martedì 31 gennaio 2017

Peschiera, consiglio di Stato: “Nuovo quartiere non può essere costruito”: Storia di una speculazione prescritta

La sentenza sancisce “l’esistenza di criticità acustiche” che impediscono la costruzione di Bellaria. La vicenda è stata anche oggetto di un’inchiesta giudiziaria archiviata nel novembre del 2014. Nel decreto di archiviazione si racconta dei 29 milioni di euro nascosti al Fisco da parte di Immobiliare Santilo, la società che aveva venduto i terreni diventati edificabili: tutto però è stato prescritto o sanato dallo scudo fiscale È una storia che da anni tiene banco a Peschiera Borromeo, un piccolo comune alle porte di Milano. Una storia minore, che però dice molto di come le cose spesso funzionano in Italia. Ora è arrivata una sentenza del Consiglio di Stato, che da un lato impedisce la realizzazione delle nuove residenze, dell’asilo e del parco che erano stati previsti in zona Bellaria in barba a ogni criterio di sicurezza, visto che lì di fianco sorge uno stabilimento della Mapei a rischio di incidente rilevante. Dall’altro lato, la sentenza dice chi in questi anni ha fatto l’interesse pubblico, e chi invece non ha rispettato le leggi per farsi gli affari suoi.
Tutto inizia nel 2007, quando il sindaco del Pd Francesco Tabacchi e il suo assessore all’Urbanistica Silvio Chiapella, entrambi vicini all’allora presidente della provincia Filippo Penati, danno il via a un’incredibile speculazione immobiliare, approvando in zona Bellaria un piano integrato d’intervento per edificare su quello che era un terreno agricolo nuove case, un asilo e un parco, questi ultimi due come opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Peccato che l’area abbia più di un problema: la strada di fianco è piuttosto trafficata e i limiti di inquinamento acustico non vengono rispettati, mentre nello stabilimento della Mapei, quello dell’ex presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, c’è un deposito di sostanze a rischio di esplosione, con possibili conseguenze in un raggio di 200 metri.
L’amministrazione di centrodestra che segue quella di centrosinistra se ne accorge e nel 2012 annulla parte del piano, bloccando la costruzione dell’asilo, del parco e delle residenze che non sono ancora state tirate su. Il sindaco Antonio Falletta e il presidente del consiglio comunale Luciano Buonocore presentano anche un esposto in procura. L’inchiesta giudiziaria viene archiviata nel novembre del 2014, ma solo per sopraggiunta prescrizione. Nel decreto di archiviazione sono elencati i nomi dei consiglieri comunali che hanno fatto approvare il piano Bellaria, considerato illegittimo, e racconta dei 29 milioni di euro nascosti al Fisco da parte di Immobiliare Santilo, la società che aveva venduto i terreni diventati edificabili a First Atlantic Real Estate (oggi Idea Fimit) e a tre cooperative locali, realizzando plusvalenze per oltre 42 milioni di euro. In ogni caso tutto finito in prescrizione o sanato grazie allo scudo fiscale.
In comune, dove nel frattempo è tornato al governo il Pd con Luca Zambon, il decreto di archiviazione viene protocollato solo mesi dopo, in modo che nessuno possa leggere cosa c’è scritto sopra. La vicenda Bellaria continua però a tenere banco e a fine 2015 la giunta Zambon finisce per cadere. Qualche mese fa ilfattoquotidiano.it dà conto in un articolo del decreto di archiviazione infrattato e quando lo scorso giugno, in campagna elettorale, alcuni cittadini distribuiscono l’articolo a mo’ di volantino, il Pd locale minaccia pure querele.  Alle elezioni Zambon viene sconfitto da Caterina Molinari, alla guida di due liste civiche. La nuova amministrazione, per quanto riguarda Bellaria, conferma la linea dell’amministrazione di centrodestra. E cambia, rispetto alla giunta Zambon, la linea difensiva del comune nel ricorso che Immobiliare Santilo e Idea Fimit hanno presentato al Consiglio di stato per fare ripristinare su Bellaria il piano originario che già il Tar aveva giudicato illegittimo.
Nei giorni scorsi la sentenza è arrivata, a sancire “l’esistenza di criticità acustiche” che impediscono l’attuazione dei progetti delle opere pubbliche da destinare a parco e asilo. E soprattutto i rischi di incendi ed esplosioni “presenti anche al momento dell’approvazione e dell’adozione del piano integrato di intervento”. Ora ci sarà da realizzare delle opere di mitigazione dei rischi e dell’inquinamento acustico a favore di chi ha comprato un alloggio anni fa, negli edifici costruiti prima che le magagne saltassero fuori. E, secondo la sindaca Molinari, non ci si dovrà fermare a questa sentenza: “Riteniamo che i responsabili della vicenda debbano rispondere direttamente delle scelte e delle conseguenze che ne sono derivate, a tutela della legalità e del benessere dei cittadini”.
Twitter: @gigi_gno di  | 31 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/peschiera-consiglio-di-stato-nuovo-quartiere-non-puo-essere-costruito-storia-di-una-speculazione-prescritta/3351252/

