(breve stralcio): Nei
rifiuti è scontato che per la criminalità organizzata di stampo mafioso ci sia
un grosso interesse. Borgo San Michele e soprattutto Borgo Montello, ha una
vocazione storica per l'interramento dei rifiuti. L'area si chiama Le ferriere
perché fin dal XVII secolo c'era un'attività di escavazione.
Si parla
di: Borgo Montello, Borgo San Michele, Indeco, Rida Ambiente. secondo il
Prefetto il piano regionale dei rifiuti prevederebbe: 2 TMB (Rida Ambiente ed
Ecoambiente), 2 discariche (Indeco ed Ecoambiente), 5 impianti di compostaggio.
Secondo il Prefetto sarebbe operativi 1 TMB, 4 impianti di compostaggio, per il
momento non sarebbero operative le due discariche. 55 impianti di depurazione
(immagino pubblici di depurazione delle acque di tipo civile) di cui 52
autorizzati operativi e 3 non autorizzati. Le società che effettuano il servizio di raccolta e
trasporto dei rifiuti sono 19, hanno un fatturato di circa 400 milioni euro,
mentre gli impianti di trattamento rifiuti sono 100 in 19 comuni ed hanno un
fatturato similare, cioè sempre 400 milioni di euro. La raccolta differenziata
supera l'88 per cento a Sonnino, Rocca Massima e Campodimele, il 70 per cento
Norma, Sabaudia e Castelforte, il 60 per cento Santi Cosma e Damiano, e
Sermoneta. Nel campo
dei rifiuti i controlli effettuati sono circa 2.100. A questi si uniscono i controlli
di altri enti come l'ARPA, che ha effettuato 212 controlli sui depuratori,
nonché 108 siti oggetto di bonifica nel 2016. Anche sui rifiuti le
comunicazioni e notizie di reato sono state 150 e le sanzioni amministrative
103. Ad Aprilia ci
sono stati sequestri di un'area di circa 2 ettari nella quale si rilevava la
presenza di alcuni fusti di ferro interrati. Cogea per inosservanza del divieto di scarico di
acque reflue, o rinvenimenti di fusti di metalli corrosi e coperti da
vegetazione, il cosiddetto «interramento». A Gaeta abbiamo avuto il sequestro
di un sito per la realizzazione di una discarica abusiva, sequestro dell'impianto
industriale dell'Azzurra Cantieri. Prossedi sequestro di una discarica abusiva,
nonché il deferimento dell'ex sindaco per gestione e stoccaggio di rifiuti
senza autorizzazione, a Santi Cosma e Damiano il sequestro di un'area per la
realizzazione della discarica abusiva di rifiuti specializzati non pericolosi.
Per quanto riguarda le inchieste giudiziarie
in materia di rifiuti, a Latina abbiamo avuto l'arresto dell'amministratore
delegato di Ecoambiente, Bruno Landi, per associazione per delinquere
finalizzata al traffico illecito di rifiuti in provincia di Roma, l'arresto
dell'imprenditore Francesco Colucci del gruppo Unendo, società privata di
Latina Ambiente, presidente del Consiglio di amministrazione della Daneco
Impianti, l'arresto di persone legate al gruppo Green Holding S.p.A., di cui poi
vi parlerà anche il questore, gruppo proprietario dell'Indeco, per reati che
vanno dal falso ideologico alla frode in pubblica fornitura, alla truffa
aggravata e al peculato. Sequestro
dell'intera discarica di Borgo Montello per il piazzamento dei rifiuti in
eccedenza, a Formia un presunto interramento di rifiuti pericolosi nella zona
del Penitro, a Minturno un concorso in frode in pubblica fornitura, truffa ai
danni dello Stato e violazione in materia ambientale, a Gaeta una presenza di
rifiuti speciali all'interno di materiale siderurgico depositato in area del
Porto di Gaeta, di cui ha riferito il comandante, a Castelforte
l'individuazione di un terreno adibito a discarica, dove vivono stoccati i
rifiuti speciali e pericolosi. atti intimidatori nel comune di
Castelforte dell'imprenditore Enrico
Giuliano, socio dipendente della società Centro servizi ambienti, la CSA, e
della società Tecnoambiente, il 17 ottobre 2014 esplosioni di colpi di fucile
contro l'abitazione dell'imprenditore Antonio Giuliano e Maria Assunta
Ambroselli, titolari dell'impresa Ambroselli, nel marzo del 2016 l'esplosione
di tre colpi di arma da fuoco contro l'abitazione di Enrico Giuliano.
.
Per esempio, ad Anzio e Nettuno ci sono delle segnalazioni di difficoltà di
società che avevano avuto l'interdittiva antimafia. Parlo dell'IPI
Sembrerebbe che il Prefetto SE Pierluigi Faloni smentisca alcuni amministratori del comune di Latina quando affermano che la Regione Lazio avrebbe annullato i progetti nella discarica di Borgo Montello: Cosa prevede il piano regionale per la gestione dei rifiuti? Prevede dei sub-ATO, tra i quali il sub-ATO Latina, dove vi sono 28 comuni, cioè ne esclude 5, perché i 5 rimanenti rientrano nel sub-ATO Frosinone, e in più aggiunge nel sub-ATO Latina 2 comuni della provincia di Roma, Anzio e Nettuno, che hanno una popolazione rilevante.
