sabato 31 dicembre 2016
Greenpeace, qual è stato il tema ambientale più caldo del 2016?
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i cambiamenti climatici e l’uso delle fonti fossili pericolose sono stati temi caldi in questo 2016.
Noi di Greenpeace, insieme a tutti voi, abbiamo cercato di fare del nostro meglio:
- abbiamo informato migliaia di cittadini italiani sulle conseguenze del voto al referendum di aprile sulle trivelle; - siamo entrati in azione nei mari italiani violati dalle trivellazioni e nelle terre del Sud Italia in cui svettava la minaccia di nuovo carbone; - abbiamo fatto pressione sui leader mondiali della COP22 affinchè trasformassero in azioni concrete i contenuti dell’Accordo di Parigi; - abbiamo acceso il sole a Lampedusa, consegnando all’isola un impianto fotovoltaico finanziato dai nostri sostenitori.
Crediamo che questa sia la generazione che può mettere la parola fine alle fonti fossili come carbone e petrolio. PER QUESTO, NON CI FERMEREMO!
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Voglio contribuire ad organizzare una GIORNATA DI MOBILITAZIONE Voglio contribuire ad acquistare un CASCHETTO PER GLI ATTIVISTI Voglio contribuire ad acquistare un GPS PER LE SPEDIZIONI IN MARE
In questo particolare momento dell’anno, il tuo contributo ci aiuterà a pianificare anche per il 2017 campagne e azioni non-violente per fare pressione sui governi affinché vengano incentivate le fonti rinnovabili, puntare i riflettori sulle multinazionali dell’energia, mobilitare sempre più persone.
Grazie per quello che hai fatto e che farai, è importante!
BUONE FESTE Greenpeace Italia | ||
Greenpeace é un'organizzazione non violenta e finanziariamente indipendente, che agisce per denunciare i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Le nostre risorse provengono dalle donazioni di singole persone che condividono i nostri ideali, non accettiamo fondi da stati, partiti o aziende: questo ci consente la piena libertà di parola e azione in tutti i luoghi e in tutte le circostanze. Per conoscere le nostre Campagne visita il nostro sito o seguici su Facebook, Twitter e Google+. Ricevi questa mail perché hai dato il tuo consenso usando l'indirizzo giorgio.libralato@gmail.com. Per essere sicuro di ricevere le mail di Greenpeace Italia, aggiungi greenpeace.italia@act. |
disastro pubblica amministrazione nel Lazio non servivano i dati della CGIA di Mestre per sapere che eravamo tra i peggiori in Europa
Di ieri l'ennesimo caos treni nella provincia di Latina aumentato dalla mancanza di autobus sostitutivi con l'ennesima conseguente protesta dei pendolari. Tra i due fratelli attori è senz'altro più credibile quello che fa la parte del poliziotto, mentre quello che percorre la regione Lazio tra pulmann inesistenti e scassati, il disastro della sanità pubblica, della cattiva scuola, delle strade e delle infrastrutture, l'incapacità di gestire i rifiuti con numerosi disastri ambientali, dalla sua espressione sembra non ci creda nemmeno lui quando parla alle solite dichiarazioni controproducenti da campagna elettorale. Coletta direbbe da zero tituli. Peggio del Lazio, in tutta l'Europa, ci sono solo 23 regioni, In Italia il Lazio in termini di inefficienza viene superata da Campania, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia. Il Lazio viene definito: Situazione preoccupante anche per il Lazio che, con un indice pari a -1,512, si posiziona al 184° posto tra le 206 regioni europee, lontano dai risultati delle altre tre regioni del Centro.
La classifica della CGIA di Mestre conferma:
AL SUD ABBIAMO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIU’ SCASSATA D’EUROPA: PERDIAMO 30 MILIARDI DI PIL
NELL’INDICE DI QUALITA’ DEL SETTORE PUBBLICO, MEZZOGIORNO IN COMPAGNIA DI TURCHIA, BULGARIA, ROMANIA E SERBIA ============= È una classifica impietosa quella delineata dall’Ufficio Studi della CGIA che ha esaminato gli ultimi risultati derivanti dalla più grande indagine europea condotta dall’Ue sulla qualità della Pubblica Amministrazione (PA) a livello territoriale. Rispetto ai 206 territori interessati dallo studio, le regioni del Sud d’Italia compaiono per 7 volte nel rank dei peggiori 30, con la Campania che si classifica addirittura al 202° posto. L’ Indice della qualità della Pubblica Amministrazione è il risultato di un mix di quesiti posti ai cittadini che riguardano la qualità dei servizi pubblici, l’imparzialità con la quale questi vengono assegnati e la corruzione. I servizi pubblici direttamente monitorati a livello regionale sono quelli a valenza più “territoriale” (formazione, sanità e sicurezza) ma l’indice tiene conto, a livello paese, anche di servizi più generali come ad esempio la giustizia in modo da stilare altresì una classifica nazionale. Il risultato finale è un indicatore che varia dal +2,781 della regione finlandese Åland (1° posto) al -2,658 della turca Bati Anadolu (206° e ultimo posto); la media europea è posta a zero. Come vanno le regioni italiane ? I servizi sono valutati come migliori nelle due province autonome del Trentino Alto Adige (indici superiori a 1) e nelle due regioni a statuto speciale del Nord (Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia) che presentano un indice maggiore di zero, ovvero superiore alla media delle 206 regioni europee.
