mercoledì 13 novembre 2013
discarica Borgo Montello L’esito del monitoraggio legato alla storia delle discariche Gli effetti collaterali delle analisi nascoste
Latina Oggi 13 novembre 2013
Primo bilancio al tavolo della trasparenza
DETTAGLI
I «NUOVI»
RIFIUTI
SONO STATI
ABBANCATI
SUI VECCHI
INVASI
MW7, IL POZZO
SPIA CHE HA
DATO I RISULTATI
PEGGIORI
DI GRAZIELLA DI MAMBRO
Dopo anni di silenzi
imbarazzanti e dati
nascosti sullo stato
di salute delle falde soggiacenti,
nei prossimi
quindici giorni il presente
e il futuro dell’area delle
discariche di Borgo Montello
terranno banco in due
appuntamenti che meritano
una certa attenzione,
non fosse altro perché potranno
tracciare un bilancio
su quello che è diventato
il comprensorio a nord
della città, un tempo solo
agricolo ma oggi asservito
ai rifiuti. Il 25 novembre si
tiene il tavolo tecnico sulla
trasparenza, nato ad aprile
2012 in concomitanza con
l’avvio degli scavi nel vecchio
invaso S0. Si parlerà
anche di bonifica dei siti e
del peso che potranno avere
i nuovi impianti su
un’area già piuttosto compromessa.
Prevista sempre
questo mese la commisisone
straordinaria per
l’ambiente che la Regione
terrà proprio a Latina con
un unico punto all’ordine
del giorno, il «caso Montello
». Su tutte e due gli
appuntamenti si staglia
l’ombra dei dati relativi
a ll ’ultimo monitoraggio
sui pozzi spia fatto
dall’Arpa e tenuto nel cassetto,
nonostante il rapporto
delle analisi riferite agli
anni 2009-2011 fosse stato
consegnato a marzo del
2012. Sulla mancata pubblicazione
delle analisi e
delle comparazioni con i
monitoraggi precedenti si
sta registrando in queste
ore un ingiustificato silenzio
da parte di Arpa, Regione
Lazio e Provincia di
Latina che pure hanno
avuto il nulla osta alla pubblicazione
del primo dossier
a marzo scorso e del
secondo, ancora più aggiornato,
a ottobre 2013. I
cittadini di Borgo Montello
e anche dei borghi vicini
da tempo chiedono la
maggiore trasparenza possibile
sullo stato della falda
soggiacente la discarica
perché loro lì ci vivono e
coltivano la terra e ne hanno
viste davvero di tutti i
colori in questi ultimi 30
anni in cui la discarica è
cresciuta fino ad occupare
adesso 50 ettari, un quartiere
di immondizia abbancata,
dentro altri quartieri
abitati e vitali. L’origine
del livello elevato di sostanze
tossiche rilevate nei
pozzi spia esterni alla discarica
è ancora oggetto di
studio e porterà ad ulteriori
approfondimenti. Ma c’è
un gap storico a Montello
che ora sta venendo fuori.
Poco alla volta. I rifiuti
solidi urbani all’inizio sono
stati stoccati insieme a
quelli speciali e industriali
perché le leggi in vigore
all’epoca (anni 80) lo consentivano.
Ma in seguito
sono stati gli atti amministrativi
a peggiorare la situazione.
Progressivamente
proprio la Regione Lazio
ha autorizzato lo
stoccaggio di rifiuti urbani
sopra le vecchie discariche
che, a loro volta, sono state
messe in sicurezza per la
prima volta a metà degli
anni 2000. Con un intervento
(la realizzazione del
polder, una sorta di muro
di Berlino attorno ai vecchi
invasi) che potrebbe
avere qualche difetto, posto
che ci sono tracce di
percolato nei pozzi spia
che stanno lungo il perimetro
degli invasi che risultano
«in sicurezza». Per
questa ragione il monitoraggio
futuro su Montello
potrebbe risultare ancora
più utile di quello che è
stato fatto finora, al fine di
stabilire l’evo l u z i o n e
dell’inquinamento delle
falde.
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