tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/06/13/ia-cosi-il-mega-data-center-sventra-la-vecchia-magenta/8384202/
dall'articolo di Nicola Borzi: "Cinque scatole di cemento di nove piani, alte quasi 27 metri, appena più basse dell’ospedale che di piani ne ha dieci. Sorgeranno su 130mila metri quadrati, pari a 16 campi da calcio, nell’ex area industriale Novaceta ai confini della cittadina lombarda di Magenta. È il progetto del mastodontico data center, la “fattoria” di server collegati al web per alimentare l’intelligenza artificiale, nel Parco del Ticino. Il suo assorbimento elettrico totale è stimato a regime in 300 megawatt: il consumo previsto di 2,63 milioni di megawattora l’anno varrà circa il 40% dell’intero assorbimento della città di Milano. L’investimento, organizzato da Namira Sgr, è nell’ordine dei 2,5 miliardi. Ma non è il solo: tra maggio e giugno 2025 un fondo gestito da Namira ha acquisito l’intera area dell’ex industria Saffa a Pontenuovo di Magenta. Altri 250mila metri quadrati circa, dove, secondo indiscrezioni, potrebbe sorgere un altro grosso data center. In totale, direttamente o tramite i suoi fondi, Namira a Magenta oggi gestisce circa 450mila metri quadrati, una superficie maggiore di CityLife e Porta Nuova a Milano, metà dell’area dell’ex Expo a Rho.
Fanno impressione le trasformazioni ambientali e urbanistiche scatenate anche in Italia dalla rivoluzione digitale. La Lombardia e il Piemonte in particolare sono al centro di un’espansione senza precedenti dei progetti di data center. Fenomeno che il Pirellone vuol regolare con una legge regionale, la prima della Penisola, formalmente per ridurre l’impatto ambientale, ma secondo le opposizioni invece per dare via libera a colossi digitali, speculatori immobiliari e imprese."
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