Cosa prevede e cosa effettivamente esiste attualmente su Latina: prevede 2 impianti TMB di Rida Ambiente ed Ecoambiente, che voi conoscete, nonché due discariche di rifiuti, quelle di Indeco e di Ecoambiente, e 5 impianti di compostaggio. Nella realtà oggi abbiamo solamente in funzione un impianto di TMB della Rida Ambiente nel Comune di Aprilia, le 2 discariche di cui preannunciava le sorti il presidente, quelle di Indeco e di Ecoambiente a Borgo Montello, per il momento non operative, e 4 impianti di compostaggio.
la versione integrale dell'audizione:
commissione contro le ecomafie, provincia di Latina
Audizione (20.2.17) del prefetto di Latina, Pierluigi Faloni GIUSEPPE DE
MATTEIS, Questore di Latina.
Audizione del prefetto di Latina, Pierluigi Faloni.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del
prefetto di Latina, Pierluigi Faloni, accompagnato da Monica Perna, vice
prefetto, e da Giuseppe De Matteis, questore di Latina, che ringrazio per la
presenza.
L'audizione odierna si inserisce nell'ambito
dell'approfondimento che la Commissione sta svolgendo sul ciclo dei rifiuti
nella regione Lazio.
Ricordo che la Commissione si occupa degli illeciti
ambientali relativi al ciclo dei rifiuti, ma anche dei reati contro la pubblica
amministrazione e dei reati associativi connessi al ciclo dei rifiuti, alle
bonifiche e al ciclo della depurazione delle acque.
Avverto il nostro ospite che della presente audizione sarà
redatto un resoconto stenografico e che, facendone espressa e motivata
richiesta, in particolare in presenza di fatti illeciti sui quali siano in
corso indagini tuttora coperte da segreto, consentendo la Commissione, i lavori
proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali
interventi di natura riservata alla parte finale della seduta.
Domani avremo una giornata ulteriormente dedicata al
Lazio, perché sul ciclo dei rifiuti ci si è sempre focalizzati sulle vicende
romane, che sono sicuramente fondamentali rispetto al ciclo dei rifiuti di
Roma, ma sappiamo che la situazione di altri comuni capoluogo presenta
altrettante gravità, che non sono state affrontate in maniera approfondita
dalle Commissioni d'inchiesta anche delle legislature precedenti.
Di Latina ci siamo occupati in questa legislatura in
particolare relativamente alla discarica di Borgo Montello, che ha una storia complessa, è stata oggetto di
alcune indagini e ci sono
Pag. 9
problematiche di varia natura legate anche alla storia di
questo impianto, però sappiamo che c'è una situazione difficile, il fallimento
di una società pubblica, situazioni che rendono quel territorio delicato,
qualora non lo fosse stato in precedenza.
Abbiamo già audito il procuratore e credo che lo audiremo
anche domani, ma volevamo anche sentire dai prefetti qual è il loro punto di
vista rispetto alla situazione del territorio, e magari porre qualche domanda.
I prefetti ci fanno quasi sempre un inquadramento generale, segnalandoci i
problemi, e, qualora ci siano delle situazioni particolari di cui si occupa la
polizia, il questore ce le illustra, per poi raccogliere materiale ed
eventualmente fare ulteriori approfondimenti.
Darei quindi la parola al prefetto di Latina, Pierluigi
Faloni, per un inquadramento della situazione nel territorio della provincia.
PIERLUIGI FALONI, Prefetto di Latina. Grazie, presidente,
per l'invito, un saluto anche ai membri della Commissione. Premetto che prima
di arrivare in Commissione ho avuto modo di approfondire le dichiarazioni di
altri auditi in merito alla regione Lazio e alla provincia di Latina. Mi
riferisco alle audizioni del procuratore Gasperi e del sostituto Spinelli, del
procuratore D'Emmanuele, del capitano dei Carabinieri Cavallo, del generale
Buratti, nonché del direttore generale dell'ARPA, del responsabile Indeco, dell'amministratore della Rida Ambiente e del capitano della
Capitaneria di porto Meoli.
Cercherò quindi di dire qualcosa di diverso da quello che
hanno detto coloro che mi hanno preceduto, dando un quadro generale della
situazione su Latina per il ciclo dei rifiuti, facendo presente che molte di
queste notizie saranno sicuramente già a vostra conoscenza, magari anche più
approfonditamente, ma per avere un canovaccio condiviso sul quale poter
ragionare.
Pag. 10
Partiamo da un presupposto fondamentale: Latina è una
provincia particolare, con circa 200 chilometri di costa, confina nella parte
nord con Roma, nella parte sud con Caserta. Abbiamo 600.000 abitanti, così come
evidenziato dall'Istat, ma per sei mesi gli abitanti arrivano a 2,5 milioni,
con una media di persone che risiedono in questo luogo di circa 1-1,2 milioni.
Dico questo perché queste evidenze sono proprio nate dai rifiuti, dal consumo
dell'acqua e dal consumo di energia elettrica.
Cosa prevede il piano regionale per la gestione dei
rifiuti? Prevede dei sub-ATO, tra i quali il sub-ATO Latina, dove vi sono 28
comuni, cioè ne esclude 5, perché i 5 rimanenti rientrano nel sub-ATO
Frosinone, e in più aggiunge nel sub-ATO Latina 2 comuni della provincia di
Roma, Anzio e Nettuno, che hanno una popolazione rilevante.
