tratto da https://ambientenonsolo.com/il-trasporto-pubblico-deve-essere-complicato-da-usare/
Il trasporto pubblico deve essere complicato da usare?

Con questo articolo continuiamo la collaborazione con Pillole di Tram, di cui abbiamo pubblicato una serie di articoli.
Spesso in Italia, fuori dalle grandi realtà urbane, il traporto pubblico è pensato, gestito e finanziato solitamente per una categoria precisa di utenti: i pendolari.
Essi si spostano in maniera ricorrente su uno stesso tragitto, quindi si muovono ad orari fissi e stabili, usano il servizio in determinati periodi, e soprattutto conoscono a priori la linea esatta che devono prendere e gli orari in cui passa, visto che si muovono con essa per raggiungere o tornare dal proprio posto di studio o lavoro.
Basare il trasporto pubblico sul pendolarismo implica il costruire un servizio parziale, con molteplici corse negli orari di punta, ma al contempo con corse molto rade o inesistenti negli altri orari, e in genere l’assenza di servizio in orari serali o in periodi festivi —> questo porta ad avere un servizio inefficiente e non accessibile a tutti i cittadini, in quanto esclude tutti gli altri utenti che non rientrano nella categoria di riferimento, causando spesso l’isolamento e la scarsa attrattività delle zone più marginali e periferiche del territorio.

Oggi vorremmo analizzare la pianificazione e progettazione di alcune linee di trasporto pubblico in Svizzera, all’interno di un piccolo territorio in una valle montana.
Siamo a Gruyeres (Gruviera), un comune di circa 2 mila abitanti nel cantone di Friburgo; qui la rete di trasporto pubblico è gestita dalla Tpf (Les Transports publics fribourgeois) contraddistinta dal colore rosso e bianco sia della livrea dei mezzi sia del colore delle pensiline, così da dare al servizio già una precisa riconoscibilità.
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