In terreno “negativo” tutte le altre regioni italiane ma con gap accettabili per Veneto ed Emilia Romagna che tendono alla media europea (indici pari a - 0,186 e -0,217). Scorrendo il rank della qualità della PA, a centro classifica, si trovano due terzetti: il Centro Italia con Umbria (-0,495), Toscana (-0,533), Marche (- 0,535) e il Nord Ovest con Lombardia (-0,542), Piemonte (-0,652), Liguria (- 0,848). Completamente negativa la situazione del Mezzogiorno a partire dal risultato meno disastroso dell’Abruzzo (-1,097), a quelli peggiori di Sicilia, Puglia, Molise, Calabria (indici che variano da -1,588 a -1,687), per finire con la “pecora nera” Campania (-2,242). Situazione preoccupante anche per il Lazio che, con un indice pari a -1,512, si posiziona al 184° posto tra le 206 regioni europee, lontano dai risultati delle altre tre regioni del Centro. “Il quadro dipinto da questo indice europeo – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – evidenzia come l’Italia sia il Paese che presenta, al suo interno, la più ampia variabilità in termini di qualità della PA, tra le prime regioni del Nord e le ultime del Sud. Si pensi che, secondo quanto indicato dal Fondo Monetario Internazionale, se l’efficienza del settore pubblico si attestasse sui livelli ottenuti dai primi territori italiani, come le province di Trento e di Bolzano, la produttività di un’impresa media potrebbe crescere del 5-10 per cento e il Pil italiano di due punti percentuali, ovvero di 30 miliardi di euro”.
Indice europeo sulla qualità della Pubblica Amministrazione – EQI (*) Regioni italiane Indice europeo qualità PA (EQI 2013) Posizionamento rispetto alle regioni europee considerate (su 206 in totale) Provincia Trento +1,043 36 Provincia Bolzano +1,005 39 Valle d'Aosta +0,653 72 Friuli-Venezia Giulia +0,373 98 Veneto -0,186 129 Emilia-Romagna -0,217 132 Umbria -0,495 149 Toscana -0,533 151 Marche -0,535 153 Lombardia -0,542 154 Piemonte -0,652 160 Liguria -0,848 167 Abruzzo -1,097 175 Sardegna -1,307 178 Basilicata -1,423 182 Lazio -1,512 184 Sicilia -1,588 185 Puglia -1,604 188 Molise -1,661 191 Calabria -1,687 193 Campania -2,242 202 ITALIA -0,930 Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati European Commission (ANTICORP).
Qualità della PA: tra le 30 peggiori, le regioni italiane compaiono per 8 volte PEGGIORI 30 REGIONI EUROPEE PER QUALITA' PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Rank negativo (dal peggiore) Regione Paese Indice europeo qualità PA (EQI 2013) 1 Bati Anadolu (Turchia) -2,658 2 Istanbul (Turchia) -2,608 3 Yugozapaden (Bulgaria) -2,598 4 Ege (Turchia) -2,358 5 Campania (Italia) -2,242 6 Bucuresti-Ilfov (Romania) -2,227 7 Belgrade (Serbia) -2,223 8 Severozapaden (Bulgaria) -2,020 9 Sud-Est (Romania) -1,931 10 Ortadogu Anadolu (Turchia) -1,897 11 Southern and Eastern Serbia (Serbia) -1,854 12 Šumadija and Western Serbia (Serbia) -1,831 13 Vojvodina (Serbia) -1,811 14 Calabria (Italia) -1,687 15 Nord-Est (Romania) -1,672 16 Molise (Italia) -1,661 17 Sud-Vest Oltenia (Romania) -1,659 18 Nord-Vest (Romania) -1,630 19 Puglia (Italia) -1,604 20 Yugoiztochen (Bulgaria) -1,592 21 Vest (Romania) -1,591 22 Sicilia (Italia) -1,588 23 Lazio (Italia) -1,512http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2016/03/PASCASSATA.pdf
La classifica della CGIA di Mestre conferma:
AL SUD ABBIAMO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIU’ SCASSATA D’EUROPA: PERDIAMO 30 MILIARDI DI PIL
