mercoledì 1 luglio 2026

il fatto quotidiano in edicola. COMMISSIONE. Accuse smentite dai giudici Covid, tutte le balle su Conte e Arcuri. Il presidente della Camera risponde alla richiesta del leader 5S che potrà dimettersi dalla commissione d’inchiesta, testimoniare e poi tornare a fare il commissario. L’inchiesta parlamentare già smontata dai tribunali. 4 ARRESTI IN CAMPANIA Ranucci, la “re te” dietro la bomba: caccia a Mister X. NEL 2024 ERA A 91 MILA Brunetta, cresce la paga: 215 mila euro per il 2025. ALTRA NOMINA RENZIANA Trasporti, la perizia contro Salis: “Crisi gonfiata per il voto”. TAJANI SFASCIA TUTTO DALLA LEGGE ELETTORALE ALLE INTERCETTAZIONI Preferenze e giustizia: la destra perde la testa. GLI SCONTRI FDI-FI-LEGA FORZISTI CONTRO MELONIANI, POI IL VERTICE DEI 3 PARTITI. NORDIO NEI GUAI SU MELILLO. I COSTITUZIONALISTI CONTRO IL MELONELLUM L’appello dei giuristi al popolo del No Conte: “Alleanza per la Costituzione”. MELONI PENSA ALL’ELECTION DAY NEI COMUNI Milano: la destra va a cena sul sindaco, ma rimane divisa e sonda sei candidati

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-1-luglio-2026/

 
Politiche ’27

Il Melonellum frena: vertice senza accordo. Lite sulle preferenze

Senza leader FdI rilancia sulla scelta degli eletti: “Ci abbiamo messo la faccia”. Il no di FI e Lega. Il voto slitta per i disagi dei treni

di Giacomo Salvini

 
L'editoriale di Marco Travaglio
 

Prendetelo! È incensurato

Nel magico mondo della destra italiota, il pregiudicato per frode fiscale e finanziatore della mafia B. è un santo, i pregiudicati per mafia Dell’Utri, D’Alì e Cosentino sono martiri, il pregiudicato per favoreggiamento mafioso Cuffaro è un alleato, i pregiudicati per corruzione Previti, Formigoni e simili sono statisti, l’assassino ergastolano Chico Forti è un eroe […]

 
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Prima Pagina
 
La protesta

Premio, listoni bloccati e premier: già pronto il ricorso alla Consulta

Giuristi e opposizione in un teatro di Roma. Il modello referendum, Conte: “Alleati per la Carta”

di Gianluca Roselli

 
4 arresti

Attentato a Ranucci, caccia ai mandanti della bomba contro il conduttore di Report: dal clan Moccia alla pista sul cantiere

Preso il commando della bomba sotto casa del conduttore di “Report”S’indaga sul movente: la traccia sul clan di Afragola in una mail anonima ai pm

di Vincenzo Bisbiglia e Vincenzo Iurillo

 
Mascherine

I mediatori cinesi, Arcuri e Di Donna: tutti archiviati, prosciolti o assolti (ma non per la Commissione Covid di Fdi)

La commissione di FdI vuole la graticola per Conte sui dispositivi “farlocchi”, comprati quando il virus travolse l’Italia

di Alessandro Mantovani

 
 
L’ente dimenticato

Il Cnel nuovo Bengodi: nel 2025 Brunetta s’è portato a casa 215mila euro di stipendio

Tra le più pittoresche eredità del governo Meloni c’è la resurrezione del Cnel, ente per anni dimenticato, rimasto con poche funzioni e fondi risicati. Adesso non è più così e il primo a gioirne è il suo presidente, l’ex ministro Renato Brunetta, di cui adesso il Fatto può rivelare lo stipendio annuo lordo percepito nel […]

di Lorenzo Giarelli e Ilaria Proietti

 
 
Intervista - Lorenzo Gasperini

L’ideologo di Vannacci, Lorenzo Gasperini: “Mussolini uno statista, oggi prevale l’ideologia finocchista”

"Vogliamo il nucleare e riaprire a Putin: basta armi a Kiev"

di Alberto Marzocchi

 
 
Parenti serpenti

Pochi dolori e molte miserie del “capitalismo familiare”

Dai Benetton agli Agnelli, dai Caprotti a Pirelli tra guai e litigi: chi passa all’incasso, chi s’indebita o lascia rovine

di Salvatore Cannavò

 
 
