domenica 30 agosto 2026

Basilicata, la tartufaia più grande d’Europa finisce al Tar: Wwf e associazioni contestano l’iter della Regione di Manlio Lilli. L'amministrazione rivendica la correttezza del riconoscimento e nega l’avvio di lavori. Contestata l’assenza di VIncA e Piano colturale: il 18 novembre la parola alla giustizia amministrativa

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/30/tartufaia-basilicata-europa-tar-notizie/8491693/

dall'articolo di Manlio Lilli: “Un corto circuito istituzionale” per l’Associazione Micologica dei Sostenitori della Cultura Idnologica Lucana, un gruppo con sede nel comune potentino di Filiano, che si occupa di micologia e tutela del mondo dei tartufi.
Per le due associazioni sembrerebbero mancare due elementi fondamentali. Imprescindibili per il riconoscimento della tartufaia. Il Piano colturale di conservazione della tartufaia e la VIncA, Valutazione di Incidenza Ambientale. Il 20 agosto 2026 è la stessa Regione a certificarlo con l’Ufficio Compatibilità Ambientale della Direzione Generale dell’Ambiente, Energia e Tutela del Territorio. Che, rispondendo alla richiesta di ARSIAL di esprimere un parere in merito alla correttezza dell’iter procedurale seguito, “ribadisce che agli Atti non risulta nessun provvedimento e/o istanza di VIncA e alcun Piano colturale della tartufaia controllata”.
In quanto alla VIncA, in una nota del 18 agosto 2026 Annachiara Colucci, Presidente Wwf Costa Ionico Lucana, si dice in disaccordo con ALSIA che sostiene come la Valutazione non sia necessaria dal momento che il Decreto Presidenziale avrebbe carattere “prevalentemente ricognitivo”. Aggiungendo che “la concreta esecuzione degli interventi sarebbe subordinata alla presentazione di specifici progetti esecutivi e all’acquisizione delle autorizzazioni forestali, ambientali e paesaggistiche previste dalla normativa”.
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