lunedì 18 maggio 2015

Chi difende la terra pensa davvero al f u t u ro contro lo sblocca Italia

Quante volte abbiamo incrociato un comi- tato ambientalista, un movimento o un gruppo di cittadiniin lotta per difendereil ter- ritorio? Recenti “riforme”come lo Sblocca Italia hanno ulteriormente aumentato e alimentato le resistenze che spesso sono liquidate e sbeffeg- giatecome affettedallasindrome “nimby" (not inmyback yard,nonnelmio cortile).Macon- trariamente alla vulgata promossa dall’informa - zione mainstream, i comitati non sono gruppi di cittadini egoisti che si oppongono perché gelosi della loro terra. I comitati sono preparati su basi scientifiche e spesso sono anche più aggiornati dei politiciche calanoi progettidi colatedi ce- mento, talvolta con superficialità disarmante e noncurante delle conseguenze sul futuro. La letteratura e la ricerca scientifica sul feno- meno del consumo di suolo è sempre più ricca. È appena stato pubblicato il rapporto ISPRA che conferma come non si stia affatto fermando l’andamento della marea grigia che divora 55 ettari di terra al giorno, così come procede senza sosta il banchetto sui litorali che ha reso irri- mediabilmente compromesso il 20 per cento delle coste. Con l’esplosione della bolla immo- biliare oggi sono le infrastrutture ed i centri commerciali ad essere la causa principale di questa quotidiana perdita di valore agricolo e di biodiversità. Edito da Altreconomia, è uscito anche un ottimo testo del Prof. Paolo Pileri: «Che cosa c’è sotto? Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo”». Un volume che rac- conta il suolo in modo divulgativo, spiegando
perché la risorsa più preziosa che abbiamo è proprioquellacheabbiamo sottoinostripiedi: quel piccolo strato che è in grado di trasformare la morte in vita e di renderci servizi inestimabili, come il ciclo del cibo, la conservazione della bio- diversità, laregolazione climaticae lacaptazio- ne delle acque. Una risorsa preziosa che il nostro Paese ogni giorno perde in quantità sufficiente a produrre ciboper 420 persone eda raccogliere 259 milioni di litri d’acqua.La stessa acqua che poi si trasforma in bombe creando distruzione e purtroppo morte. I dati, gli studi, l’analisi delle cause e delle conseguenze, il dibattito accade- mico, i convegni, le presentazioni di libri ormai hanno davvero colmato il vaso della conoscenza del fenomeno consumo di suolo in Italia. Sap- piamo tutto. Sappiamo perché dovremmo fer- mare immediatamente le macchine per evitare lacollisione conl’iceberg checi faràaffondare. Sappiamo che ci servirà sempre più terra per sfa- mare i nostri figli. Sappiamo che la terra non è rinnovabile. Sappiamo quali sono le dinamiche da contrastare, come la rendita, che una volta veniva considerata come un fenomeno paras- sitario ed oggi, invece, viene quasi esaltata. A livello europeo è stato stabilito l’obiettivo con- sumo di suolo zero entro il 2050. Ma a noi con- vieneapprovareuna moratoriasubito:#stopal- consumoditerritorioadesso. Perché al ritmo di 55 ettari al giorno, rischiamo di arrivare al 2050 con uno stivale completamente affondato nel calcestruzzo e nell’asfalto.
di Domenico Finiguerra il fatto quotidiano 18 maggio 2015

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