Cosa prevede e cosa effettivamente esiste attualmente su
Latina: prevede 2 impianti TMB di Rida
Ambiente ed Ecoambiente, che voi conoscete, nonché due discariche di rifiuti, quelle di Indeco e di Ecoambiente, e
5 impianti di compostaggio. Nella realtà oggi abbiamo solamente in funzione
un impianto di TMB della Rida Ambiente
nel Comune di Aprilia, le 2 discariche di cui preannunciava le sorti il
presidente, quelle di Indeco e di Ecoambiente a Borgo Montello, per il momento
non operative, e 4 impianti di compostaggio.
Vi sono poi 52 impianti attivi autorizzati per quanto
riguarda gli impianti di depurazione a Castelforte,
Monte San Biagio, Roccasecca dei Volsci e Campodimele. In realtà sono 55,
di cui 52 operativi e 3 non autorizzati.
Le società che effettuano il servizio di raccolta e
trasporto dei rifiuti sono 19, hanno un fatturato di circa 400 milioni euro,
mentre gli impianti di trattamento rifiuti sono 100 in 19 comuni ed hanno un
fatturato similare, cioè sempre 400 milioni di euro.
Pag. 11
Questi sono i comuni, 19 sui 30 previsti, la maggior parte
nelle zone più popolose, anche perché c'è anche una storia su queste zone, cioè
Aprilia, Cisterna e Latina, dove sono più concentrati.
La raccolta dei rifiuti a Latina ammonta a circa 290.000
tonnellate, divisi per indifferenziata con 182.000 tonnellate e differenziata
con 103.000 tonnellate.
Bisogna evidenziare che comunque ci sono dei comuni
virtuosi a Latina, quindi non dobbiamo vedere tutto nero su certe situazioni. La raccolta differenziata supera l'88 per
cento a Sonnino, Rocca Massima e Campodimele, il 70 per cento Norma, Sabaudia e
Castelforte, il 60 per cento Santi Cosma e Damiano, e Sermoneta.
Tutto questo ovviamente si sposa con una buona situazione
imprenditoriale di Latina, nel senso che, nonostante in questi anni ci sia
stata una regressione nella nascita di imprese, a Latina aumentano
fortunatamente. Come vedete, nell'ultimo trimestre censito c'è un attivo di 365
aziende. Il fatturato di queste aziende ammonta a circa 11 miliardi.
Cosa fa la prefettura insieme alle forze di polizia per il
controllo del territorio? Come sapete, il primo organo nell'attività strategica
per poi porre in essere azioni concrete è il comitato ordine e sicurezza
pubblica e le riunioni tecniche di coordinamento. In questi due anni da quando
sono prefetto ci siamo riuniti ben 65 volte e le nostre idee vengono
caratterizzate attraverso strategie poste all'interno di un verbale condiviso
da tutti. Questo ci ha consentito di avere un decremento del meno 12 per cento
dei reati a livello provinciale e meno 13 per cento a livello di capoluogo,
contro il 7 per cento del territorio nazionale.
Questo si è sostanziato in due anni in 14.337 tra
denunciati e arrestati, un'attività che ha visto quindi 150.000 servizi
espletati, con 236.000 presenze di personale, 140.000 posti di
Pag. 12
controllo, 590.000 persone identificate, 470.000 mezzi
controllati.
Nel campo dei
rifiuti i controlli effettuati sono circa 2.100. Il numero si abbassa
comparativamente ai controlli a carattere generale perché, come voi sapete, la
specificità dei controlli in materia di rifiuti è fatta solo da determinati
appartenenti delle forze di polizia specializzati, quindi il NOE, prima il
Corpo forestale dello Stato oggi i Carabinieri Forestale.
A questi si
uniscono i controlli di altri enti come l'ARPA, che ha effettuato 212 controlli
sui depuratori, nonché 108 siti oggetto di bonifica nel 2016. Anche sui rifiuti
le comunicazioni e notizie di reato sono state 150 e le sanzioni amministrative
103. Tutto questo ha comportato attività ispettive e attività giudiziarie.
Farò una rapida lettura di quello che abbiamo cercato di
sintetizzare. Ad Aprilia ci sono stati
sequestri di un'area di circa 2 ettari nella quale si rilevava la presenza di
alcuni fusti di ferro interrati, il sequestro di un terreno nel quale è
stata accertata la presenza di rifiuti provenienti da operazioni di
costruzione, demolizione, asfalto, fresato stradale, guaina bituminosa, metalli
ferrosi, traversine, imballaggi in plastica, rifiuti urbani, pneumatici, cavi
di plastica.
Ci sono state denunce a rappresentanti della Cogea per inosservanza del divieto di
scarico di acque reflue, o rinvenimenti di fusti di metalli corrosi e coperti
da vegetazione, il cosiddetto «interramento». A Gaeta abbiamo avuto il
sequestro di un sito per la realizzazione di una discarica abusiva per attività
di gestione di rifiuti non autorizzata, così come il sequestro dell'impianto industriale dell'Azzurra Cantieri navali
per mancanza di autorizzazione di scarico delle acque reflue.
A Lenola un deferimento all'autorità giudiziaria di 2
persone per scarico di acque reflue senza autorizzazione, a Prossedi il
Pag. 13
sequestro di una
discarica abusiva, nonché il deferimento dell'ex sindaco per gestione e
stoccaggio di rifiuti senza autorizzazione, a Santi Cosma e Damiano il
sequestro di un'area per la realizzazione della discarica abusiva di rifiuti
specializzati non pericolosi. Nella relazione ho specificato punto per
punto...
LAURA PUPPATO. Stiamo parlando di una piccola area per la
discarica privata a Prossedi?
PIERLUIGI FALONI, Prefetto di Latina. Lo cerchiamo subito
e glielo leggiamo. Per quanto riguarda
le inchieste giudiziarie in materia di rifiuti, a Latina abbiamo avuto
l'arresto dell'amministratore delegato di Ecoambiente, Bruno Landi, per
associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti in
provincia di Roma, l'arresto dell'imprenditore Francesco Colucci del gruppo
Unendo, società privata di Latina Ambiente, presidente del Consiglio di
amministrazione della Daneco Impianti, l'arresto di persone legate al gruppo
Green Holding S.p.A., di cui poi vi parlerà anche il questore, gruppo
proprietario dell'Indeco, per reati che vanno dal falso ideologico alla frode
in pubblica fornitura, alla truffa aggravata e al peculato.
Abbiamo avuto il sequestro
dell'intera discarica di Borgo Montello per il piazzamento dei rifiuti in
eccedenza, a Formia un presunto interramento di rifiuti pericolosi nella zona
del Penitro, a Minturno un concorso in frode in pubblica fornitura, truffa ai
danni dello Stato e violazione in materia ambientale, a Gaeta una presenza di
rifiuti speciali all'interno di materiale siderurgico depositato in area del
Porto di Gaeta, di cui ha riferito il comandante, a Castelforte
l'individuazione di un terreno adibito a discarica, dove vivono stoccati i
rifiuti speciali e pericolosi.
La DDA di Roma ha ipotizzato un traffico organizzato di
rifiuti che vede coinvolte alcune aziende della provincia, la CSA
Pag. 14
e Refecta proprio in questi giorni, i controlli presso 16
strutture sanitarie sia a nord che a sud della provincia per immissioni di
reflui prodotti nella pubblica fognatura, senza alcun trattamento di
depurazione.
In tutto questo ci sono stati anche degli atti intimidatori nel comune di Castelforte,
dove c'è stata un'esplosione di due colpi di fucile contro l'abitazione dell'imprenditore Enrico Giuliano, socio
dipendente della società Centro servizi ambienti, la CSA, e della società
Tecnoambiente, il 17 ottobre 2014 esplosioni di colpi di fucile contro
l'abitazione dell'imprenditore Antonio Giuliano e Maria Assunta Ambroselli,
titolari dell'impresa Ambroselli, nel marzo del 2016 l'esplosione di tre colpi
di arma da fuoco contro l'abitazione di Enrico Giuliano.
In sintesi, quindi, le attività che ruotano intorno al
settore ambiente sono la gestione e lo stoccaggio di rifiuti non autorizzati,
il traffico illecito di rifiuti transfrontalieri, il mancato rispetto della
normativa relativa ai rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche,
l'interramento di fusti di ferro, la realizzazione di discariche abusive e di
oasi ecologiche senza autorizzazione, lo scarico di acque reflue senza
autorizzazione, l'abbandono incontrollato di rifiuti, le frodi in pubbliche
forniture, le truffe ai danni dello Stato, il traffico illecito organizzato di
rifiuti, falso ideologico, peculato.
Mi dicono che l'area di Prossedi che citavo prima è un'area di un ettaro, senatrice
Puppato. In tutto questo contesto forse interesserà sapere cosa fa la
criminalità organizzata e cosa fa la criminalità organizzata di stampo mafioso.
Voi sapete che Latina per la sua posizione geografica e per la sua storia
racconta che molte famiglie della criminalità organizzata mafiosa o perché trasferite
lì per ordine della magistratura o per altri interessi si sono insediate sul
nostro territorio, territorio importante perché ha grandi spazi.
Pag. 15
C'è stata quindi un'attività di riciclaggio
importantissimo, sono stati acquistati molti terreni attraverso un'attività di
corruzione, dove il gioco di politica, amministratori, singoli imprenditori ha
portato ad avere interessi altissimi.
Quei terreni si sono trasformati in terreni dove era
possibile costruire, in terreni dove era possibile impiantare grosse aziende,
in terreni liberi da affittare e gestire in maniera diversa. Tra i settori più
d'interesse per la criminalità organizzata e anche di stampo mafioso vi sono
anche i rifiuti. Il signor questore con cui ci siamo divisi i compiti entrerà nello
specifico di determinati collegamenti sulle famiglie, però è ovvio che ci sono
famiglie importanti della ’ndrangheta, della camorra, per un periodo anche
della mafia. Noi abbiamo distinto questi territori tra nord, centro e sud
evidenziando però nello studio come tutti questi territori tra criminalità di
camorra, ’ndrangheta e mafia non abbiano prodotto guerre intestine, quindi la
capacità di lavorare sul territorio senza causarsi situazioni di blocco di
intervento, perché si può verificare che sullo stesso affare illecito possono
agire diverse famiglie collegate a diverse etnie di criminalità organizzata di
stampo mafioso.
Cosa succede nei rifiuti? Nei rifiuti è scontato che per la criminalità organizzata di stampo
mafioso ci sia un grosso interesse specialmente nei paesi di confine, nel
nostro sud pontino, per quanto succede nel territorio casertano. Sul nostro
territorio, nonostante le indagini siano tante e l'attenzione nei controlli
altissima, non abbiamo in questo momento nessun esponente della criminalità
organizzata di stampo mafioso condannato per questo reato, mentre la nostra
certezza è che la criminalità organizzata invece ci sia.
C'è una differenza eclatante tra le due, tra 416 e 416
bis, però continuiamo nella nostra attenzione, perché spesso risultano delle
famiglie che compaiono in determinate situazioni di
Pag. 16
indagini. Almeno da quando ci siamo noi, in questi due anni,
l'attenzione è comunque stata molto particolare. Speriamo di continuare così e
nella prossima audizione, se ci sarà, non di darvi notizie migliori perché
stiamo già lavorando bene, ma di avere delle certezze che ci consentiranno di
dichiarare certe cose.
Cosa ha fatto la prefettura con le forze di polizia? In
questo periodo abbiamo fatto un'analisi del fenomeno, abbiamo cercato di
censirlo, abbiamo elaborato una strategia attraverso il coordinamento delle
forze di polizia, unitamente alle specifiche competenze di altri settori. Mi
riferisco al comune, alla provincia, alla regione, all'ARPA, che più di noi
sono in grado di conoscere la differenza e la pericolosità di un materiale o di
un rifiuto, specificità che ci indicano con le loro informazioni e a volte con
i loro dubbi.
Ecco perché avviene che nell'attività di prevenzione e
controllo possa capitare una cosa, nell'attività di repressione e investigativa
né possa capitare un'altra. La differenza è proprio che il prefetto e il
questore sono autorità di pubblica sicurezza, ma non di polizia giudiziaria, e
il questore con una recente norma per direttiva del capo della polizia deve
riferire sulle indagini di un certo rilievo che possono portare interesse a
livello nazionale, quindi ha un'autorizzazione a riferire non il segreto
istruttorio, ma qualcosa che possa fornire indicazioni sulle indagini più
rilevanti sul territorio.
Nell'attività di prevenzione nell'ambito del comitato
ordine e sicurezza pubblica queste notizie possono essere importanti anche se
non conosciute dal prefetto, perché il prefetto può disporre a livello
preventivo di fare un'ispezione a Borgo Montello dove magari si stanno facendo
altre indagini che per un momento possiamo bloccare o fornire indicazioni e chi
Pag. 17
ignora cosa stia succedendo, dare un'interpretazione che
potrebbe essere sbagliata a chi stiamo osservando.
Il comitato e le riunioni tecniche di coordinamento
divengono quindi importanti per far sì che ognuno faccia il proprio lavoro,
senza incidere nel lavoro dell'altro. Questo è importante perché questa è la
differenza tra l'attività di prevenzione e controllo del territorio e l'attività
di repressione posta in essere dalla magistratura per il tramite e per il mezzo
della polizia giudiziaria.
Se mi consente, lascerei la parola al signor questore per
entrare nel merito di alcune evidenze giudiziarie.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Buonasera.
Chiaramente sono in condizioni di entrare più nel dettaglio rispetto
all'esposizione fatta dal signor prefetto, però mi limiterei in una prima parte
a illustrare i meccanismi e poi, se vogliamo andare in profondità, devo entrare
necessariamente in secretazione, perché ci sono attività in corso.
PRESIDENTE. Prima quindi fa la parte pubblica e poi quando
lo chiede passiamo in seduta segreta.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Grazie. Nella
parte pubblica mi limiterò a esporre i princìpi generali, come funziona lo
smaltimento illecito dei rifiuti nel territorio di Latina. Il punto di
partenza, come ha giustamente ricordato il signor prefetto, è questo: quando
parliamo di Latina noi parliamo di un territorio relativamente giovane, perché
Latina e Aprilia fanno parte delle 147 città di fondazione varate durante il
fascismo per la bonifica delle pianure.
La difficoltà del territorio di Latina è quindi
ascrivibile al fatto che ad una popolazione preesistente, che stava nella fascia
costiera del sud, al confine con la provincia di Caserta, e nella
Pag. 18
fascia montana dei Monti Lepini, si è aggiunta una
popolazione altrettanto vasta di 300.000 persone dovuta essenzialmente a
immigrazione, proveniente da Emilia-Romagna, Veneto e Friuli, e una parte
considerevole dovuta anche al cosiddetto «confino di polizia», laddove con la
legge n. 1423 del 1956 parecchi boss di ’ndrangheta, mafia e camorra sono stati
domiciliati dall'autorità di pubblica sicurezza nel territorio della provincia di
Latina.
Questo ha dato luogo ad una geografia composita e
sicuramente interessante di questa provincia, che è unica nella panoramica
nazionale. Nella fascia a sud della provincia, il triangolo tra Formia, Gaeta e
Minturno, c'è una forte presenza di infiltrazioni camorristiche, che sono
ascrivibili a più fattispecie. Essenzialmente la presenza che riscontriamo
nella parte della provincia compresa tra Formia e Gaeta è dovuta alla guerra
interna al clan dei Casalesi della fine degli anni ’80, che ha comportato
l'esilio forzato di alcuni appartenenti a questo clan (nella parte successiva
dirò poi quali sono queste persone), che hanno dominato questa zona.