NELL’INDICE DI QUALITA’ DEL SETTORE PUBBLICO, MEZZOGIORNO IN COMPAGNIA DI TURCHIA, BULGARIA, ROMANIA E SERBIA ============= È una classifica impietosa quella delineata dall’Ufficio Studi della CGIA che ha esaminato gli ultimi risultati derivanti dalla più grande indagine europea condotta dall’Ue sulla qualità della Pubblica Amministrazione (PA) a livello territoriale. Rispetto ai 206 territori interessati dallo studio, le regioni del Sud d’Italia compaiono per 7 volte nel rank dei peggiori 30, con la Campania che si classifica addirittura al 202° posto. L’ Indice della qualità della Pubblica Amministrazione è il risultato di un mix di quesiti posti ai cittadini che riguardano la qualità dei servizi pubblici, l’imparzialità con la quale questi vengono assegnati e la corruzione. I servizi pubblici direttamente monitorati a livello regionale sono quelli a valenza più “territoriale” (formazione, sanità e sicurezza) ma l’indice tiene conto, a livello paese, anche di servizi più generali come ad esempio la giustizia in modo da stilare altresì una classifica nazionale. Il risultato finale è un indicatore che varia dal +2,781 della regione finlandese Åland (1° posto) al -2,658 della turca Bati Anadolu (206° e ultimo posto); la media europea è posta a zero. Come vanno le regioni italiane ? I servizi sono valutati come migliori nelle due province autonome del Trentino Alto Adige (indici superiori a 1) e nelle due regioni a statuto speciale del Nord (Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia) che presentano un indice maggiore di zero, ovvero superiore alla media delle 206 regioni europee.
In terreno “negativo” tutte le altre regioni italiane ma con gap accettabili per Veneto ed Emilia Romagna che tendono alla media europea (indici pari a - 0,186 e -0,217). Scorrendo il rank della qualità della PA, a centro classifica, si trovano due terzetti: il Centro Italia con Umbria (-0,495), Toscana (-0,533), Marche (- 0,535) e il Nord Ovest con Lombardia (-0,542), Piemonte (-0,652), Liguria (- 0,848). Completamente negativa la situazione del Mezzogiorno a partire dal risultato meno disastroso dell’Abruzzo (-1,097), a quelli peggiori di Sicilia, Puglia, Molise, Calabria (indici che variano da -1,588 a -1,687), per finire con la “pecora nera” Campania (-2,242). Situazione preoccupante anche per il Lazio che, con un indice pari a -1,512, si posiziona al 184° posto tra le 206 regioni europee, lontano dai risultati delle altre tre regioni del Centro. “Il quadro dipinto da questo indice europeo – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – evidenzia come l’Italia sia il Paese che presenta, al suo interno, la più ampia variabilità in termini di qualità della PA, tra le prime regioni del Nord e le ultime del Sud. Si pensi che, secondo quanto indicato dal Fondo Monetario Internazionale, se l’efficienza del settore pubblico si attestasse sui livelli ottenuti dai primi territori italiani, come le province di Trento e di Bolzano, la produttività di un’impresa media potrebbe crescere del 5-10 per cento e il Pil italiano di due punti percentuali, ovvero di 30 miliardi di euro”.
Indice europeo sulla qualità della Pubblica Amministrazione – EQI (*) Regioni italiane Indice europeo qualità PA (EQI 2013) Posizionamento rispetto alle regioni europee considerate (su 206 in totale) Provincia Trento +1,043 36 Provincia Bolzano +1,005 39 Valle d'Aosta +0,653 72 Friuli-Venezia Giulia +0,373 98 Veneto -0,186 129 Emilia-Romagna -0,217 132 Umbria -0,495 149 Toscana -0,533 151 Marche -0,535 153 Lombardia -0,542 154 Piemonte -0,652 160 Liguria -0,848 167 Abruzzo -1,097 175 Sardegna -1,307 178 Basilicata -1,423 182 Lazio -1,512 184 Sicilia -1,588 185 Puglia -1,604 188 Molise -1,661 191 Calabria -1,687 193 Campania -2,242 202 ITALIA -0,930 Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati European Commission (ANTICORP).
Qualità della PA: tra le 30 peggiori, le regioni italiane compaiono per 8 volte PEGGIORI 30 REGIONI EUROPEE PER QUALITA' PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Rank negativo (dal peggiore) Regione Paese Indice europeo qualità PA (EQI 2013) 1 Bati Anadolu (Turchia) -2,658 2 Istanbul (Turchia) -2,608 3 Yugozapaden (Bulgaria) -2,598 4 Ege (Turchia) -2,358 5 Campania (Italia) -2,242 6 Bucuresti-Ilfov (Romania) -2,227 7 Belgrade (Serbia) -2,223 8 Severozapaden (Bulgaria) -2,020 9 Sud-Est (Romania) -1,931 10 Ortadogu Anadolu (Turchia) -1,897 11 Southern and Eastern Serbia (Serbia) -1,854 12 Šumadija and Western Serbia (Serbia) -1,831 13 Vojvodina (Serbia) -1,811 14 Calabria (Italia) -1,687 15 Nord-Est (Romania) -1,672 16 Molise (Italia) -1,661 17 Sud-Vest Oltenia (Romania) -1,659 18 Nord-Vest (Romania) -1,630 19 Puglia (Italia) -1,604 20 Yugoiztochen (Bulgaria) -1,592 21 Vest (Romania) -1,591 22 Sicilia (Italia) -1,588 23 Lazio (Italia) -1,512http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2016/03/PASCASSATA.pdf
richiesta di accesso atti, Accesso civico (FOIA)
L'Accesso civico (semplice o generalizzato) consente a chiunque di accedere a dati, documenti e informazioni delle pubbliche amministrazioni senza necessità di dimostrare un interesse legittimo (Art. 5, D.Lgs. 33/2013).
- L’Accesso civico semplice consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni che le amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare (art.5, c. 1). Per inviare una richiesta di Accesso civico semplice, relativamente a documenti, dati o informazioni detenuti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, è disponibile il modulo online.
- L' Accesso civico generalizzato (o accesso FOIA) consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni ulteriori rispetto a quelli che le amministrazioni sono obbligate a pubblicare (art.5, c. 2).
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COME PRESENTARE UNA RICHIESTA DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO (ACCESSO FOIA) AL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
COME PRESENTARE UNA RICHIESTA DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO (ACCESSO FOIA) AL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
Per presentare una richiesta di accesso FOIA è disponibile nel menu di questa pagina un modulo (sia in formato PDF, sia in formato editabile) da compilare e firmare. Si ricorda che l'accesso civico è previsto per richiedere documenti/dati/informazioni disponibili e identificati. Pertanto, nella compilazione della richiesta, si raccomanda di fornire tutti gli elementi utili alla loro identificazione.
La richiesta potrà essere sottoscritta:
- con firma digitale direttamente sul file;
- con firma autografa sulla stampa del modello, avendo cura di allegare copia di un documento di identità.
Invio telematico > La richiesta potrà essere spedita all'indirizzo della casella di posta elettronica FOIA del Dipartimento, indicato sul modulo.
Invio con posta ordinaria > Il modulo potrà essere stampato, firmato e trasmesso all'indirizzo: Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica - Corso Vittorio Emanuele, 116 - 00186 ROMA. http://www.funzionepubblica.gov.it/accesso-civico
piano casa regione Lazio approvata la proroga al 31 maggio Lazio, ok Manovra 2017 a notte fonda
Dal 1° gennaio addio extra ticket, prorogato il Piano Casa (ANSA) - ROMA, 31 DIC - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato in nottata la Manovra 2017 dell'amministrazione di Nicola Zingaretti. L'ok definitivo al pacchetto da 3,2 miliardi dell'assessore Alessandra Sartore è arrivato alle 3:25 con 30 voti favorevoli e 15 contrari dopo una maratona d'aula iniziata martedì scorso. I provvedimenti più rilevanti sono l'abolizione dal 1 gennaio 2017 del ticket regionale sulle prestazioni sanitarie e la riduzione dell'Irpef per i ceti medi dal prossimo anno fiscale. Il provvedimento prorogherà inoltre fino al 31 maggio il Piano casa. Con l'ok alla Manovra dal primo dell'anno i cittadini pagheranno 15 euro in meno una risonanza o una tac, una visita specialistica ambulatoriale costerà 4 euro in meno; 5 euro il taglio sulla fisiokinesiterapia. Resterà da pagare insomma solo il ticket 'nazionale', e non più l'extra introdotto nel 2008 per far fronte al crack della sanità. In tasca ai cittadini del Lazio, complessivamente, rimarranno 20 milioni di euro.
http://www.ansa.it/lazio/notizie/2016/12/31/lazio-ok-manovra-2017-a-notte-fonda_d7b70f1e-5424-4894-aee6-d1eb9f8186c1.html
parco nazionale del Circeo, il bilancio e le sfide dell'ente parco
Il messaggero di Latina 31 dicembre 2016 rassegna stampa Lazio tv
Latina dopo il fallimento della Latina ambiente per costituire un'altra società in house incarico del comune ad un super avvocato - squadra Latina calcio ecco il terreno acquistato dai nuovi proprietari
chissà come sarà fatto un super avvocato.
Il messaggero di Latina 31 gennaio 2016
rassegna stampa Lazio tv
Il messaggero di Latina 31 gennaio 2016
rassegna stampa Lazio tv
LIPU il pettirosso ha un messaggio per te
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