giovedì 23 luglio 2026

Milano, la grandinata a San Siro riapre il tema della sicurezza degli eventi all’aperto

 tratto da https://ambientenonsolo.com/milano-la-grandinata-a-san-siro-riapre-il-tema-della-sicurezza-degli-eventi-allaperto/

Milano, la grandinata a San Siro riapre il tema della sicurezza degli eventi all’aperto

Il rischio che un temporale produca grandine di grandi dimensioni sarebbe aumentato dell’80% rispetto alla media storica. Giugno e luglio sono i mesi più critici, mentre il cambiamento climatico rende urgente aggiornare i piani di sicurezza per concerti e grandi manifestazioni.

La violenta grandinata che ha interessato l’ippodromo di San Siro, a Milano, riapre una questione destinata a diventare sempre più importante: come garantire la sicurezza di decine di migliaia di persone durante concerti e manifestazioni all’aperto in presenza di fenomeni meteorologici improvvisi e intensi?

Secondo Radarmeteo/Hypermeteo, hub specializzato nella rianalisi meteorologica e negli scenari climatici applicati, le nuove caratteristiche delle grandinate impongono di ripensare l’organizzazione degli eventi. La fuga disordinata di una folla di circa 80.000 persone, infatti, può rapidamente trasformare un’emergenza meteorologica in un problema di sicurezza e ordine pubblico, con il rischio di cadute, schiacciamenti e difficoltà nel raggiungere aree protette.

Come si è formata la grandinata su Milano

Nella giornata dell’evento, sulla Lombardia era presente una massa d’aria calda e umida alimentata dall’espansione dell’anticiclone africano. Contemporaneamente, una perturbazione sull’Europa centrale iniziava a sospingere aria più fresca e instabile verso l’Italia settentrionale, creando un marcato contrasto atmosferico.

«In quota, venti più intensi favorivano la formazione dei temporali, mentre al suolo l’energia accumulata poteva alimentare celle anche vigorose», spiega Massimo Crespi, climatologo e fondatore di Radarmeteo/Hypermeteo.

La Lombardia, pur trovandosi ai margini dell’area considerata a maggiore rischio, era dunque inserita in un contesto favorevole allo sviluppo di fenomeni localmente intensi.

La cella temporalesca si è formata attorno alle ore 20 poco a ovest di Busto Arsizio, intensificandosi rapidamente. Spinta verso sud-est dai venti in quota, ha raggiunto l’area dell’ippodromo milanese tra le 20.50 e le 21.40, producendo chicchi di grandine con un diametro fino a quattro centimetri e raffiche di vento comprese fra 50 e 60 chilometri orari.

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