Genova

Trasporto pubblico a Genova, una perizia smentisce Silvia Salis: “Crisi gonfiata per fini elettorali”

La sintesi è che un fuocherello sarebbe stato presentato come un incendio. Una (risolvibile) crisi di liquidità rappresentata come un enorme “buco” nei bilanci, lo stadio immediatamente prima di una bancarotta. E, ancor peggio, notizie ingigantite avrebbero poi causato un aggravamento della situazione finanziaria, perché avrebbero messo in fuga le banche, alle quali le società […]

di Marco Grasso

 
 
Il libro

Dickens narrato da Borges: “Un amico per tutta la vita”

Per 10 anni il grande scrittore insegnò letteratura inglese all’Università di Buenos Aires: “La lettura è una forma di felicità”

di Jorge Luis Borges

 
In Primo Piano
 
Riforma giustizia

Intercettazioni, la destra si scontra sulle correzioni chieste da Melillo: Nordio convoca i sottosegretari

Via Arenula vuol cambiare la norma su input del n. 1 della Dna, i forzisti fanno muro

di Giacomo Salvini

 
Montecitorio

Fontana: “Conte potrà essere sentito in Commissione Covid”

Fontana: “Poi sarà riammesso tra i commissari”

di wa.ma.

 
La holding

Non c’è pace tra i Del Vecchio: Delfin bloccata, schiaffo a Leonardo Maria

Non partecipa e attacca il cda, gli altri votano contro il suo revisore dei conti

di Marco Palombi

 
 
Il caso Tavolara bay

I sardi in corteo per Cala Finanza: “No al cemento”

Contro sa prepotentzia de s‘istadu, “contro la prepotenza dello Stato”. La mobilitazione popolare è fissata per stamattina alle 9, a Cala Finanza (Olbia), davanti al mare smeraldo della Sardegna. Proprio dove, secondo la decisione presa dal governo Meloni, dovrebbe essere realizzata un’operazione immobiliare da 50 ettari. La Tavolara Bay s.r.l. – controllata dalla società brasiliana […]

di Ferruccio Sansa

 
 
Bombe e affari

La Germania si riarma da sola: vuole 400 mld di tagli al Bilancio Ue

Per Merz “non ci possiamo permettere” i 2mila mld di budget proposti da Ursula: tutti i nodi politici dietro ai soldi

di Marco Palombi

 
I Commenti
Massimo Fini

Il lavoro della terra scompare e la natura ci presenta il conto

di Massimo Fini

Solo un Dio ci salverà: la lotta alla guerra

di Raniero La Valle

Istanbul porta lo zero waste verso la COP31 di Antalya

 tratto da https://ambientenonsolo.com/istanbul-porta-lo-zero-waste-verso-la-cop31-di-antalya/


Istanbul porta lo zero waste verso la COP31 di Antalya

Lo Zero Waste Forum 2026 e lo Zero Waste Festival hanno trasformato Istanbul in una grande piattaforma internazionale dedicata alla prevenzione dei rifiuti, all’economia circolare e al rapporto tra gestione delle risorse e azione climatica. L’appuntamento, organizzato dalla Zero Waste Foundation dal 5 al 7 giugno 2026 presso l’Aeroporto Atatürk di Istanbul, si è svolto con il tema Road to Antalya: Zero Waste as Climate Action, in vista della COP31, che si terrà ad Antalya dal 9 al 20 novembre 2026.

Il messaggio politico dell’iniziativa è stato chiaro: lo zero waste non è soltanto una politica di gestione dei rifiuti, ma una strategia climatica. Ridurre la produzione di rifiuti, prevenire lo spreco alimentare, recuperare materia, limitare le emissioni di metano e trasformare i sistemi produttivi e urbani significa intervenire su una parte concreta della crisi climatica.

Lo zero waste come azione climatica

Secondo gli organizzatori, il forum ha avuto l’obiettivo di rafforzare il percorso della Türkiye verso la COP31 di Antalya, non attraverso negoziati formali, ma mediante annunci, costruzione di partnership e definizione di strumenti operativi. Il tema scelto, “Zero Waste as Climate Action”, lega direttamente la riduzione dei rifiuti alla capacità dei Paesi e delle città di abbattere emissioni, consumi di materia e impatti ambientali.


Tagli del Mase alle aree protette, un altro duro colpo alla natura italiana.WWF È molto grave che l’Italia scelga di penalizzare in generale il Ministero dell’ambiente e le aree protette in particolare

 tratto da https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/tagli-del-mase-alle-aree-protette-un-altro-duro-colpo-alla-natura-italiana/



Le aree protette sono fondamentali per il nostro Paese, ma il Ministero dell'ambiente ha deciso di tagliare i fondi a loro destinati. Noi però, insieme ad altre associazioni, non ci stiamo👇 wwf.it/pandanews/ambi

martedì 30 giugno 2026

Europa sotto una cupola di calore: il clima che cambia rende il caldo estremo una minaccia sanitaria

 tratto da https://ambientenonsolo.com/europa-sotto-una-cupola-di-calore-il-clima-che-cambia-rende-il-caldo-estremo-una-minaccia-sanitaria/

L’Italia è tra i Paesi più esposti
L’Italia è già oggi il Paese europeo con il maggior numero di decessi legati al caldo. Da giugno a settembre 2024 si sono registrati oltre 62.000 decessi legati al caldo in Europa e l’Italia ha contato circa 19.000 vittime, il valore più alto del continente.
Il nostro Paese è particolarmente vulnerabile per più ragioni: popolazione anziana, forte urbanizzazione, patrimonio edilizio spesso non adatto al caldo estremo, ampie aree costiere e pianure soggette a notti tropicali, condizioni di povertà energetica che rendono difficile raffrescare le abitazioni, lavori all’aperto ancora troppo esposti.
Nel 2023 in Italia i decessi per caldo sono stati circa quattro volte superiori a quelli causati dagli incidenti stradali. Questo confronto aiuta a capire quanto il rischio caldo sia ancora sottovalutato nel dibattito pubblico. Per la sicurezza stradale esistono campagne, controlli, norme, investimenti e obiettivi. Per il caldo estremo, invece, la prevenzione resta spesso episodica, affidata ad allerte, raccomandazioni e risposte emergenziali.
Se le emissioni continueranno sull’attuale traiettoria, il numero di persone che muoiono ogni anno in Italia a causa del caldo potrebbe più che raddoppiare entro la fine del secolo, passando da circa 10.400 a oltre 28.200 decessi annui.
Gli ultimi anni mostrano un’accelerazione
I dati climatici italiani confermano che non siamo di fronte a una normale variabilità. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia, seguito dal 2022 e dal 2023. Tre degli ultimi quattro anni sono quindi tra i più caldi della storia osservata del Paese.
Nel 2022 l’Italia ha registrato 47 giorni di ondate di calore in più rispetto alla media, il numero più alto mai osservato. Seguono il 2003, con 35 giorni in più, e il 2023 e il 2024, con circa 29 giorni ciascuno. Anche in questo caso, tre dei quattro anni con il maggior numero di giorni di ondate di calore si collocano negli ultimi quattro anni.
La stessa tendenza riguarda le notti calde. Nel 2024 si sono registrate 25 notti in più con temperature superiori a 20 °C rispetto alla media, il valore più alto mai osservato. Seguono il 2022, il 2003 e il 2023. Anche le giornate molto calde, con temperature pari o superiori a 35 °C, sono in forte aumento: nel 2024 se ne sono registrate 11 in più rispetto alla media.
Il record storico italiano resta quello di Siracusa, dove l’11 agosto 2021 sono stati misurati 48,8 °C, la temperatura più alta mai registrata in Europa.
Le città sono il fronte più fragile
Le città concentrano il rischio. Asfalto, cemento, traffico, edifici fitti, mancanza di ombra e scarsità di verde aumentano l’accumulo di calore. Le aree più povere e periferiche sono spesso anche quelle con meno alberi, meno spazi pubblici freschi, edifici peggiori e minore accesso all’aria condizionata.
La visualizzazione di Bruxelles è particolarmente efficace: oltre 47 °C di temperatura della superficie terrestre nell’area urbana e circa 24,5 °C nella vicina foresta. Questa differenza mostra che l’adattamento urbano non è un dettaglio estetico, ma una politica sanitaria.
Alberi, parchi, corridoi verdi, tetti verdi, depavimentazione, ombreggiamento, fontane, superfici chiare, scuole e ospedali resilienti al caldo, trasporto pubblico climatizzato e accessibile, rifugi climatici per le persone fragili sono strumenti di prevenzione. Non servono solo a rendere la città più bella: servono a ridurre ricoveri e decessi.
