giovedì 30 luglio 2026

Overshoot day 2026, le risorse della Terra esaurite il 30 luglio. Per il WWF partendo dalle città si gioca una parte decisiva della transizione ecologica

 tratto da https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/overshoot-day-2026-le-risorse-della-terra-esaurite-il-30-luglio/ 


tratto da L’umanità consuma come se avesse a disposizione 1,73 pianeti
Trasformare il sistema energetico e alimentare, ridurre il consumo di risorse e materiali, ripensare produzione e consumi e progettare città ricche di natura sono le sfide per posticipare la data dell’Overshoot https://www.wwf.it/.../overshoot-day-2026-le-risorse.../
WWF
Mancano ancora cinque mesi alla fine dell’anno, ma nel “calendario ecologico” restano solo tre giorni. Il 30 luglio cade l’Earth Overshoot Day 2026, la data in cui l’umanità avrà consumato le risorse naturali e avrà richiesto più risorse e servizi ecosistemici di quanti la Terra sia in grado di rigenerare in un anno. Dal giorno successivo vivremo quindi in debito ecologico, utilizzando risorse oltre la capacità di rigenerazione del Pianeta. Il WWF ricorda che oggi consumiamo infatti l’equivalente di 1,73 pianeti Terra e che è necessario invertire questa corsa, in particolare intervenendo sulle città, responsabili di una quota rilevante del consumo di risorse e degli impatti ambientali.
L’Earth Overshoot Day, che in Italia è caduto il 3 maggio, misura il divario tra la domanda di risorse dell’umanità e la capacità della Terra di rigenerarle. Un divario che dura da oltre cinquant’anni e che ha generato un deficit ecologico accumulato pari a 20,6 anni della capacità rigenerativa del Pianeta, segnale dell’enorme pressione esercitata sugli ecosistemi naturali.
Le città al centro della trasformazione
Per il WWF Italia, una delle sfide decisive passa dalle città. Oltre metà della popolazione mondiale vive già nelle aree urbane ed entro il 2050 la quota salirà a quasi il 70%. Pur occupando appena il 3% della superficie terrestre, le città sono responsabili di circa il 75% dei consumi energetici e del 70% delle emissioni globali di gas serra legate alle attività umane. Ma sono anche i principali motori dell’economia mondiale, generando oltre l’80% del PIL globale.
“Le città non finiscono ai loro confini: la loro impronta ecologica si estende ben oltre il loro perimetro amministrativo. Ma è proprio nelle città che si gioca una parte decisiva della transizione ecologica. Investire in mobilità sostenibile, edifici efficienti, servizi condivisi, sistemi alimentari più sostenibili, economia circolare e più natura urbana significa contribuire a diminuire l’impronta ecologica, migliorare la qualità della vita e contribuire a posticipare sempre di più l’Earth Overshoot Day”, afferma Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia.
Le soluzioni esistono già
La Terra vista dalla Lune: Foto NASA
Global Footprint Network
Secondo il Global Footprint Network, l’adozione rapida e su scala globale di tecnologie oggi disponibili per accelerare la transizione energetica, puntando su efficienza, fonti rinnovabili ed eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili, insieme a edifici e sistemi produttivi più efficienti e a una mobilità più sostenibile, potrebbe posticipare l’Earth Overshoot Day di 29 giorni.
Estendere su larga scala soluzioni per una mobilità urbana più sostenibile potrebbe posticipare l’Earth Overshoot Day di ulteriori 5 giorni. I superblock di Barcellona, ad esempio, dimostrano come una diversa organizzazione degli spazi urbani possa ridurre la dipendenza dall’auto privata e restituire spazio a mobilità sostenibile, verde e socialità: nelle aree interessate il traffico automobilistico è diminuito di oltre il 19%.
La riduzione dello spreco alimentare, una maggiore diffusione di diete a prevalenza vegetale e pratiche agricole più sostenibili potrebbero spostare la data di circa un mese. Anche il raddoppio della vita utile dei capi di abbigliamento, grazie a riparazione, riuso e second hand, consentirebbe di guadagnare altri 5 giorni.
Urban Nature per città più resilienti
Ogni scelta che riduce il consumo di risorse e le emissioni di gas serra, riduce la pressione sugli ecosistemi e produce benefici anche per le persone: città sicure, sane, resilienti e vivibili. Ma ridurre la pressione sugli ecosistemi significa anche ripensare il ruolo della natura in città. Parchi progettati per favorire la biodiversità, alberature, tetti e pareti verdi, giardini, insieme a una maggiore permeabilità del suolo, contribuiscono a mitigare l’effetto “isola di calore”, migliorano la qualità dell’aria, tutelano gli impollinatori e rafforzano la resilienza delle città agli eventi climatici estremi.
È questa la prospettiva al centro di Urban Nature 2026, l’iniziativa WWF che si terrà il 3 e 4 ottobre, dedicata alla natura in città, con la creazione di Spazi Natura WWF per promuovere interventi di rinaturalizzazione e valorizzazione della biodiversità urbana.
L’Earth Overshoot Day non è una data inevitabile, ma il risultato delle nostre scelte e può essere spostata. Per il WWF le città sono uno dei luoghi in cui questa trasformazione può diventare realtà, contribuendo a ridurre l’impronta ecologica e a riportare consumi e sviluppo entro i limiti del Pianeta.
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Logistica dei cantieri, il peso nascosto delle città: dall’Île-de-France una lezione per decarbonizzare il trasporto dei materiali

