mercoledì 13 novembre 2013

INTERVENTI CONTRO L'EROSIONE COSTIERA a Sabaudia nel parco nazionale del Circeo

COMUNICATO STAMPA

I dissesti nella duna litoranea causati dalla tempesta di vento e pioggia dei giorni scorsi ripropongono la necessità di affrontare il problema dell’erosione costiera con la massima tempestività e determinazione. Di recente il Sindaco Lucci ha comunicato la volontà di adoperarsi, all’interno della cabina di regia del mare, di cui è componente, per avere finanziamenti finalizzati alla difesa degli arenili di Sabaudia. Mi permetto di ricordargli che ha motivi molto consistenti da far valere presso la Regione Lazio al riguardo. Da oltre vent’anni il comune di Sabaudia non ha avuto un soldo per il riequilibrio del litorale, mentre altri comuni balneari della provincia hanno speso nell’ultimo decennio molte decine di milioni di euro, erogati dalla Regione Lazio. Lucci dovrebbe soprattutto precisare che Latina ha ricevuto ingenti finanziamenti per il ripascimento delle spiagge, effettuato mediante scogliere soffolte e pennelli di roccia, che hanno stabilizzato l’arenile in cui sono stati eseguiti i lavori, ma hanno provocato forti erosioni nelle spiagge a sud di Foce Verde, da Capoportiere fino a Torre Paola. Usando un detto napoletano molto significativo Sabaudia è risultata “cornuta e mazziata”.
La Giunta Marrazzo aveva erogato per Sabaudia tre milioni e mezzo di euro, ma aveva imposto per legge che le modalità d’intervento, trattandosi di arenili nel Parco Nazionale del Circeo, fossero studiate da una apposita commissione, denominata SIDICAP (di cui personalmente ho fatto parte per conto dell’Ente Parco) che aveva il compito di individuare scelte progettuali compatibili con la costa di un’area protetta. La commissione si avvaleva della consulenza scientifica dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (struttura tecnica del Ministero per l’Ambiente). Al termine del lavori la Commissione presentò valide proposte di intervento, ma la Governatrice Polverini ha stornato i fondi assegnati a Sabaudia per coprire buchi di bilancio. Il Comune a suo tempo non ha difeso adeguatamente detto finanziamento.
Lucci soprattutto deve far presente che il tratto di duna percorsa dalla strada chiusa, tra la Bufalara e Rio Martino, è a rischio di sfondamento. E’ necessario intervenire in zona con la massima urgenza soprattutto con un progetto di ricostruzione ambientale della duna oltre che di ripascimento della spiaggia. Il Sindaco nei rapporti con la Regione dovrebbe avvalersi della consulenza di qualche tecnico che ha lavorato alla realizzazione dei progetti LIFE degli anni ’90, o comunque di esperti di specifica esperienza. L’ecosistema duna/spiaggia presenta aspetti di carattere fisico e naturalistico molto complessi e delicati. L’ARDIS, l’Agenzia Regionale per la Difesa Ambientale, è portata prevalentemente a fare appalti di progetti di difesa rigida delle spiagge, con scogliere e pennelli in roccia, incurante dei danni provocati nelle coste pontine dai lavori eseguiti avventatamente a suon di decine di milioni di euro da anni. La ricostruzione della duna è come la ristrutturazione di un gioiello che non si può affidare al fabbro. L’ARDIS, cui spetta il compito di far eseguire gli interventi eventualmente finanziati dalla Regione, deve far elaborare un progetto da un tecnico esperto da nominare attentamente sulla base di un curriculum di tutta garanzia.
Purtroppo è nella cultura e nella mentalità di pochi il principio cardine, che tuttavia può essere verificato con l’intelligenza e la sensibilità necessari su tutta la costa pontina, secondo cui la tutela delle dune costituisce il miglior rimedio per assicurare l’equilibrio delle spiagge. Ovviamente ove gli interventi di difesa siano realizzati in maniera intelligente e con progetti di elevata professionalità.
Dr Nello Ialongo 13/11/2013



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