LATINA - Loro ne parlano da anni, adesso che ci sono le dichiarazioni di Carmine Schiavone si è riaperto il dibattito sulla presenza degli interessi criminali a Latina e provincia e sui fusti interrati nella discarica di Borgo Montello. Legambiente parte da Latina con le sue "analisi e proposte" rispetto alle ecomafie e prepara un percorso "che toccherà tutte le zone indicate dal pentito - dice Rossella Muroni, direttrice dell'associazione - sia per lo smaltimento sia da dove i rifiuti sono partiti". Sugli interessi della criminalità Marco Omizzolo, di Legambiente Latina, ricorda come "denunciamo da anni un sistema che non è solo di camorra ma riguarda pezzi deviati della politica e dell'economia e che condiziona l'agire democratico". Interessi che Peppe Ruggero, di Libera, sottolinea dicendo che "chiunque si è occupato di rifiuti e inchieste sulle ecomafie si è imbattutto nel territorio della provincia di Latina, oggi Schiavone parla perché non ha più protezione e ha altri interessi, ma prendiamo ciò che di buono dice per capire una volta per tutte". La stessa Muroni chiede una "operazione verità, cosa c'è sotto terra, quale rischio corre la popolazione e cosa si può fare". Gli scavi effettuati finora non hanno dato risultati "perché - dice Omizzolo - fatti nel luogo sbagliato". L'impegno della Regione nelle operazioni di bonifica è stato ribadito dalla consigliera Cristiana Avenali che parla anche di "cambiare rotta, perché fino a quando l'80% dei rifiuti andrà in discarica certi rischi si correrrano sempre" . Ricordati anche i numerosi casi di abusivismo edilizio, anche nel parco del Circeo, e il mistero irrisolto dell'omicidio di Don Cesare Boschin, parroco di Borgo Montello ucciso nel '95 e "prima vittima dell'ecomafia" - secondo Omizzolo. Chiesta di nuovo l'istituzione della Dda in provincia. Il 22 marzo prossimo a Latina la giornata nazionale di Libera.
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