Tav a Firenze, saranno i contribuenti a pagare i litigi nel Pd

di Tiziano Cardosi *
La vicenda del Passante ferroviario di Firenze – il sottoattraversamento Tav – è emblematica di cosa siano nella realtà le Grandi opere inutili e imposte (Goii) e di quali siano le dinamiche che le sostengono. Un progetto ormai vecchio di oltre 20 anni e proprio per questo oggi è necessario ripercorrerne la storia.
Con l’avvio dell’idea (sbagliata) di “Alta Velocità italiana” emerse il tema dell’attraversamento delle città in cui si fermava, questione non contemplata dai progettisti del sistema complessivo. La cosa fu risolta cominciando a studiare faraoniche megastrutture con stazioni dedicate e progettate rigorosamente da archistar.
Firenze, in un primo momento, si pensò di risistemare le linee esistenti che sopportavano bene il traffico a lungo percorso e quello regionale ma, quando il gruppo dirigente toscano di quello che è oggi diventato il Partito Democratico vide che altrove giravano miliardi attorno alle infrastrutture Tav, volle – come dire – partecipare a suo modo.
Bologna avevano ottenuto di passare con la linea Tav in sotterranea con una stazione interrata e finanziamenti miliardari. Invidia? Voglia di grandeur? Forse, ma a Firenze certamente contò vedere le risorse finanziarie che andavano a quella città per pretendere altrettanto. “Non possiamo perdere l’occasione per Firenze di 1,5 miliardi di finanziamenti”, questo era il mantra ripetuto ossessivamente dai politici locali in quegli anni.
Iniziò una girandola di ipotesi, le più fantasiose, ma tutte rigorosamente sotto la città. Fu scelta – come ricorda l’ingegner Marco Ponti, chiamato per una valutazione del progetto e poi frettolosamente rispedito al Politecnico di Milano – la soluzione più lenta per i treni, la più impattante per la città e, soprattutto, la più costosa.
Il progetto era inficiato da così gravi lacune che la Via(Valutazione di impatto ambientale) prevedeva oltre venti prescrizioni; è stato necessario arrivare addirittura a modificare la normativa nazionale per lo smaltimento delle terre di scavo, entrando così in conflitto con le normative europee, per rendere possibile lo scavo delle gallerie.
Questa sintetica ricostruzione credo spieghi meglio di tante analisi tutte le difficoltà incontrate poi nella realizzazione dell’opera e i tempi che si sono dilatati in maniera assurda. L’originale cronoprogramma prevedeva 7 anni di lavoridopo 8 anni si è realizzato circa il 20% della stazione e non un centimetro di galleria è stato scavato. In compenso le spese stanno impazzendo e già si hanno liti legali e richieste molto consistenti di aumento dei costi.
Le vicende degli ultimi mesi gettano una ulteriore luce sia sul Passante Tav, sia sulle Grandi opere inutili e imposte che seguono sempre logiche simili a quelle fiorentine.
Nell’estate scorsa il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intimo amico di Matteo Renzi, attaccò pesantemente il progetto dicendo chiaramente che era inutile, pericoloso e troppo costoso; lo spalleggiò l’amministratore delegato delle FS Renato Mazzoncini, anche lui molto legato all’ex premier, che arrivò addirittura a dichiarare l’insostenibilità delle mega stazioni dedicate all’Alta velocità già realizzate a Torino, Bologna e Roma Tiburtina, i cui costi di gestione arriverebbero a 6 milioni annui.
La soluzione proposta era simile a quella precedente la sbornia dei tunnel: potenziamento delle linee di superficie e adattamento delle stazioni esistenti. A questo punto la vecchia guardia del Pd toscano, che non ha mai amato Renzi, è insorta con un fuoco incrociato contro il sindaco rivendicando la realizzazione dei tunnel. La cronaca di quei giorni è sintomatica di come le esigenze dei cittadini che usano il treno, soprattutto dei pendolari che quotidianamente vengono a Firenze, siano l’ultimo dei pensieri dei nostri decisori.
Il dogma incrollabile è che si debbano scavare tunnel, ovunque possibile. Si è arrivati a pensare a gallerie con una stazione di testa sotto l’attuale Santa Maria Novella, tunnel sotto i binari esistenti (che le FS non vogliono perché lo scavo rischierebbe di disallineare i binari in superficie bloccando l’Italia); tunnel senza raggiungere nessuna stazione solo per i pochi treni che non fermerebbero a Firenze. Poi, visto l’assurdo, si è tornati alla carica pretendendo una stazione sul tracciato sotterraneo; però la si farà “mini”, senza il previsto centro commerciale del progetto originale…
Insomma il gran dibattito ha riproposto un mostro peggiore dell’originario: due tunnel di 7 km con enormi rischi per il patrimonio edilizio e monumentale della città, una stazione “mini” per i treni alta velocità, e con la stazione principale dell’Alta velocità che però resterà l’attuale Santa Maria Novella!
La stridente contraddizione tra le funzioni delle stazioni non imbarazza minimamente i politici locali che trionfalmente annunciano la quadratura del cerchio. Per allontanare lo spettro della follia dai loro progetti si parla di mettere nella “ministazione” – che “mini” non può essere visto che prevede 60.000 metri quadri di superficie – un hub per i bus, in modo da avere l’interscambio tra AV e trasporto su gomma.
Adesso l’interscambio prevalente con il trasporto su gomma è soprattutto con i treni regionali che arrivano a Santa Maria Novella; se questa fantasiosa “mini” follia andasse avanti le persone che vorrebbero passare da bus a treno sarebbero costrette a prendere anche il tram per coprire la distanza tra due stazioni distanti oltre un chilometro tra loro.
È difficile avere un’idea chiara del garbuglio che accordi e veti incrociati stanno producendo. La speranza delle persone di buon senso è che questo sia un accordo interno al Partito democratico per placarne le acque agitate e che presto sia dimenticato. A Firenze, infatti, è in atto un confronto serrato a base di ricatti reciproci tra “renziani”, che vogliono un nuovo improbabile aeroporto in una zona satura, e vecchio Pci che pretende i suoi tunnel.
La cosa peggiore che potrebbe accadere è che si arrivi, come pare si stia facendo, a un accordo per contentare i due nemici: si farà un aeroporto che intossicherà ulteriormente gli abitanti della Piana Fiorentina e si tenterà di scavare due tunnel che devasteranno migliaia di appartamenti di Firenze. Il tutto sulla pelle dei cittadini che si troveranno un sistema di trasporti illogico, di tutti gli italiani che dovranno pagarne il conto economico.
* presidente Comitato No Tunnel Tav di  | 31 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/tav-a-firenze-saranno-i-contribuenti-a-pagare-i-litigi-nel-pd/3350623/

In Giappone si ripete il massacro dei delfini. La straziante difesa della madre contro il rapimento del suo cucciolo


Come ogni anno, in Giappone, dal 20 gennaio per 5 giorni consecutivi i pescatori di Taiji intrappolano interi branchi di delfini in una baia per poi ucciderli o catturarli, con l’intento di rivenderli ad acquari e a parchi marini. Una pratica fortemente criticata da numerose associazioni animaliste internazionali a cui il governo giapponese ha già risposto affermando che “si tratta di una forma di pesca tradizionale”. Nel filmato, girato dall’attivista Liz Carter il 22 gennaio scorso a Taiji, una scena straziante dove un delfino femmina si scaglia contro i sub che stanno portando via il suo piccolo, che sarà poi venduto ad un parco a tema.   di  | 31 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/in-giappone-si-ripete-il-massacro-dei-delfini-la-straziante-difesa-della-madre-contro-il-rapimento-del-suo-cucciolo/3352735/

A Mantova inaugurato il primo 'hotel' per api solitarie È un modo per tutelare una specie a rischio di estinzione

MANTOVA - Un 'hotel' per le api solitarie. È quello inaugurato oggi a Mantova sul lungolago a cura dell' Associazione apicoltori mantovana, con il patrocinio del Comune.

