Ottanta metri di separazione, quindi conformemente alla legge, “ma l’elettrosmog ci fa terrore, soprattutto per il futuro di Libero”. La richiesta di risarcimento multimilionario l’ha scioccata: “Ventiquattro denunce, e per una cifra simile… E’ un atto contro una cittadina che vuole difendere il diritto alla salute e alla salvaguardia del territorio. Un atto intimidatorio contro chi vuole decidere legittimamente del proprio futuro”.
Insieme a Silvia sono state citate in giudizio altre decine di persone. A schierarsi in loro difesa, i sindaci di Lanciano, Paglieta e Castel Frentano, che hanno depositato ricorsi contro l’opera. “Silvia Ferrante è una donna, mamma e cittadina coraggiosa d’Abruzzo. Non basterà tutta l’arroganza del mondo, né tantomeno 24 denunce per 16 milioni di euro, a vincere il suo sorriso e il suo amore per la nostra terra – queste le parole del sindaco di Lanciano Mario Pupillo -. Noi saremo al suo fianco, con ancora maggiore convinzione dopo le innumerevoli volte in cui abbiamo gridato il nostro No a un’opera che, oltre ad essere stata calata dall’alto, ritengo anche inutile”.
Il comitato “No Elettrodotto Villanova-Gissi” lamenta anche il fatto che questo sia un “gigante dai piedi d’argilla”, visto che dovrebbe per un terzo essere realizzato in aree alluvionali e a forte rischio idrogeologico. E sono parecchi i proprietari che si oppongono all’esproprio del proprio terreno. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/05/abruzzo-si-oppone-allelettrodotto-colosso-terna-chiede-risarcimento-da-16-milioni-ad-attivista/2278033/