giovedì 8 ottobre 2026

Il continuo rinvio della Plastic Tax ci è costato almeno 2 miliardi di euro

 tratto da https://www.greenpeace.org/italy/storia/31897/il-continuo-rinvio-della-plastic-tax-ci-e-costato-almeno-2-miliardi-di-euro/


  • Il continuo rinvio della Plastic Tax ci è costato almeno 2 miliardi di euro
    Denuncia
    Immagina una tassa che avrebbe potuto far arrivare un’enorme quantità di denaro nelle casse pubbliche: è la Plastic Tax, l’imposta sulla plastica monouso.
    Introdotta in Italia nel 2020 con la Legge di bilancio, l’imposta avrebbe permesso di raccogliere un gettito fiscale di almeno 2 miliardi tra il 2020 e il 2026, ma non è mai entrata in vigore. Ogni governo infatti l’ha posticipata e – indovina un po’? – Il Governo Meloni non ha fatto eccezione. hhttps://www.greenpeace.org/italy/storia/31897/il-continuo-rinvio-della-plastic-tax-ci-e-costato-almeno-2-miliardi-di-euro/ . Cos’è la Plastic Tax
    La Plastic Tax nasce come imposta da applicare agli imballaggi in plastica monouso delle merci e dei prodotti alimentari (i cosiddetti MACSI, ovvero i Manufatti con Singolo Impiego). Nello specifico, l’Italia avrebbe dovuto imporre una tassa di 0,45 centesimi per ogni chilogrammo di prodotti in plastica monouso venduti.
    L’obiettivo era semplice: incentivare una progressiva riduzione della produzione e, di conseguenza, dell’uso di imballaggi in plastica monouso. Eppure, nonostante la Plastic Tax sia stata introdotta in Italia con La legge di bilancio 2020, l’imposta non è mai entrata in vigore: ogni governo in carica l’ha rimandata, complice la pressione dei settori industriali maggiormente coinvolti dalla nuova tassazione secondo i quali la Plastic Tax sarebbe stata un peso insostenibile per un settore ritenuto già in crisi. Un’affermazione piuttosto strana, dato che l’industria della plastica continua tuttora a fare enormi profitti: parliamo infatti di un settore che solo nel 2023 ha fatturato 58,4 miliardi di euro.1 https://www.greenpeace.org/.../il-continuo-rinvio-della.../
    Intanto però, governo dopo governo, l’imposta è stata rimandata, e così anche quest’anno: prevista per luglio 2026, la Plastic Tax è stata rinviata a gennaio 2027.
    Cos’è la Plastic Tax
    La Plastic Tax nasce come imposta da applicare agli imballaggi in plastica monouso delle merci e dei prodotti alimentari (i cosiddetti MACSI, ovvero i Manufatti con Singolo Impiego). Nello specifico, l’Italia avrebbe dovuto imporre una tassa di 0,45 centesimi per ogni chilogrammo di prodotti in plastica monouso venduti.
    L’obiettivo era semplice: incentivare una progressiva riduzione della produzione e, di conseguenza, dell’uso di imballaggi in plastica monouso. Eppure, nonostante la Plastic Tax sia stata introdotta in Italia con La legge di bilancio 2020, l’imposta non è mai entrata in vigore: ogni governo in carica l’ha rimandata, complice la pressione dei settori industriali maggiormente coinvolti dalla nuova tassazione secondo i quali la Plastic Tax sarebbe stata un peso insostenibile per un settore ritenuto già in crisi. Un’affermazione piuttosto strana, dato che l’industria della plastica continua tuttora a fare enormi profitti: parliamo infatti di un settore che solo nel 2023 ha fatturato 58,4 miliardi di euro.1
    Intanto però, governo dopo governo, l’imposta è stata rimandata, e così anche quest’anno: prevista per luglio 2026, la Plastic Tax è stata rinviata a gennaio 2027.
    … e un’occasione mancata per incentivare il riciclo
    A pagare il prezzo della mancata applicazione della Plastic Tax non sono solo le casse pubbliche: anche il settore del riciclo avrebbe potuto giovarne.
    La tassa infatti non si applica sui materiali realizzati con plastica riciclata, così come sugli imballaggi compostabili e per uso farmaceutico: una sua corretta applicazione avrebbe permesso di far decollare il mercato dei prodotti riciclati, invece il suo rinvio ha continuato a incentivare la produzione di imballaggi in plastica vergine. In poche parole, le scelte dei governi in questi anni hanno continuato a favorire un settore indust
    Dobbiamo produrre meno plastica e introdurre un Trattato globale vincolante
    La mancata applicazione della Plastic Tax è l’ennesimo tassello di un quadro di per sé già problematico: la sovrapproduzione di plastica. Ne produciamo tanta, troppa: secondo le stime, la produzione attuale raddoppierà i volumi tra il 2020 e il 2050.
    Servono strumenti legislativi vincolanti per aziende e governi che coprano l’intero ciclo di vita della plastica, ma non solo: dobbiamo vincolare le grandi multinazionali a vendere sempre più prodotti sfusi o con packaging riutilizzabile, e fare in modo che ogni paese sia responsabile della gestione dei propri rifiuti. Per ottenere tutto questo è più che mai urgente sviluppare un Trattato globale sulla plastica sotto l’egida delle Nazioni Unite.
    Dopo anni di negoziati e speranze, il percorso verso un Trattato globale contro l’inquinamento da plastica riprenderà nel 2027: chiediamo che il nostro Governo faccia la sua parte affinché si raggiunga al più presto un accordo efficace che riduca davvero la produzione di plastica e tuteli l’ambiente una volta per tutte.
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    Il continuo rinvio della Plastic Tax ci è costato almeno 2 miliardi di euro

    L’imposta avrebbe permesso di raccogliere un enorme gettito fiscale tra il 2020 e il 2026, ma ogni governo in carica l’ha rimandata.

    Greenpeace Italy

mercoledì 7 ottobre 2026

il fatto quotidiano in edicola del 6 ottobre

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-6-ottobre-2026/

 
Al verde

La guerra costa a Kiev 190 milioni al giorno e “la spesa crescerà ancora”

Il deputato “impossibile sconfiggere Mosca, ora trattiamo...”

di Michela A.G. Iaccarino

 
L'editoriale di Marco Travaglio
 

Tutti al fronte

Non c’è un minuto da perdere. Se è vero quel che dicono Merz e il suo capo dei servizi Jaeger, cioè che Putin sta per invadere l’Europa, tutti i Paesi Ue devono schierare subito le truppe ai confini con la Russia. Guai a lasciare soli gli ardimentosi estoni, connazionali dell’intrepida Kallas, che avvicinano a 50 […]

 
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Rivolte sociali

Sánchez va al voto anticipato. E oggi approva il decreto Casa

La crisi degli sfratti. Il premier spagnolo cede dopo il no alle leggi “Maricarmen” In testa Popolari e Vox: sarebbe la prima volta dell’ultradestra al potere da Franco

di Alessia Grossi

 
L’intervista

Marco Revelli: “Il leader spagnolo Sanchez è serio. Invece i nostri progressisti non sono ancora maturi”

“Da tempo gli italiani sono assuefatti al nostro declino”

di Luca De Carolis

 
Urne in primavera

Al voto il 30 maggio o il 6 giugno: le date di Meloni per il voto

Malan confessa: “Difficile arrivare a settembre, la manovra è delicata”

di Wanda Marra e Giacomo Salvini

 
 
La sanzione

Ranucci sospeso per 10 giorni: rischia per il debutto di Report

La data della pena non è fissata

di Vincenzo Bisbiglia

 
 
Le immagini video

Sicilia, mazzette ad Armao: i soldi nascosti nel cappotto e dentro l’orologio a pendolo

Le banconote in contanti occultate dentro un barattolo cilindrico di metallo riposto all’interno di un grosso orologio a pendolo in legno dello studio. La busta bianca infilata dentro al cappotto, e quella di plastica passata mentre si trova in auto. Sono le immagini registrate dalla Squadra mobile di Palermo che immortalano le presunte tangenti che […]

di Saul Caia

 
 
Gli amici di Israele

Terzi, Velardi e gli altri filo Bibi: “Il solo crimine è il palestinismo”

A Gaza si muore in diretta: è il primo massacro della storia documentato minuto per minuto dalle vittime. Ma c’è chi continua a sostenere sia una recita. Nella Sala Capitolare del Senato si presenta La nuova accusa del sangue dell’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter. Protagonisti, alcuni degli ultrà di Netanyahu che abitano l’opinione pubblica italiana. Da […]

di Tommaso Rodano

 
 
Il decreto

Mafia-appalti “concausa” della strage, ma il gip dimentica il regista Graviano

C’è un legame tra via d’Amelio e le bombe del 1993: e qui l’inchiesta del Ros non c’entra

di Marco Lillo

 
 
La mostra

Nel labirinto con Manara persi tra ninfe e piratesse

Il “dedalo” della Masone di Franco Maria Ricci, il più grande al mondo, ospita le “Visioni” del maestro dell’erotismo: tavole originali e omaggi a Eco e Mozart

di Angelo Molica Franco

 
In Primo Piano
 
Destra divisa

Elezioni, Salvini e Tajani fanno muro sul voto anticipato. Forza Italia: “Melonellum? le donne sono scontente”

Teme per la tenuta degli alleati: il rischio di “incidenti”

di Giacomo Salvini

 
I precedenti

Monteleone, Sottile o Saviano? In Rai il Codice etico non è uguale per tutti

La Commissione risponde ai vertici aziendali. L’AD poi giudica i casi da solo

di Thomas Mackinson

 
Mediazione ultime ore

Coni-Figc, la soluzione è Malagò commissario

Oggi i membri della Giunta e del Consiglio nazionale del Coni decideranno se commissariare o no la Figc, presieduta da Giovanni Malagò. Il tema in discussione è se il tesseramento di Malagò sia o meno requisito essenziale per la candidabilità alla presidenza federale e se l’eventuale mancanza del tesseramento possa integrare una “grave violazione dell’ordinamento […]

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Crisi internazionale

Tallinn sposta le truppe a 50 km dalla Russia e costruisce nuove basi

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