COMUNICATO STAMPA
La Giunta Marrazzo aveva erogato per Sabaudia tre
milioni e mezzo di euro, ma aveva imposto per legge che le modalità
d’intervento, trattandosi di arenili nel Parco Nazionale del
Circeo, fossero studiate da una apposita commissione, denominata
SIDICAP (di cui personalmente ho fatto parte per conto dell’Ente
Parco) che aveva il compito di individuare scelte progettuali
compatibili con la costa di un’area protetta. La commissione si
avvaleva della consulenza scientifica dell’ISPRA, l’Istituto
Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (struttura
tecnica del Ministero per l’Ambiente). Al termine del lavori la
Commissione presentò valide proposte di intervento, ma la
Governatrice Polverini ha stornato i fondi assegnati a Sabaudia per
coprire buchi di bilancio. Il Comune a suo tempo non ha difeso
adeguatamente detto finanziamento.
Lucci soprattutto deve far presente che il tratto
di duna percorsa dalla strada chiusa, tra la Bufalara e Rio Martino,
è a rischio di sfondamento. E’ necessario intervenire in zona con
la massima urgenza soprattutto con un progetto di ricostruzione
ambientale della duna oltre che di ripascimento della spiaggia. Il
Sindaco nei rapporti con la Regione dovrebbe avvalersi della
consulenza di qualche tecnico che ha lavorato alla realizzazione dei
progetti LIFE degli anni ’90, o comunque di esperti di specifica
esperienza. L’ecosistema duna/spiaggia presenta aspetti di
carattere fisico e naturalistico molto complessi e delicati. L’ARDIS,
l’Agenzia Regionale per la Difesa Ambientale, è portata
prevalentemente a fare appalti di progetti di difesa rigida delle
spiagge, con scogliere e pennelli in roccia, incurante dei danni
provocati nelle coste pontine dai lavori eseguiti avventatamente a
suon di decine di milioni di euro da anni. La ricostruzione della
duna è come la ristrutturazione di un gioiello che non si può
affidare al fabbro. L’ARDIS, cui spetta il compito di far eseguire
gli interventi eventualmente finanziati dalla Regione, deve far
elaborare un progetto da un tecnico esperto da nominare attentamente
sulla base di un curriculum di tutta garanzia.
Purtroppo è nella cultura e nella mentalità di
pochi il principio cardine, che tuttavia può essere verificato con
l’intelligenza e la sensibilità necessari su tutta la costa
pontina, secondo cui la tutela delle dune costituisce il miglior
rimedio per assicurare l’equilibrio delle spiagge. Ovviamente ove
gli interventi di difesa siano realizzati in maniera intelligente e
con progetti di elevata professionalità.
Dr Nello Ialongo
13/11/2013
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