mercoledì 5 agosto 2020

Piano rifiuti: approvato il nuovo assetto degli Ambiti territoriali Dopo la relazione dell'assessore Valeriani, l'Aula ha respinto le questioni (pregiudiziale e sospensiva) presentate dal M5s. Una volta conclusa la discussione generale è iniziato l'esame degli emendamenti. Nella mattinata di mercoledì 5 agosto si è svolta la discussione sugli Ato.

dalla pagina ufficiale del consiglio regionale del Lazio 
05/08/2020
Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini, prosegue l'esame del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. Dopo la relazione dell’assessore Massimiliano Valeriani, che ha illustrato i punti principali della proposta di delibera, si è sviluppata la discussione generale, con gli interventi dei vari gruppi consiliari. In precedenza, all'inizio della seduta, il Consiglio ha bocciato due richieste del Movimento 5 stelle, una questione pregiudiziale (per difformità rispetto alla normativa europea, come illustrato dalla consigliera Corrado) e una sospensiva, con la quale si chiedeva di riportare il provvedimento in commissione. L'esame del testo con i relativi emendamenti e subemendamenti è iniziato mercoledì 29 luglio.

Durante la seduta di mercoledì, è stata più volte al centro della discusione in aula la questione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato), con molte dichiarazioni di voto sugli emendamenti, perché ogni Ato dovrà gestire nel proprio ambito il ciclo dei rifiuti. Come già avvenuto martedì durante la discussione generale, sono emerse tre posizioni sulla ripartizione degli Ato: la prima, che sembra avere il supporto della maggioranza dei consiglieri, intende lasciare l’attuale assetto con i cinque Ato corrispondenti ai territori delle quattro province e a quello della Città metropolitana di Roma Capitale; la seconda propone la creazione di un sub-Ato per Roma Capitale; la terza proposta è quella di creare un unico Ato regionale.

Un altro tema che ha richiamato l’attenzione dell’Aula con parecchi interventi è stato quello introdotto dall’emendamento presentato (e poi approvato) dai consiglieri Enrico Cavallari e Marietta Tidei del gruppo Misto che riguarda il monitoraggio della Regione sul conseguimento dei previsti livelli minimi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani da parte dei comuni. Con questa modifica, la Regione verificherà l’avvenuta applicazione dell’addizionale del 20 per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica ma solo a partire dai dati della raccolta del 2021, come richiesto dall’assessore Valeriani attraverso una riformulazione dell’emendamento.

Oltre al citato emendamento, ne sono stati approvati altri 13, sette dei quali presentati dalla Lega, tre dal presidente della commissione Rifiuti, Marco Cacciatore (gruppo Misto), due da Eugenio Patanè (Pd) e uno da Fratelli d’Italia. Tutti afferiscono alle prime 54 pagine delle 397 che compongono la prima parte del voluminoso documento, la “Sezione Rifiuti Urbani”. A questa vanno aggiunte la “Sezione Rifiuti Speciali”, la “Sezione Criteri di Localizzazione” e la “Valutazione ambientale strategica” (Vas).

La seduta è ripresa con l'esame degli emendamenti alle 10.40 di giovedì 30 luglio. Nel corso della giornata, sono stati approvati undici emendamenti, alcuni riformulati dall’assessore Valeriani. Quattro di questi sono stati presentati da consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia che puntano alla realizzazione di impianti di compostaggio di piccole dimensioni e alla tariffazione puntuale. Tre gli emendamenti dalla Lega, due dal presidente della decima commissione, Marco Cacciatore (Gruppo Misto), il quale propone come obiettivi la riduzione, il riuso, il riciclo e tutte le forme di recupero energetico possibili. Approvato con una riformulazione anche l’emendamento di Stefano Parisi (Lazio 2018), volto a porre un freno all’esportazione dei rifiuti, chiudendo il ciclo all’interno della regione entro il 2025, e l’emendamento di Enrico Cavallari e Marietta Tidei, entrambi del gruppo Misto, volto a incentivare i comportamenti virtuosi in materia di raccolta differenziata. Poco dopo le 16, il presidente Buschini ha aggiornato i lavori a lunedì 3 agosto alle ore 10, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari.

