domenica 26 ottobre 2025

Non fu riciclaggio, ma il rapporto di B. con la mafia resta di Marco Lillo. Due sentenze. Nel 2014 si stabilisce che vi fu un patto con Cosa Nostra per la protezione del Cav. La nuova decisione è sulla pericolosità sociale (ritenuta ora assente) del senatore FI

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/10/24/non-fu-riciclaggio-ma-il-rapporto-di-b-con-la-mafia-resta/8171571/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=oggi-in-edicola&utm_term=2025-10-24

dall'articolo di Marco Lillo: "La sentenza di Cassazione che nega per sempre le misure di prevenzione contro Marcello Dell’Utri è stata usata dai media e politici di centrodestra come un enorme spugna per cancellare il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per il quale Marcello Dell’Utri è stato condannato a sette anni, poi scontati. Soprattutto è stata usata per lavare via quel che nella sentenza definitiva nel 2014 è stato scritto di Silvio Berlusconi, non imputato.
Invece il reato di Dell’Utri e i rapporti con la mafia restano.
Ricapitoliamo: ci sono due decisioni della Cassazione su dell’Utri ma hanno ad oggetto due cose diverse. La sentenza di condanna definitiva del 2014 ci dice che Dell’Utri era un ‘concorrente della mafia’ dal 1974 al 1992. Quella sentenza lo bolla come mediatore e garante di un patto pluridecennale tra Berlusconi e la mafia che aveva ad oggetto la protezione del Cavaliere in cambio di dazioni di denaro. La sentenza divenuta definitiva in Cassazione poche settimane fa riguarda invece la pericolosità sociale di Marcello Dell’Utri oggi e l’eventuale collegamento tra i suoi ‘piccioli’ e i reati da lui commessi in passato. I pm di Palermo nel 2020 hanno chiesto due cose: il sequestro del patrimonio e la limitazione della libertà con sorveglianza speciale e obbligo di soggiorno per Dell’Utri. I giudici hanno detto picche in tre gradi di giudizio. I pm non sono riusciti a dimostrare né che Dell’Utri sia pericoloso né che i suoi soldi siano frutto di un’attività mafiosa."

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