La struttura in legno alta 2,20 metri e larga 2,50, è in grado di dare ospitalità alle api solitarie, differenti da quelle che producono miele, che iniziano il loro ciclo produttivo tra febbraio e marzo e svolgono il loro ruolo di impollinatori. È un modo per tutelare una specie a rischio estinzione a causa dell'uso spropositato di pesticidi e il cambiamento climatico.

Il 'Bee hotel' di Mantova è il primo in Italia realizzato in un parco pubblico; le api solitarie, innocue e non aggressive, troveranno rifugio nelle celle esagonali che formano l'hotel, riempite di scarti di legno forati, canne di bambù, argilla e cortecce.
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Dopo 7.000 anni si 'muove' il ghiacciaio Ortles in Alto Adige Ricercatori, l'accelerazione della fusione è colpa del riscaldamento dell'atmosfera

ROMA - Il ghiacciaio sul monte Ortles, il più elevato dell'Alto Adige, ha cominciato a 'muoversi' per la prima volta da 7.000 anni fa, quando viveva nella regione i 'parenti' dell'uomo di Similaun. Lo hanno scoperto ricercatori italiani dell'Idpa-Cnr insieme a un team internazionale dell'Università dell'Ohio esaminando carotaggi fatti sul ghiacciaio nel 2011. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Cryosphere.

Secondo i ricercatori, la rapida fusione dei ghiacci è connessa al surriscaldamento globale: "i ghiacciai alpini si stanno ritirando velocemente a causa dell'intensa fusione legata al riscaldamento atmosferico", spiega Paolo Gabrielli, ricercatore presso l'Università dell'Ohio e responsabile dello studio. "Il movimento del ghiaccio più profondo - continua Gabrielli - potrebbe essere causato dalle infiltrazioni dell'acqua, a partire dai margini rocciosi a monte del sito di perforazione, e dal fatto che ora quest'acqua, durante le estati eccezionalmente calde, stia lubrificando la parte basale del ghiacciaio".

Le carote di ghiaccio indicano una fase di accelerazione del movimento del ghiacciaio presente sul Monte Ortles (alto 3.905 metri, sulle Alpi orientali, a 37 km dal luogo del ritrovamento dell'Uomo del Similaun) che "non avrebbe precedenti nel periodo osservato" dei settemila anni di esistenza del ghiacciaio, spiega Carlo Barbante, direttore dell'Idpa-Cnr di Venezia. I risultati della ricerca indicano infatti che il ghiacciaio dell'Ortles, come lo conosciamo oggi, si formò circa 7.000 anni fa, alla fine del cosiddetto 'Ottimo Climatico' dell'emisfero settentrionale, un periodo particolarmente caldo durante il quale i ghiacciai alpini si ritirarono fino a quote elevate.

Successivamente, l'inizio di un periodo più fresco, conosciuto come Neoglaciale, contribuì a far accumulare neve e ghiaccio sul suolo nuovamente congelato nei pressi della cima all'Ortles. E' stato durante questo nuovo periodo climatico che 5.300 anni fa venne sepolta anche la mummia di Oetzi, Uomo di Similaun, a 3.210 metri di quota, fino allo scioglimento del ghiaccio nell'estate del 1991.
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Con cambiamenti climatici, mercurio fino a +7 volte nei pesci Ricercatori in Svezia individuano nuova modalità contaminazione

L'aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici potrebbe alzare fino a sette volte i livelli di mercurio presenti nei pesci che mangiamo. E' la conclusione alla quale sono giunti ricercatori svedesi ed americani che hanno pubblicato la loro ipotesi, comprovata sperimentalmente, sulla rivista Sciences Advances. Il mercurio è l'unico metallo liquido a temperatura ambiente ed è uno dei più tossici per l'uomo. La più comune forma di esposizione è quella di mangiare pesce contaminato e l'Oms lo ha inserito tra le 10 minacce più gravi alla salute, perché può provocare danni al sistema nervoso, digestivo e immunitario, così come a polmoni, reni, pelle e occhi. Sin dall'inizio dell'era industriale la presenza del mercurio nell'ecosistema è cresciuta, secondo gli esperti, dal 200% al 500% soprattutto a causa dell'uso dei carburanti fossili, ma adesso con l'aumento delle temperature - e il conseguente aumento di precipitazioni - soprattutto nell'emisfero settentrionale la concentrazione di mercurio potrebbe crescere di un ulteriore 300%-600% in base a modalità finora non ipotizzate ed emerse dallo studio dell'università di Umea. 

"Con i cambiamenti climatici - ha spiegato Jeffra Schaefer, coautrice dello studio condotto dalla università svedese di Umea e ricercatrice Usa della Rutgers University - ci aspettiamo un aumento delle precipitazioni in molte aree dell'emisfero settentrionale, con un conseguente aumento del deflusso delle acque nei mari. Questo significa che ci sarà un grande rilascio di mercurio negli ecosistemi costieri che sono i principali luoghi di sostentamento per i pesci che la gente mangia". In pratica il deflusso porta in mari e laghi materiale organico che favorisce lo sviluppo di batteri a scapito del fitoplancton. "Quando i batteri diventano abbondanti nelle acque marine e lacustri - spiega Erik Bjorn, autore principale dello studio e ricercatore dell'Umea University - si verifica la crescita di un nuovo tipo di organismi che si ciba di questi batteri". Il problema, sottolinea il ricercatore svedese, è che ad ogni nuovo 'gradino' nella catena alimentare l'accumulo di mercurio, nella forma altamente tossica di metilmerucurio, "aumenta 10 volte". I ricercatori svedesi lo hanno scoperto ricreando le condizioni ambientali di un estuario del Golfo di Botnia, nella Svezia orientale, in un edificio di due piani. 

