venerdì 28 agosto 2026

Ricarica elettrica, nell’UE 1,1 milioni di punti pubblici: Italia oltre gli obiettivi europei

 tratto da https://ambientenonsolo.com/ricarica-elettrica-nellue-11-milioni-di-punti-pubblici-italia-oltre-gli-obiettivi-europei/ 

dall'articolo di Marco Talluri ambiente e non solo: "La rete europea di ricarica per le auto elettriche sta crescendo più velocemente del parco circolante. Alla fine del 2025 nell’Unione europea erano disponibili circa 1,1 milioni di punti di ricarica pubblici, cinque volte il numero registrato nel 2020. Anche l’Italia presenta risultati positivi: ha già superato ampiamente l’obiettivo europeo relativo alla potenza disponibile rispetto alle auto elettriche in circolazione ed è vicina al traguardo previsto per le principali autostrade.
È quanto emerge dalla nuova analisi di Transport & Environment, accompagnata da una dashboard interattiva che consente di verificare i progressi compiuti dai singoli Paesi rispetto agli obiettivi stabiliti dal regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi, l’AFIR.
La rete cresce più rapidamente delle auto elettriche
Secondo T&E, l’infrastruttura di ricarica pubblica si sta sviluppando di pari passo, e in molti casi in anticipo, rispetto alla diffusione dei veicoli elettrici. Alla fine di marzo 2026 tutti gli Stati membri, con la sola eccezione di Malta, avevano raggiunto il requisito AFIR relativo alla capacità complessiva della rete.
Il regolamento stabilisce che ogni Paese debba garantire almeno 1,3 kilowatt di potenza di ricarica pubblica per ciascuna automobile elettrica a batteria presente nel proprio parco circolante. A livello comunitario la capacità installata supera del 180% il requisito previsto.
Il risultato ridimensiona uno degli argomenti utilizzati più frequentemente contro la transizione elettrica, ossia l’insufficienza delle colonnine. I dati mostrano invece che, nel complesso, la rete europea è cresciuta più rapidamente delle immatricolazioni elettriche.
Questo non significa che tutti i problemi siano stati risolti: permangono differenze territoriali, carenze locali e difficoltà legate all’affidabilità degli impianti, alle modalità di pagamento e alla trasparenza delle tariffe.
Italia al 240% dell’obiettivo sulla potenza
L’Italia risulta particolarmente ben posizionata nel rapporto tra potenza pubblica installata e numero di auto elettriche. Il livello di conformità raggiunge infatti il 240% dell’obiettivo AFIR.
In altre parole, la capacità della rete italiana è oggi più che doppia rispetto al requisito minimo europeo commisurato alla consistenza della flotta elettrica.
Il dato deve però essere interpretato tenendo conto anche della diffusione ancora limitata delle automobili a batteria nel nostro Paese. Una dotazione elevata rispetto al numero di veicoli rappresenta una condizione favorevole per sostenere la crescita futura, ma riflette anche il ritardo italiano nelle vendite di auto elettriche rispetto ai principali mercati europei.
La sfida sarà quindi utilizzare questa infrastruttura come leva per accelerare la transizione, assicurando contemporaneamente una distribuzione equilibrata sul territorio.
Colonnine rapide ogni 60 chilometri
L’AFIR non considera soltanto la quantità complessiva di potenza disponibile. Il regolamento introduce anche obiettivi di copertura geografica lungo la rete transeuropea dei trasporti, la TEN-T.
Entro il 2025 gli Stati membri avrebbero dovuto garantire stazioni di ricarica rapida in corrente continua, con una potenza di almeno 150 kilowatt, ogni 60 chilometri lungo le principali arterie della rete TEN-T Core, costituita prevalentemente dalle autostrade strategiche europee.
A giugno 2026 il 79% di questa rete rispettava già il requisito. Nell’Europa occidentale la conformità superava il 99%, mentre i principali tratti ancora scoperti erano concentrati nell’Europa orientale e in Spagna. Proprio alcuni dei Paesi partiti più lentamente stanno però facendo registrare i tassi di crescita maggiori: in meno di due anni, ad esempio, la Polonia ha portato la copertura della propria rete Core dal 20% al 59%.
Secondo T&E, per innalzare rapidamente al 90% il livello di conformità europeo sarebbero sufficienti 70 stazioni collocate o adeguate in punti strategici: 22 in Spagna, 11 in Polonia e sette in Romania. Molte di queste strutture esistono già e devono soltanto essere potenziate.
Autostrade italiane vicine al traguardo
Sulla rete TEN-T Core italiana è stato raggiunto l’89% dell’obiettivo AFIR previsto per il 2025 in relazione alla distanza tra le stazioni di ricarica rapida.
Il nostro Paese ha inoltre già centrato i traguardi fissati per il 2027 sulla rete TEN-T Comprehensive, che comprende anche strade statali e arterie regionali, e ha conseguito il 58% dell’obiettivo previsto per il 2030.
Il quadro è quindi positivo, ma resta necessario completare i collegamenti mancanti e verificare che la disponibilità teorica delle infrastrutture corrisponda a un servizio effettivamente accessibile, funzionante e semplice da utilizzare.
Non basta contare le colonnine
La crescita numerica non esaurisce il tema della ricarica. Per rendere l’auto elettrica utilizzabile da una platea più ampia occorre migliorare l’esperienza degli automobilisti, eliminando la frammentazione tra applicazioni e operatori e rendendo immediatamente comprensibili prezzi e condizioni del servizio.
«Oggi chi guida un’auto elettrica non deve fare molta strada per trovare una colonnina pubblica», osserva Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia. Secondo Boraschi, gli obiettivi europei stanno funzionando, ma restano da affrontare la facilità d’uso e la trasparenza dei prezzi, aspetti particolarmente importanti per chi abita in condominio e dipende dalla rete pubblica.
La ricarica domestica e quella sul luogo di lavoro continueranno infatti a coprire una parte consistente del fabbisogno. Per questo T&E sottolinea l’importanza di infrastrutture intelligenti, interoperabili e, progressivamente, bidirezionali, capaci cioè non soltanto di alimentare i veicoli ma anche di restituire energia alla rete.
Anche parcheggi di interscambio, stazioni di servizio, attività commerciali, alberghi e immobili destinati al terziario possono contribuire alla costruzione di una rete più capillare.
Un’infrastruttura da integrare nella pianificazione della mobilità
I risultati europei mostrano che obiettivi comuni e vincolanti possono orientare gli investimenti e accelerare la realizzazione delle infrastrutture. La disponibilità delle colonnine non deve però tradursi in una semplice sostituzione di tutte le auto con modelli elettrici.
L’elettrificazione è una componente essenziale della decarbonizzazione dei trasporti, ma deve essere affiancata dal potenziamento del trasporto pubblico, dalla mobilità attiva e condivisa e dalla riduzione della dipendenza dall’automobile privata.
La prossima fase dovrà quindi concentrarsi non soltanto sul numero dei punti di ricarica, ma sulla loro qualità, collocazione, accessibilità e integrazione con la rete elettrica e con la pianificazione urbana. L’obiettivo è fare della ricarica un servizio ordinario, semplice e affidabile, evitando nuove disuguaglianze tra territori e tra chi dispone o meno di un posto auto privato."
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