Purtroppo avevamo ragione quando negli
anni '80 e successivi avvertivamo che quel modello di sviluppo che ci
propinavano non era sostenibile. Il pianeta non poteva sopportare
questa aggressione folle. Questo continuo attacco alla natura avrebbe
scatenato una reazione. La follia autodistruttiva del genere umano
avrebbe prima portato almeno un caso di cancro per inquinamento in
ogni famiglia prima di colpire tutti. Ovvio che informare e avvertire
desse fastidio a quei disumani comportamenti che avrebbero portato
una crisi inevitabile e alla progressiva desertificazione. Ma avrebbe
tolto un facile potere. Questi assassini premeditati ci davano degli
allarmisti, degli utopisti per nascondere il loro folle progetto. Era
troppo facile seguire il solito incantatore di serpenti, il suonatore
di flauto a questi cialtroni.
Nell'ultimo anno c'è stato un
progressivo inesorabile aumento di malattie gravi e mortali con casi
anche settimanali nella popolazione giovane di Pontinia da 0 a 60
anni. Domani ci sarà un interessante incontro dibattito al Teatro
Fellini sul dolore, la malattia e la morte per cercare di aiutare i
tristi sopravvissuti a questo lento e inesorabile biocidio.
E' giusto aiutare chi soffre e chi
sopravvive a questo gioco al massacro. Ma sarebbe ora di fermare le
troppe mani sanguinanti. Dobbiamo ridurre il traffico privato,
l'inquinamento e i troppi incidenti stradali. Bisogna ridimensionare
il consumo dei suoli che significa desertificazione ma anche
erosione. Ci sono fabbricati, aree, capannoni, case da recuperare.
Controllare i corsi d'acqua inquinati da una folle cultura intensiva,
da fitofarmaci e concimi chimici. Verificare la qualità delle falde
acquifere inquinate da scarichi assassini. Analizzare la qualità
dell'acqua e ridurre i consumi. Riusare, riciclare le merci,
diminuire il consumo di materie prime e lo spreco. Forse non avremo
altre possibilità.
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