Secondo lo studio, con un aumento del deflusso delle acque nei mari del 15%-30%, previsto nello scenario peggiore dei cambiamenti climatici dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), le concentrazioni di metilmercurio potrebbero aumentare fino al 600% nell'emisfero settentrionale che sarebbe la parte più colpita nel mondo. Mediterraneo, la parte centrale del Nord America e l'Africa meridionale potrebbero invece registrare delle diminuzioni. A livello internazionale si è registrato negli ultimi anni un aumento degli sforzi per contenere la minaccia del mercurio, con la convenzione sottoscritta da 139 dal 2013, detta di 'Minamata' dalla città giapponese dove nel 1956 venne scoperta una malattia che colpisce il sistema nervoso provocata dal mercurio. I ricercatori sperano che la convenzione abbia successo. Ma "se non facciamo niente per ridurre le concentrazioni di mercurio, questo va aggiungersi a tutti gli altri problemi e le conseguenze potrebbero essere molto gravi", conclude Bjorn.
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Smog: in 9 città del Nord a gennaio sforato il limite delle PM10 15 giorni su 25 Rapporto Mal'aria 2017; 'Città devono tornare a respirare'

Nei primi 25 giorni di gennaio sono ben 9 le città italiane che hanno registrato oltre 15 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per le polveri sottili. E' quanto emerge dal dossier Ml'aria 2017 presentato oggi a Bologna da Legambiente in occasione del flash mob di fronte alla sede della Regione Emilia-Romagna con il presidio chiamato 'Ci siamo rotti i polmoni!'. Legambiente ha portato a Bologna anche un documento con 10 proposte, da consegnare al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e agli assessori all'Ambiente di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, riuniti nel tavolo tecnico sulla qualità dell'aria. In particolare, la 'maglia nera' di questo inizio 2017 va a Cremona, con 20 giornate, il 60% di quelle consentite per tutto l'anno (centralina Fatebenefratelli), seguita sul 'podio' da Torino (Rebaudengo) con 19 e Frosinone (Scalo) con 18 giornate. Treviso, Padova, Vicenza e Reggio Emilia seguono a loro volta in classifica, con 15 giorni di sforamento (il 40% del totale). 

"Sono dati che non promettono nulla di buono - sottolinea il rapporto -, e che fanno seguito ad un 2016 davvero nero per l'aria italiana: lo scorso anno ben 33 città italiane sono risultate fuorilegge con il livello di Pm10 alle stelle, prima fra tutte: Torino (con 89 superamenti), seguita da Frosinone (85), Milano e Venezia (entrambi 73). A livello regionale, le regioni a cavallo della pianura padana sono quelle che hanno registrato le maggiori criticità". 

"La qualità dell'aria nelle città italiane - afferma Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - deve diventare una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale, altrimenti continueremo a condannare i cittadini italiani a respirare aria inquinata. Per questo oggi abbiamo presentato una ricetta completa di proposte e soluzioni per metterla in pratica, chiamando in causa prima di tutto i Comuni e le Regioni, e poi il governo, ciascuno per le sue competenze".

Legambiente protesta con Galletti per la qualità dell'aria
Un flash mob e un documento con dieci proposte da consegnare al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e agli assessori all'Ambiente di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, riuniti per un tavolo tecnico sulla qualità dell'aria. Legambiente ha protestato così, di fronte alla sede della Regione Emilia-Romagna con il presidio chiamato 'Ci siamo rotti i polmoni!', per ricordare l'emergenza smog della città italiane. "Ma le dieci azioni proposte da Legambiente - dice l'assessore all'Ambiente della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi - sono già previste nei nuovi Piani dell'aria delle regioni del bacino padano. Ad esempio la Lombardia prevede 91 azioni, l'Emilia-Romagna 90".

Centro Epson,PM10 quasi tre volte sopra soglia al Nord 
L'inquinamento è alle stelle al Nord e la situazione non cambierà almeno fino all'arrivo della perturbazione atlantica prevista per giovedì prossimo. E' quanto rileva il Centro Epson Meteo, secondo cui nella giornata di ieri "i valori di PM10 hanno di gran lunga superato il limite stabilito per la salvaguardia della salute umana fissato per legge in 50 microgrammi per metro cubo. A Padova addirittura la media giornaliera di PM10 ha raggiunto i 140 microgrammi per metro cubo, Milano i 136 microg./m. cubo, Torino gli 87 microg./m. cubo". Allarmanti anche i livelli di PM 2.5, il particolato più pericoloso in grado di penetrare profondamente nei polmoni: "Le stazioni fisse di monitoraggio dell'Arpa Lombardia evidenziano nella regione valori compresi tra 80 e 119 microg./m. cubo, quando il valore limite (media annua) è di 25 microg/m. cubo". Secondo gli esperti del Meteo.it, questa situazione è favorita dalla quasi totale assenza di precipitazioni significative sul Nord Italia da oltre due mesi. "A Milano, ad esempio, è dal 25 novembre che non piove: 67 giorni a secco e un grave deficit di precipitazioni pari a -95%. L'arrivo della pioggia, previsto da metà settimana per il Nord e parte del Centro, dovrebbe favorire la diminuzione delle sostanze inquinanti in atmosfera e un significativo miglioramento della qualità dell'aria". E' previsto anche il ritorno della neve, anche abbondante, sulle Alpi.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/01/30/smog-in-9-citta-del-nord-sforato-limite-15-giorni-su-25-_10c07cf0-977e-4978-a351-801367296788.html

Ilva: Fim, 'altri fenomeni slopping, accertare violazioni' Emissioni non convogliate e nubi rossastre,'accertare violazioni