Nella mattinata del 3 agosto sono stati approvati 10 emendamenti sulla riconversione ecologica degli impianti esistenti (Orlando Tripodi - Lega), sui finanziamenti per la realizzazione di nuovi impianti di trattamento pubblici (Laura Cartaginese  - Lega), sulla necessità di procedure amministrative semplificate (Stefano Parisi - Lazio 2018), sul potenziamento dei controlli per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata (Gaia Pernarella - M5s), sull'introduzione di una addizionale al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica per i Comuni che non hanno raggiunto gli obiettivi della raccolta differenziata, a partire dai dati sulla raccolta del 2021 (Devid Porello - M5s). Gli altri emendamenti approvati, tutti del gruppo FdI, primi firmatari Fabrizio Ghera e Giancarlo Righini, riguardano le risorse in favore dei Comuni per realizzare impianti di compostaggio di prossimità, la promozione della altri emendamenti approvati riguardano la realizzazione di impianti a gestione pubblica o a partecipazione maggioritaria pubblica, il riciclo e il riuso, la pubblicazione dei progetti di nuovi impianti, la raccolta porta a porta.

Nel pomeriggio sono stati approvati altri 40 emendamenti, relativi al capitolo 6 (“Programma di prevenzione della produzione dei rifiuti”), capitolo 7 (“Analisi delle variabili che incidono sui diversi scenari di piano”) e capitolo 8 (“Individuazione dello scenario di piano”). Circa la metà delle proposte approvate è a firma del gruppo Fratelli d’Italia e riguardano soprattutto il capitolo 6: sviluppare un piano di riduzione degli imballaggi; incentivare il riciclo e il riuso, anche attraverso l’individuazione di giornate dedicate; realizzare campagne contro lo spreco alimentare nelle mense scolastiche; aumentate le risorse in favore dei centri del riuso e per incentivare la tariffa puntuale dei rifiuti. Alcune di queste tematiche sono state toccate anche da emendamenti presentati da altri consiglieri. Sulla tariffa puntuale, ad esempio, Enrico Cavallari e Marietta Tidei (Gruppo Misto) hanno inserito nel testo un riferimento all’apporto che le nuove tecnologie possono dare alla sua individuazione. Di Marta Bonafoni (Lista Civica Zingaretti) e altri, invece, un emendamento che prevede incentivi per la realizzazione dei centri del riuso e dei mercatini dell’usato. La riduzione dell’utilizzo della carta nelle pubbliche amministrazioni e il maggiore ricorso alle comunicazioni telematiche nonché si servizi on line, sono state le tematiche proposte sia da Gaia Pernarella e Valentina Corrado (M5s) sia da Marco Cacciatore (Gruppo Misto), il quale ha anche ottenuto il via libera a un emendamento che incentiva il compostaggio locale e a un altro che chiede il rispetto dei “criteri minimi ambientali”. Sempre in relazione al capitolo sei, l’Aula ha approvato anche un emendamento di Eugenio Patanè che istituisce i “Distretti logistico ambientali, in materia di economia circolare e chiusura del ciclo dei rifiuti, “che individuano delle aree territoriali contraddistinte dalla presenza di sistemi produttivi locali a vocazione industriale, agricola e commerciale, la cui produzione di rifiuti, per le caratteristiche merceologiche e quantitative rilevate, richieda una progettazione e pianificazione articolata”. L’Aula ha sospeso i lavori in corrispondenza della pagina 216 delle 397 che compongono la prima parte del Piano, la “Sezione Rifiuti Urbani”.

Nella seduta di martedì 4 agosto, i lavori sono proseguiti con l’esame degli emendamenti presentati alla prima parte del Piano, la “Sezione Rifiuti Urbani”. Ne sono stati approvati19 in totale, dei quali ben 14 nella parte della seduta precedente la pausa pranzo, e relativi al capitolo 8 (“Individuazione dello scenario di piano”), al nono (“Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili”) e al decimo “Analisi degli impatti degli scenari di piano”. Tra questi, nove sono stati presentati dal gruppo Fratelli d’Italia, compreso quello sugli incentivi a realizzare nuovi centri di raccolta Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche) per consentire il loro recupero e il corretto trattamento e smaltimento. Approvati anche due emendamenti di Eugenio Patanè (Pd) e tre dell’assessore Valeriani volti a sostituire alcune tabelle.

