tratto da https://www.snpambiente.it/notizie/temi/aria/riscaldare-con-la-legna-una-corretta-combustione-riduce-le-emissioni/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=riscaldare-con-la-legna-una-corretta-combustione-riduce-le-emissioni
Nel progetto sono attivamente coinvolte circa 20 imprese di spazzacamini in tutto l’Alto Adige che, oltre al consueto lavoro di pulizia e manutenzione, offriranno consulenze personalizzate su come accendere correttamente gli impianti a legna. Al primo ottobre 2025 – come ha riferito Georg Pichler – è stato avvisato il 17% delle 20.000 famiglie interessate. L’analisi dei primi dati mostra che circa il 50% degli impianti di riscaldamento a legna registrati ha più di 20 anni. Per quanto riguarda il tipo di impianto, è emerso che il 42% è rappresentato da stufe ad accumulo, il 33,6% sono cucine a legna, il 13,1% sono caldaie a legna, il 9,5% sono stufe a legna e il restante 1,8% sono altri tipi di impianti a legna. Uno sguardo alla potenza termica mostra che il 38,8% degli impianti ha una potenza inferiore a cinque kilowatt, il 34,3% tra cinque e dieci kilowatt, il 16,8% tra 10 e 20 kilowatt, il 9,1% tra 20 e 35 kilowatt e l’1% superiore a 35 kilowatt. Per quanto riguarda il combustibile utilizzato, il legno in ciocchi domina con l’85,3%. Altri combustibili sono i pellet (9,6%), il cippato (2,5%), i trucioli (2,1%) e altri (0,6%).
Consigli utili sono consultabili nell’opuscolo “Riscaldare con la legna ma bene!”
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web dell’Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima.
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