lunedì 24 agosto 2026

In Armenia la prossima conferenza Onu sulla biodiversità: promesse green e crisi ambientale possono andare a braccetto? Francesco De Palo. Giornalista freelance e scrittore. Nel paese si segnala un forte inquinamento atmosferico, il degrado delle risorse idriche, la crisi del lago Sevan, l’impoverimento dei pascoli e una gestione inefficace dei rifiuti

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/24/cop17-armenia-inquinamento-biodiversita-notizie/8481450/

dall'articolo di Francesco De Palo: "Nel paese si segnala un forte inquinamento atmosferico, il degrado delle risorse idriche, la crisi del lago Sevan, l’impoverimento dei pascoli e una gestione inefficace dei rifiuti. Ce ne sarebbe abbastanza per sollevare qualche dubbio sulla scelta di Erevan. Ma tant’è.
Gli esempi negativi in questo senso non mancano, è il caso dell’infezione intestinale scoppiata la scorsa primavera nella città armena di Byureghavan, causata da acqua potabile contaminata. Trecento gli intossicati. Tre mesi dopo, altro episodio simile.
E ancora, l’aria è molto inquinata, come dimostra la concentrazione media annua di PM2,5 a Erevan che si attesta a 30,4 µg/m³, sei volte il livello di 5 µg/m³ raccomandato dall’Oms. “La cattiva gestione ambientale ha deteriorato la qualità della vita nella capitale e normalizzato il rischio ecologico”, ha sottolineato il 31 gennaio la rivista statunitense Forbes.
Pochi giorni fa nella provincia di Ararat sono stati avvistati fumi (forse tossici) dai residenti, che hanno interpellato l’Ong ambientalista armena EcoLur. Secondo gli abitanti del posto, l’esposizione costante al fumo tossico ha già provocato malattie respiratorie e cutanee nella popolazione. Qualcuno ipotizza che i disagi siano legati alla presenza nelle vicinanze di un impianto per la lavorazione della pietra (Manana Stone), un’acciaieria (GTB Steel), un cementificio (Araratcement) e un impianto di bitume a Surenavan."
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