(ANSA) - TARANTO, 30 GEN - Due fenomeni di slopping (emissioni non convogliate che producono nubi rossastre) si sono verificati nell'area Acciaierie dell'Ilva di Taranto nella giornata di ieri e questa mattina: è quanto denuncia la segreteria territoriale della Fim Cisl, che ha scritto al responsabile delle relazioni industriali dell'Ilva, Domenico Liurgo, al direttore e ai capi area delle Acciaierie 1 e 2, al direttore dello stabilimento siderurgico e all'amministrazione straordinaria chiedendo "un intervento drastico e immediato che ponga fine alla logica scellerata e inarrestabile che con ostinazione sta danneggiando e si sta perpetrando nei confronti di tutti i lavoratori e cittadini del territorio". Altri due episodi di slopping erano stati segnalati nei giorni scorsi dall'associazione ambientalista Peacelink. Anche la Fim Cisl ora parla di "diversi fenomeni di immissioni in atmosfera definiti slopping, non certo da classificare come 'occasionali'" e chiede di intervenire "per accertare le violazioni denunciate".
http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/01/30/ilva-fim-altri-fenomeni-slopping-accertare-violazioni_8881d36a-8267-4fa7-9f29-2a418a93bc54.html
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Rifiuti, martedì audizione Montanari e Colomban in commissione ecomafie

Martedì 31 gennaio alle ore 13 la commissione bicamerale ecomafie audirà l'assessore alla sostenibilità ambientale di Roma Capitale, Pinuccia Montanari, e l'assessore alla riorganizzazione delle società partecipate di Roma Capitale, Massimo Colomban.


 (OMNIROMA) http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/3482-rifiuti,-marted%C3%AC-audizione-montanari-e-colomban-in-commissione-ecomafie.html

Ilva:Palese e Chiarelli,obbligo no carbone per chi acquista

"Come atto di coerenza rispetto alla nostra storica posizione sulla questione Ilva di Taranto, ma anche rispetto al dibattito politico in atto ed alle rassicurazioni del Governo, abbiamo formalizzato un emendamento per inserire, nella procedura di cessione dell'Ilva, l'obbligo della decarbonizzazione e della applicazione delle Bat (migliori tecniche disponibili)".
Lo annunciano i parlamentari Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera e Gianfranco Chiarelli (Cos). "Nell'auspicio che su questa proposta possano convergere anche gli altri colleghi parlamentari pugliesi, ci auguriamo anche che questo emendamento e la sua discussione in aula - concludono - possano servire a porre finalmente fine ad equivoci e a strumentali ping pong politici e rimpalli di responsabilita' tra Governo e Presidente della Regione Puglia, ai quali assistiamo ormai da piu di un anno. E' ora che su questo tema si passi finalmente dalle parole ai fatti".
(ANSA).  http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/3478-ilva-palese-e-chiarelli,obbligo-no-carbone-per-chi-acquista.html

Unicredit, l’altra banca del buco (da 12 miliardi) MUSTIER IN ROSSO Per ricapitalizzare ne servono 13



La Bce svela le vecchie debolezze dell’i stituto di credito che si prepara a l l’aumento di capitale Male anche la Borsa di Milano (-2,95%), trascinata dal ribasso del titolo bancario (5,45%)
 CLASSE DIRIGENTE Ma rc h e t t i : “I politici deve farli la scuola
IN PROCURA Parla del dossier che favorì la candidatura Raggi Lombardi ai pm: “Ma r ra dietro l’accusa a De Vito” La campagna interna al M5S mise fuori gioco il rivale per la scalata al Campidoglio. Nei prossimi giorni anche altri parlamentari saranno sentiti dai pm. In settimana l’interro gatorio del sindaco sulle nomine
DONALD FA COME TUTTI GLI ALTRI, MA SENZA FINGERE
La scissione di D’Alema può travolgere Renzi: per Ipr-Tecnè, il Lìder Massimo e Bersani sono tra l’11 e il 14 per cento. La vendetta del Rottamato e del Gufo 
IL CLUB “W TRUMP” CONTRO DI ME A COLPI DI BUGIE
NA P O L I Pregiudicati per delitti gravissimi non scontano la pena: manca il personale 12mila condannati in libertà Allarme del presidente della Corte d’Appello di Napoli. Ma l’incubo legge elettorale paralizza il Senato sulla giustizia: solo promesse, tutto fermo da 2 anni 
LA STRAGE Il killer è franco-canadese Québec, 6 islamici uccisi da estremista di destra
GIUSTIZIA MALATA Aosta, in manette il procuratore capo: favorì imprenditore
Europa, Onu e giudici Usa: tutti contro la Casa Bianca
“LA CASTA” 10 ANNI DOPO A che punto siamo Il Quirinale costa ancora il doppio della Regina
tratto da www.ilfattoquotidiano.it

Aprilia e i rifiuti, contro la discarica manifestazione in via Savuto. Sanità pubblica (si fa per dire) niente sanatoria per i precari ci vuole un bando. Inchiesta Tiberio dopo l'arresto di Cusani altre piste dal pc di Masi. Alloggi Ater case popolari mille domande ma non si costruisce. Latina sempre violenta autista del bus pestato dalla gang per vendetta. Latina tra la posta spuntano le munizioni. Sabaudia nuovo incendio sulla villetta in via Litoranea. Sabaudia il NAS sequestra mezza tonnellata di carne ammuffita



http://www.latinaoggi.eu/userUpload/3101_LT_01_1_996a7fa078cc36c46d02f9af3bef918b.jpg

“A Napoli 12 mila pregiudicati non stanno scontando la pena”

Paradossi
“A Napoli 12 mila pregiudicati non stanno scontando la pena”
Mancano magistrati e personale amministrativo e le condanne non sono eseguite. Il presidente della Corte d’Appello, De Carolis: “Così è più facile farsi la galera da innocenti”

di Vincenzo Iurillo
Via Craxi angolo via Marra di Marco Travaglio
Ricordate le risate quando azzardavamo qualche paragone – non biografico, ma programmatico – fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi? Ma siete ossessionati, ma allora Silvio vi manca, ma avete sempre bisogno di un nemico, ma rassegnatevi al cambiamento. Così ci dicevano quelli che la sanno lunga e capiscono tutto. Ora, alla vigilia del terzo compleanno […]

