Sulle terre pontine avvelenate si profila una nuova Malagrotta AMBIENTE/MA DOPO LE RIVELAZIONI DI SCHIAVONE I PIANI POTREBBERO SALTARE ANDREA PALLADINO
C'è uno spettro che si aggira dietro la complessa questione delle dichiarazioni di Schiavone. Un fattore che potrebbe mettere in discussione molti progetti - più o meno dichiarati - nel delicatissimo settore dei rifiuti nel Lazio. E' una variabile...http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20131109/manip2pg/05/manip2pz/348346/
C’è uno spettro che si aggira dietro la complessa questione delle dichiarazioni di Schiavone. Un fattore che potrebbe mettere in discussione molti progetti — più o meno dichiarati — nel delicatissimo settore dei rifiuti nel Lazio. E’ una variabile impazzita, rimasta dormiente per anni e che oggi riappare. Si chiama Borgo Montello, la seconda discarica della regione Lazio, grande quanto una cinquantina di campi da calcio. Accoglie milioni di metri cubi di rifiuti, sversati dagli anni ’70 in poi, con una catena di comando che riproduce uno schema sperimentato in tante regioni italiane. La prima gestione — senza tutele ambientali — fu del comune, che buttava i sacchetti dentro gli avvallamenti di questo pezzo di pianura pontina, terra di bonifica, fertile e una volta produttiva. Poi, dai primi anni ’80, gli invasi sono passati ai signorotti locali, la società Pro.chi, formata da ex profughi — italiani — ritornati dalla Tunisia, sponsorizzati dai socialisti craxiani. Vent’anni fa sono infine arrivati i grandi gruppi industriali, che hanno acquistato a peso d’oro terre e autorizzazioni: ci sono i milanesi del gruppo Grossi — con la Ind.eco — e il romanissimo Cerroni, in società con il comune di Latina, con Ecoambiente. Ora questa zona…http://ilmanifesto.mobi/sulle-terre-pontine-avvelenate-avanza-una-nuova-malagrotta
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