercitazioni, a discutere criticità ed esperienze concrete e a confrontarsi sulle possibili soluzioni ha consentito di andare oltre una tradizionale attività formativa, trasformando le due giornate in un vero momento di lavoro comune sulla comunicazione dell’Agenzia.
Come trasformare dati, controlli e attività tecnico-scientifiche in informazioni comprensibili e utili ai cittadini? Come organizzare la comunicazione di un’Agenzia ambientale in un contesto segnato da crescente attenzione per ambiente e salute, ma anche da conflitti, sfiducia e richieste di risposte sempre più rapide? Sono stati questi alcuni dei temi al centro del percorso, rivolto a dirigenti e funzionari di ARPA Basilicata.
Il punto di partenza è stato il ruolo particolare delle Agenzie ambientali. Operano in un contesto nel quale cresce l’attenzione per l’ambiente e, soprattutto, per i possibili effetti sulla salute delle diverse fonti di pressione, ma nel quale sono contemporaneamente aumentate la sfiducia verso le amministrazioni pubbliche e la conflittualità sui temi ambientali. Alle Agenzie vengono richiesti dati, verifiche e risposte in tempi sempre più brevi, spesso mentre sono in corso accertamenti complessi.
Comunicare significa mettere a disposizione informazioni utili
Problema: la Rai, su ordine dei suoi mandanti al governo, caccia il suo vicedirettore Sigfrido Ranucci da Report – il programma che dirige e conduce da nove anni e in cui lavora da venti – dopo che ha subìto con la sua famiglia un attentato esplosivo dinanzi a casa sua. Tutti sanno che il provvedimento, […]
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Tutto ampiamente previsto. Ieri lunghe file ai benzinai Eni, dove dalle ore 8 è scattato per 30 giorni il tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 per il gasolio. Poi il price cap annunciato da Ip che, solo a metà pomeriggio ha coinvolto appena 300 distributori con la promessa che […]
Con parere favorevole espresso dalla conferenza dei servizi decisoria, presieduta dal commissario straordinario del governo Massimo Sessa, si è concluso il percorso amministrativo di approvazione del progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Ora si avvieranno la verifica del Pfte e le procedure di gara previste dalla legge, con l’obiettivo di avviare i lavori […]
Lo aveva detto, il premier britannico Andy Burnham, di non affrettare speculazioni. Ma il riflesso di lanciare allarmi contro una nuova minaccia “ibrida” da uno Stato estero “avversario” che aleggia sull’Europa è scattato troppo rapidamente per essere fermato. Sul caso dei cinque arrestati fuori dalla base di Fairford in Gran Bretagna si è lanciato per […]