lunedì 18 novembre 2013

rifiuti oltre al danno e all'inquinamento: Malagrotta, «la beffa» dei comitati condannati a pagare 10mila euro

Sottoscrizione per rifondere l’azienda Giovi che opera nella discarica: «Davvero una presa in giro» ROMA - Malagrotta: in trenta erano riusciti a far condannare la Colari in tribunale, nel 2008, per danno ambientale e lo stesso giudice Patrone li aveva invitati a promuovere la causa civile. Poi in appello, nel 2011, la Colari è stata però assolta perché l’accusa non era riuscita a dimostrare la pericolosità dei rifiuti. E ora il tribunale civile di Roma, 12° sezione presieduta a Antonia Di Florio, ha condannato i trenta residenti della Valle Galeria a rifondere di 10 mila euro l’azienda Giovi, la ditta che opera nella discarica di Malagrotta.
40 EURO A TESTA - Sono 358, 40 euro pro-capite e, passato lo sconcerto per la inaspettata conclusione della vicenda, i “condannati” hanno appena deciso di promuovere una sottoscrizione tra tutti i residenti della zona. «E’ davvero una beffa», commenta Sergio Apollonio da anni alla testa del Comitato Malagrotta.
LA PRIMA DONNA - Non potrà pagare però la sua quota Giorgia Viti, la panettiera che per prima all’inizio degli anni Novanta aveva portato in tribunale i responsabili di Malagrotta. E’ deceduta due anni per un tumore al pancreas. «Era una donna generosa e di un formidabile coraggio – ricorda Apollonio -. Fu la prima in assoluto ad affrontare a viso aperto, da sola, l’orrore della discarica di Malagrotta , avviando e vincendo un processo contro il gestore. Almeno quel processo è stato vinto».

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