martedì 15 settembre 2026

WWF Siamo nel #Cilento meridionale, alle Grotte del Bussento, l'Oasi delle donne Con uno dei fenomeni carsici più importanti d'Italia E' online il nuovo episodio di Viaggio in #Oasi su #spotify

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Siamo nel #Cilento meridionale, alle Grotte del Bussento, l'Oasi delle donne Con uno dei fenomeni carsici più importanti d'Italia E' online il nuovo episodio di Viaggio in #Oasi su #spotify bit.ly/4yG1LX4

Terra dei Fuochi, dopo la sentenza serve una scienza capace di misurare se la prevenzione funziona

 tratto da https://ambientenonsolo.com/terra-dei-fuochi-dopo-la-sentenza-serve-una-scienza-capace-di-misurare-se-la-prevenzione-funziona/

dall'articolo di Fabrizio Bianchi, ambiente e non solo: "A più di un anno e mezzo dalla sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia p…
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Per approfondire su Ambientenonsolo

  • Corte Europea: il caso Terra dei Fuochi e le conseguenze – L’analisi della sentenza Cannavacciuolo e altri c. Italia, con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha riconosciuto la violazione dell’articolo 2 della Convenzione, relativo al diritto alla vita. L’articolo approfondisce anche un aspetto centrale per l’intervista: il valore attribuito dalla Corte agli studi epidemiologici sulla popolazione, anche quando non sia possibile ricostruire un nesso causale individuale fra esposizione e singola patologia.
    Leggi l’articolo su Ambientenonsolo⁠
  • Nella Terra dei Fuochi la gente continuava a voler vivere – Il racconto di Fabio Cavallari da Acerra offre una prospettiva diversa e complementare: quella delle comunità che convivono da anni con inquinamento, malattie, attese per le bonifiche e promesse istituzionali.
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  • Giustizia ambientale: intervista a Roberto Pasetto – Un approfondimento sul concetto di giustizia ambientale e sulla distribuzione diseguale dei rischi ambientali. Pasetto richiama esplicitamente, fra gli esempi italiani, le comunità di Taranto e della Terra dei Fuochi.
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Terzo avvertimento degli scienziati all’umanità: «Siamo già dentro un’emergenza planetaria». Anche ISDE Italia aderisce

 tratto da https://www.isdenews.it/terzo-avvertimento-degli-scienziati-allumanita-siamo-gia-dentro-unemergenza-planetaria-anche-isde-italia-aderisce/