 tratto da https://ambientenonsolo.com/logistica-dei-cantieri-il-peso-nascosto-delle-citta-dallile-de-france-una-lezione-per-decarbonizzare-il-trasporto-dei-materiali/


Logistica dei cantieri, il peso nascosto delle città: dall’Île-de-France una lezione per decarbonizzare il trasporto dei materiali

Il rapporto dell’Institut Paris Region ricostruisce la geografia dei flussi del settore delle costruzioni: oltre il 40% delle tonnellate trasportate riguarda il BTP, mentre la strada genera il 77% delle emissioni associate. Ferrovie, vie d’acqua, riciclo, centri di consolidamento e tutela degli spazi logistici sono le leve decisive per ridurre traffico e impatto climatico

Quando si parla di logistica urbana, l’attenzione si concentra quasi sempre sulle consegne dell’e-commerce, sulla distribuzione commerciale e sui veicoli che riforniscono negozi e ristoranti. Molto meno visibile, ma decisamente più pesante in termini fisici, è la movimentazione dei materiali necessari a costruire, demolire, ristrutturare e manutenere edifici e infrastrutture.

A questa componente strategica del trasporto merci è dedicato il rapporto La logistique francilienne du BTP. Structures territoriales et enjeux organisationnels des flux de matériaux de construction, pubblicato nell’aprile 2026 dall’Institut Paris Region con il sostegno della Direzione regionale e interdipartimentale dell’ambiente, della pianificazione e dei trasporti dell’Île-de-France. Lo studio, realizzato da Antoine Beyer e Keenan Ouaksel, analizza l’intera catena logistica delle costruzioni: dall’estrazione delle materie prime alla trasformazione, dal rifornimento dei cantieri alla gestione delle terre scavate e dei materiali di demolizione.

Il quadro che emerge dalla regione parigina è significativo anche per le grandi aree urbane italiane. La logistica del settore delle costruzioni non è infatti un’attività accessoria: condiziona il traffico merci, l’uso delle infrastrutture, le emissioni climalteranti, il consumo di suolo logistico e le possibilità concrete di sviluppare un’economia circolare.

Più del 40% delle tonnellate trasportate riguarda le costruzioni

Letture Verdi di ARPA Toscana: l’intervista a Chiara Mezzalama

 tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/letture-verdi-di-arpa-toscana-lintervista-a-chiara-mezzalama/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=letture-verdi-di-arpa-toscana-lintervista-a-chiara-mezzalama

A novembre la conferenza "Scuola odori 2026" di Snpa - Studio sulla siccità nivale nelle Alpi SNPA Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente

 Dalla newsletter de SNPA Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente