Solo un mese fa la Procura di Milano chiedeva il rinvio a giudizio, tra gli altri, dell'Ad di Eni Claudio Descalzi, del suo predecessore Paolo Scaroni e dell'uomo d'affari Luigi Bisignani per la presunta maxi tangente da oltre un miliardo di dollari che il cane a sei zampe, insieme alla Shell, avrebbe versato nel 2011 per aggiudicarsi il giacimento petrolifero Opl-245. Dalle indagini dei magistrati milanesi sono scaturite quelle dei colleghi nigeriani: l'alta corte di Abuja ha aperto un fascicolo per corruzione, contestando il pagamento da parte dei due colossi petroliferi di 800 milioni all'ex ministro del petrolio Dan Etete, a quello della giustizia Mohammed Bello Adoke e al businessman Aliyu Abubakar, mentre allo Stato africano sarebbero andati solo 210 milioni.
Sul caso indagava già anche la Commissione per i crimini economici e finanziari, un'agenzia governativa con potere di imporre sanzioni economiche, che aveva chiesto e ottenuto a gennaio dalla stessa Alta Corte la sospensione cautelare della licenza Opl-245. Eni, che come Shell ha sempre sostenuto la correttezza del suo operato, ha affidato il dossier a un importante studio legale statunitense indipendente, e afferma che "non sono emerse evidenze di condotte corruttive in relazione alla transazione".
Nella puntata del 13 dicembre 2015 Report si occupò della vicenda con l'inchiesta "La trattativa" realizzata da Luca Chianca.
(7 marzo 2017) http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-56e6d22b-cdc6-42ab-bb23-7bc83a373b44.html
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