Cinque invece gli emendamenti approvati nel pomeriggio, tre dei quali di Eugenio Patanè del Pd, uno di Marco Cacciatore del Gruppo Misto e uno di Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia. Quello da cui è scaturito il più ampio dibattito è stato un emendamento di Patanè, riformulato dall’assessore Valeriani, alla pagina 300 del piano, con il quale si costituisce una cabina di regia sul piano, attraverso la quale si possa eventualmente modificare in corso d’opera l’impostazione, qualora gli obiettivi non vengano raggiunti, con lo scopo di rendere il piano più flessibile, secondo Patanè. Valeriani ha aggiunto che la sua utilità va anche intesa con riferimento ai tempi tecnici per gli Ato. Voto contrario su questo emendamento è stato annunciato da Gaia Pernarella del M5s, favorevole invece Stefano Parisi mentre Giuseppe Simeone (Forza Italia) ha fatto notare come i numeri disponibili non rispecchino la realtà, "contro la quale la bontà di questo emendamento rischia di infrangersi". Per Cacciatore il rischio della ridefinizione degli obiettivi è che quelli poi diventino variabili, per cui ha annunciato di astenersi. Contrario anche Pasquale Ciacciarelli (Lega), favorevole invece Massimiliano Maselli (FdI), per il quale in futuro potrà essere molto importante l’organismo introdotto con questo emendamento.

Gli altri emendamenti approvati sono uno di Cacciatore sul Tmb Roma Salario, riformulato dall’assessore Valeriani, e altri due di Patanè che spostano di un anno i termini di entrata in funzione dell'impianto di Colleferro, il cui inserimento nel piano ha suscitato la contrarietà di Cacciatore e Pernarella. Dubbi sulla strategia a proposito di Colleferro sono stati avanzati anche da Parisi. Approvato infine, dopo una pausa dei lavori, anche un emendamento di Fabrizio Ghera (Fratelli d'Italia) sull'impianto di San Vittore.

Dopo una ulteriore pausa, il presidente Buschini ha aggiornato la seduta a mercoledì 5, dopo che Valeriani aveva rinunciato alla presentazione di un suo subemendamento, in conseguenza della richiesta di alcuni consiglieri di centro destra e del Movimento cinque stelle di avere bisogno di più tempo per esaminarlo.



Nella sessione mattutina di mercoledì 5 agosto, la norma è stata ripresentata dall'assessore sotto forma di emendamento e discussa, dopo la presentazione di 18 subemendamenti. Riguarda uno dei nodi più discussi di tutto il Piano rifiuti: la definizione e le caratteristiche degli Ambiti territoriali ottimali (Ato), ovvero le zone in cui viene diviso il territorio regionale per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti stessi.

Nell’emendamento approvato a maggioranza, con l’astensione delle opposizioni, si torna alla definizione degli Ato su base provinciale. E' stata cancellata, dunque, la previsione di un sub ambito per quanto riguarda la città di Roma. Che però sarà comunque obbligata a essere autosufficiente per quanto riguarda gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, discariche comprese. Stesso principio si applicherà anche alla Provincia, quella che l’assessore ha definito “la ciambella”: il territorio dell’area metropolitana escluso il Comune di Roma.

I cinque Ato dovranno essere autosufficienti, ma una volta raggiunto questo obiettivo non potranno essere autorizzati nuovi impianti se non di nuova tecnologia, nel rispetto dei principi dell'economia circolare. I singoli Comuni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Piano, potranno chiedere di essere assegnati a un Ato differente da quello “territoriale”. Fino al raggiungimento dell’autosufficienza, gli Ambiti potranno utilizzare impianti presenti in altri Ato, per un periodo massimo di 36 mesi.  

Entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del Piano sul bollettino ufficiale, infine, il Consiglio regionale dovrà approvare una legge che regoli il funzionamento degli Ato e degli enti di gestione.

La relazione dell'assessore

Gli interventi dei consiglieri

La replica dell'assessoreA cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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