È da tener presente che, siccome questa era la parte
perdente del clan dei Casalesi, la parte vincente aveva ovviamente motivi di
conflitto con queste persone, per cui le infiltrazioni camorristiche che hanno
riguardato la provincia di Latina dal punto di vista della gestione illecita
dello smaltimento dei rifiuti non riguardano questa parte, ma riguardano la
parte a nord, quella compresa tra Borgo San Michele e Borgo Montello.
Nella parte a nord abbiamo invece una presenza relativa di
camorra, a parte questo affare dei rifiuti, mentre abbiamo una forte presenza
di ’ndrangheta. Questa è dovuta al fatto che Aprilia, che è il quarto centro
del Lazio (quasi 80.000 abitanti), è stata fondata negli anni ’30, però è stata
distrutta dai bombardamenti alla fine della seconda guerra mondiale. Questo
Pag. 19
ha visto alcuni muratori appartenenti alla ’ndrangheta
interessati in prima persona alla ricostruzione della città, quindi c'è una forte
presenza di ’ndrangheta soprattutto ad Aprilia e in parte minima a Cisterna. La
’ndrangheta per adesso sembra non si sia occupata di questo affare nella
provincia di Latina.
Un discorso diverso va fatto per Latina, dove abbiamo una
presenza di zingari stanziali, cosiddetti
rom, delle famiglie Di Silvio, che sono cugini dei Casamonica, tramite la
sorella di Vittorio Casamonica (vedremo i particolari nella parte
secretata), che – fino a prova contraria – non si sono mai interessati di
questo affare.
Discorso diverso va fatto per Fondi, dove c'è una presenza
storica di ’ndrangheta. Parliamo sempre di personaggi di primissimo piano,
quindi non bisogna mai fare l'errore di ritenere che, siccome parliamo del
basso Lazio, siano famiglie inferiori rispetto alle famiglie delle terre di
provenienza.
Oggi l'elemento fondamentale ha poco a che vedere con il
territorio di Fondi e molto a che
vedere con il MOF, il mercato
ortofrutticolo, che è una rete economica di interesse internazionale anche per
i traffici indotti, essenzialmente il trasporto su gomma che può essere il
centro di attenzione per varie forme di criminalità organizzata di stampo
mafioso per la veicolazione di cose diverse dalla frutta.
Ciò premesso, andiamo nello specifico. Bisogna capire che
l'area del nord della provincia, quella che si sviluppa tra Borgo San Michele e soprattutto Borgo
Montello, ha una vocazione storica per l'interramento dei rifiuti. L'area si
chiama Le ferriere perché fin dal XVII secolo c'era un'attività di escavazione,
quindi sono vere e proprie cave (la località che oggi si chiama Borgo
Montello era la vecchia conca) per estrarre il ferro, con il passare dei secoli
si sono formate delle conche
Pag. 20
naturali, delle cave che sembravano quasi invitare chi
volesse fare affari.
C'è anche una situazione geologica particolare: quest'area
appartiene ad un'area di terra emersa dove per secoli intorno c'era la palude,
che è un terreno che ha forti infiltrazioni di falde acquifere, quindi poco si
presta allo stoccaggio dei rifiuti. Tenete presente che, essendo palude, era
disabitata, mentre questa è l'unica area emersa ed è destinata alla produzione
vinicola.
Gli interessi della camorra nella zona sono essenzialmente
dovuti ad alcune dichiarazioni che abbiamo riscontrato nell'attività di polizia
giudiziaria dovuta a collaboratori di giustizia del clan dei Casalesi. Voi
sapete che il clan dei Casalesi ha avuto una lunga serie di conflitti interni,
in virtù dei quali alcuni perdenti del conflitto sono stati relegati altrove e
uno di questi ha sicuramente interessi in quest'area.
Ho personalmente avuto modo di curare e valutare in un mio
precedente incarico (sono stato per quattro anni questore di Frosinone prima di
arrivare a Latina) l'attendibilità delle dichiarazioni di Carmine Schiavone, il
quale si è sempre rivelato molto sicuro nel parlare della gestione dei rifiuti
nella Terra dei fuochi, mentre non è altrettanto sicuro quando parla della
gestione dei rifiuti nelle province di Latina e di Frosinone. Si limita a fare
delle deduzioni abbastanza circostanziate, con nome e cognome dei referenti del
clan in queste due province, e deduce che, se queste persone avevano la
disponibilità di terreni, è quasi impossibile, visto qual era il business
principale dell'epoca, che in questi terreni non ci fosse uno smaltimento
illecito di rifiuti.
Per quanto riguarda la parte in chiaro io mi limiterei a
questo. Diventa molto interessante andare in secretazione a
Pag. 21
studiare come la camorra abbia avuto un ruolo nella gestione
di questo traffico.
PRESIDENTE. Dispongo la disattivazione dell'impianto audio
video.
(La Commissione prosegue in seduta segreta, indi riprende
in seduta pubblica).
LAURA PUPPATO. Ho due domande. La prima è un'informazione
per riuscire meglio a comprendere il quadro che ha evidenziato rispetto
all'autorità d'ambito e sub-ambito di Latina. Secondo le informazioni che
avevamo rispetto alle audizioni fatte l'ATO Latina non era stato ancora
materialmente costituito con rappresentanza.
