giovedì 20 agosto 2026

Crimini ambientali, aumentano del 17% i casi seguiti da Eurojust. L’Italia è il Paese più attivo

 tratto da https://ambientenonsolo.com/crimini-ambientali-aumentano-del-17-i-casi-seguiti-da-eurojust-litalia-e-il-paese-piu-attivo/

dall'articolo di Marco Talluri: "L’Italia ha avviato il maggior numero di procedimenti
Il rapporto segnala un primato significativo per il nostro Paese: nel 2025 l’Italia, seguita da Romania e Slovenia, è stata la nazione che ha avviato presso Eurojust il maggior numero di casi di criminalità ambientale.
La Germania è stata invece lo Stato al quale è stato richiesto più frequentemente di fornire assistenza nelle indagini ambientali transfrontaliere. Nessun Paese esterno all’Unione europea ha avviato nel corso dell’anno un caso ambientale presso Eurojust, mentre il Regno Unito è stato l’unico Paese terzo al quale è stato chiesto di collaborare.
Il ruolo dell’Italia può essere letto come il risultato della particolare esposizione del Paese ai traffici illegali, soprattutto nel settore dei rifiuti, ma anche dell’esperienza maturata dalla magistratura e dalle forze di polizia nel contrasto alle organizzazioni criminali che operano nel ciclo ambientale. Traffici illeciti di rifiuti, sostanze pericolose e pesticidi coinvolgono sempre più spesso reti criminali organizzate capaci di operare oltre i confini nazionali. Nel 2025 Eurojust ha seguito 68 procedimenti ambientali, ma differenze normative e carenza di competenze specialistiche continuano a ostacolare le indagini
La criminalità ambientale rappresenta una minaccia crescente per gli ecosistemi, la salute delle persone e la sicurezza economica dell’Europa. A confermarlo è il Rapporto annuale 2025 di Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea che sostiene il coordinamento tra magistrature e autorità giudiziarie nelle indagini sulla criminalità transfrontaliera.
Nel corso del 2025 Eurojust ha coordinato quasi 14mila casi riguardanti diverse forme di criminalità grave e organizzata. I procedimenti classificati specificamente come criminalità ambientale sono numericamente meno numerosi rispetto a quelli relativi a frodi, traffico di droga o riciclaggio, ma presentano conseguenze potenzialmente enormi e una particolare complessità investigativa.
Eurojust sottolinea infatti che i reati ambientali contribuiscono ad aggravare tutte e tre le principali componenti della crisi ambientale globale: cambiamento climatico e riscaldamento globale, inquinamento e perdita di biodiversità. A questi danni si aggiungono i rischi per la salute pubblica e gli elevati profitti ottenuti dalle organizzazioni criminali. Nel 2025 trattati 68 casi, il 17% in più
Nel 2025 Eurojust ha seguito complessivamente 68 casi di criminalità ambientale: 24 erano nuovi procedimenti, mentre 44 provenivano dagli anni precedenti. Rispetto al 2024 si registra un aumento del 17%.
L’Agenzia ha inoltre sostenuto la costituzione di due nuove squadre investigative comuni e organizzato sette riunioni di coordinamento dedicate a casi ambientali specifici. Sono strumenti particolarmente importanti quando le attività illecite, le imprese coinvolte, i flussi finanziari e le prove giudiziarie risultano distribuiti tra più Paesi.
Il dato assume un significato particolare perché i casi arrivati a Eurojust costituiscono soltanto la parte transfrontaliera più complessa della criminalità ambientale e non rappresentano quindi l’intera diffusione del fenomeno nell’Unione europea."
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