Comunicato stampa
Si è chiuso oggi il convegno organizzato dall'Eurodeputato e capo delegazione dell'Italia dei Valori, Niccolò Rinaldi, dal titolo "I rifiuti in Italia, una storia NON europea: cittadini a confronto". Quest'occasione ha visto radunati per la prima volta al Parlamento europeo autorità locali e comitati ambientalisti di ben quattro regioni italiane: Lazio, Toscana, Umbria e Marche.
"Il problema dei rifiuti rimane in testa per le istanze di intervento e aiuto presentate dai cittadini dei territori italiani a livello locale, nazionale ed europeo. Quello che appare assurdo è che l'Italia registra le più drammatiche situazioni di smaltimento dei rifiuti e al contempo tra i casi di riciclo più virtuosi in Europa. Quello che poi stupisce è che i casi virtuosi sono i più estesi nel territorio nazionale. Ciò vuol dire che, volendo, si può trovare un modo affinché questo problema sparisca per sempre dall'Italia" ha dichiarato Rinaldi.
"Troppo spesso - spiega l'Eurodeputato - ci si focalizza solo su casi specifici di malgestione o di casi virtuosi, senza invece favorire l'incontro di questi due aspetti per creare una rete volta a condividere gli strumenti per dar fine al problema dei rifiuti, ormai sconosciuto in quasi tutti gli altri paesi Ue".
"Se ad oggi, per esempio la discarica di Malagrotta è stata chiusa è grazie alla capacità di intervento dell'Unione europea, l'unica che sembra alla fine intitolata alla decisione finale. La verità però è un'altra. L'intervento dell'Ue non servirebbe se non esistesse l'attuale cacofonia decisionale e la babele burocratica tipica italiana"- attacca Rinaldi.
"Abbiamo bisogno di sviluppare una vera rete su tutto il territorio italiano dove autorità locali, regionali e comitati ambientalisti possano confrontarsi e scambiarsi le buone pratiche, altrimenti gli italiani dovranno continuare a farsi carico delle multe europee alla malgestione dei rifiuti in alcune zone dell'Italia. Nel frattempo - conclude Rinaldi - aspettiamoci, come suggerito dagli esponenti della Commissione europea presenti all'evento, che dall'indagine che stanno effettuando sull'impianto Ama di via Salaria a Roma, ne uscirà un'ennesima procedura d'infrazione per l'Italia".
Si è chiuso oggi il convegno organizzato dall'Eurodeputato e capo delegazione dell'Italia dei Valori, Niccolò Rinaldi, dal titolo "I rifiuti in Italia, una storia NON europea: cittadini a confronto". Quest'occasione ha visto radunati per la prima volta al Parlamento europeo autorità locali e comitati ambientalisti di ben quattro regioni italiane: Lazio, Toscana, Umbria e Marche.
"Il problema dei rifiuti rimane in testa per le istanze di intervento e aiuto presentate dai cittadini dei territori italiani a livello locale, nazionale ed europeo. Quello che appare assurdo è che l'Italia registra le più drammatiche situazioni di smaltimento dei rifiuti e al contempo tra i casi di riciclo più virtuosi in Europa. Quello che poi stupisce è che i casi virtuosi sono i più estesi nel territorio nazionale. Ciò vuol dire che, volendo, si può trovare un modo affinché questo problema sparisca per sempre dall'Italia" ha dichiarato Rinaldi.
"Troppo spesso - spiega l'Eurodeputato - ci si focalizza solo su casi specifici di malgestione o di casi virtuosi, senza invece favorire l'incontro di questi due aspetti per creare una rete volta a condividere gli strumenti per dar fine al problema dei rifiuti, ormai sconosciuto in quasi tutti gli altri paesi Ue".
"Se ad oggi, per esempio la discarica di Malagrotta è stata chiusa è grazie alla capacità di intervento dell'Unione europea, l'unica che sembra alla fine intitolata alla decisione finale. La verità però è un'altra. L'intervento dell'Ue non servirebbe se non esistesse l'attuale cacofonia decisionale e la babele burocratica tipica italiana"- attacca Rinaldi.
"Abbiamo bisogno di sviluppare una vera rete su tutto il territorio italiano dove autorità locali, regionali e comitati ambientalisti possano confrontarsi e scambiarsi le buone pratiche, altrimenti gli italiani dovranno continuare a farsi carico delle multe europee alla malgestione dei rifiuti in alcune zone dell'Italia. Nel frattempo - conclude Rinaldi - aspettiamoci, come suggerito dagli esponenti della Commissione europea presenti all'evento, che dall'indagine che stanno effettuando sull'impianto Ama di via Salaria a Roma, ne uscirà un'ennesima procedura d'infrazione per l'Italia".
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