Altra grana – Il legame con il dirigente in cella
“C’era Marra dietro l’accusa a De Vito che favorì Raggi”
Roberta Lombardi ai pm: “Mi dissero che aveva avuto un ruolo negli attacchi al capogruppo” che correva da sindaco

di Marco Lillo e Valeria Pacelli
Le tappe
Unicredit spaventa la Borsa: patrimonio sotto i livelli Bce
Francoforte svela le vecchie debolezze della banca che si prepara all’aumento di capitale da 13 miliardi: nel 2016, 12 miliardi di perdite per la pulizia di bilancio (e svaluta la quota in Atlante)

di Marco Maroni
Canada
Alex il solitario e il timing della strage nella moschea
Québec – Il 27enne franco-canadese spara nel tempio musulmano; il giorno prima il premier Trudeau aveva detto: “Pronti ad accogliere i rifugiati bloccati dall’America”

di Valerio Cattano
COMMENTI

Il peggio della diretta
Le Cronache di frontiera si fermano in via Padova
Cosa si vede dal salotto? La felpa di Salvini, i pastelli di Crepet, le vene del collo di Sgarbi, lo sguardo tetro del profiler… I salotti non cambiano, come gli uomini (e come gli opinionisti); ma il mondo fatica ad accomodarsi, non è mai cambiato tanto vorticosamente, per capirlo basta dare un’occhiata fuori dalla finestra. […]

Di Nanni Delbecchi
La faccia sporca di Trump almeno è al sole
Fare quello che si fa da sempre, questo è il vaste programme Donald Trump. Il nuovo presidente degli Stati Uniti fa davanti a tutti, con schiamazzi e pubblicità, quello che gli altri suoi predecessori hanno fatto sempre di nascosto. Comprese prigioni segrete e torture. E così è il suo bando ai musulmani. Un’aggressiva campagna di […]

Di Pietrangelo Buttafuoco
Identikit
Orfini, parla lui e rimpiangi davvero chiunque
Egli ci ha parlato. “Dieci giorni per un accordo sulla legge elettorale e voto a giugno oppure subito al voto”. Oppure: “I riservisti aiutano gli avversari. Chi ha avuto occasione per cambiare il paese faccia autocritica”. Ma anche: “La legislatura è finita il 4 dicembre ed è stato deciso dagli italiani. Non dobbiamo però aver […]

Di Andrea Scanzi
POLITICA

L’inchiesta
“Bisogna ripartire dalla scuola: selettiva ma più inclusiva”
Cercasi classe dirigente/8 – Il professor Marchetti punta il dito contro le istituzioni formative passate “dal classismo al lassismo”

di Silvia Truzzi
“Meno Male”, Renzi riparte da qui
“Meno male”. Il referendum è andato così: male, male davvero, non “meno male”, altrimenti Matteo Renzi non starebbe per dare alle stampe un libro di memorie sui quasi tre anni a Palazzo Chigi, i tre esatti da segretario dem e un futuro da rottamatore che deve ancora arrivare. Trovatosi senza stipendio e senza lavoro, l’ex […]

di insider.ilfattoquotidiano.it
Gli intoccabili
Sprechi e privilegi
Il titolo completo è “La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili”: scritto dai giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, il volume è un libro-inchiesta su tutti gli sprechi e i privilegi dei politici italiani, pubblicato in un momento in cui rintracciare dati e numeri ufficiali non era agevole come lo è oggi grazie […]

di RQuotidiano
CRONACA

Maturità, le prove scritte
Latino al Classico e matematica allo Scientifico
L’esame di Maturità quest’anno avrà inizio mercoledì 21 giugno, con la prova di Italiano. Il 22 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia caratterizzante ciascun indirizzo. Stavolta la prima prova scritta è affidata a commissari esterni, mentre la seconda a commissari interni. Per la scelta delle materie è stato utilizzato in alcuni […]

di RQuotidiano
Il caso
Aosta, ai domiciliari il procuratore capo
Guardia di Finanza – Longarini è accusato di induzione indebita dai colleghi di Milano

di Gianni Barbacetto
L’intervista
“A Viareggio lo Stato si è ritirato. Moretti rifiuti la prescrizione”
Oggi il verdetto per il disastro – Parla Marco Piagentini che nell’incidente ferroviario del 2009 perse la moglie e due figli

di Ferruccio Sansa
ECONOMIA

Vicesegretario generale
Gentiloni sceglie Rizzo Nervo per Palazzo Chigi
Nino Rizzo Nervo è stato scelto come vicesegretario generale di Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Ex direttore del Tg3 (a lui si deve l’unificazione con le testate regionali), del Tg di La7 e di “Europa”, Rizzo Nervo di recente ha diretto il Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento […]

di RQuotidiano
Lavoro
Jobs act, Pd e sindacati “processano” Poletti
Al fronte – I rappresentanti di Alitalia e Sky contro la gestione del governo: migliaia di posti a rischio

di Luciano Cerasa
Conti pubblici
L’Ue avverte l’Italia: “Le nostre richieste sono legittime”
#Matteostaisereno – La Commissione replica alle critiche di Renzi e pretende impegni precisi: Padoan e Gentiloni provano a rinviare

di Marco Franchi
ITALIA

Processo Trattativa
Riina sceglie di parlare in aula per difendersi
Il boss mafioso Totò Riina risponderà, a sorpresa, alle domande dei pm del processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Lo ha fatto sapere il suo legale, Vittorio Anania, alla fine del dibattimento. “Sì, accetto di rispondere alle domande dei pubblici ministeri. Perché no?”, ha detto il capomafia, imputato per minaccia a corpo politico dello […]

di RQuotidiano
Imputati in 34. I consiglieri erano “ubiqui” per il gettone
Il record è di Rosario Gelsomino, eletto nella lista Megafono di Crocetta, presente per ben sei volte in contemporanea “in diverse sedute, nello stesso giorno e alla stessa ora, in sedi distanti tra loro”, per incassare più gettoni di presenza. Ma il vizio dell’ubiquità ai fini del rimborso coinvolge ben 34 consiglieri comunali di Catania […]

di Giuseppe Lo Bianco
Violenza – Le loro foto hot e i loro nomi girano in tutto il Web
“La trappola della Bibbia 4.0 è un inferno senza mai oblio”
Due donne tradite dai loro uomini che le hanno rese oggetti sessuali per la Rete

di Selvaggia Lucarelli
MONDO

l’inchiesta
A destra una poltrona per due a sinistra perdenti annunciati
Francia – L’orgoglio di Hamon contro il duo Le Pen-Fillon