dall'articolo di: "ISDE Italia ha sottoscritto il World Scientists’ Warning to Humanity: A Third Notice, il nuovo appello internazionale, attualmente in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica BioScience, con cui un gruppo di scienziati dichiara che la Terra è ormai entrata in una vera e propria “emergenza planetaria”.
Il documento rappresenta il terzo grande avvertimento rivolto all’umanità dopo quelli del 1992 e del 2017. Nella versione attualmente disponibile compare espressamente l’indicazione “In press with BioScience. Published version may differ slightly”: il testo è quindi in corso di pubblicazione e potrà presentare alcune modifiche nella versione definitiva. Nel manoscritto non è ancora riportato il numero conclusivo dei firmatari e dei Paesi rappresentati.
Un’emergenza planetaria già in corso
Il messaggio centrale del Third Notice è netto: l’emergenza planetaria non è più una minaccia futura, ma una condizione già presente.
Cambiamento climatico, perdita di biodiversità, degrado del suolo e delle acque dolci, inquinamento, produzione e consumi insostenibili stanno destabilizzando il sistema Terra dal quale dipende la vita. Gli effetti sono già visibili sulla disponibilità di cibo e acqua, sulla salute, sulla sicurezza economica e sulla stabilità delle società. E colpiscono in misura maggiore proprio le popolazioni che hanno contribuito meno alla crisi.
Gli scienziati sottolineano che sette dei nove principali confini planetari sono stati superati: quelli relativi al cambiamento climatico, all’integrità della biosfera, ai cambiamenti nell’uso del suolo, all’acqua dolce, ai cicli di azoto e fosforo, alle nuove entità chimiche e, più recentemente, all’acidificazione degli oceani.
Il superamento contemporaneo di più limiti aumenta il rischio di cambiamenti non lineari, effetti a cascata e trasformazioni potenzialmente irreversibili del sistema Terra. Nel documento si richiama anche la possibilità che alcune soglie critiche, come quelle relative alle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide occidentale, possano essere già state superate.
Non mancano però segnali che dimostrano che intervenire è possibile
Tra i nove confini planetari, due risultano non ancora superati: quello relativo all’ozono stratosferico e quello riguardante il carico di aerosol atmosferici.
In particolare, la parziale ricostituzione dello strato di ozono viene indicata come una prova importante: quando volontà politica, cooperazione internazionale e conoscenze scientifiche procedono nella stessa direzione, anche gravi danni ambientali possono essere contrastati.
Sei trasformazioni per stabilizzare il sistema Terra
Il World Scientists’ Warning to Humanity individua sei trasformazioni fondamentali, tra loro strettamente collegate.
La prima riguarda l’energia. L’estrazione e l’utilizzo dei combustibili fossili sono giudicati incompatibili con la stabilizzazione del clima e devono essere rapidamente abbandonati attraverso una transizione equa e coordinata verso le fonti rinnovabili. Nei Paesi più ricchi è ritenuta necessaria anche una riduzione della domanda di energia.
La seconda riguarda la natura, con la protezione degli ecosistemi ancora integri e il ripristino su larga scala di territori, fiumi e mari degradati. La tutela della biodiversità viene collegata direttamente alla disponibilità di cibo e acqua, alla regolazione del clima, alla protezione dai disastri e alla salute.
La terza trasformazione investe l’economia: secondo gli autori occorre superare modelli di sviluppo fondati sulla continua espansione dell’utilizzo di materiali ed energia e orientare maggiormente i sistemi economici verso benessere, equità sociale e sostenibilità ambientale.
La quarta riguarda i consumi, con particolare attenzione al consumo eccessivo da parte dei Paesi e delle fasce sociali più ricche, responsabili di una quota sproporzionata dell’uso di risorse, delle emissioni e dell’estrazione di materiali.
La quinta riguarda i sistemi alimentari, che contribuiscono per circa un terzo alle emissioni globali di gas serra e producono forti pressioni su suolo, acqua, cicli dei nutrienti e biodiversità. Il documento indica tra le strategie principali di cambiamento una maggiore diffusione di diete basate su alimenti vegetali integrali, la riduzione degli sprechi alimentari e l’adozione di pratiche agricole sostenibili e rigenerative.
Infine, la sesta trasformazione riguarda la giustizia sociale, attraverso l’accesso universale a istruzione, sanità, casa e servizi essenziali, considerati elementi fondamentali per costruire società più resilienti e sostenibili.
Ambiente e salute: i benefici della transizione
Per ISDE Italia assume particolare rilievo il forte legame che il documento stabilisce tra protezione dell’ambiente e tutela della salute.
La transizione dai combustibili fossili alle energie pulite non ridurrebbe soltanto le emissioni climalteranti: produrrebbe anche aria più pulita, miglioramenti della salute pubblica, maggiore sicurezza energetica e minori costi dell’energia nel lungo periodo.
Analogamente, una trasformazione dei sistemi alimentari potrebbe ridurre le pressioni ambientali e, nello stesso tempo, migliorare la salute pubblica, la sicurezza alimentare e la resilienza delle comunità.
È un’impostazione pienamente coerente con la prospettiva di salute planetaria: proteggere clima, biodiversità, acqua, suolo ed ecosistemi significa anche prevenire malattie, ridurre l’esposizione ai fattori di rischio ambientale e diminuire le disuguaglianze sanitarie.
Responsabilità ed equità al centro
Il documento insiste inoltre sul fatto che le responsabilità della crisi non sono distribuite in modo uniforme.
I Paesi ad alto reddito, le persone più ricche e le grandi imprese producono una quota maggiore degli impatti ambientali e dispongono, nello stesso tempo, di maggiori risorse per intervenire. Le politiche devono quindi tenere conto sia delle responsabilità storiche e attuali sia della necessità di proteggere le persone più vulnerabili.
Gli autori ricordano anche il ruolo delle popolazioni indigene e delle comunità locali, custodi di una parte significativa della biodiversità mondiale, e sottolineano la necessità di integrare conoscenze scientifiche, tradizionali e locali.
«Non ci stiamo più avvicinando all’emergenza. Ci stiamo già vivendo dentro»
Il passaggio conclusivo del documento sintetizza il senso del nuovo avvertimento: “We are no longer approaching a planetary emergency. We are living inside it”.
Secondo gli scienziati, l’umanità possiede già conoscenze, strumenti e risorse per ridurre rapidamente le pressioni sull’ambiente migliorando allo stesso tempo il benessere umano. Quello che manca è soprattutto la capacità di tradurre le evidenze scientifiche in decisioni politiche, economiche e sociali coerenti con i limiti del pianeta.
L’adesione di ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente al Third Notice rafforza quindi un messaggio centrale: la crisi ecologica è anche una crisi sanitaria e sociale, e affrontarla richiede trasformazioni rapide, eque e fondate sulle evidenze scientifiche.
Nota: il testo del “World Scientists’ Warning to Humanity: A Third Notice” utilizzato per questa notizia è indicato dagli autori come “in press” su BioScience. La versione definitiva potrà quindi differire leggermente da quella attualmente disponibile."
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 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-15-settembre-2026/

 
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