tratto dall'articolo de Il fatto quotidiano online L’inchiesta riguarda una parte delle oltre 1.850 Sae ordinate dalla Regione Marche per le popolazioni colpite dal sisma, le cui abitazioni erano state dichiarate inagibili. L’inchiesta è partita da controlli del Gico della Guardia di finanza su eventuali infiltrazioni mafiose. Gli elementi raccolti hanno portato sulla strada di irregolarità di altro genere, tanto che del caso si è occupata la Procura della Repubblica.
Ad esempio in un rete di imprese, solo quattro risultano iscritte alla white list e la capofila non sarebbe stata in possesso di certificazione Soa e requisiti di qualificazione tecnica. Tra le ipotesi di ingiusto profitto una riguarda un’anticipazione di 9 milioni e 799 mila euro (pari al 10% dell’importo complessivo degli ordini di fornitura delle Sae.
Ad esempio in un rete di imprese, solo quattro risultano iscritte alla white list e la capofila non sarebbe stata in possesso di certificazione Soa e requisiti di qualificazione tecnica. Tra le ipotesi di ingiusto profitto una riguarda un’anticipazione di 9 milioni e 799 mila euro (pari al 10% dell’importo complessivo degli ordini di fornitura delle Sae.

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