Il caldo estremo colpisce anche infrastrutture e servizi. Binari che si deformano, linee elettriche sotto stress, blackout da domanda di raffrescamento, ospedali sovraccarichi, scuole chiuse o non utilizzabili, lavoratori esposti a condizioni pericolose. L’adattamento climatico deve quindi diventare parte ordinaria della pianificazione urbana, sanitaria, energetica e del lavoro.
L’aria condizionata non basta
Davanti al caldo estremo, la risposta più immediata è spesso l’aumento dell’uso dell’aria condizionata. Ma questa non può essere considerata una soluzione miracolosa. Protegge chi può permettersela, ma lascia scoperti milioni di cittadini che vivono in povertà energetica o in abitazioni inadeguate.
In Italia circa 3 milioni di famiglie vivono già in condizioni di povertà energetica. Se la domanda di raffrescamento crescerà rapidamente, il rischio è aumentare disuguaglianze, costi in bolletta e pressione sulla rete elettrica. Entro il 2035, la domanda energetica per il raffreddamento potrebbe raddoppiare in città come Genova, Pisa, Roma e Napoli.
Per questo la risposta al caldo deve essere strutturale: case meglio isolate, edilizia pubblica riqualificata, raffrescamento passivo, ventilazione naturale, ombra, verde urbano, comunità energetiche, energia rinnovabile e sistemi di allerta efficaci. L’aria condizionata può essere necessaria nei momenti di emergenza, ma da sola rischia di trasformare il problema sanitario in un problema energetico e sociale.
Mitigazione e adattamento devono procedere insieme
Ogni ondata di calore odierna è resa più probabile e più intensa dal cambiamento climatico. Questo non significa che il caldo non sia mai esistito prima, ma che oggi le stesse condizioni atmosferiche producono temperature più elevate e impatti più gravi.
La riduzione delle emissioni resta quindi la prima misura di prevenzione sanitaria. Uscire dai combustibili fossili, accelerare sulle rinnovabili, ridurre i consumi energetici, elettrificare i settori oggi più dipendenti da petrolio e gas, migliorare l’efficienza degli edifici e trasformare la mobilità sono politiche climatiche, ma anche politiche di salute pubblica.
Allo stesso tempo, l’adattamento non può più essere rinviato. Le città europee stanno già sperimentando livelli di calore che mettono alla prova la capacità di risposta dei sistemi sanitari e sociali. Le allerte sono utili, ma non sufficienti. Serve una nuova generazione di piani caldo, integrati con urbanistica, welfare, sanità territoriale, protezione civile, lavoro, scuola, trasporti ed energia.
Il caldo come misura della crisi climatica
L’ondata di calore di giugno 2026 è un segnale potente. Non perché sia la prima, ma perché arriva dopo anni di record, morti, notti tropicali e stagioni sempre più estreme. L’Europa non sta semplicemente vivendo estati più calde: sta entrando in una nuova condizione climatica.
La domanda non è più se il cambiamento climatico stia influenzando le ondate di calore. La scienza lo mostra con chiarezza. La domanda è quanto rapidamente vogliamo ridurre le cause del riscaldamento e quanto seriamente intendiamo proteggere le persone dagli impatti già inevitabili.
Il caldo estremo non è solo un problema meteorologico. È una questione di salute pubblica, giustizia sociale, pianificazione urbana, sicurezza energetica e responsabilità climatica. Le immagini satellitari di Copernicus e le analisi di World Weather Attribution raccontano la stessa storia: l’Europa si sta scaldando a una velocità che mette sotto pressione società, infrastrutture e sistemi sanitari.
Riconoscerlo è il primo passo. Il secondo è agire, prima che ogni nuova estate diventi un’altra conta di record e vittime evitabili.
Vedi meno

Microplastiche nelle acque potabili, Arpa Abruzzo potenzia le analisi con microspettroscopia Raman

 tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-abruzzo/microplastiche-acque-potabili-arpa-abruzzo-raman/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=microplastiche-acque-potabili-arpa-abruzzo-raman

Bonifiche e materiali di riporto

 tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/ispra/le-linee-guida-snpa-46-e-46bis-sui-materiali-di-riporto-aspetti-normativi-applicativi-e-prospettive-di-gestione/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=le-linee-guida-snpa-46-e-46bis-sui-materiali-di-riporto-aspetti-normativi-applicativi-e-prospettive-di-gestione

L’evento sarà in presenza.

Programma e registrazione