giovedì 21 maggio 2026

Le “palle di mare” svelano la plastica nascosta nei fondali del Mediterraneo

 tratto da https://ambientenonsolo.com/le-palle-di-mare-svelano-la-plastica-nascosta-nei-fondali-del-mediterraneo/ 

dall'articolo di Marco Talluri: "Le “palle di mare” si formano quando i residui fibrosi della Posidonia vengono modellati dalle correnti. Durante questo processo intrappolano sedimenti e detriti, comprese le plastiche.
Proprio questa caratteristica le rende strumenti preziosi:
concentrano le particelle presenti sul fondale
permettono un monitoraggio semplice e non invasivo
offrono un’indicazione immediata dello stato di contaminazione
Il metodo utilizzato nello studio – raccolta manuale, apertura delle sfere, analisi microscopica e identificazione dei polimeri – è replicabile con costi contenuti e può essere adottato su larga scala da enti e agenzie ambientali.
Un segnale chiaro per il Mediterraneo
Il Mediterraneo è considerato uno dei bacini più esposti all’inquinamento plastico. In questo contesto, le praterie di Posidonia oceanica, già fondamentali per:
ossigenazione delle acque
stabilizzazione dei sedimenti
sequestro del carbonio"
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Le “palle di mare” svelano la plastica nascosta nei fondali del Mediterraneo

Le cosiddette “palle di mare”, le sfere naturali di Posidonia oceanica note come aegagropile, raccontano una verità sempre più difficile da ignorare: la plastica è ormai parte integrante degli ecosistemi marini.

Secondo uno studio condotto da ENEA lungo 13 siti della costa laziale e pubblicato sulla rivista scientifica Environments, oltre un terzo di queste sfere contiene frammenti plastici. Un dato che conferma come anche i sedimenti marini, spesso invisibili, siano ampiamente contaminati.

Microplastiche diffuse e persistenti

L’analisi di circa 1300 “palle di mare” ha evidenziato che il 34,9% contiene plastica, per un totale di 1415 particelle rilevate, con una media di oltre tre frammenti per sfera.

Quasi la metà dei materiali individuati è costituita da microplastiche inferiori ai 5 millimetri, mentre il resto si divide tra mesoplastiche e frammenti più grandi. Dal punto di vista morfologico dominano fibre e filamenti sintetici, una traccia chiara delle attività umane.

Tra i polimeri più diffusi emergono:

  • nylon
  • polietilene tereftalato (PET), tipico degli imballaggi
  • polietilene e polipropilene


5G e possibili effetti negativi sulle persone, l’esperto: “A Roma 15.000 antenne e non c’è un piano di localizzazione per i siti sensibili” di Elisabetta Ambrosi. "Il governo Meloni ha modificato la norma per cui i Comuni avevano l’obbligo di pubblicizzare le antenne". E per quanto riguarda la giunta Gualtieri: "Sta spingendo il 5g attraverso le microcelle installate ovunque, dalle fermate della metro ai pali di illuminazione. Sicuramente si risolve il problema estetico, almeno in parte, ma resta l’interrogativo sulla salute"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/20/5g-e-possibili-effetti-negativi-sulle-persone-lesperto-teodoro-a-roma-15-000-antenne-e-non-ce-un-piano-di-localizzazione-per-tutelare-i-siti-sensibili/8391809/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=fatto-for-future&utm_term=2026-05-20

5G e possibili effetti negativi sulle persone, l’esperto: “A Roma 15.000 antenne e non c’è un piano di localizzazione per i siti sensibili”

"Il governo Meloni ha modificato la norma per cui i Comuni avevano l’obbligo di pubblicizzare le antenne". E per quanto riguarda la giunta Gualtieri: "Sta spingendo il 5g attraverso le microcelle installate ovunque, dalle fermate della metro ai pali di illuminazione. Sicuramente si risolve il problema estetico, almeno in parte, ma resta l’interrogativo sulla salute"

di Elisabetta Ambrosi

dall'articolo di Elisabetta Ambrosi: “Ben 15.000: tante sono a Roma oggi le antenne di telefonia mobile installate, un numero superiore ad altre grandi città europee. Proprio la capitale è un caso emblematico di ciò che accade quando politiche improntate alla semplificazione e alla deregulation, volute dal governo Meloni, si sommino alla mancata applicazione di un regolamento attraverso il piano di localizzazione degli impianti, come chiedono da tempo le associazioni”. È preoccupato degli impatti sul paesaggio ma soprattutto gli effetti sulla salute Giuseppe Teodoro, esperto e consulente giuridico degli enti locali in tema di elettrosmog e governo del territorio. Su questo tema in Campidoglio, è stato programmato dal Movimento 5 Stelle, il 20 maggio, un convegno dal titolo: “5G e inquinamento elettromagnetico: il punto su Roma”.
Quali sono le norme fondamentali che regolano questo settore?
Il punto di partenza è il Codice delle Comunicazioni Elettroniche del 2003, la norma principale che affida ai comuni il compito di autorizzare o meno gli impianti. L’altra norma fondamentale è la Legge quadro sull’inquinamento elettromagnetico, che risale al 2001 e consente sempre ai comuni di regolamentare la presenza degli impianti sul proprio territorio attraverso un regolamento e un piano di localizzazione. Sono strumenti che però molti comuni neanche conoscono."
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Linee guida Snpa sui materiali di riporto, un evento il 2 luglio a Roma. Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente

 dalla newsletter de SNPA Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente