venerdì 4 settembre 2026

La Provincia di Bolzano ordina l'abbattimento di un secondo lupo. WWF A poche settimane dall’uccisione di un primo lupo, n secondo individuo è stato abbattuto nell’area di Marebbe

 tratto da https://www.wwf.it/pandanews/animali/provincia-bolzano-abbattimento-lupo/

dall'articolo: "Il WWF Italia giudica errata e controproducente la politica adottata dalla Provincia Autonoma di Bolzano nella gestione del lupo, alla luce del nuovo ab…
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 Ancora un lupo abbattuto dalla provincia di #Bolzano

Inaccettabile la gestione altoatesina del #lupo

Desertificazione, a rischio il 14% del territorio italiano

 tratto da https://ambientenonsolo.com/desertificazione-a-rischio-il-14-del-territorio-italiano/

dall'articolo di Marco Talluri: "La desertificazione interessa già quasi il 14% del territorio italiano e coinvolge circa 4,4 milioni di persone. Nei prossimi vent’anni l’aumento dell’aridità potrebbe estendere ulteriormente le aree vulnerabili, non soltanto nell’Europa meridionale ma anche in regioni finora considerate meno esposte. È quanto emerge da una nuova valutazione del Centro comune di ricerca della Commissione europea, che introduce un metodo più dettagliato per misurare il degrado del territorio e la desertificazione nell’Unione europea.
Secondo il rapporto, nell’intera UE sono già interessati dalla desertificazione circa 530.000 chilometri quadrati, equivalenti al 12% del territorio, con conseguenze potenziali per quasi 42 milioni di abitanti. Un ulteriore milione di chilometri quadrati presenta un rischio elevato in base agli scenari di evoluzione dell’aridità nel periodo 2021-2040.
Lo studio, intitolato Towards a better characterisation of land degradation and desertification in the European Union, è stato pubblicato nel 2026 dal Joint Research Centre, il servizio scientifico e di conoscenza della Commissione europea.
Degrado del territorio e desertificazione non sono sinonimi
Il rapporto distingue due fenomeni collegati, ma non coincidenti. Il degrado del territorio è la riduzione persistente della capacità del suolo e degli ecosistemi di sostenere la vita, le attività umane e servizi essenziali come la produzione alimentare, la regolazione dell’acqua e la conservazione della biodiversità.
La desertificazione è invece il degrado che si verifica nelle zone aride, semi-aride e subumide secche per effetto congiunto delle variazioni climatiche e delle attività umane. Il termine, precisano gli autori, non indica necessariamente l’avanzata di un deserto nel senso comune, ma la perdita progressiva di fertilità, produttività e funzionalità ecologica dei territori sottoposti a scarsità d’acqua.
Il degrado può dunque verificarsi ovunque, mentre la desertificazione riguarda le aree che presentano determinate condizioni di aridità.
Il 15% dell’Unione è costituito da terre aride
L’applicazione della nuova metodologia porta a stimare in circa 611.000 chilometri quadrati l’estensione attuale delle terre aride europee: il 15% della superficie dell’Unione, pari a circa due volte il territorio italiano.
All’interno di queste zone, 530.000 chilometri quadrati risultano degradati e quindi soggetti a desertificazione. Si tratta dell’86,6% delle terre aride e di circa il 12% dell’intero territorio comunitario.
Le percentuali più elevate si registrano in Spagna, dove la desertificazione interessa il 52,9% della superficie nazionale, a Cipro con il 45,2%, in Bulgaria con il 32,9%, in Grecia con il 30% e in Portogallo con il 27,5%. Seguono Romania, con il 26,8%, e Ungheria, con il 19,3%.
L’Italia si colloca al 14%, una quota inferiore rispetto a quella dei Paesi maggiormente colpiti, ma comunque rilevante per estensione territoriale e popolazione coinvolta."
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FIAMME TRA BORGO SAN MICHELE E LA SS PONTINA: DANNEGGIATA UNA CASA

 tratto da https://latinatu.it/fiamme-tra-borgo-san-michele-e-la-ss-pontina-danneggiata-una-casa/

FIAMME TRA BORGO SAN MICHELE E LA SS PONTINA: DANNEGGIATA UNA CASA

  
 

Un vasto incendio di sterpaglie è divampato nel pomeriggio di oggi, 3 settembre, a Borgo San Michele e sulla strada statale Pontina.

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PESTE SUINA AFRICANA, LA REGIONE EMANA L’ORDINANZA

 tratto da https://latinatu.it/peste-suina-africana-la-regione-emana-lordinanza/

PESTE SUINA AFRICANA, LA REGIONE EMANA L’ORDINANZA

  
 

La Regione Lazio ha emanato un’ordinanza per rafforzare le misure di prevenzione e contenimento della Peste Suina Africana (PSA). A seguito della

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RIFIUTI A GAETA, RICONOSCIUTI QUASI 200MILA EURO ALLA DE VIZIA. I DUBBI DELL’OPPOSIZIONE: “NON È PREVISTO”

 Tratto da https://latinatu.it/rifiuti-a-gaeta-riconosciuti-quasi-200mila-euro-alla-de-vizia-i-dubbi-dellopposizione-non-e-previsto/

RIFIUTI A GAETA, RICONOSCIUTI QUASI 200MILA EURO ALLA DE VIZIA. I DUBBI DELL’OPPOSIZIONE: “NON È PREVISTO”

  
 

Raccolta rifiuti nel Comune di Gaeta. La determina che riconosce i soldi al concessionario De Vizia fa discutere Il Comune di Gaeta,

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I costi della crisi climatica nel nuovo rapporto Vigilanza Assicurazioni. WWF Nel 2024 la raccolta premi per le coperture dei rischi climatici ha raggiunto 2,7 miliardi di euro, 347 milioni in più rispetto al 2023

 tratto da https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/costi-della-crisi-climatica-report/

dall'articolo del WWF: "Occorre ridurre il rischio prima che il danno si produca. È una scelta che deve entrare stabilmente nelle politiche economiche del Paese.
WWF Italia
I numeri mostrano che il rischio climatico sta già producendo un costo economico concreto. Nel 2024 la raccolta premi per le coperture dei rischi climatici ha raggiunto 2,7 miliardi di euro, 347 milioni in più rispetto al 2023, pari al 5,8% dei premi danni lordi complessivi. Le coperture riguardano soprattutto grandine (67,8%), tempeste (19,6%) e inondazioni (11%), che insieme rappresentano la quasi totalità dei premi relativi ai rischi climatici.
The effects of climate change in Bangladesh – foto ANSA
Per il WWF questa situazione pone una questione di equità oltre che di sicurezza. Non è accettabile che la risposta alla crisi climatica si traduca prevalentemente in un aumento dei costi a carico dei singoli, mentre gli investimenti pubblici nella prevenzione restano insufficienti. Le assicurazioni sono uno strumento importante di gestione del rischio, ma non possono diventare il sostituto delle politiche di mitigazione (abbattimento delle emissioni), adattamento al clima già cambiato e tutela del territorio. Il dato è quindi politico, prima ancora che assicurativo: l’Italia è sempre più esposta ai rischi climatici, mentre resta ampio il divario tra perdite economiche e coperture assicurative. L’IVASS sottolinea che la quota non assicurata delle perdite da eventi catastrofali e ambientali rimane significativa, anche a causa della crescente frequenza e severità degli eventi estremi.
Per il WWF, occorre ridurre il rischio prima che il danno si produca. È una scelta che deve entrare stabilmente nelle politiche economiche del Paese e, anche in vista delle prossime elezioni, nei programmi delle forze politiche. La Legge di Bilancio 2027-2029 può rappresentare un primo banco di prova per rendere questa scelta strutturale.
Il Rapporto evidenzia che oltre l’80% delle compagnie considera materiali i rischi climatici e che la rilevanza dei rischi fisici è salita all’84,7%. Il protection gap, cioè il divario tra le perdite economiche provocate dagli eventi catastrofali e la quota di tali perdite coperta dalle assicurazioni, resta inoltre particolarmente ampio nel comparto residenziale. Un divario che lascia famiglie e imprese maggiormente esposte alle conseguenze economiche delle catastrofi e che, in caso di eventi particolarmente gravi, può tradursi anche in una maggiore pressione sull’intervento pubblico.
L’Italia spende solo dopo i disastri
Il WWF sottolinea che non si può continuare a spendere risorse pubbliche soltanto dopo alluvioni, frane, incendi e siccità. La prevenzione deve entrare nel cuore della politica economica del Paese. La Legge di Bilancio 2027-2029 deve essere un primo passo, destinando risorse certe e pluriennali alle politiche per abbattere le emissioni climalteranti, perché bisogna evitare che il riscaldamento globale vada avanti, all’adattamento e al ripristino degli ecosistemi: dall’impulso reale a rinnovabili, elettrificazione ed efficienza energetica, all’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici al contrasto al dissesto idrogeologico, rinaturalizzazione dei fiumi, dalla tutela delle zone umide alla riduzione del consumo di suolo e ripristino degli ecosistemi degradati.
Ma serve una prospettiva che vada oltre una singola manovra: anche in vista delle prossime elezioni politiche chiediamo alle forze politiche di assumere nei propri programmi impegni chiari e verificabili per fare della prevenzione e della resilienza climatica una priorità della prossima legislatura.
Anche il settore assicurativo sta progressivamente integrando il rischio climatico nei propri modelli: secondo IVASS, la quota delle imprese danni che utilizza tecniche di modellizzazione e pricing più coerenti con i rischi climatici è passata dal 7% nel 2024 al 33% nel 2025.
Rischio climatico deve entrare nelle priorità della finanza pubblica
Se il rischio climatico è già entrato nei bilanci delle imprese e nelle valutazioni del sistema finanziario, il WWF ritiene che tanto più debba entrare anche nelle priorità della finanza pubblica e nelle scelte di chi si candida a governare il Paese. Investire nella transizione energetica, nella natura, nell’adattamento e nella prevenzione oggi significa spendere meno per le emergenze domani.
Per il WWF, la Manovra 2027 deve segnare il primo passo di cambio di paradigma che la prossima legislatura dovrà rendere strutturale: passare dalla politica del risarcimento alla politica della prevenzione e della riduzione del rischio, riconoscendo alla resilienza degli ecosistemi il valore di un investimento strategico per la sicurezza ambientale, economica e sociale del Paese.
L’indagine WWF
Sul rischio climatico visto dalla parte dei cittadini, il WWF Italia ha lanciato una indagine dal titolo: “La crisi climatica è già qui: cosa sta cambiando per te?”. L’iniziativa punta a comprendere la percezione degli italiani dei fenomeni estremi causati dalla crisi climatica e la loro reale possibilità di affrontarli, ricevendo un aiuto adeguato. L’indagine è realizzata con il sostegno del Movimento Laudato Si’ e altre realtà civiche, si avvale della partnership scientifica del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e della collaborazione di Green&Blue come principale media partner. La raccolta dei dati durerà fino a metà settembre."
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I costi della crisi climatica nel nuovo rapporto Vigilanza Assicurazioni | WWF Italia
wwf.it
I costi della crisi climatica nel nuovo rapporto Vigilanza Assicurazioni | WWF Italia
I numeri mostrano che i rischi legati agli eventi climatici estremi stanno producendo costi economici sempre più alti

Valdo Spini: «L’ambiente deve tornare al centro dell’azione di governo»

 tratto da https://ambientenonsolo.com/valdo-spini-lambiente-deve-tornare-al-centro-dellazione-di-governo/

dall'articolo di Marco Talluri: "Lei è stato ministro dell’Ambiente in una fase nella quale le politiche ambientali cominciavano ad assumere un peso crescente nell’agen…
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IN FIAMME IL VIVAIO VICINO ALL’ICOT DI LATINA

 tratto da https://latinatu.it/in-fiamme-il-vivaio-vicino-allicot-di-latina/

IN FIAMME IL VIVAIO VICINO ALL’ICOT DI LATINA

  
 

L’estate dei roghi non è finita e Latina subisce un nuovo maxi incendio dopo quello che ieri, 3 settembre, ha coinvolto l’area

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la società proponente l'Impianto per il recupero della Frazione Organica dei Rifiuti e di liquami/letami bufalini, con produzione di biometano nel comune di Pontinia, località Mesa ex Mira Lanza ha inviato ieri una nota alla regione Lazio Ufficio VIA e alla Direzione Regionale Ciclo dei Rifiuti Area Rifiuti in proposito ai numerosi pareri contrari espressi dai vari Enti (CONSORZIO DI BONIFICA LAZIO SUD OVEST - Provincia di Latina - Servizio Pianificazione Territoriale, SIT, VIA VAS - Ufficio VIA- Comune di Pontinia - Regione Lazio - DIREZIONE REGIONALE UBANISTICA E POLITICHE ABITATIVE - ARPA Lazio). In conclusione di tale nota, per le motivazioni ivi riportate, ritiene che non sussistano cause di improcedibilità e/o di archiviazione del procedimento. Chiede pertanto che venga riaperta la conferenza dei servizi decisoria nell’ultima riunione conclusiva del 7 aprile scorso.

 tratto da https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-153-2021/folder/414712134263





Oggetto: Registro elenco progetti: n. 153/2021 Impianto per il recupero della Frazione Organica dei Rifiuti e di liquami/letami bufalini, con produzione di biometano nel comune di Pontinia Riscontro alla 3^ CdS ed alle note/pareri pervenuti Il sottoscritto Bertolotto Antonio, residente a Vignolo, via Roma, n. 5, telefono 0171-262348, Cod Fiscale BRTNTN53R25I512H, in qualità di Rappresentante Legale della Società PAN-ECO IBÉRICA – ENERGIAS RENOVÀVEIS LDA, CF. 96099520049, in relazione a quanto pervenuto in riscontro alla convocazione della 3^ Conferenza di Servizi, sia preventivamente sia successivamente la seduta, in particolar modo in riferimento a: - Nota del CONSORZIO DI BONIFICA LAZIO SUD OVEST - Codice AOO: AOOCLSO - Reg. nr.0005654/2026_P del 03/04/2026 - prot. Regione Lazio E_.0365263.07-04-2026 - Nota della Provincia di Latina - Servizio Pianificazione Territoriale, SIT, VIA VAS - Ufficio VIA - prot. Regione Lazio E_.0365262.07-04-2026 - Nota del Comune di Pontinia - prot. Regione Lazio E.0366572.07-04-2026 - Nota Regione Lazio - DIREZIONE REGIONALE UBANISTICA E POLITICHE ABITATIVE – prot. Regione Lazio U_.0379193.09-04-2026 - Note ARPA Lazio – prot. n 16456 del 12/03/2026 – prot. Regione Lazio E_.0452131.29-04-2026 comunica quanto segue: a) La nota CBLSO del 03/04/2026 afferma che l'opera "non risulta compatibile con quanto previsto dalle nuove NTA del PAI" e che, "per quanto attiene alle specifiche competenze affidate allo scrivente Consorzio", la si ritiene "non procedibile". In relazione all’asserita incompatibilità del progetto con le nuove NTA del PAI, in primo luogo è d’obbligo sottolineare che la classificazione ostativa non deriva dal PAI idraulico vigente al momento dellapresentazione dell'istanza (Registro Elenco progetti n. 153/2021; Fasc. PAI P.G. 16853/2023), bensì da un aggiornamento sopravvenuto, ossia l'adozione del progetto di PAI idraulico distrettuale con Delibera CIP n. 57 del 31/07/2025, e il successivo aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio con Delibera CIP n. 62 del 18/12/2025 (pubblicata il 23/12/2025), recepito dall'AdBAC nella nota del 17/03/2026 richiamata dal CBLSO. È d’obbligo quindi segnalare e richiamare il protocollo della prima istanza di PAUR presentata alla Regione Lazio – Ufficio VIA, I.1041108.15-12-2021 focalizzando l’attenzione sulla data e far presente che la modifica al PAI e alle relative NTA risulta datata ben 4 anni dopo l’istanza citata! Nel merito dell’iter che porterà all’approvazione definitiva del PAI, si evidenzia che ad oggi siamo ancora in una fase transitoria e si ritiene che l’approfondimento sull’area, per verificare che la modifica sia coerente e giustificata, possa essere condotta con gli enti preposti. Fermo quanto sopra, sebbene l’area di progetto sia classificata, in base alle Mappe della pericolosità da alluvione fluviale - Unità di gestione ITR 121 - tavole nn. 287-288 in classe P2 ("media probabilità", tempo di ritorno indicativo 100-200 anni) e le nuove NTA alla Sezione A (interventi non consentiti) dell'Art. 10 lettera e), vietino espressamente, in tale fascia P2, gli "interventi di nuova costruzione o di ampliamento di centrali termiche per la produzione di energia, impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, impianti a rischio incidente rilevante, impianti di produzione manifatturiera o comunque di attività produttive, impianti di stoccaggio di combustibili fuori terra, nonché impianti di trattamento acque reflue, depuratori e potabilizzatori", con la sola eccezione "dei casi di cui al comma 7, lettera i)" dello stesso articolo, l’impianto in progetto è da classificare quale “intervento di pubblica utilità” ossia “di interesse pubblico”, e quindi rientra tra le opere di cui alla Sezione B dell'Art. 10 (interventi consentiti previo parere dell'Autorità di Bacino Distrettuale), comma 3, lett. e), che ammette — seppur soggetti a parere favorevole AdBAC — gli "interventi pubblici, o di interesse pubblico, di nuova costruzione... purché non altrimenti localizzabili". A tal proposito, , si richiama il principio secondo cui “le aree industriali dismesse, comprese le zone produttive degradate e/o da riqualificare, sono espressamente considerate aree preferenziali e idonee ex lege dalla normativa nazionale per la localizzazione degli impianti di produzione di biometano e trattamento rifiuti”: l’area individuata e scelta per l’iniziativa di cui trattasi corrisponde esattamente a tale definizione e, pertanto, l’intervento risulta “non altrimenti localizzabile” ai fini di cui sopra. b) La nota dalla Provincia di Latina, riporta come conclusione, un parere non favorevole, richiamando sia la nota del CBLSO, sia presunte carenze di natura istruttorio-documentale inerenti alla completezza e al dettaglio tecnico degli elaborati trasmessi (studio idraulico, modellazione, verifiche).  In merito alla nota del CBLSO si rimanda al punto precedente; in merito alle presunte carenze di natura istruttorio-documentale, si osserva che nella prassi e nella giurisprudenza amministrativa consolidata in materia di Conferenza di Servizi, il dissenso di un'amministrazione partecipante dovrebbe essere motivato e, soprattutto, si dovrebbero indicare puntualmente le specifiche modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso. Si ritiene invece, come più volte sottolineato, che le varie integrazioni fornite e le relazioni specialistiche prodotte non siano mai state recepite dall’ente, che si è invece sempre limitato a richiedere ad ogni conferenza le medesime integrazioni senza ulteriori specificazioni, oltretutto sempre e solo con note scritte senza presenziare alle sedute di Conferenza di Servizi, occasioni mancate per un confronto diretto, venendo meno quindi alla possibilità di un contraddittorio. Si rimanda quindi nuovamente alle numerose integrazioni fornite (prodotte nei 5 anni di istruttoria!) ed alle note esplicative quali documenti guida per ricercare nel corposo fascicolo tecnico documentale quanto richiesto, al fine di individuare puntualmente ciò che eventualmente possa essere effettivamente da integrare e/o da rettificare. c) In relazione alla nota del Comune citata in premessa, si evidenzia che gli argomenti trattati sono stati tutti oggetto di valutazione e relativo riscontro da parte degli enti competenti. d) In merito alla nota della Regione Lazio - DIREZIONE REGIONALE UBANISTICA E POLITICHE ABITATIVE, si prende atto. e) Infine, in merito alle note di ARPA LAZIO, si prende atto dei contenuti e si fa notare che, al netto di alcune prescrizioni e minime ulteriori integrazioni - che assolutamente non impattano sull’impianto in progetto – si può affermare che concludano con parere assolutamente favorevole all’iniziativa. In conclusione, analizzando le note citate e sulla base di quanto contro dedotto ai punti da a) a e), si ritiene che non sussistano cause di improcedibilità e/o di archiviazione del procedimento. Si invita quindi la Regione Lazio – Ufficio VIA a riprendere e a concludere l’iter autorizzativo, ad oggi troppo spesso sospeso e protratto oltre i termini di legge.