Volevo capire dal punto di vista istituzionale com'è la
situazione oggi dell'ATO Latina rispetto ai 28 comuni, più 2 di Roma, e se ci
sono, quindi, organizzazione e riferimento istituzionale.
Inoltre, mi hanno stupito le 19 società che esercitano il
servizio, tra cui ho visto che ci sono la De Vizia e altre. Vorrei capire il
frazionismo che si è creato dal punto di vista della legittimità piuttosto che
della qualità. Ci sono delle informazioni che è possibile avere? Diciannove è
davvero un numero esagerato.
PIERLUIGI FALONI, Prefetto di Latina. La risposta su 19,
20 o 21 gliela fornisco in maniera molto semplice: le informazioni che ho dato
oggi sono il risultato delle informative che mi sono state fornite da comune,
provincia, regione e ARPA. Loro me le hanno fornite come un fatto assodato.
Non ho chiesto perché siano 19 e non 18. Per me sono 19.
Se ci sarà la necessità di attuare determinate situazioni di controllo
giudiziario o non, preventivo o repressivo, si attueranno. Su quelle noi non
abbiamo – perlomeno il signor
Pag. 22
questore e le altre forze di polizia non me le hanno fornite
– delle evidenze.
Per quanto riguarda il sub-ATO, anche quello la provincia
me l'ha dato come già posto, come piano regionale. È vero che stanno riformando
nuovamente il piano, ma oggi non è dato ancora saperlo, perché le notizie sono
giornalistiche, o perlomeno io non l'ho visto. Forse hanno fatto solo
un'attività di fabbisogno. La regione ha visto quanto effettivamente dovrebbe
essere utile al nostro sub-ATO e sta provvedendo in questo senso. È ancora in
attività di bozza, da quello che mi hanno riferito.
LAURA PUPPATO. Rivolgo la domanda relativa alle 19 società
al questore, se per caso ci sono informazioni suppletive da darci.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Questo
proliferare di società nella provincia di Latina è dovuto al fatto che
obiettivamente il territorio di Latina offre parecchi siti interessanti. Ciò è
dovuto all'opera di bonifica della palude, che ha fatto in modo che grossi
appezzamenti terrieri facciano capo a poche persone e che non tutte queste
proprietà terriere siano suscettibili di destinazione a uso agricolo o di
edilizia.
Diciamo che tutto quello che si poteva fare è stato fatto.
Abbiamo avuto il cambio d'uso per anni di terreni agricoli che sono diventati a
uso di edilizia. Abbiamo avuto delle grosse coltivazioni. Ricordo che il kiwi è
stato impiantato per la prima volta in provincia di Latina e che da ciò
derivano dei business colossali.
Rimangono poi terreni vuoti, che vengono adibiti o a
capannoni per ospitare qualcuno, o, come diceva sempre Carmine Schiavone, come
posto di rifugio per latitanti. Il vero motivo della straordinaria presenza di
ditte specializzate, però, è il
Pag. 23
fatto che obiettivamente il territorio offre delle aree
interessanti da questo punto di vista. Si tratta di un territorio che era
disabitato fino a 80 anni fa. La metà della provincia di Latina non esisteva.
PIERLUIGI FALONI, Prefetto di Latina. Tenga conto,
onorevole, che nelle relazioni che vi lascerò, anzi che vi ho già dato, c'è
questo punto. Anche noi abbiamo evidenziato il fatto che le ditte siano
superiori alle esigenze territoriali.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Sicuramente,
tant'è che opera la Green Holding, che è di Milano.
PAOLA NUGNES. Ho più di una domanda. Innanzitutto volevo
sapere se su Gaeta c'è qualche evidenza per il problema del coke che viene
stoccato nel porto e poi trasportato. C'erano varie denunce a seguito di quest'attività.
Volevo sapere se a voi risulta qualche infrazione.
Inoltre, volevo chiedere se anche la faccenda dei roghi
che avviene nel casertano interessa l'area a sud della provincia.
Se possibile, visto che si tratta di dati che vi sono
stati forniti, vorrei sapere se i 212 controlli sui depuratori hanno dato esiti
favorevoli in quest'anno o se ci sono state delle infrazioni.
PRESIDENTE. Questo, però, lo chiediamo agli organismi e
all'ARPA, che sentiamo domani, perché questa è materia loro.
PAOLA NUGNES. Va bene, allora non questo. Vorrei sapere se
i 16 accertamenti, invece, di immissione di reflui illeciti, a vostra
conoscenza, hanno usufruito dello strumento della prescrizione e se, quindi, si
è provveduto a regolamentare questa infrazione.
PRESIDENTE. Questa domande riguardano, da un lato,
l'indagine della Capitaneria e, dall'altra, la materia dell'ARPA,
Pag. 24
perché il prefetto, giustamente, ha solo raccolto i dati che
gli hanno mandato gli altri. Se li appunti, in modo che domani all'ARPA li chiediamo.
Invece, per la questione dei roghi penso possa rispondere.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Premetto, come ho
detto prima, che noi arriviamo a questo tipo di reati non in via diretta, ma in
via indiretta. Ci arriviamo perché lavoriamo sulla camorra, più che altro. Poi
ci capita di dover affrontare anche queste questioni. Ripeto, tutto parte dalle
dichiarazioni dei pentiti e da un'attività strana di monitoraggio del
territorio.
