martedì 25 agosto 2026

il fatto quotidiano in edicola. TRADITI Cerimonia con Meloni e Mattarella Amatrice: ricostruito solo il 40% in 10 anni. La politica sfila nel centro colpito dal terremoto nel 2016, ma i cantieri aperti sono ancora 9mila e oltre 8mila famiglie non sono rientrate in casa. Il cardinale Zuppi celebra la messa: “Il processo non è compiuto”. GUERRAFONDAI MACRON&C: “ESERCITAZIONI IN UCRAINA”. ROMA FA DRONI IN LOCO Meloni è poco volenterosa Ma porta Leonardo a Kiev. AFFARE DA 21 MILIARDI GIORGIA EVITA I BELLICISTI MA IL COLOSSO ITALIANO INVESTE IN ARMI UCRAINE. AFFARE DA 21 MILIARDI GIORGIA EVITA I BELLICISTI MA IL COLOSSO ITALIANO INVESTE IN ARMI UCRAINE. PROVE DI ISOLAMENTO, DALL’HI-TECH ALL’O RO Perduto il conflitto, gli Usa sanzionano chi commercia con l’Iran (Cina inclusa). CLAUDIA CONTE OVUNQUE Lady Piantedosi, il ritorno: premi, Rai e spot coi Vip. Draghi si fa un Bilderberg 2.0, il Rhine Group, con imprenditori, miliardari e prof ultraliberisti, da Giavazzi a Colao alla Reichlin, per “cambiare l’Europa”. In peggio. ANNUNCIO IN EXTREMIS A Venezia il film sullo sterminio d’Israele a Gaza. EPURAZIONE DI RANUCCI I 5S in Ue: “Rai su Report viola il Freedom Act”.

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-25-agosto-2026/

 
il business

E Leonardo va in Ucraina con i soldi dell’Europa: una nuova società a Kiev per fare affari sui droni

Fino a 21 miliardi in 10 anni

di Gianni Dragoni e Anna Germoni

 
L'editoriale di Marco Travaglio
 

La Supervalériola

Ci voleva il dibattito sulla cultura woke (“sveglio”), riaperto negli Usa dalla Ocasio-Cortez e qui da Conte, per ritrovare una nostra passionaccia che temevamo estinta: la supervalériola, cioè la supercazzola di Chiara (si fa per dire) Valerio. Una colata di piombo su Rep dal titolo: “Il woke ha esagerato ma da quella cultura ho imparato […]

 
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In europa

Gas alle stelle, rischi per l’autunno: Berlino non riempie gli stoccaggi

I tedeschi dovranno comprare più del solito

di Marco Palombi

 
Piano per isolare

Nuove sanzioni Usa a chi commercia con l’Iran, anche la Cina è compresa

Bessent. “Tagliare ogni linfa che sostiene il regime”

di Roberta Zunini

 
post terremoto

Amatrice, in dieci anni ricostruzione al palo: è ancora ferma al 40%

Circa 9mila cantieri aperti: 8.759 famiglie non sono rientrate in casa e 2.200 vivono nelle soluzioni abitative d’emergenza -

di Andrea Tundo

 
 
Arte&politica

Gaza torna a Venezia: “Naza” destinato a diventare un caso

Venezia. “Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza”. È la sinossi di Naza, che completa il Concorso della 83. Mostra del Cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre. […]

di Federico Pontiggia

 
 
Sotto attacco

Report, la lettera 5S in Ue: “Italia viola il Freedom Act”

“Iniziativa FdI intimidatoria, si valutino le sanzioni” Oggi in Rai riunione (incerta) per trovare una collocazione a Ranucci

di Luca De Carolis e Ilaria Proietti

 
 
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Purgatorio finito: Claudia Conte colleziona ancora premi, programmi e spot coi politici

Tutto è tornato come prima: oggi sarà al meeting di Rimini

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forza italia

Melonellum, banche, Vannacci: Tajani vola da Marina Berlusconi in Provenza

A rapporto. La figlia chiede garanzie sul seggio al tesoriere

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“Meglio lasciar perdere il woke: la sinistra riparta da Karl Marx”

Il dibattito a sinistra

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il ricordo

Meloni in visita, ma per i comitati “è solo uno show”

Il silenzio che si diffonde tra le macerie dieci anni dopo il terremoto che ha distrutto Amatrice viene interrotto da un elicottero. A bordo c’è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che alla fine conferma la sua visita nei luoghi colpiti dal sisma. L’annuncio della sua presenza è stato diffuso solo il giorno prima. Atterra […]

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Strage di Bologna, i proclami dal carcere del condannato Bellini vanno su Youtube

Ribadisce l’intenzione di morire tramite eutanasia farmacologica, ma tutto sembra fuorché un uomo rassegnato e provato dal supposto “massacro mediatico politico giudiziario” subito. Nei due video pubblicati su Youtube, mentre è nel carcere di Padova per scontare l’ergastolo per aver partecipato alla strage di Bologna del 2 agosto 1980, Paolo Bellini mostra la ben nota […]

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Lagarde in corsa per il World economic forum: lascerà la Bce?

Dell’addio anticipato alla Bce di Christine Lagarde si parla ormai da mesi e per motivi differenti. Lei stessa, in luglio, aveva fatto sapere di essere disponibile a partecipare alla campagna per le presidenziali francesi del prossimo aprile: “Se dovesse delinearsi una prospettiva che riduca l’ancoraggio della Francia all’interno dell’Europa, bisognerà spiegare perché quella sarebbe una […]

di FQ

 
 
il Fronte Est

Truppe e missili: i Volenterosi alzano il tiro, ma Meloni si sfila

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Stadio olimpico di Pechino

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Conte, idea di programma sui salari prima del “woke”

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Ragazzi del sud, jeans e D’angelo

di Veronica Tomassini

Oceani sempre più caldi: il 22 agosto battuto il record mondiale della temperatura superficiale del mare

 tratto da https://ambientenonsolo.com/oceani-sempre-piu-caldi-il-22-agosto-battuto-il-record-mondiale-della-temperatura-superficiale-del-mare/

https://ambientenonsolo.com/oceani-sempre-piu-caldi-il.../ dall'articolo di Marco Talluri: "La temperatura media giornaliera della superficie degli oceani ha raggiunto 21,1 °C, superando il precedente massimo del marzo 2024. Il dato è ancora più significativo perché arriva in agosto, quando normalmente le temperature oceaniche globali sono lontane dal loro picco annuale. Il nuovo record si inserisce nel riscaldamento di lungo periodo causato dalle attività umane, sul quale si sta innestando lo sviluppo di un forte El Niño.
Il 22 agosto 2026 la temperatura media giornaliera della superficie degli oceani del pianeta ha raggiunto 21,1 °C, il valore più elevato mai registrato nella serie utilizzata dal Copernicus Climate Change Service (C3S). È stato così superato, sia pure di un centesimo di grado, il precedente record di 21,09 °C, stabilito nel marzo 2024.
La differenza numerica può apparire minima, ma il significato climatico del nuovo primato è ben più rilevante. Non soltanto perché arriva dopo anni caratterizzati da temperature oceaniche eccezionalmente elevate, ma soprattutto perché il record viene raggiunto in un periodo dell’anno nel quale normalmente la temperatura media degli oceani globali non tocca il suo massimo.
Il dato, diffuso il 24 agosto dal C3S e ricavato dalla rianalisi ERA5 dell’ECMWF, riguarda la temperatura superficiale del mare mediata sull’oceano globale extrapolare, tra 60°S e 60°N. Per il monitoraggio di Climate Pulse viene considerato il periodo dal 1979 in poi, quello nel quale le osservazioni satellitari rendono i dati più affidabili.
Un record anomalo anche per il momento dell’anno
Le temperature oceaniche medie globali raggiungono generalmente il loro massimo tra marzo e aprile, dopo l’estate australe. Che il nuovo record assoluto sia stato raggiunto il 22 agosto rappresenta quindi uno degli aspetti più significativi dell’evento.
Il confronto con gli anni precedenti lo rende ancora più evidente. Prima del 2026, la temperatura giornaliera più alta mai osservata nel mese di agosto era stata registrata nel 2023, con 20,98 °C. Il valore del 22 agosto 2026 è dunque superiore di circa 0,12 °C anche a quel precedente massimo stagionale.
Il record non arriva inoltre isolato. Durante il 2026 si è verificata una successione di mesi con temperature superficiali del mare record o prossime ai record nell’oceano extrapolare. Il nuovo massimo giornaliero conferma quindi una condizione di calore persistente che interessa vaste aree oceaniche.
Come sottolinea Copernicus, un singolo record giornaliero deve essere interpretato con cautela e inserito nel contesto climatico complessivo. È proprio questo contesto, tuttavia, a rendere il dato particolarmente significativo.
Il riscaldamento climatico e l’arrivo di un forte El Niño
Alla tendenza di lungo periodo del riscaldamento degli oceani si sta aggiungendo un altro fattore: lo sviluppo di un forte episodio di El Niño nel Pacifico tropicale.
El Niño è un fenomeno naturale del sistema climatico caratterizzato dal riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico tropicale centrale e orientale. Può innalzare temporaneamente la temperatura media globale e modificare precipitazioni, siccità e circolazione atmosferica in numerose regioni del pianeta.
Ma El Niño non spiega da solo ciò che sta accadendo.
Il fenomeno naturale si sta infatti sovrapponendo a un oceano che si è già riscaldato per decenni a causa dell’aumento delle concentrazioni di gas serra prodotto dalle attività umane. È la combinazione tra variabilità naturale e cambiamento climatico antropogenico a rendere particolarmente preoccupante la situazione attuale.
Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, El Niño dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, mentre le previsioni stagionali di C3S indicano che l’evento potrebbe raggiungere un’intensità che non si osserva da diversi decenni.
Ciò significa che il record del 22 agosto potrebbe non rappresentare necessariamente il punto culminante dell’attuale fase di riscaldamento.
Le ondate di calore marine sono più che triplicate
Uno degli indicatori più eloquenti dello stress al quale sono sottoposti gli oceani riguarda le ondate di calore marine, periodi nei quali la temperatura dell’acqua rimane eccezionalmente elevata rispetto alle condizioni normali di una determinata area.
Samantha Burgess, Strategic Lead for Climate dell’ECMWF, sottolinea che il nuovo record rappresenta «un altro chiaro segnale di un oceano sottoposto a uno stress crescente».
El Niño sta aggiungendo ulteriore calore al sistema, ma lo fa sopra decenni di riscaldamento provocato dalle attività umane. Un dato riassume bene la trasformazione in corso: il numero di giorni interessati da ondate di calore marine a livello globale è più che triplicato rispetto ai primi anni Novanta.
Non si tratta soltanto di un indicatore climatico. Il protrarsi di temperature marine anormalmente elevate può determinare conseguenze profonde sugli ecosistemi, dalle barriere coralline alle praterie di fanerogame marine, alterando habitat, catene alimentari e distribuzione delle specie.
Gli effetti si trasferiscono quindi alle attività umane che dipendono direttamente dalla salute degli oceani, in particolare pesca e acquacoltura.
Un oceano più caldo significa anche mari più alti
Gli oceani hanno assorbito gran parte del calore in eccesso accumulato nel sistema climatico. Questa enorme capacità di immagazzinare energia ha attenuato una parte del riscaldamento dell’atmosfera, ma ha un prezzo.
Quando l’acqua si riscalda si espande. La dilatazione termica degli oceani contribuisce quindi direttamente all’innalzamento del livello medio dei mari, insieme allo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte glaciali.
Per le comunità costiere e soprattutto per le piccole isole e le aree poste a pochi metri sul livello del mare, significa una crescente esposizione a erosione, ingressione marina, allagamenti ed eventi estremi.
Il riscaldamento degli oceani non è dunque un fenomeno confinato al mare: modifica progressivamente anche le condizioni di sicurezza e abitabilità delle coste.
Più energia e umidità per l’atmosfera
Un mare più caldo può inoltre fornire maggiore energia e quantità di vapore acqueo all’atmosfera. Ciò può contribuire a intensificare le precipitazioni estreme e alcuni sistemi temporaleschi e ciclonici quando si verificano le condizioni meteorologiche favorevoli.
Non significa che ogni singolo evento estremo possa essere attribuito automaticamente alla temperatura degli oceani. Significa invece che il riscaldamento del mare modifica una delle condizioni di fondo nelle quali si sviluppano gli eventi meteorologici.
Più calore nell’oceano significa più energia disponibile per il sistema climatico.
È un aspetto particolarmente importante anche per il Mediterraneo, dove negli ultimi anni le ondate di calore marine sono diventate sempre più frequenti e persistenti e dove temperature superficiali eccezionalmente elevate possono interagire con le perturbazioni atmosferiche aumentando la disponibilità di umidità.
Anche la capacità di assorbire CO₂ può indebolirsi
C’è infine un meccanismo meno visibile, ma decisivo per il clima globale. Gli oceani costituiscono uno dei maggiori pozzi naturali di carbonio del pianeta e assorbono una parte considerevole dell’anidride carbonica emessa dalle attività umane.
L’aumento della temperatura dell’acqua tende però a ridurre la solubilità della CO₂. Un oceano più caldo può quindi diventare meno efficiente nell’assorbire carbonio dall’atmosfera, indebolendo progressivamente uno dei principali meccanismi naturali che hanno finora limitato l’accumulo di gas serra.
Si crea così il rischio di un’ulteriore retroazione: il riscaldamento modifica la capacità degli oceani di attenuare il cambiamento climatico, mentre l’aumento della CO₂ atmosferica alimenta a sua volta il riscaldamento.
Un record da osservare nelle prossime settimane
Gli scienziati dell’ECMWF che lavorano per il Copernicus Climate Change Service stanno continuando a monitorare l’evoluzione delle temperature per capire se il superamento registrato il 22 agosto rappresenti un picco temporaneo oppure l’inizio di una fase persistente su valori ancora più elevati.
I dati utilizzati provengono dalla rianalisi ERA5. Copernicus precisa che, sebbene ERA5 disponga di informazioni sulla temperatura superficiale del mare a partire dal 1940, Climate Pulse utilizza per questi confronti la serie dal gennaio 1979, quando la disponibilità delle osservazioni satellitari rende i dati più robusti.
C’è anche una precisazione tecnica importante: la SST di ERA5 rappresenta una stima della cosiddetta foundation temperature, riferibile approssimativamente a una profondità di circa dieci metri. Altri dataset che misurano la temperatura a profondità differenti possono quindi fornire valori leggermente diversi.
Il segnale che arriva dagli oceani
Il centesimo di grado con cui il 22 agosto è stato superato il record del 2024 non è, da solo, la notizia più importante. Più significativo è il quadro nel quale quel centesimo si colloca.
Gli oceani stanno attraversando una fase di riscaldamento eccezionale che dura ormai da anni. Il 2026 ha continuato a mostrare temperature record o prossime ai record e ora un forte El Niño si sta sovrapponendo a questa tendenza di fondo.
Il risultato è un sistema oceanico sottoposto a pressioni crescenti: più ondate di calore marine, maggiori rischi per gli ecosistemi, innalzamento del livello del mare, possibili effetti sugli eventi meteorologici estremi e una progressiva alterazione della capacità dell’oceano di svolgere il proprio ruolo di regolatore climatico.
Il fatto che il massimo assoluto sia arrivato in agosto anziché nel consueto periodo di marzo-aprile rende il record del 22 agosto 2026 particolarmente significativo. Non è soltanto un nuovo numero da aggiungere alla serie climatica. È un altro segnale di quanto profondamente stia cambiando il grande serbatoio di calore del pianeta."
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lunedì 24 agosto 2026

Allerta per El Niño e la calura tropicale ancora non passa di Luca Mercalli

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/08/23/allerta-per-el-nino-e-la-calura-tropicale-ancora-non-passa/8485948/

dall'articolo di Luca Mercalli: "In Italia – Calura e siccità sono proseguite fino a metà agosto con temperature massime tra 35 e 40 °C in varie località da Nord a Sud, il Po a livelli simili o inferiori ai minimi storici del 2022, come a Cremona (fino a 8,59 m sotto lo zero idrometrico), agricoltura allo stremo e molti incendi boschivi di cui molti da fulmine, dal Biellese (Monte Barone), all’Emilia (Canossa, Valmozzola), all’Abruzzo (Monte Morrone) e alla Sicilia. A porre fine – ma solo al Nord – a una canicola ininterrotta per due mesi è stata la perturbazione atlantica di giovedì 20 e venerdì 21, a prezzo di nubifragi resi più violenti dalle eccezionali quantità di energia e vapore acqueo sprigionate dalle acque del Mediterraneo occidentale ai massimi termici noti (media di 28,7 °C a metà mese), fino a 5-6 °C più calde della norma tra Baleari (dove la Boa Sa Dragonera ha rilevato una punta di 33,0 °C a inizio agosto), Golfo del Leone e Mar Ligure. Correnti umide da Sud-Ovest, provenienti da queste superfici marine in condizioni tropicali, hanno sospinto rovesci in grado di scaricare diluvi specie sull’alta Lombardia e tra Levante Ligure e Lunigiana."
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ilfattoquotidiano.it
Allerta per El Niño e la calura tropicale ancora non passa - Il Fatto Quotidiano

Incendio tra Taormina e Giardini Naxos, minacciate le abitazioni. Il sindaco De Luca: “Situazione tragica” – Video di Local Team per Il Fatto. Rogo in contrada Mastrissa, De Luca parla di "inferno". Famiglie allertate, possibile evacuazione

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/23/incendio-taormina-giardini-naxos-abitazioni-notizie/8486311/

dall'articolo di Local Team per il fatto: "Un incendio è divampato nel primo pomeriggio di domenica 23 agosto in contrada Mastrissa, tra Taormina e Giardini Naxos, con le fiamme che minacciano diverse abitazioni. Sul posto sono al lavoro squadre dei vigili del fuoco, impegnato anche un elicottero per contrastare le fiamme."
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