
L’annuncio dopo un incontro con Gianfranco Micciché. Andrà via assieme alla deputata Gullo e a suo cognato, parlamentare all’Ars. Con Mirello Crisafulli da Enna era stato tra gli “impresent abili” delle primarie sull’i sola. Ora l’ex compagno di partito racconta: “Si sarà sentito solo, io lo capisco”
In dieci mesi le entrate per lo Stato che derivano da acce r t a me nt i fis cali calano di 110 milioni. Un altro trionfo della lotta all’evasione renziana
ESCLUSIVO: I SEGRETI DEL POTERE / 1 Tutti raccomandati: così hanno fatto carriera Tronca & C. N e l l’inchiesta di Reggio Calabria “Bre akfast”, le intercettazioni di Isabella Votino, collaboratrice storica di Roberto Maroni, svelano gli intrighi della politica e degli affari attorno al Ponte sullo Stretto, i patti indicibili tra B. e la Lega, le manovre che coinvolgono istituzioni, mondo dell’industria e dello sport. Una ragnatela di sottogoverno e casta che “il Fatto” è ora in grado di ricostruire. Cominciando dalle nomine del ministero dell’Interno e dei prefetti. Tra i quali il commissario del Comune di Roma
FRANCIA Fn al 30%, 2° turno “re p u b b l i c a n o ” Trionfo Le Pen, Hollande e Valls si piegano: “Ora votate Sarkozy”
Presepi&Olindo Perché Salvini non è Marine
È DEMOCRAZIA, IL FASCISMO È UN’ALTRA COSA
INIZIA IL GIUBILEO Viaggio nella Roma blindata Chiese, peccati e pellegrini martirizzati sugli autobus
DOPO LA BUFERA Le migliori scuse degli atleti beccati ai controlli Credevo fosse doping, invece era Belén » PAOLO ZILIANI B en Johnson e Lance Armstrong, i due atleti più dopati della storia, hanno commesso un errore: non aver avuto dirigenti comprensivi come quelli di casa nostra. Se Johnson avesse avuto un presidente come Giomi (Fidal), pronto a giurare che la fallita comunicazione della lista di sostanze dopanti era dovuta a un fax rotto, oggi sarebbe primatista del mondo dei 100 metri con 8”58”, un secondo meno di Usain Bolt; e se Armstrong avesse avuto un presidente di comitato come Malagò (Coni), pronto a raccontare di aver dato a Lance precise istruzioni telefoniche, se non fosse che i gorgheggi di Sheryl Crow – la moglie cantautrice – avevano impedito al texano la corretta comprensione del messaggio, oggi Armstrong sarebbe ancora titolare di sette Tour vinti.
tratto da www.ilfattoquotidiano.it
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