Come Polizia di Stato, non abbiamo la competenza specifica
per i reati eco-ambientali. Ci arriviamo tramite la camorra, quando ci
occupiamo di camorra, che è la nostra competenza precisa. Di tutto quello che
avviene all'interno di Gaeta ho notizie indirette da parte dell'Autorità
portuale, che è deputata a vigilare su ciò che avviene all'interno.
Per quanto riguarda, invece, i roghi, assolutamente no,
per un motivo molto semplice. L'ho detto prima. Queste attività si possono fare
nei territori in cui c'è il controllo militare del territorio. È chiaro che, se
la volante passa e vede un rogo nella provincia di Latina, nei pressi di
Aprilia, si interviene sicuramente subito.
È lo stesso problema per cui storicamente i pentiti di
mafia dicono che a Milano è impossibile far sparire i cadaveri bruciandoli con
i copertoni, come si fa nelle terre originarie, esattamente perché il rogo
attirerebbe l'attenzione delle forze dell'ordine. Quindi, a Milano negli anni
Novanta i cadaveri di mafia venivano interrati e non bruciati. È lo stesso
motivo.
PRESIDENTE. Volevo chiedere un paio di cose. Rispetto alle
società di spazzamento e raccolta, almeno in altre situazioni,
Pag. 25
comprese quelle dell’hinterland casertano, ma non solo,
anche in Sicilia, trattandosi di attività a basso contenuto tecnologico, perché
trattasi non di smaltimento, in questo caso, ma di raccolta e spazzamento, c'è
una situazione generale in cui ci viene segnalato che spesso queste società
sono infiltrate da componenti della malavita organizzata. Per esempio, ad Anzio e Nettuno ci sono delle segnalazioni di
difficoltà di società che avevano avuto l'interdittiva antimafia. Parlo
dell'IPI, per intenderci. Non so se adesso l'abbiano ancora.
Rispetto alle società di spazzamento e di raccolta avete
delle situazioni particolari? Avete ravvisato delle situazioni in cui c'è un
interesse da parte della malavita organizzata?
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Dobbiamo
distinguere il concetto. Da una parte sicuramente in alcune delle società che
hanno come ragione sociale lo smaltimento illecito dei rifiuti ci sono
interessi della criminalità organizzata, la quale, però...
PRESIDENTE. Parlo di spazzamento e raccolta, non di
smaltimento.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Sì, sicuramente
ci sono interessi, ma proprio l'interdittiva antimafia fa sì che le società
stiano molto attente a non mettere delle persone chiaramente collegabili alle
associazioni camorristiche. Ripeto quello che ho detto prima: l'attenzione
straordinaria che il pentito Carmine Schiavone pone alla scelta dei referenti
societari ci dimostra come tutte le organizzazioni, non solo la camorra, stiano
attentissime nello scegliere i componenti del Consiglio d'amministrazione.
Questo è un dato. Tant'è che, quando la camorra ha interessi in una società,
propone una persona che non è mai riferibile all'associazione.
Pag. 26
Pertanto, la risposta è che sicuramente gli interessi ci
sono, ma anche che sicuramente sarebbe da ingenui andare a trovare dei
precedenti penali tra i componenti del consiglio d'amministrazione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, nel consiglio d'amministrazione
no, ma magari nel personale di bassa qualifica. Abbiamo visto che almeno in
alcuni casi si trovano personaggi che magari...
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Capita più spesso
tra il personale di bassa qualifica, questo sicuramente l'abbiamo riscontrato,
perché comunque il loro mestiere è quello. Occorrono uomini fidati. Il giro è
la seconda, terza, quarta fila della criminalità organizzata.
LAURA PUPPATO. Garantiscono lavoro.
GIUSEPPE DE MATTEIS, Questore di Latina. Su questa
questione del lavoro ho la mia idea, nel senso che comunque distruggono lavoro,
vengono sottopagati e avvelenano l'economia sana. Ho le mie idee.
PIERLUIGI FALONI, Prefetto di Latina. Signor presidente,
in risposta alla sua domanda, noi abbiamo fatto le verifiche su tutte queste
società. Non abbiamo emesso interdittiva. Solamente la prefettura di Roma aveva
emesso un'interdittiva per Ecocar, per la quale poi, però, un ricorso emesso ha
annullato l'interdittiva stessa. Le lascio comunque le due informazioni.
PRESIDENTE. Non ci sono altre domande. Ci avete fatto un
quadro molto esaustivo e preciso e anche fornito molti documenti. Le audizioni
testimoniano anche il fatto che spesso anche i media si sono concentrati molto
sul capoluogo, su
Pag. 27
Roma, perché è Roma, ma che, in realtà, ci sono altre
situazioni in questa regione che probabilmente meritano di essere attentamente
monitorate.
PIERLUIGI FALONI, prefetto di Latina. Latina è seconda
dopo Roma...
GIUSEPPE DE MATTEIS, questore di Latina. Ritengo solo di
dover dire che sicuramente il territorio di Latina, per i motivi storici,
geografici e geologici che vi ho esposto, secondo me, merita altrettanta
attenzione di quello di Roma.
PRESIDENTE. Vi ringraziamo e dichiaro conclusa
l'audizione.
http://www.camera.it/leg17/1058?idLegislatura=17&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2017&mese=02&giorno=20&idCommissione=39&numero=0145&file=indice_stenografico
Nessun commento:
Posta un commento