Si sente sempre più spesso parlare degli impianti e delle società pubbliche, nel settore dei rifiuti, come il modo per evitare impianti inquinanti o poco efficienti, maggiori costi per la bolletta e per la trasparenza. Forse. Chi ha un po' di memoria e di esperienza nel settore e sopratutto chi, purtroppo, conosce le inchieste, spesso finite a livello nazionale, indagini e sentenze della corte dei conti, interrogazioni parlamentari, attività di contrasto alle ecomafie si ricorda per esempio del consorzio Gea, della Terracina Ambiente, di Lazio ambiente e di Latina ambiente, ma anche di tante altre società pubbliche nella gestione dei servizi in sofferenza, spesso per l'ingerenza della politica. La stessa acqualatina è partecipata dalle amministrazioni comunali. Ogni tanto poi tornano agli "onori" delle cronache vari consorzi o la società che doveva gestire la formazione o la Terme spa, per non dimenticare la chicca dell'Intermodale. La questione di Latina ambiente racchiude una serie di criticità di cui si è trovato spazio in prima pagina sui quotidiani locali, ma sopratutto in tanti consigli comunali, con cadenza annuale anche a volte, in certi periodi, mensili, con un clima teso, qualche volta da stadio, secondo le cronache, oppure con intimidazioni o minacce ai consiglieri comunali. Anzi proprio Latina ambiente è stata una delle cause della crisi dell'amministrazione Di Giorgi che poi la gestione del commissario Barbato ha dovuto lasciare in eredità all'amministrazione Coletta, durante la quale, dopo quasi 6 mesi dall'insediamento è fallita, sembra anche per il mancato riconoscimento dei crediti o forse perchè l'amministrazione comunale non ha fornito la documentazione che ne provasse i crediti verso l'unico debitore. Poi è arrivata qualche sentenza che ha condannato il pagamento di alcuni crediti vantati da Latina ambiente a carico del comune di Latina che ne deteneva il 51%. Come avevamo capito tutti il problema del fallimento di Latina ambiente ha impedito soluzioni pubbliche nella gestione dei rifiuti, in base al decreto Madia. Lo ha capito dopo quasi un anno la stessa amministrazione Coletta che, non volendo attuare il suo programma elettorale con il bando europeo per la gestione dei rifiuti, ha rinunciato a qualsiasi partecipazione creando l'azienda speciale Abc che era rimasta l'unica opzione pubblica con tutti i problemi, anche questi previsti da tutti, che ne hanno impedito il ricorso al finanziamento e quindi all'efficienza. Forse quando i vari amministratori pubblici indicano come una soluzione pubblica dovrebbe ricordare anche le vicissitudini di Abc. Il quotidiano che non riesce a mettere in prima pagina e che difficilmente tratta nelle pagine interne la questione discarica, parla dell'eredità di Latina Ambiente. La curatela fallimentare chiede al comune il pagamento di circa 20 milioni. Sempre per restare in materia di efficienza delle società pubbliche in materia di rifiuti i lavoratori di Abc, riuniti in assemblea, chiedono le dimissioni del presidente De Stefano. Come sempre le categorie professionali ed economiche vengono rovinate da persone con pochi scrupoli. L'altra agricoltura, pesticidi, i produttori legali giustamente si ribellano. Viene da chiedersi se la crisi economica, la perdita dei posti di lavoro sia provocata dalla malavita per trovare un numero maggiore disposte a vendersi o ad accettare qualsiasi imposizione, così come dagli usurai che poi trovano tanti in difficoltà finanziaria che, non trovando accesso al credito siano costretti a rivolgersi agli strozzini: dati da allarme per l'usura. La provincia nera tra sport con pochi impianti o con amministrazioni locali con scarsa attenzione alle eccellenze sportive e alle attività in favore dei giovani, anche come aggregazione e cultura fisica e morale, finisce con inchieste, processi, droga, incidenti, scarsa attenzione per il territorio e gli animali.
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