di Luana De Micco
Il gran rifiuto dell’iraniano: “Gli Oscar me li guardo in tv”
Il 26 febbraio Asghar Farhadi la Notte degli Oscar se la vedrà in tv. A prescindere dalla deroga speciale al Muslim Ban che l’amministrazione Trump deciderà di attribuirgli per “entrare” in territorio americano e dunque a Hollywood. È la decisione definitiva presa dal regista iraniano candidato al suo secondo Academy Award per il film Il […]

di Anna Maria Pasetti
Caffè corretto – Annuncio della catena Usa
Starbucks sfida la Casa Bianca: “Assumeremo 10 mila rifugiati”
Starbucks contro Trump. Il ceo della catena americana di caffetterie, Howard Schultz, ha annunciato un piano per assumere 10 mila rifugiati in 5 anni nei 75 Paesi in cui è presente, a partire dagli Stati Uniti, in quella che appare come una risposta all’ordine esecutivo del presidente. Il piano è contenuto in una lettera inviata […]

di RQuotidiano
CULTURA

Rigoletto
Giancarlo Cobelli, come tradirne la memoria travisando Giuseppe Verdi
Il San Carlo di Napoli ripropone l’allestimento del regista scomparso 5 anni fa, ma l’esecuzione non è all’altezza

di Paolo Isotta
Ally, Brian e tutti gli altri: “Il gender non è una teoria”
In Italia il documentario dal numero “scandalo” della rivista

di Alessia Grossi
Le lezioni
Prima di Steve Jobs c’era Kurt Vonnegut
“Quando siete felici fateci caso”, i discorsi dell’autore di “Mattatoio n. 5” agli studenti delle università americane

di Giorgio Biferali
SPORT

DA ZERO a dieci
Passatela sempre a Tounkara, altrimenti deve uscire dallo stadio
L’attaccante della Lazio, dopo rissa con tifoso, rischia un Daspo di 12 mesi. Potrà giocare ma non guardare

di Paolo Ziliani
Bisogna saper perdere
L’importanza di chiamarsi Peppe Vives
Messa in archivio la partita con l’Atalanta, i calciatori del Torino vanno verso la curva Maratona per il consueto saluto. Si fermano dopo pochi metri. Nel freddo, avanzano solo i 180 centimetri scarsi di Giuseppe Vives detto Peppino. Il professore. Il campano che fino a dieci anni fa giocava tra i dilettanti con il Giugliano […]

di Malcom Pagani
Altalena
A spargere troppo incenso ci si brucia già da giovani
Donnarumma, Locatelli e Dybala (per non parlare di Scuffet) Talenti veri, osannati e poi demoliti alla prima crepa: serve più normalità

di Roberto Beccantini di  | 31 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-31-gennaio/3352519/

lunedì 30 gennaio 2017

Sabato 04 febbraio l’Associazione Italiana Medici per l'Ambiente di Latina organizza il convegno Inquinamento Ambientale e centrali Biogas il convegno dell’ I.S.D.E. I pro e i contro dell’energia prodotta, l'importanza della pianificazione e della sorveglianza.


Comunicato StampaSabato 04 febbraio l’Associazione Italiana Medici per l'Ambiente di Latina organizza il convegnoInquinamento Ambientale e centrali Biogas il convegno dell’ I.S.D.E.
I pro e i contro dell’energia prodotta, l'importanza della pianificazione e della sorveglianza.

L'ISDE l’Associazione Italiana Medici per l'Ambiente di Latina, senza fini di lucro, che si occupa di salvaguardare l'ambiente per tutelare la salute dei cittadini, ha organizzato per Sabato 04 febbraio  un convegno dal titolo: “Inquinamento Ambientale. Centrali a Biogas e a Biomasse”. In un territorio paesaggisticamente ricco come quello della provincia di Latina, l’Associazione che si occupa di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, accende i riflettori sull’inquinamento ambientale, dovuto ad un abuso del territorio e ad un’inottemperanza delle regole, e sulle nuove forme di energia ricavate dalle centrali a Biogas e a Biomasse. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sullo stato attuale del territorio e della salute dei suoi cittadini con esperti che, statistiche alla mano, dimostreranno come una sana gestione delle risorse può portare a grandi risultati. Ad aprire i lavori, alle 8.30, il dottor Pasquale Milo presidente dell’ISDE di Latina. Fra gli argomenti in programma “Impianti energetici in provincia di Latina e problematiche amministrative”, “L’uso energetico delle biomasse legnose”, “Non biomassacriamo il nostro territorio”, “I tumori in provincia di Latina. I dati epidemiologici degli ultimi 20 anni”. “L’ambiente, il paziente e il medico”. Il progetto “Ambiente e Salute a Sermoneta”. Ospiti del meeting, che si terrà a partire dalle 8,30di Sabato 04 febbraio nella sala conferenze dell'Ordine dei Medici di Latina in piazza A.Celli, Roberto Romizi presidente Nazionale ISDE, Gian Piero Baldi Medico ISDE e Reumatologo Asl RM4, Fabio Pannozzo direttore Registro Tumori di Latina, Domenico Gaudioso responsabile ISPRA per i cambiamenti climatici e qualità dell’aria, l’ambientalista Giorgio Libralato e Annarosa Centra assessore alla sanità, agricoltura e ambiente del comune di Sermoneta.
Modera l’incontro, il giornalista Giovanni Del  Giaccio. L’ingresso è libero.

L'ISDE sezione di Latina è attiva da un anno ma l’ISDE Nazionale opera sul territorio da 25 anni. L’Associazione si propone,  coinvolgendo Medici, Insegnati e Cittadini, di collaborare con altre Associazioni ambientaliste, con i Comuni e le Istituzioni pubbliche sui problemi ambientali, promuovendo corsi di formazione e convegni di studio  mettendo in campo le proprie professionalità per la tutela ambientale.

