con riferimento ad uno dei siti indicati come probabili (immagine tratta da https://www.lostmemories.it/wp-content/uploads/2018/01/mira-lanza-latina-20.jpg)
la conferenza dei sindaci della provincia di Latina (o ATO 4 o provincia di Latina) propone il consorzio di comuni per la gestione del ciclo dei rifiuti che non è previsto nella gestione. Infatti analizzando:
http://www.regione.lazio.it/binary/rl_rifiuti/tbl_news/RIF_2_PRGR_Lazio_Proposta_Piano_Sez_RU_04_12_2019.pdf
AGGIORNAMENTO DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI DELLA REGIONE LAZIO Proposta di Piano SEZIONE RIFIUTI URBANI 4 dicembre 2019
7 ANALISI DELLE VARIABILI CHE INCIDONO SUI DIVERSI SCENARI DI PIANO 7.1 Descrizione delle alternative possibili per la perimetrazione degli ambiti territoriali e di chiusura del ciclo
Per quanto riguarda gli aspetti operativi, la gestione dei rifiuti urbani può essere affidata secondo una delle seguenti modalità: • esternalizzazione a terzi mediante procedure ad evidenza pubblica sulla base delle disposizioni in materia di appalti e concessioni di servizi; • affidamento diretto a società cosiddetta “in house” dell’ente affidante, purché sussistano i requisiti previsti dall’ordinamento comunitario e vi sia il rispetto dei vincoli normativi vigenti; • società mista pubblico-privata, la cui selezione del socio privato avvenga mediante gara c.d. “a doppio oggetto”.
Quindi la proposta della conferenza dei servizi non sembrerebbe rispondere a nessuno dei 3 requisiti.
Sicuramente la conferenza dei sindaci proporrà, se questa è effettivamente la volontà dei sindaci, di integrare, tra le varie modalità anche quella del Consorzio dei comuni.
Basterà questo?
certamente no, servirà poi un passaggio nei vari consigli comunali.
Cosa succederà, nel caso alle varie società comunali o partecipate e sopratutto ai loro dipendenti? saranno chiuse oppure entreranno a fare parte del Consorzio? e in quale modo nel caso entreranno nel Consorzio?
Cosa succederà per esempio alla Trasco (Pontinia) o Cisterna ambiente e ad ABC Latina, solo per citare alcuni casi?
Ammesso che sarà scelto il Consorzio, oltre all'aspetto dei costi e relativi finanziamenti, sono disponibili le risorse umane?
E' sicuramente doveroso, per i Sindaci che andranno a decidere sui siti per il deposito e trattamento dei rifiuti, conoscere la situazione epidemiologica nel Lazio.
Allo stesso modo i Sindaci che stanno decidendo conoscono LE LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLA FILIERA DEI RIFIUTI INERTI NELLA REGIONE LAZIO?
E infine quanti dei sindaci che stanno per decidere conoscono la questione degli illeciti ambientali nel Basso Lazio tratto da Doc. XXIII N. 32 COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI?
di seguito alcuni riferimenti:
- La questione degli illeciti ambientali nel Basso Lazio https://pontiniaecologia.blogspot.com/2018/02/la-discarica-di-borgo-montello-nella.html
ERAS Lazio - Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/rifiuti/progetti.htm
La gestione di rifiuti é un processo complesso che interessa popolazioni diverse e migliaia di lavoratori. Le sostanze che si generano durante lo smaltimento possono contaminare l'ambiente e da qui la preoccupazione, soprattutto nelle popolazioni che vivono vicino agli impianti di smaltimento rifiuti, che vi possano essere conseguenze sulla salute.
La complessità dei contesti in cui gli impianti di trattamento dei rifiuti sono localizzati rende peraltro difficile la valutazione del loro reale impatto sull'inquinamento ambientale e la salute della popolazione interessata, come dimostra l'inadeguatezza delle prove scientifiche finora a disposizione.
Dalla necessità di fare chiarezza su questi due aspetti cruciali nasce il programma ERAS Lazio.
Voluto dalla Direzione regionale Energia e Rifiuti, ERAS Lazio é un programma di epidemiologia ambientale, coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale in collaborazione con l'ARPA del Lazio.
Il programma si avvale della collaborazione di ARPA Emilia-Romagna per l'esperienza acquisita nel progetto Moniter. Il programma ERAS Lazio é stato istituito ai sensi della DGR n. 929/08 e della Legge finanziaria regionale n.31/2008 art.34.
Per saperne di più:
I materiali e le informazioni tecniche derivanti dal programma sono state inserite nel sito ErasLazio
Inertia 2015 LE LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLA FILIERA DEI RIFIUTI INERTI NELLA REGIONE LAZIO R. CINTOLI1 ,M. D’ANGELANTONIO1 and A. GRILLO1 1 ARPA Lazio e-mail: rossana.cintoli@arpalazio.it, mauro.dangelantonio@arpalazio.it and alessandro.grillo@arpalazio.it
file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Linee_Guida_Inerti_Regione_Lazio.pdf
3.4. Elementi di criticità riscontrati durante il controllo da parte di ARPA Lazio Nel triennio trascorso dall’emanazione delle L.G. regionali, ARPA Lazio ha potuto verificare l’effettiva tendenza da parte degli operatori economici occupati nel settore del riciclaggio/recupero di rifiuti inerti al miglioramento delle attività svolte, soprattutto per gli impianti autorizzati in procedura ordinaria, dove la mole di rifiuti conferiti e la volontà di offrire un prodotto competitivo che potesse essere impiegato in sostituzione dei materiali di cava, ha spinto i soggetti interessati al recepimento di quanto proposto con le L.G.. Le problematiche maggiori sono state riscontrate nell’ambito delle attività istruttorie e di verifica ispettiva effettuate presso i “piccoli impianti” autorizzati in procedura semplificata. In questo contesto si è potuto rilevare la scarsa definizione qualitativa dei materiali in ingresso, spesso non caratterizzati; inoltre gli impianti stessi sono in alcuni casi tecnicamente privi di molti elementi impiantistici indispensabili per l’esercizio dell’attività. Molto discutibile è altresì la gestione operativa di queste strutture, spesso non dotate di un impianto fisso. Tali impianti, una volta raggiunto un determinato quantitativo di rifiuti conferiti, usano nel proprio sito impianti mobili appartenenti ad altre società (autorizzati ai sensi dell’art. 208 c.15 del D.Lgs 152/06 e s.m.i.), andando a contrastare con quanto previsto dall’orientamento nazionale, dove viene impedito agli impianti mobili di effettuare campagne di recupero rifiuti all’interno di impianti già autorizzati alla gestione e trattamento di rifiuti. Inoltre,sempre in riferimento agli impianti operanti in procedura semplificata, è stata riscontrata la quasi totale assenza della definizione prestazionale del prodotto recuperato, così come la marcatura CE.
(le foto per gentile concessione di Vincenzo Serra discarica di Borgo Montello anni '94-95)


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