tratto da https://ambientenonsolo.com/mappare-il-rischio-globale-di-siccita/
Mappare il rischio globale di siccità

Recentemente è stato presentato un dato che non può lasciare indifferenti: entro il 2050, fino a 1,8 miliardi di persone potrebbero essere esposte a siccità gravi ed estreme. Un numero impressionante, che mette in luce come la crisi climatica stia già ridisegnando gli equilibri idrici mondiali e minacciando la sicurezza alimentare, la salute e la stabilità sociale di intere regioni.
A lanciare l’allarme è il rapporto INFORM Climate Change Risk Index, frutto della collaborazione tra il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea. Lo studio aggiorna e arricchisce l’ormai consolidato INFORM Risk Index, che da anni misura la probabilità e l’impatto delle crisi umanitarie, introducendo proiezioni specifiche sugli effetti dei cambiamenti climatici.
Siccità: il rischio più diffuso
Secondo gli scenari più pessimistici (basati sul percorso RCP8.5, quello “business as usual” con elevate emissioni), il numero di persone colpite dalla siccità crescerà di quasi il 250% rispetto a oggi. Anche nello scenario SSP5, che prevede uno sviluppo fortemente dipendente dai combustibili fossili ma con una crescita economica più rapida, l’aumento rimane drammatico: +197%, pari a 1,5 miliardi di persone.
In altre parole, la siccità emerge come il principale fattore di rischio climatico globale, superando in gravità persino alluvioni fluviali e inondazioni costiere.
Le aree più vulnerabili
Il rapporto individua chiaramente alcune aree particolarmente esposte.
In Africa, i Paesi più a rischio sono Somalia, Namibia, Zimbabwe, Mauritania e Sudafrica: tutti con punteggi altissimi sull’INFORM Risk Index, ben oltre la soglia di “rischio molto alto”.
Anche fuori dal continente africano, le previsioni non sono incoraggianti: Iraq, Siria e Afghanistan figurano tra i Paesi con maggiore vulnerabilità.

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