Rifiuti, a Genova dietrofront sul piano che affossava la differenziata. Resta una certezza: Tari più salata per i cittadini

Il progetto del gruppo Iren, che sta per acquisire una quota della municipalizzata Amiu, prevedeva cassonetti piglia-tutto in cui buttare carta, plastica, indifferenziato e lattine. Che sarebbero stati separati solo a valle da un impianto ancora da costruire. Dopo le polemiche, la giunta ha fatto marcia indietro sulla delibera. L'alternativa c'è già: estensione del porta a porta a tutta la città. Ma per finanziarla servono soldi Ci hanno provato, ma è andata male. Lo avevano infilato in mezzo alle oltre 60 pagine di proposta di delibera comunale per l’ok all’ingresso del gruppo Iren nella municipalizzata dei rifiuti di Genova Amiu. Ma il piano per la gestione della monnezza proposto dalla multiutility, che avrebbe di fatto tagliato le gambe alla raccolta differenziata in una città già zoppicante su questo fronte, non è passato inosservato. A pochi giorni dal voto del Consiglio comunale che dovrà dare il via libera all’operazione di aggregazione fra le due aziende, la giunta del sindaco Marco Doria fa marcia indietro e stralcia il piano, rendendo però ancora più evidente l’ipoteca che pesa sulla città. Bloccata in un vicolo cieco da cui non sarà semplice uscire: un piano alternativo ci sarebbe già, ma dovrebbe essere attuato con investimenti di milioni di euro proprio da parte di Iren che si appresta ad acquisire il 51% di Amiu ma ha già bocciato l’idea in partenza. Mentre sono certi gli aumenti della Tari.
Il cassonetto piglia-tutto – Prima di arrivare alle difficoltà attuali conviene però fare un passo indietro e tornare alla proposta tanto dibattuta. Il punto intorno a cui si sono accese le polemiche è quello della così detta “raccolta congiunta”. Praticamente, in base alla proposta condivisa da Iren, Amiu e di fatto dallo stesso Comune, fino ad oggi unico azionista della municipalizzata, nelle strade della città sarebbero dovuti arrivare super cassonetti piglia-tutto. Dalla carta alla plastica, dall’indifferenziato alle lattine: tutti buttati in un unico cassonetto e separati poi a valle da un impianto ad hoc ancora da costruire. Solo organico e vetro avrebbero avuto dei bidoni separati. Una “modalità di raccolta semplificata” che mira ufficialmente ad “agevolare la popolazione”, garantendo allo stesso tempo “percentuali elevate di recupero di materia”. Detta così sembra una formula magica, ma basta dare uno sguardo al documento poi stralciato per scoprire che la proposta assomiglia più che altro a un bidone: di tutti i rifiuti buttati nella raccolta congiunta solo il 35% sarebbe stato riciclato, mentre il 32% andrebbe in discarica e il 26% all’inceneritore. Il motivo? Dal mega cassonetto escono materiali troppo sporchi per poter essere tutti trattati negli impianti di riciclo: solo metà della carta buttata dai cittadini, per esempio, avrebbe avuto una seconda vita. Le associazioni ambientaliste del coordinamento Gestione corretta rifiuti hanno parlato di una “distrazione di massa” di materiali: “Forse perché negli anni la raccolta differenziata andrebbe a confliggere con le potenzialità degli inceneritori di proprietà di Iren?”.
Il passo indietro del Comune finisce in un vicolo cieco – In questo quadro, e di fronte a una polemica crescente anche sui social network, è arrivato il passo indietro della giunta sulla delibera che arriverà in Consiglio comunale il 31 gennaio. Una mossa che però non fa altro che rendere il problema ancora più evidente. Perché in realtà Genova un piano per migliorare la gestione dei rifiuti ce l’ha già, diversissimo da quello proposto dalla multiutility ma impossibile da attuare senza i soldi di quest’ultima. “Lo abbiamo realizzato in collaborazione con Amiu e il Consorzio nazionale imballaggi (Conai), pagato interamente da quest’ultimo”, spiega l’assessore all’Ambiente Italo Porcile. “Per la sua attuazione, però, saranno indispensabili le risorse dell’azienda di igiene urbana”, ossia della nuova Amiu a maggioranza Iren. Il progetto, presentato pubblicamente ad aprile 2016, prevede di promuovere la raccolta differenziata estendendo progressivamente il sistema porta a porta con sei diversi bidoncini per i diversi tipi di rifiuti a tutta la città e applicando la tariffa puntuale, in cui ogni utenza paga in base a quanti rifiuti indifferenziati produce. Un piano lontano anni luce dal cassonetto piglia-tutto che Iren ha già tentato di introdurre anche a Torino nel 2015, ma al momento senza successo.
Contattati da ilfattoquotidiano.it i vertici della multiutility, che a Genova gestisce anche i servizi idrici non senza qualche criticità, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Porcile ammette che “i due piani sono distanti” e derubrica la proposta di Iren, definita “condivisa” nella delibera, a una semplice “ipotesi di lavoro”, mentre “il piano in vigore rimane quello Conai. La nuova Amiu dovrà lavorare per attuare questo, e se ne vorrà proporne un altro dovrà dimostrarne l’efficacia e passare comunque dall’approvazione del Consiglio comunale”, assicura Porcile.
Aumenti in bolletta – Comunque vada, la gestione dei rifiuti genovese non sarà senza pensieri. La proposta di delibera che i consiglieri comunali si troveranno a votare, infatti, non contiene dati completi sui costi che la nuova gestione comporterà per le tasche dei cittadini. Mentre già è certo un aumento della tariffa rifiuti per il 2017 almeno tra il 4% e il 6%, dovuto alle spese per la chiusura della discarica di Scarpino (lotti 1 e 2) – spalmate su 10 anni anziché su 30 come inizialmente previsto – e per il trasporto dei rifiuti fuori regione da fine 2014. “Siamo stufi di essere trattati come un bancomat e che i nostri soldi debbano sempre essere individuati come la soluzione alla mala gestione della cosa pubblica”, denunciano Ascom-ConfcommercioCnaConfartiginatoColdiretti e Confesercenti minacciando un esposto alla Corte dei conti per danno erariale. Difficile prevedere chi vincerà la partita dei rifiuti genovesi: presto, la campagna elettorale per le amministrative potrebbe offuscare la questione e spianare la strada a mosse a sorpresa. di  | 30 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/30/rifiuti-a-genova-dietrofront-sul-piano-che-affossava-la-differenziata-resta-una-certezza-tari-piu-salata-per-i-cittadini/3345544/